Aggiornato il 27 Feb 26 da

"Gioco a poker" - Si può dire?

In una recente discussione su un forum è emerso che molti giocatori si chiedono se sia giusto spiegare di essere un giocatore di poker di successo a potenziali datori di lavoro. Cogliamo l'occasione per parlare dell'argomento in questo articolo.

Grundy
Grafico impressionante: Ben Grundy

Spulciando i forum di twoplustwo alla ricerca di qualcosa che non fosse lo scandalo di Girah, mi sono imbattuto in un thread intitolato "Dovrei dire ad un potenziale datore di lavoro che ero un giocatore di poker professionista?".

Questa è una domanda davvero pertinente: molti studenti e laureati rinunciano alla possibilità di fare esperienza con lavori più normali, per esempio come baristi o venditori, per dedicare invece il tempo al poker online.

Per gente come il 22enne November Niner Sam Holden, che ha studiato alla Kent University, la scelta ha pagato alla grande.

D'altronde, in questo periodo di crisi, in cui è molto importante avere esperienze di lavoro e attività extra curricolari da aggiungere al proprio CV, passare molte ore a grindare davanti al computer potrebbe non essere +E.V. per una carriera al di fuori del poker.

Qui analizzeremo i pro e i contro del rivelare il proprio passato da pokeristi ai possibili datori di lavoro. Poiché vivo nello UK, userò tale nazione come esempio.

Tenerlo per sé

Nonostante il "Moneymaker Effect" del 2003 e la "globalizzazione" del poker, la nostra società stigmatizza ancora il poker ed il gioco d'azzardo.

Questo è vero in particolare per la generazione più avanti con gli anni (per esempio, i genitori dell'esercito di attuali maghetti dell'online). Che sia vera o meno, la descrizione di Girah su come abbia dovuto spiegare a sua madre che il poker è un impegno onorevole è sintomatica di quanto accade in diverse famiglie.

Talvolta è anche una questione di classi sociali, con il ceto medio che si prende gioco della classe dei lavoratori quando la domenica vanno a piazzare una scommessa ai botteghini. Questo è ironico, visto ad esempio il gran numero di corse di cavalli come il Royal Ascot ed il The Grand National, che sono usate come palcoscenico dai ricchi e dalle persone famose per mostrarsi ed ostentare la propria condizione agiata.

Il poker è considerato spesso un taboo per molte ragioni. Molte persone anziane non riescono a trovarne le differenze rispetto ad un normale gioco contro il banco.

Nello UK, il poker ed il gambling evocano spesso immagini di degrado, ubriachezza e degenero. Mentre scommettere di tanto in tanto, in occasioni sociali come le corse dei cani o il Grand National, è largamente accettato, ma giocare d'azzardo per vincere è decisamente poco apprezzato.

La strada per ottenere grandi successi nel poker può essere dura, anche per un professionista. Il libro di Phil Hellmuth "Deal Me In" descrive le difficoltà e i momenti di sconforto di venti professionisti. Dalle storie di furti e ricatti dei tempi passati di Doyle Brunson a Phil Ivey che doveva dormire sotto un ponte mentre cercava successo ad Atlantic City, il sentiero verso il successo non è semplice.

Per farla breve, c'è un elemento di "pericolo" o rischio che spesso viene attribuito al poker dai potenziali datori di lavori. Penseranno: questa persona è affidabile? Sarà in ufficio alle 9 in punto ogni mattina? Si potrà adattare ad un lavoro strutturato dopo aver passato anni come capo di sé stesso?

Dirlo al mondo

D'altra parte, spiegare dettagliatamente la tua esperienza come giocatore di poker solido e vincente può essere una potente arma segreta. In un mercato del lavoro divenuto saturo, i datori di lavoro stanno cercando candidati che sappiano emergere dalla massa. Un giocatore di poker vincente ha un insieme di capacità molto particolare.

I giocatori di poker sviluppano abilità nelle ricerche (che derivi dal ricercare le hand history o dalla game selection, ad esempio) e l'abilità di dedicarsi al proprio sviluppo (guardando video e analizzando mani). Le conoscenze matematiche, naturalmente, sono un'altra buona qualità, necessaria ad esempio per interpretare correttamente le statistiche dell'HUD.

Ma la conoscenza del metagame e della psicologia che fanno parte del poker che può aiutarti nel fare buona impressione con i potenziali datori di lavoro.

I forti poker player sono spesso molto percettivi e analitici. Basti prendere l'esempio di Brandon Adams (tutore universitario alla Harvard University) e Andy Bloch (laureato all'M.I.T. di Boston) per mostrare come il poker e l'intelligenza spiccata vadano spesso mano per mano.

C'è, naturalmente, il piccolo problema di dimostrare questi fatti. Come riuscire a dimostrare legittimamente i propri risultati è un problema tornato alla luce con lo scandalo di Girah. La cosa migliore è probabilmente mostrare i grafici con i propri risultati ai datori di lavoro, che si possono ottenere dai software come PokerTracker. Questo grafico, ad esempio, è dell'esperto britannico di Pot-Limit Omaha Ben Grundy. Spettacolare a dir poco.

Pensieri conclusivi

Per concludere, penso che dovresti seguire il tuo istinto e capire come il datore di lavoro potrebbe reagire di fronte a tale rivelazione. Cerca innovazione, qualcuno diverso dagli altri? Sembra una persona capace di ascoltare?

Svelare il tuo passato nel poker potrebbe essere importante se ad esempio stai facendo un colloquio per un posto nella finanza, dove conoscenze di matematica e gestione del denaro sono apprezzate. Credo che se mostri passione e fiducia in quello che stai dicendo, il potenziale datore di lavoro sarà impressionato.

Infine, potresti voler dare un'occhiata anche ad un interessante documentario sul gambling nello UK, dal titolo "£50 Says You Are Going to Watch This" ("£50 che lo guardi"). Il giornalista Hardeep Singh Kohli incontra persone come Antonio Esfandiari nei suoi viaggi. Questa è la prima parte: