Aggiornato il 28 Feb 26 da

Le 7 migliori scuse per chiamare al flop

Per la serie "Amarcord" è in arrivo un grande pezzo comico di Traxxer che ci racconta cosa passa per la testa dei fish più ostinati.

1. Avevo l'asso

Scusa 1 - Avevo l'asso

La classica. La migliore. La sola. Il vero fish con un asso si sente potente come uno sceicco: perciò quando al flop calano tre carte medie e connesse lui non pensa neanche lontanamente a foldare, no. Lui pensa: “L’altro ha rilanciato, se ha KK e pesco l’asso gli porto via tutto!”.

L’asso raramente cala, in compenso calano scale runner runner, le backdoor di colore si aprono come i cancelli del paradiso, trips impensabili si materializzano tra turn e river. E l’original raiser, che aveva legato doppia coppia, medita il suicidio.

2. Avevo un incastro

Scusa 2 - Avevo un incastro Se non hai l’asso la cosa diventa problematica. È in questi casi che viene in soccorso il Sacro Gutshot, l’arma preferita da coloro che giocano ad Holdem pensando di giocare a Tressette.

Poco importa se hai in mano un 4, a terra ci sono 6-7-8 tutti di picche, l’original raiser ha puntato, un altro tizio ha 3bettato e quello sul cut-off ha chiamato e di solito gioca così solo quando ha il nut. Il fish, se ha un gutshot, deve vedere. E se non ce l’ha, lo immagina. Una versione evoluta, ad esempio, è “Avevo 3/5 di incastro”, frase che ha dato origine al famoso Teorema di Spigola che recita: “Se a terra ci sono un 5 e un 7 e tu hai in mano un 9 sei autorizzato a puntare la sorella minore”.

3. L'ho visto fare a Gus Hansen

Scusa 3 - L'ho visto fare a Gus Hansen

A volte, con tutta la fantasia possibile, non puoi legare quasi niente. Eppure... eppure ci deve essere un modo per andare avanti. Ah, sì, ecco: mio cuGGino una volta mi ha detto che Gus Hansen ha chiamato al flop con 7-2 off senza niente in mano e ha vinto il piatto. Chiamo!

Poco conta che Hansen lo avesse fatto con un gutshot e una backdoor di colore, in posizione, contro un avversario che cbettava sempre allo scopo di floatare. Questi sono dettagli, se l’ha fatto Gus Hansen anche io posso farlo! D’OH!

4. Ma tu mi punti sempre!

Scusa 4 - Mi punti sempre! Puntare è percepito dal perfetto fish come un’intollerabile offesa personale. Già, perché non si capisce il motivo per cui loro non debbano seguire gratuitamente tutti i loro progetti deboli. Perché punta quello dall’altra parte? Vuole sfidarmi? Ce l’ha con me? Sa con chi ha a che fare? Chiamo!

L’avversario, magari, ha due assi in mano e un terzo è sceso al flop ma a quel punto non conta: è diventata una questione personale che verrà risolta a colpi di backdoor.

5. Non puoi capirla

Scusa 5 - Non puoi capirla Capita, anche se raramente, che il cervello del fish non trovi scuse valide per chiamare. A quel punto entra in ballo la filosofia: “Non ho scuse valide per chiamare, vero. Ma anche i grandi inventori hanno avuto delle difficoltà. Se si fossero arresi subito oggi non avremmo le automobili, i vaccini, l’elettricità. Posso recare onta ai grandi della storia foldando? Chiamo”.

E allora si capisce perché, quando li insultano, rispondano serafici: “Non puoi capirla”. Vile plebeo che vivi calcolando percentuali, non puoi essere addentrato nel sacro circolo di coloro che cambieranno il mondo. Orsù, desisti.

6. Hai puntato poco

Scusa 6 - Hai puntato poco Alla terza scusa metafisica e al terzo stack perso, il cervello si rende conto che deve aggiornarsi e passa alla psicologia. È così che nasce la Sesta Scusa, ovvero “Hai puntato poco”, che ha la sua bella reverse implied odd, ovvero “Hai puntato troppo”. Il fish cerca disperatamente un segnale che gli faccia supporre che voi stiate bluffando e che lui, lui sì, in realtà potrebbe ancora essere avanti con il suo 8 alto.

Funziona così: se puntate meno di 3/4 del piatto avete puntato poco. Se puntate di più avete puntato troppo. Se puntate 3/4 esatti non è nè poco nè troppo, ma la puntata è comunque sospetta per cui conviene andare a vedere.

7. Non potevo foldare

Scusa 7 - Non potevo foldare È qui che si arriva alla metafisica.

Sì, perché a volte strategia, statistica, filosofia e psicologia puntano tutte il dito nella stessa direzione: quella mano schifosa devi buttarla. Il fish sta per farlo, non ha scuse, lacrimando sposta il cursore del mouse su “Fold” ma, all’improvviso, con un colpo di reni preme su “Call”.

E dopo aver legato Scala Reale contro il vostro poker vi risponde “Non potevo foldare”. Non chiedetegli perché, non capireste. Probabilmente gli è apparso Greg Raymer vestito da Sai Baba che gli sussurrava “Chiama, chiama... non perdere la tua occasione”. Fate silenzio, e inchinatevi di fronte ai misteri della vita. E se le parole non bastano, guardate questo filmato.

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