Gli 8 tipici personaggi che ruotano attorno al pokerista
Severi, imbranati, perplessi o completamente fuori di testa. Ecco i più comuni cliché di persone che circondano chi gioca a poker. Parenti, amici o fidanzate... qual è il più temibile e come affrontarlo?
Ostacoli alla carriera del grinder ce ne sono tanti, ma i peggiori rischiamo di trovarceli proprio dentro casa nostra. Mamme, zii, nonne, fidanzate... i pericoli si annidano là dove meno te l'aspetteresti ed è bene sapere cosa si va ad affrontare quando si decide di scegliere il poker online come proprio futuro mestiere. Ecco una pratica guida che vi insegnerà a riconoscere i pericoli negli 8 tipici personaggi che ruotano attorno al pokerista.
1. La mamma
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| Esemplare mediamente aggressivo di mamma |
La mamma rappresenta essenzialmente il primo ostacolo di ogni pokerista che si rispetti. Alla notizia che il proprio figlio ha deciso di cominciare la dura strada del grinding, la mamma tipo va in una crisi mistica di almeno sei mesi, durante cui si reca quotidianamente in parrocchia, accende ceri a S. Antonio e compra infine spilloni, bambole vudù e polli vivi tentando insanamente la carta della Magia Nera.
Dopo questo primo stadio, la mamma si evolve in un essere pesantemente rompiscatole, che fa di tutto per instillare nel proprio rampollo il senso di colpa, utilizzando frasi come: "Tuo nonno è morto di crepacuore proprio perché tu giochi a poker!". Alla risposta del figlio: "Mamma, il nonno è vivo e come ogni giovedì sta prendendo le sue lezioni di kung fu", la mamma emette un verso strozzato e punta un indice minaccioso contro un altro personaggio di importanza fondamentale: il papà (v. categoria).
2. Il papà
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| "Non si fa mica così quel lavoro lì!" |
Personaggio ambiguo, il papà sarebbe tendenzialmente uno degli ostacoli meno duri per un giovane pokerista, ma in alcune circostanze subisce i pesanti influssi della mamma (v. categoria), cosa che lo rende assai temibile. Nel suo primo stadio evolutivo, il papà si limita a scuotere la testa e a bofonchiare frasi incomprensibili nel tipico atteggiamento del pensionato che osserva i muratori nei cantieri edili alle sette e un quarto del mattino.
Quando, però, la mamma (v. categoria) lo innesca, il papà comincia a minacciare il pokerista con tutta una serie di espedienti assai efficaci. Gli nasconde le chiavi del motorino, lo relega in casa al venerdì sera, gli sega l'X-box con un archetto da traforo e infine lo costringe a riordinare il garage, luogo mitologico in cui nidificano ragni di quindici chili visto che nessuno entra dai tempi di Orfeo ed Euridice. Constatata, infine, l'apparente inefficacia di tutti questi espedienti, il papà tende a esaurire la propria carica e torna a scuotere la testa farfugliando stupidaggini.
3. La nonna
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| Una nonna intraprendente tiene il laptop in ostaggio |
La nonna è un personaggio apparentemente collaterale, eppure in alcuni casi il suo influsso può essere devastante per un giovane pokerista. Essere quasi mitologico metà donna anziana e metà sedia o poltrona, la nonna si fa forte della saggezza popolare e di una pericolosissima propensione religiosa al martirio delle genti. Conosce a memoria settantaquattromilaottocentoventicinque proverbi di origine contadina, che spara a raffica appestando i pomeriggi del giovane grinder.
La particolarità di questi proverbi è che solitamente non c'entrano proprio nulla con l'argomento in questione. Alla frase: "Nonna, puoi sparecchiare i rosari dalla mia scrivania, che ho la sessione quotidiana di cash game?", per esempio, la nonna aziona una vocina stridula e sentenzia: "Chi vuol d'avena un granaio, la semini di febbraio". A quel punto il pokerista prende il coraggio a due mani e toglie tre crocifissi, nove ceri e dodici chili di collanine granulate dalla propria tastiera, prima che la nonna, scocciata, dichiari: "Fossi e capitagne benedicon le campagne".
4. Il nonno
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| La camera del pokerista dopo che è passato il nonno |
Contrariamente a quanto sarebbe possibile pensare tracciando un diagramma dopo i primi tre personaggi elencati, il nonno è raramente un ostacolo per i pokeristi, e anzi spesso se ne rivela l'unico difensore. Dal punto di vista estetico, si tratta sostanzialmente di un papà (v. categoria) che ha ormai imparato a non subire più gli influssi nefasti della mamma (che in questo caso sarebbe la nonna (v. categorie)).
Generalmente vestito anche ad agosto con camicie di flanella a quadretti del peso di uno scafandro da palombaro, il nonno non disapprova quasi nulla di ciò che fa il proprio nipote. La sua passione per il bricolage, in effetti, lo rende impermeabile a ogni potenziale problema familiare. Questa è anche l'unica vera insidia che cova questo personaggio, il quale può passare anche 18 ore consecutive a trapanare muri o a segare in due inutili pezzi di compensato che mai userà dopo averli sventrati. L'inquinamento acustico che ne consegue è alla base di molti downswing che alcuni ingenui pokeristi ritengono inspiegabili.
5. La sorella
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| "Tu che ci vedi bene: è un K?" "Eh? Ma non è Sensible Soccer?" |
Fra i più temibili deterrenti per un giovane pokerista c'è un essere che in molte culture è raffigurato con il corpo di un serpente e la testa di uno sciacallo, e che invece nella nostra è semplicemente chiamato "sorella". Incattivita dalla convivenza forzata nella stessa camera di quattro metri quadrati, la sorella contende al pokerista l'uso del proprio strumento di lavoro, costringendolo a mollare a metà una sessione perché lei deve assolutamente aggiornare il proprio blog.
Dato che la sorella è generalmente veloce a scrivere come un bradipo monco con il morbo di Parkinson, ci mette nove ore a raccontare che oggi ha incontrato un tizio che conosce un'amica della zia di un cognato di Justin Bieber ed è svenuta per l'emozione. Il risultato è che il pokerista è spesso costretto a grindare sul proprio smartphone, il quale ha un display da mezzo mignolo che rende possibile distinguere i 4 dagli assi solo col microscopio elettronico.
6. Lo zio
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| Lui ha cominciato rompendo le scatole a suo nipote |
A chiudere la rassegna relativa all'entourage familiare ci pensa l'apparentemente innocua ma in realtà temibilissima figura dello zio. Lo zio ha un approccio generalmente molto amichevole e questo può effettivamente distogliere un pokerista dal reale pericolo a cui va incontro. Dopo che gli avete spiegato le regole del poker e le sue potenzialità in termini di denaro, infatti, lo zio impazzisce e cova l'insano desiderio di diventare il Jamie Gold del Vecchio Continente.
Dato, però, che le sue attitudini pokeristiche sono pari a quelle di un gibbone ubriaco, lo zio stresserà il giovane pokerista in eterno con continue domande agghiaccianti relative alla tecnica di gioco e che ne denotano il perenne status di somaro. Alla terza domanda sul fatto che sia corretto difendere una pocket di 2 pushandola con quattro avversari al tavolo, il pokerista tenta l'espediente: finge disinteresse nei confronti del poker e comincia interminabili sessioni di "campo minato" quando suo zio è nei paraggi. Ma gli zii più determinati rilanceranno appassionandosi: "Tu li usi i punti di domanda o metti solo le bandierine sulle mine sicure?".
7. L'amico
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| Scegli: le gemelle Capozzo o una scala reale massima? |
Figura mitologica metà boccale di birra e metà playstation, l'amico del pokerista è come un lontano corpo celeste che ne influenza la traiettoria a ogni passaggio. Può telefonare nel bel mezzo di una sessione di cash game perché la batteria dell'auto del suo vicino di casa ha esalato l'ultimo respiro e gli servono i cavetti. Può suonare il campanello alle undici di sera perché vuole mostrarvi la nuovissima custodia del telefonino all'odore di cannabis che ha comprato da un kebabbaro a €1.50.
L'arma prediletta dell'amico per distogliere il pokerista dal proprio lavoro è, però, certamente la femmina. L'amico è infatti in grado di tempestare il grinder di sms e telefonate per convincerlo a reggergli il gioco con le gemelle Capozzo proprio durante il day 2 del Sunday Million. E, purtroppo, la temibilissima attività ormonale del tipico pokerista rende spesso impossibile il rifiuto. Tranne se il grinder in questione è già accoppiato: in quel caso, infatti, lo scenario è di gran lunga più raccapricciante, visto che bisognerà avere a che fare con la fidanzata (v. categoria).
8. La fidanzata
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| "Eppure mi sento osservato..." |
Questo terrificante essere mitologico contende alla mamma (v. categoria) il ruolo di ostacolo più pericoloso per la carriera del giovane pokerista, ma nella grandissima parte dei casi arriva presto a surclassarla. Apparentemente romantica, appassionata e affettuosa, la fidanzata è in realtà una sorta di esaminatore col binocolo perennemente puntato sulle azioni del pokerista, nella paziente attesa di un suo passo falso.
I metodi con cui la fidanzata può minacciare il pokerista per fargli perdere attrito con il mondo del poker sono così tanti che è impossibile elencarli, ma il reale pericolo è che convergano nel capostipite, il fatal error di tutti i ricatti: "Scegli: o me, o il poker". A quel punto al pokerista si srotolano sostanzialmente due strade. Diventare ermafrodito oppure grindare di nascosto. Sceglie sempre la seconda e diventa una sorta di latitante del tavolo verde, apparecchiandosi un computer nella tomba di famiglia e grindando solo nelle notti di luna piena. Nel caso malaugurato in cui venga beccato, il pokerista tenta infine di discolparsi fingendo di avere un'amante.
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