Aggiornato il 27 Feb 26 da

Il poker a Torino

Gli appassionati di poker texano residenti a Torino e provincia si devono rassegnare? Con un’ordinanza firmata dal questore Stefano Berrettoni è finito fuorilegge il gioco di carte tanto in voga di questi tempi, specie nei bar e nei circoli.

La sezione di polizia
amministrativa della questura di Torino ha, infatti, elaborato il documento
che, a giorni, verrà notificato alle federazioni e ai titolari di circoli. Con
l’elenco, aggiornato, dei giochi proibiti.

La notizia fa già discutere e di certo non è
passata inosservata agli aderenti delle oltre 300 associazioni di poker texano
già operanti sul territorio italiano.

Secondo l'interpretazione della Questura
torinese il «Texas Poker» sarebbe un tipo di intrattenimento dove la capacità
conta poco o nulla.
In che senso ci chiediamo noi?

E tutto si basa sulla fortuna, o sull’azzardo,
appunto. Accompagnato da robuste scommesse e, spesso, dal pagamento di premi in
denaro.

Secondo alcuni sarebbe una specie di «variante
della Teresina, nella quale i giocatori hanno ben pochi calcoli da fare. Ma
stiamo parlando del Texas Hold’em?

Cosa capiterà adesso è difficile prevederlo. I
tornei di Poker texano - non appena il provvedimento entrerà in vigore -
dovranno essere autorizzati di volta in volta dall’autorità di pubblica
sicurezza. E dovrà essere certa la consegna di premi in natura (prosciutti e buoni per la benzina?) Ma potrebbe
anche non essere finita lì. Il documento firmato dal questore Berrettoni
potrebbe fare scuola ed essere adottato presto dalle altre questure di Italia.

Pronta la reazione del circolo «Reale di
Cuori» di Venaria, Mimmo Battaglia e Giuseppe Mancini, rappresentante di
commercio il primo e barista il secondo.

«Questa attività non ci consente di
vivere. È una passione e basta. Qui da noi si gioca tutte le sere, ci sono i
tornei e le giocate, è tutto ampiamente pubblicizzato via Internet. Non c’è
niente di segreto. E i premi li paghiamo in natura. Pensi che per l’8 marzo
abbiamo organizzato una serata che ha come primo premio un ticket per
partecipare a Venezia al mega torneo in programma dal 13 al 16 marzo. Costa 300
euro più 60».

Ma anche voi avete subito una visita della
Polizia dei giochi che ha sequestrato denaro e quant’altro? «Ma quella è una
questione che stiamo risolvendo» dicono i due al La Stampa. . Il loro
avvocato, Luca Calabrò non ha dubbi:

«Non c’è mai stato azzardo. In mano
abbiamo ottimi elementi».
In attesa che la circolare della questura diventi
operativa al circolo «Reale di cuori» continueranno a giocare. «E che altro
dovremmo fare?» dicono in coro Mancini e Battaglia. «Il poker texano poi è
legalissimo. Hanno scritto dei libri sulle tecniche di gioco, ci sono volumi in
cui si spiegano le strategie. Se fosse illegale pensa che queste cose ci
sarebbero?»

E Battaglia insiste: «Il texas poker è finito
anche in televisione. Ci sono trasmissioni seguitissime, ci sono giocatori che
ormai sono devi veri e propri idoli. Molti sono americani, certo, ma ci sono
personaggi anche italiani di una certa notorietà
».

E sul fatto che  qualcuno possa rovinarsi con questo gioco,
dice «No, guardi, quelli che si rovinano lo fanno con le macchinette. Passano
ore e ore davanti a quello schermo e spendono migliaia di euro. A poker texano
no, questo non succede. Se proprio vuole è più a rischio il Bingo.

Intanto fa sentire la sua voce Isidoro Alampi
, presidente della Federazione Italiana Gioco Poker. “Abbiamo già organizzato
un gruppo di intervento e richiesto ufficialmente di essere ricevuti dal
Questore di Torino; Sicuramente non lasceremo intentata nessuna strada -
prosegue Alampi - con ipotesi finale di ricorso al Tar qualora dovesse
permanere questa assurda situazione.

 

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