Aggiornato il 27 Feb 26 da

Mercato Poker USA: Passato, Presente e Futuro

L'accordo tra Groupe Bernard Tapie e Dipartimento di Giustizia USA ha aperto la strada al ritorno di FTP nel mercato americano. Ma le altre room non stanno a guardare: come si stanno muovendo i pezzi grossi del mondo del gaming?

Il passato

DOJNon molto tempo fa, gli USA erano il primo mercato di poker online al mondo ma, il 15 aprile 2011, il Dipartimento di Giustizia (DOJ) degli Stati Uniti ha aperto un'inchiesta sulle tre più grandi poker room dell'online gaming americano.

Tra le varie accuse c'erano frode bancaria e violazione della legge sull'online gambling del 2006 - l'Unlawful Internet Gambling Enforcement Act of 2006 (UIGEA).

Il destino di due delle tre room fu subito chiaro: PokerStars rimborsò i players americani e continuò con gli affari nel resto del mondo, mentre UB/Absolute Poker sarà presto liquidata e non rientrerà probabilmente mai più in gioco.

La situazione interessante era quella di Full Tilt Poker che non aveva il capitale per ripagare i debiti con i giocatori ma che restava di per se un business di grande valore. Poco tempo dopo le accuse alla dirigenza, divenne chiaro che la società aveva bisogno di essere rilevata per poter continuare a operare.

Il precedente - L'accordo Tapie

ftp La scorsa settimana, il Groupe Bernard Tapie ha firmato un accordo con il DOJ per la prossima acquisizione di FTP al costo di $80 milioni (+ la responsabilità per il rimborso degli account non-USA).

L'accordo permette alla nuova gestione Full Tilt di rientrare nel mercato USA una volta entrata in vigore la legislazione sul poker online. Ciò rappresenta un importante precedente per tutte le poker room e lascia pensare che tutti i siti potranno prima o poi provare a offrire i propri servizi ai giocatori americani.

Anche se non è sorprendente pensare che venga concesso spazio a quei siti che non hanno mai avuto questioni legali negli USA, resta un punto interrogativo su PokerStars - una società ancora in mano a individui con grosse pendenze legali negli States.

L'accordo di Tapie potrebbe essere un raggio di luce per Stars, mostrando la disponibilità del DOJ ad andare incontro a uno dei siti accusati. Adesso si può speculare che, dopo aver pagato una pesante penale, PokerStars potrebbe ricevere il permesso di rifarsi nel grande mercato USA.

Aggirare il muro

handshake In questo momento, i più grandi attori nel mondo dei casinò USA stanno dedicando ogni sforzo nel supportare come lobby la legalizzazione del poker online nel paese. La stragrande maggioranza di chi lavora nel campo si aspetta una qualche forma di legislazione entro pochi anni e adesso sembra che potrebbe volerci molto meno.

Ci sono due principali tipi di gruppi che proveranno a prendersi la loro fetta del mercato dei siti di poker online.

Tra le diverse proposte nel piano di regolamentazione per la legalizzazione del poker online negli USA troviamo che solo le società con licenze di gaming statunitensi saranno inizialmente in grado di operare. Rimane il fatto che i casinò USA hanno ben poca esperienza nel mondo del gaming online. D'altro canto, le società internazionali di gioco online hanno software, infrastrutture e un mercato di base di giocatori - ma non sarà loro possibile ottenere subito una licenza.

La soluzione appare quindi un'alleanza strategica tra poker room non-USA e casinò in territorio statunitense: si compensano alla perfezione.

Deals, deals, deals

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L'MGM Grand

Ecco le partnership più notevoli già in corso:

• Bwin.Party, MGM Resorts e Boyd Gaming - L'ultimo degli accordi è tra queste tre aziende che creeranno una nuova società (di proprietà 65% Bwin.Party, 25% MGM, 10% Boyd) per lanciare una poker room online.

• 888Poker e Caesar's Entertainment - È stata la prima alleanza strategica di questo tipo, approvata dall'ente competente del Nevada nel marzo 2011. Caesar's è la più grande società di casinò al mondo ma, essendo privata, non sono stati resi disponibili maggiori dettagli al pubblico sui termini dell'accordo.

• Playtech (iPoker Network) e California Online Poker Association - Playtech ha già sigillato un accordo secondo il quale se la California approverà una legge sul poker online intrastate [cioè valida nei confini dello Stato nel quale viene approvata, opposto a interstate, che consente di operare tra stati, NdT] entreranno nel mercato. Naturalmente è plausibile pensare che farà lo stesso anche nel caso di approvazione di una legge a livello nazionale.

Collaborazioni fallite

 PokerStars e Wynn Resorts (in inglese) - Circa tre settimane prima del Black Friday, Steve Wynn aveva annunciato che la Wynn Resorts sarebbe entrata in collaborazione con PokerStars per la nascita di PokerStarsWynn.com, con l'intezione di accettare la nascitura regolamentazione USA. Dopo le cause del Black Friday, tuttavia, Wynn si è tirato indietro.

• Full Tilt Poker e Station Casinos (in inglese) - Full Tilt Poker e Station Casinos stavano seguendo la stessa linea di PokerStars e Wynn Resorts. L'accordo fu chiuso poco prima del Black Friday ma Station Casinos tagliò i ponti dopo le accuse arrivate alla direzione di Full Tilt.

Il futuro

foxwoods
Il Foxwoods Resort Casino

Anche se alcune società citate sono già in movimento, sono ancora molti gli attori nel settore a dover chiudere un accordo: tra questi spiccano senz'altro i nomi di Stars e di FTP.

Sono due siti dotati di software senza paragoni e, per la prima volta, sembra che possano veramente sperare di tornare nel mercato USA.

I pezzi grossi del mondo dei casinò americani, come Wynn Resorts, Las Vegas Sands e la tribù Mashantucket Pequot che gestisce il Foxwoods Resort Casino (il più grande degli USA) si troveranno tutti a dover scegliere tra lo sviluppare dei siti di poker propri e il cercare invece dei partners.

Ai grandi operatori online, queste società fanno gola, specie se si tratta di aziende di gaming senza ancora un piano d'ingresso definito per il mercato a stelle e strisce - tra queste, Microgaming Network e Everest Poker.

Una cosa è certa - nessuno vorrà restare indietro e rischiare di perdersi la festa. Speriamo che rpesto americani d europei possano di nuovo sedersi agli stessi tavoli per tornare a discutere di quale paese produca più donk.

di Matt Kaufman
adatt. cagnoozo