La Commissione Europea strizza l'occhio ai giocatori italiani
Colpo grosso per poker players e gamblers del belpaese, che vedono riconosciuto dall'importante istituzione il loro diritto a non subire una doppia tassazione per le vincite nei casinò UE.
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| Il logo dell'Agenzia delle Entrate |
Si avvicina la fine dell'odissea vissuta da moltissimi giocatori italiani che hanno avuto la poco brillante idea di recarsi in un casinò dell'Unione Europea, ed andare addirittura a vincere qualche soldino!
La Commissione Europea ha di fatto bocciato le pretese dell'AdE (Agenzia delle Entrate), che richiedeva ai residenti in Italia di assoggettare a tassazione come "redditi diversi" le vincite conseguite nei casinò esteri, inclusi quelli appartenenti all'Unione Europea.
Che la strada a favore dei giocatori fosse tracciata, ne avevamo già parlato lo scorso Dicembre (L'AdE non vince sempre), del resto non era necessario essere degli avvocati per comprendere che il tentativo di "attacco" da parte della AdE facesse acqua da tutte le parti. Purtroppo tra una banale soluzione dettata dal comune buon senso (supportato da semplici considerazioni legislative) e l’effettivo riconoscimento di tali ragioni da parte delle istituzioni, sovente trascorrono diversi anni.
Che cosa sosteneva l'Agenzia delle Entrate?
Le richieste dell'istituzione italiana erano basate sulle leggi che regolano la tassazione di qualsiasi "reddito" prodotto da un cittadino residente in Italia, il quale deve essere soggetto a tassazione, indipendentemente da dove questo reddito sia stato "prodotto".
Per il poker on-line targato AAMS, come la stessa AdE ha specificato, tale tassazione viene versata dalle poker-room che prelevano una quota a monte (il 3% del buy-in per SnG/MTT ed il 20% della rake di ogni piatto per il cash) e che fungono quindi da sostituto d'imposta.
In maniera simile, per quanto riguarda i redditi prodotti nei casinò italiani la stessa AdE afferma: "la ritenuta sulle vincite corrisposte dalle case da gioco autorizzate è compresa nell’imposta sugli spettacoli".
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| Il messaggio di Del Piero all'AdE, dopo aver scoperto di non dovere pagare tasse per un ingaggio di 80 milioni, come affermato da Tuttosport |
Secondo l'AdE, le vincite nei casino esteri, ed in particolare quelle derivante dalla partecipazione ai tornei di poker live, dovevano essere tassabili in Italia come redditi diversi.
In base a questo principio, ha formulato una direttiva denominata "All in", la quale disinteressandosi della dimensione comunitaria del fenomeno, non aveva valutato la discriminazione che va a realizzare nel momento in cui pretende di assoggettare a tassazione in Italia le vincite conseguite in altri Paesi comunitari, dove è già stata scontata una tassazione alla fonte presso il casinò, esentando da qualsiasi ulteriore imposizione le vincite conseguite dallo stesso contribuente in territorio nazionale.
Un'altra evidente "falla" della direttiva, è rappresentata dalla fonte di informazioni: il database Hendonmob!
Se da un lato può essere considerato innovativo far partire delle indagini sulla reale ricchezza dei contribuenti partendo da informazioni reperite in rete, è certamente ragionevole fare in modo che l'attendibilità di tali dati sia riscontrata tramite un canale ufficiale: altrimenti sarebbe come tassare un calciatore italiano che gioca all’estero, in base alle indiscrezioni sull'ingaggio pubblicate da un giornale di gossip!
In tal senso, è emblematico il caso del torneo "Tana delle Tigri" disputato a Brno nel mese di Ottobre 2011: per l'occasione, gli organizzatori italiani, probabilmente per sbeffeggiare il fisco e far riflettere sull'attendibilità di certi dati, trasmisero ad Hendonmob una lista dei primi otto giocatori a premio molto "particolare":
Tana delle Tigri - Casinò Opera Bobycentrum - Hotel Brno
Payout
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| Posizione | Nome | Premio in € |
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| 1 | 27.310 | |||
| 2 | 19.970 | |||
| 3 | 15.260 | |||
| 4 | 12.210 | |||
| 5 | 10.130 | |||
| 6 | 8.460 | |||
| 7 | 6.940 | |||
| 8 | 5.500 | |||
Per fortuna siamo nell'Unione Europea!
Alcuni dei destinatari delle pretenziose richieste, hanno fatto appello, tramite i loro avvocati, ai principi di divieto di doppia imposizione ed ai principi di non di discriminazione e di reciprocità, rivolgendosi alla Commissione Tributaria Provinciale di Roma, la quale pur avendo constatato come la normativa italiana risultasse "senz'altro discriminatoria", dal momento che le vincite italiane vengono tassate alla fonte, mentre quelle conseguite all’estero vengono considerate come "altri redditi", e quindi assoggettate a Irpef, aveva deciso di sollevare la questione in ambito europeo, per stabilire se la violazione del diritto comunitario possa giustificarsi con motivi di ordine pubblico, sicurezza e salute pubblica.
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| Non avremo bisogno di portare con noi il commercialista, per giocare in Europa |
Nel documento trasmesso dalla Commissione Europea alla Corte di Giustizia Europea, si specifica che:
"L'articolo 56 del TFUE (Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea) osta ad una legislazione, come quella italiana descritta dal giudice di rinvio, che assoggetti a imposta sul reddito le vincite da gioco conseguite in case da gioco stabilite in altri Stati membri, e che al contrario non assoggetti alla stessa imposta le vincite al gioco conseguite in case da gioco stabilite in Italia".
Per la Commissione Europea, la violazione alla normativa non trova valide giustificazione nella lotta al riciclaggio e nemmeno nel contrasto alle ludopatie.
In attesa quindi della definitiva pronuncia della Corte di Giustizia, possiamo ragionevolmente affermare che recarsi in un casinò dell'Unione Europea e shippare qualche evento, non sarà più un problema!
by navigator7709


