Aggiornato il 27 Feb 26 da

Howard Lederer, I-Pod e occhiali da sole.

Indossare gli occhiali da sole o l’iPod durante i live è un errore. Il perché l’ha svelato Howard Lederer in una recente intervista.

 

"Il poker è un gioco di informazioni: tu ne dai ai tuoi avversari e ne ricevi da loro. Molte di esse arrivano dal modo in cui le scommesse vengono effettuate e il poker online ne è di grande esempio. Tutte le informazioni in merito alle scommesse sono lì per te, in modo da essere usate quando giochi una mano. Ma quando giochi dal vivo, c'è un'altra piccola percentuale di informazioni aggiuntive che proviene da tell fisiche e da intuizioni auditive. Io sono un giocatore che fortunatamente ci vede molto bene, indosso lenti a contatto e grazie a ciò la mia vista è perfetta.

Uso costantemente i miei occhi per poter cogliere ogni nuance di ciò che sta accadendo attorno a me al tavolo. Se indossassi degli occhiali da sole molte di queste informazioni verrebbero perse."


Howard Lederer è nato a Concord nel New Hampshire, e fin da bambino passava i suoi pomeriggi giocando a scacchi e a carte con la sua famiglia. Nella famiglia Lederer si praticavano tutti i giochi di carte compreso il poker. Howard da piccolo pretese che il padre non lo facesse più vincere volontariamente per fargli fare pratica e poter così da grande giocare a limiti ancora più alti. A diciotto anni dopo aver concluso le scuole superiori, decide di trascorrere il suo anno sabbatico a New York (dove avrebbe poi frequentato l'anno seguente la Clumbia University), per specializzarsi nel gioco degli scacchi, in cui era uno dei giovani giocatori più interessanti d'america. Howard comiciò a fare progressi quando iniziò a frequentare il Mayfair Club di New York. Il Mayfair è il leggendario club dove si riunivano i più grandi giocatori di bridge e backgammon. Lederer entrò nel ristretto numero di persone che sperimentò il Texas Hold'em No Limit, quando questi fu introdotto nella metà degli anni ottanta. Il gioco ai tavoli cominciava quotidianamente alle quattro del pomeriggio e si concludeva alle 2 di notte, quando ogni giocatore si recava al bar e faceva partecipi gli altri delle proprie impressioni legate alle partite della giornata. Lo scambio di vedute e di tattiche portò ad uno sviluppo esponenziale della tecnica di gioco dei giocatori del club, che poi sarebbero diventati dei campioni affermati. Oltre a Lederer in quella cerchia di "sperimentatori" vi erano anche Erik Seidel e Dan Harrington. Verso la fine degli anni ottanta, Howard cominciò a lavorare con sua sorella Annie Duke (altra giocatrice professionista) per farle affinare la sua tecnica. Annie durante la giornata giocava e la sera si confrontava col fratello sulle decisioni da prendere nei momenti più difficili della partita. Dopo qualche tempo Annie migliorò sensibilmente il suo gioco e Howard la convinse ad andare a Las Vegas dove centrò risultati lusinghieri nel cash game e nei tornei a cui si era iscritta.

Ritornando al discorso degli occhiali da sole, Lederer afferma che lo stesso vale per gli I-Pod.

"Non amo particolarmente nemmeno l'uso spropositato degli iPod durante i tornei di poker. Rallentano l'azione e, più generalmente parlando, credo causino danni alla gente che li usa. Quando un giocatore lancia le chips sul tavolo, specialmente quando ce ne sono già molte a formare il pot, normalmente dice... "raise" oppure "call". Ma tutti quelli che al tavolo indossano gli auricolari non sentono la chiamata. Puntualmente devono levarsi l'auricolare e chiedere al dealer quanto è stato messo. E' alquanto scocciante ripetere qualcosa che tutti quanti quelli che non indossano auricolari al tavolo sanno già. Oltretutto il poker è un gioco di società. Mi renderebbe davvero triste sapere che un giorno il poker diventerà un gioco dove nove persone sono sedute allo stesso tavolo ascoltando musica ma senza parlarsi."


Inoltre ci sono alcuni dettagli che ognuno di noi può afferrare semplicemente prestando attenzione alla conversazione che si svolge al tavolo. A volte puoi captare che uno si stia innervosendo solo dal modo in cui parla. E per spiegare meglio il concetto di informazione nel poker racconta una sua mano:

"In un recente torneo ho acquisito un gran numero di chips mentre ci avvicinavamo ai tavoli finali proprio perché avevo ascoltato la conversazione di qualcuno pochi minuti prima.

Ero al WPT da $ 15K al Bellagio, i blinds erano $ 4K - $ 8K e io ero di Big Blind. Un giocatore che finora aveva giocato molto tight, da early position fa raise di $25K. Lo Small Blind chiama, io spillo: 

Spesso faccio re-raise con questa mano, ma mi è sembrato fosse giusto fare un call.

Il flop era:   


  Lo Small Blind chekka ed io con circa $275K di fronte a me e $ 100K di pot ho continuato a giocare cautamente e a fare check.

L'avversario che aveva parlato per primo chekka anche lui.

Turn:

lo Small Blind chekka.

Ho sentito che avevo il punto migliore quindi ho messo $50K. Sono rimasto molto stupito quando il mio avversario è andato all in per un totale di $175K. Lo Small Blind ha foldato subito e ora avevo una decisione dal valore di $ 125K da prendere: se chiamo e vinco ho a disposizione $550K e sono messo alla grande; se chiamo e perdo mi ritrovo in grossi guai. Non credevo avesse una grande mano, ma non aveva nemmeno l'aspetto di una situazione da bluff.

Oltremodo il board era MOLTO pericoloso. Aggiungiamo che questo giocatore non era mai andato "fuori dalle righe". Ma poi mi venne in mente un commento che aveva fatto al suo vicino dieci minuti prima. Aveva giocato a malapena una mano in un'ora intera e disse all'amico al suo fianco che aveva visto carte veramente brutte. Ricordando quel commento ho pensato che ci fosse la chance che fosse quanto meno frustrato.

Con l'aggiunta di quel particolare ho deciso di chiamare.

Ha girato:  

e con un:

al river ho vinto una mano che mi ha messo in un'ottima posizione nel torneo. Se avessi avuto un iPod non penso avrei fatto quella chiamata."

Il Poker è un gioco di informazioni. Gli occhiali da sole possono impedire che alcune informazioni trapelino, ma prevengono anche che tu possa acquisirne. Gli auricolari semplicemente ti danno poche possibilità per guadagnare preziose informazioni sugli altri giocatori. Ci sono handicap che non sono disposto possano concedere dei vantaggi ai miei avversari.

Tornando alla vita di Howard, nel 1993 si trasferì a Las Vegas, per migliorare ulteriormente la propria tecnica e si concentrò sul cash game fino al 2002, quando il circuito del World Poker Tour cominciò ad organizzare tornei mensilmente. Lederer ha poi perfezionato il suo gioco in tutte le varianti del poker, ma attualmente la sua specialità sono i tornei Texas Hold'em NL con buy-in massimo, solitamente di 10.000$. Tra i titoli maggiori quello alle World Series del 2000 nel $5000 Omaha 8 HiLo e nel 2001 nel $5000 deuce to seven draw.

Howard mantiene sempre un comportamento da gentleman quando è al tavolo da poker, ma non sopporta i giocatori che provocano durante la partita, come successe alla tappa di Parigi del WPT all'Aviation Club de France nel 2003, quando fu eliminato da Tony G. (Gouga). Il giocatore australiano infastidì, e non poco, tutti i giocatori del tavolo finale, tanto che Lederer quando dovette abbandonare il tavolo, rifiutò di stringergli la mano.

Lederer vive a Las Vegas con la moglie Suzie e il figlio Mathias si sette anni. Da molti anni Howard è vegetariano e addirittura una volta vinse una scommessa di 10.000$ quando lo sfidarono a mangiare un cheeseburger. Quando non è impeganto col poker ama andare al cinema, ai concerti e a rilassarsi in palestra.

Intanto nei negozi americani è sbarcato World Championship Poker: Featuring Howard Lederer "All In", il terzo titolo della serie World Championship Poker ideato da Crave Entertainment, per Play Station 2 e Playstation Portatile. Protagonisti di questa edizione alcuni dei più famosi giocatori di poker al mondo, fra cui lo stesso Howard Lederer ma anche Marcel Luske, Thomas Bihl, Erin Ness e Robert Williamson III.