Aggiornato il 16 Lug 26 da

L'incubo delle disconnessioni "forzate"

Continuano a crescere le segnalazioni di poker player online che lamentano misteriose e anomale cadute di connessione durante le loro sessioni di grinding. L'ultimo caso è stato scoperto su PokerStars.com. Massima attenzione anche su Skype.

Qui la strategia c'entra ben poco...

Torna prepotentemente a far parlare di sé una delle paure che terrorizzano grinder e regular online. Non c'è, infatti, solo il pericolo che le proprie carte possano essere spiate. A destare crescenti preoccupazioni sono i casi di disconessioni "forzate", meglio note come "DoS" (Denial of Service, letteramente "negazione del servizio").

Di solito attacchi informatici come questi sono compiuti su larga scala e hanno come obiettivi principali i sistemi bancari, i processori di pagamenti e svariati altri tipi di siti web che si interfacciano con un ampio pubblico. Tuttavia, la stessa tecnica può essere usata a danno dei singoli individui, una volta che si è entrati in possesso del loro indirizzo IP.

Non sono necessari tempi molto lunghi. Anzi, servono pochi minuti per portare a termine con successo l'operazione. Quanto basta a costringere in sit out un avversario durante una cospicua mano di cash game, oppure a far divorare dai bui il suo stack durante un Sit&Go heads-up.

Nei mesi scorsi casi simili sono stati riscontrati sui network Revolution e Microgaming, mentre di recente anche PokerStars.com è stata coinvolta. La Picca Rossa sta compiendo accurate indagini su un account sospetto, noto soprattutto nei tavoli high stakes.

Il segreto per vincere? Staccare la spina

"No, non è possibile!"

Il giocatore in questione è riuscito a vincere consecutivamente ben 14 SnG heads-up turbo. Qualcuno potrebbe obiettare: "Beh, che c'è di male? In fondo può essere stato solo molto fortunato."

Il problema è che in ogni singolo torneo tale account ha beneficiato di disconnessioni multiple ai danni dei suoi avversari.

I buy-in si aggirano quasi tutti tra i $100 e i $200, con una punta massima che arriva ai $1.000. In attesa che le indagini portino a esiti ufficiali, tutti i conti gioco dei player coinvolti sono stati congelati, sia quello del presunto scammer sia quelli delle sue vittime. 

Resta un dato di fatto che le disconnessioni "forzate" sono possibili non solo in teoria ma anche a livello pratico. Si tratta di una seria preoccupazione che sta diventando una vera e propria piaga in numerosi settori legati al gaming online. Ottenere un indirizzo IP, infatti, a volte è più facile di quanto possa sembrare.

E tra i migliori "alleati" di questi criminali informatici un ruolo di primo piano spetta a Skype, il diffusissimo software di messaggistica istantanea. A causa di un grave bug che riguarda la sicurezza, il proprio indirizzo IP può essere facilmente rintracciato quando si è online, basta un programma molto semplice e non serve nemmeno avere il nome prescelto nella lista dei contatti.

Tuttavia è già scattata la corsa ai ripari e proprio in questi giorni è stata lanciata una versione beta di Skype che permette di colmare questa grave lacuna sulla sicurezza. Ci auguriamo che la strada sia quella giusta.

by ariosto90