Aggiornato il 28 Feb 26 da

Negreanu furibondo: "Fanc..o le regole!"

Il Pro canadese come non lo avete mai visto. A Barcellona, nel corso dell'EPT High Roller, "Kid Poker" chiacchiera con Phil Gruissem e il dealer gli mucka la mano. Tra urla e rabbia, partono i fuochi d'artificio e lui si "suicida" per protesta.

Quando si arrabbia, son dolori...

"Questa regola è troppo ingiusta. Fanc..o, ora vado all-in al buio! Dai, forza, alla prossima mano!". Quelle che vi abbiamo riportato sono le parole di fuoco pronunciate da Daniel Negreanu durante il secondo livello del €10.000 High Roller EPT a Barcellona. Che cosa è riuscito a trasformare l'inossidabile sorriso sul volto di "Kid Poker" in uno sguardo furibondo e inviperito?

Nell'occhio del ciclone è caduta una direttiva recentemente approvata dalla TDA (Tournament Directors Association) e adottata anche dall'European Poker Tour. L'articolo incriminato è il numero 32, ovvero quello in cui è sancita la controversa regola "first card off the deck" secondo cui "un giocatore deve essere al proprio posto quando la prima carta del mazzo è stata distribuita. In caso contrario, la sua mano non è considerata valida e viene subito muckata". Più che leciti i dubbi su che cosa si debba intendere per "al proprio posto". Secondo quanto specificato nel testo, si fa riferimento a tutte quelle situazioni in cui il player "può effettivamente raggiungere la sedia".

Fin qui la pura teoria. Vediamo ora la cronaca dell'accaduto e come si è arrivati allo scoppio della bomba-Negreanu. "Kid Poker" è di small blind, si alza dalla sedia per stiracchiare un po' le gambe, paga l'ante e il buio. In quel momento, il nostro Phil philgruissem Gruissem lo saluta dal tavolo di fianco e lui, nel ricambiare, si volta verso lo Strategista tedesco e si sposta di circa 30 centimetri a sinistra. "Ero ben consapevole della regola e ho evitato di allontanarmi troppo" ha dichiarato Negreanu. Invece, una volta posato lo sguardo sul suo tavolo, Daniel assiste impotente all'annullamento della propria mano, muckata senza esitazione dal dealer.

Ecco il finimondo. "Ero in piedi proprio dietro la mia sedia e stavo parlando con Phil. Ero un passo indietro rispetto al mio posto e avevo già piazzato il mio SB!". Negreanu chiama immediatamente il floorman e gli spiega i dettagli dell'accaduto, ma il Tournament Director si dimostra inflessibile e dà ragione al dealer.

Sembrano tutto, tranne che allegri cinguettii...

Carte, grida e chips: tutto vola in aria!

"Ripensandoci, l'ho combinata grossa..."

Il Pro canadese è furibondo. Prima afferra le carte della discordia e le scaglia sul tavolo, mostrando un KTo. Poi urla di voler andare all-in al buio e, durante la mano successiva, butta tutte le sue chips in mezzo al tavolo, senza vedere le carte. "Queste fott..e regole sono così stupide! Ho voglia di spararmi in testa!" sbotta Negreanu, ormai sotto gli occhi di tutti i player in sala. Lo Staff cerca invano di calmarlo: "Signore, il regolamento dice che...". "Ho letto le regole. So esattamente cosa c'è scritto. Comunque, ormai ci siamo. Forza, sono all-in". Tutti i player foldano, tranne lo SB Timothy Adams che calla con . Il canadese gira e il board non lo aiuta.

Il suo sfogo prosegue a briglia sciolta anche su Twitter, ma poi, una volta placati i bollenti spiriti, Negreanu ritrova lucidità e consapevolezza. "È stata una reazione stupida, me ne rendo conto. Mi sono fatto prendere dalla rabbia e ho finito per commettere una decisione sciocca. Ormai è accaduto, ma non voglio giustificare il mio comportamento: non ho saputo gestire correttamente la situazione. La mano muckata era KTo, del tutto irrilevante per me: quello che conta è il modo con cui è stata annullata".

Secondo Daniel, questa diatriba infernale non aveva ragione di esistere, visto che la situazione era fin troppo chiara. "Dalla posizione in cui mi trovavo, avevo già lanciato ante e buio sul tavolo e potevo afferrare in qualsiasi momento la sedia. Per il dealer io ero un piede indietro rispetto al punto da me dichiarato. Ammettendo che questo fosse vero, non sarebbe cambiato proprio niente, data la vicinanza alla mia postazione".

Insomma, tanto rumore per soli 30 maledetti centimetri. A chi dare ragione? Appoggiare la versione del dealer o quella del malcapitato player? Su questo Negreanu ha le idee chiare: "In situazioni del genere, è nell'interesse di tutti dare al giocatore il beneficio del dubbio. È una buona politica per buoni affari. Anche nel baseball, uno sport di centimetri, il pareggio va al corridore!".

by ariosto90