Liquidità condivisa: adesso è fatta!
Un rivoluzionario accordo tra Nevada e Delaware potrebbe dare il via entro sei settimane a uno scenario totalmente nuovo per il poker online. Può davvero essere l'inizio della ripresa?
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Uno storico accordo

Liquidità condivisa, ovvero il sogno e la chimera del poker. Ne abbiamo sentito parlare tante volte, anche in Italia, dove per vari mesi si è chiacchierato di un possibile accordo con Francia o Spagna. Accordo che, come ben sappiamo, non ha mai trovato reale compimento.
Tra il dire e il fare, però, non sembra esserci di mezzo troppa acqua per i governatori statunitensi Brian Sandoval (Nevada) e Jack Markell (Delaware), che - secondo un'intervista del Las Vegas Review Journal - dovrebbero firmare un patto di condivisione entro un mese, massimo 6 settimane.
L'accordo mira ovviamente a condividere le liquidità di due stati, Nevada e Delaware appunto, che insieme fanno circa 3.500.000 abitanti, vale a dire poco più di quelli residenti nella città di Roma.
Intanto il New Jersey sta alla finestra, a guardare dove porterà un accordo del genere, nella prospettiva di unirsi alla condivisione se i risultati fossero positivi. E il Garden State non sembra l'unico stato a interessarsi alla vicenda: anche in Europa c'è curiosità per quello che ha tutta l'aria di essere un nuovo inizio per il poker statunitense.
Con buona pace di mister Adelson e dei suoi politici a pagamento.
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E ieri...
Un'incredibile irruzione della polizia ha causato la chiusura di una poker room che accetta Bitcoin. Quale mistero c'è dietro questo trattamento?

Giochi d'azzardo come videopoker e slot machine nascosti tra i servizi televisivi dell'ospedale San Giuseppe di Empoli. A rilevarlo sono stati le famiglie degli stessi pazienti, che hanno denunciato la presenza dei giochi, anche se gratuiti, tra i tanti passatempo proposti ai malati. L'ASL ha assicurato che quanto prima i giochi indesiderati saranno rimossi, ma la nostra domanda resta: perché indignarsi così tanto per finte slot machine (gratuite) in un ospedale, mentre ancora, in giro per la città, ci sono quelle vere?
Al WPTn di Budva, nella rassegna degli eventi LEI, il nostro Sergio Castelluccio è andato vicino a piazzare la bandierina sul Warm-Up da €550. Il "Genio" ha chiuso infine al quarto posto, con €12.650 in più e tantissimi rammarichi, dato che al tavolo finale era nettamente il giocatore dal pedigree più importante. Fatale la mano che lo ha opposto al tedesco Marc Goschel, poi vincitore del torneo: il progetto di colore di Sergio non ha trovato compimento su turn e river, arrendendosi al set dell'avversario. C'est la vie!