Aggiornato il 27 Feb 26 da

La Svezia e l'invasione dei robot da poker

Scoperti da Svenska Spel 14 giocatori umanamente impossibili: account bloccati e un bottino da quasi trecentomila dollari pronto a essere restituito al mittente.

robot
Ecco un bot che io personalmente
eviterei di contraddire al tavolo

Entrare nella tua brava room online, sederti al tavolo NL50 e cominciare lo sporco lavoro del grinder, che ti terrà 8 ore incollato allo schermo per guadagnare il tuo onesto stipendio fatto di contanti virtuali, ma "pochi, maledetti e subito". E trovare quello stesso oppo che avevi scovato la notte precedente, seduto praticamente nello stesso posto. Diventare sospettoso, seguirlo passo passo e scoprire che ha un regime disumano: gioca 20 ore al giorno, non ama chattare e non va mai sitout.

E' grossomodo questo, ciò che è accaduto a un player svedese che dopo una serie di "pedinamenti" ai danni di nomi che non lo convincevano s'è deciso a denunciare l'affare all'operatore nazionale Svenska Spel, l'unico gestore di poker online dello stato scandinavo. Il quale, acclarato che i sospetti erano più che legittimi, ha giustamente girato tutto alla polizia svedese.

Ne è venuto fuori che non uno, ma ben 14 account attivissimi su Svenska Spel erano interpretati da veri e propri robot, programmi cioè costruiti apposta per grindare i tavoli cash con orari inumani e vincite di entità davvero interessante.

Si parla, in effetti, di circa 1.800.000 di corone svedesi, pari a poco meno di $300.000. Bottino che la polizia scandinava cercherà di restituire ai giocatori che l'hanno "erogato". I 14 account sono stati, infatti, freezati e i loro conti saranno prosciugati dalla giustizia ordinaria, una volta certificato che le vincite erano frutto di una truffa.

Ma come si smaschera un robot?

russ hamilton
Russ Hamilton

Casi del genere non sono frequenti, ma nemmeno troppo rari. Già nel 2008 l'ex campione Russ Hamilton fu beccato a truffare decine di player per un gruzzolo di oltre 22 milioni di dollari, utilizzando un software che riusciva a rendere realtà l'incubo di ogni giocatore online: mostrava cioè le carte dell'avversario prima che questi puntasse. Colpa, in quel caso, di un provider (il Cereus) che si palesò troppo vulnerabile dal punto di vista della programmazione, mentre si dà per scontato che la stragrande maggioranza di quelli in uso attualmente siano inattaccabili da parte degli hacker.

Discorso diverso per i bot, che sostanzialmente giocano in maniera onesta. Non si tratta infatti di bari, ma di normalissimi account programmati (alcuni anche in maniera molto raffinata) per pushare scolasticamente solo determinate mani. Il loro gioco è spesso molto tight e le vincite sono basse, ma la loro forza risiede nella resistenza. Un bot non si stanca, non va in bagno, non mangia, e può quindi giocare un volume pressoché infinito di mani, rendendo molti soldi a chi l'ha creato.

Eppure, proprio questa resistenza disumana (unita alla tendenza a stare sempre zitti) li rende facilmente smascherabili. Insomma: il rischio che abbiate giocato contro un'intelligenza artificiale resta davvero esiguo. Ma se vi accorgete che l'utente "H7-25" è seduto da 38 ore al tavolo e non dà segni di volersi alzare, un pensierino fatecelo: o è Jason Mercier, oppure avete beccato un altro robot.

by  n10juan