Il rischio di dipendenza è minore nelle scommesse on-line
I giocatori d'azzardo su internet hanno meno probabilità di mostrare sintomi da dipendenza da gioco, mentre ne hanno di più nel praticare la valutazione dei rischi.
I giocatori d’azzardo hanno una storia molto varia all’interno della società, sono considerati da relitti umani fino a icone della fortuna.
Da uno studio recente condotto dall’Harvard Medical School è emerso che i giocatori d’azzardo su internet non mostrano le stesse inclinazioni a diventare giocatori dipendenti. La Division on Addictions di Harvard ha dimostrato che la crescita delle scommesse online non ha portato a un corrispondente aumento nel numero di scommettitori compulsivi.
Con l’ampia diffusione di siti di gioco d’azzardo e la situazione politica e legale incerta degli USA, lo studio fornisce più dati ai sostenitori del poker.
Piuttosto che giocarsi la casa, i giocatori su internet sembrano essere capaci di regolarsi nelle scommesse. Lo studio dimostra che gli scommettitori on-line sono più propensi ad adottare un approccio di gestione del rischio. Gli scommetitori dipendenti mostrerebbero un comportamento opposto, giocando senza pensare a possibili vincite e perdite.

"La primissima cosa che abbiamo notato e che non ci aspettavamo è che la grande maggioranza, una maggioranza schiacciante, degli scommetitori on-line, scommettono in modo molto moderato ", ha detto il professore associato della HMS Howard Schaffer nella sua intervista con la rivista Gambling Online.
Il 95% dei giocatori di poker, secondo lo studio, giocano due sessioni alla settimana con un buy-in di 15.65$ in chips. Il restante 5% dei giocatori presi in esame hanno giocato 10 sessioni alla settimana con un buy-in di 116.13$ in chips.
Anche se è difficile quantificare il numero di scommettitori on-line, dallo studio è emerso che il numero di giocatori d’azzardo problematici non è pressochè cambiato dal 1970, rimanendo stabile allo 0,6% della popolazione statunitense.
Andrew Woods, direttore esecutivo della Global Poker Strategic Thinking Society dell’Harvard Law School's non è sorpreso e anzi afferma che il poker è più propenso alla “valutazione dei rischi” rispetto alle altre forme di scommesse. Woods continua citando altri giochi d’azzardo, come il blackjack, dove il vantaggio del casinò è incorporato. Con giochi così, il vantaggio della casa rende più difficile ai giocatori poter sperare in un guadagno a lungo termine.
Siccome il poker non è soggetto a nessun vantaggio della casa, ma solo al rake o a tasse sul buy-in , i pokeristi sembrano andarci piano con le scommesse e prendere delle decisioni a lungo termine migliori.