Il primo master universitario sul gioco
"Esperto ed operatore del gioco pubblico e per le dipendenze non farmacologiche": è l`innovativo master promosso dall`Osservatorio internazionale sul gioco dell`Università di Salerno.
L`Osservatorio internazionale sul gioco è un`associazione
senza fini di lucro istituita nel 1999 da Giuseppe Imbucci, docente di Storia
contemporanea dell`Università degli Studi di Salerno e studioso della materia.
Dopo la scomparsa del fondatore, avvenuta tre anni fa, l`attività continua con
la pervicace opera della professoressa De Rosa, che di Imbucci è stata allieva,
nella convinzione della necessità di favorire lo scambio di informazioni e
conoscenze tra il mondo scientifico e l`imprenditoria del settore per una fruizione
responsabile del prodotto gioco.
| Il corso | |
| Il corso si propone di formare competenze qualificate e abilità professionali adeguate al nuovo contesto del gioco pubblico nel campo delle politiche socio-sanitarie, della progettazione organizzativa e gestionale, delle innovazioni istituzionali, promuovendo un approccio interdisciplinare tra soggetti di differente formazione e ruolo. |
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Rivolto a laureati e a professionisti già attivi nel Ssn e
nelle politiche sociali che intendano conseguire una qualifica altamente specialistica,
il master offre 50 posti (10 per esperti e 40 per operatori) per un totale di
1.200 ore tra lezioni, seminari e workshop. Previsti, altresì, incontri con
esperti nazionali e internazionali operanti sia nelle istituzioni accademiche e
di ricerca che nell’ambito dei servizi.
L`interessante iniziativa, sponsorizzata da Lottomatica, è
organizzata in collaborazione con cinque università (Salerno, Suor Orsola
Benincasa e Federico II di Napoli, Carlo Bo di Urbino e Siena), con Provincia
di Salerno e con Federserd (Federazione degli operatori dei dipartimenti e dei
servizi delle dipendenze).
Con questo master, ha spiegato Ornella De Rosa, presidente
dell`Osservatorio si vuole dimostrare quante possibilità lavorative vengono
offerte da questo settore, grazie al giro d`affari che produce. Da una parte si
vuole formare professionalità in grado di affiancare chi si occupa della cura del gioco compulsivo; dall`altra offrire
le basi per poter operare nel mercato che il gioco produce.
"Il gioco – ha
detto la professoressa De Rosa - riscoperto nel suo aspetto ludico e di svago,
non deve essere solo sinonimo di patologia. Noi vogliamo educare ad una giusta
conoscenza e fruizione dell`attività ludica. Il futuro dell`economia infatti è
rappresentato dal terziario avanzato, di cui fanno parte le realtà che si
occupano di turismo, tempo libero e gioco appunto".
Un profilo professionale innovativo dunque, che promette di
avere sbocchi occupazionali sia in aziende di produzione e dei gestori del
gioco pubblico, sia sul versante socio-assistenziale relativo alla cura delle
dipendenze patologiche.