La Poker Players Alliance fa il punto sulla legalizzazione del gioco Usa
Io non so se un membro del congresso, sia esso democratico o repubblicano, possa essere soddisfatto dello status quo del mercato americano dei giochi e del poker online
La settimana scorsa il progetto di legge riguardante la regolamentazione e la legalizzazione del poker negli Stati Uniti ha fallito. John Pappas, direttore esecutivo della Poker Players Alliance (PPA) ha reagito come al solito tempestivamente, sul canale televisivo Bloomberg facendo il punto della situazione:
"Io non so se un membro del congresso, sia esso democratico o repubblicano, possa essere soddisfatto dello status quo del mercato americano dei giochi e del poker online. Hanno adottato un progetto di legge che mirava al divieto ferreo del gioco e il risultato lo conosciamo tutti. Milioni di americani continuano a giocare dove vogliono e, soprattutto, lo fanno senza alcuna protezione che il governo invece dovrebbe e potrebbe fornire loro".
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La stampa americana, intanto, ha annunciato la crescita del tasso della disoccupazione nel Paese. Pappas ha ritirato fuori il suo cavallo di battaglia che è quello delle potenzialità dell'industry del gioco proprio a fini occupazionali. "Stiamo parlando di centinaia di migliaia di impiegati e non di qualche cameriera di casinò qua e là. Società di servizi, di software, customare care e tante altre funzioni che nell'online sono indispensabili".
Secondo Howard Lederer, membro eminente della PPA, tutto questo non è altro che un battibecco politico tra repubblicani e democratici. Ma il timore che questi siano gli ultimi giorni utili per ottenere qualche risultato sale. Nel 2011 la Camera dei rappresentanti potrebbe anche essa scivolare verso la maggioranza repubblicana. Cosa succederà se non ci si muove per tempo?