Aggiornato il 28 Feb 26 da

Nel 2014 il poker sarà disciplina sportiva?

Dopo la conferenza stampa che ha ufficializzato l'accordo tra la FIGP, CONI IFP, la strada del poker live sembra andare nella giusta direzione. Abbiamo intervistato anche la Fipol per avere un quadro più chiaro e un resoconto completo.

Isidoro Alampi, presidente FIGP

Mercoledì 30 ottobre si è conclusa, a Roma, la conferenza stampa che ha ufficializzato l'accordo tra la federazione italiana gioco poker (F.i.g.p.) e un ente affiliato alla direzione del Coni, con lo scopo di discutere la rivalutazione della disciplina pokeristica all'interno della logica sportiva. Alla riunione erano presenti i rappresentati delle varie associazioni come Claudio Barbato (pres. A.s.i.) e Isidoro Alampi, presidente FIGP.

Proprio quest'ultimo è stato il protagonista della giornata.
A seguito della presentazione dei testi portati al tavolo delle trattative, Alampi ha voluto precisare quali siano i punti sui quali lavorare per promuovere il poker come disciplina sportiva

Per il presidente della FIGP bisogna partire dalle singole realtà locali valorizzando l'aspetto etico della disciplina. Per poter parlare veramente di sport bisogna cioè incentivare la competizione e il talento sportivo, bisogna far capire a chi ancora nutre perplessità nei confronti del poker che ciò che conta non è il montepremi ma la strategia, l'intuito, l'idea che le skill siano strumenti utili al gioco.

Inoltre, per Alampi, un altro punto su cui lavorare è la questione del personale addetto alle organizzazioni degli eventi. Più di 10mila posti di lavoro attualmente estesi sul territorio vanno regolamentati. Deve essere garantito un sistema di controllo per le attività dei club attraverso un monitoraggio costante. Solo così si possono portare a norma di legge tutte quelle figure che lavorano all'interno del mondo del poker. 

Il pensiero di Alampi

È una seconda possibilità o una vera e propria rinascita del movimento italiano. Il riconoscimento della FIGP quale organizzazione di riferimento del settore, conferma che anni di battaglie in nome dello sport cominciano a regalare le più grandi soddisfazioni" ha dichiarato Alampi, "Da oggi abbiamo gli strumenti e le indicazioni precise per dimostrare all’intera opinione pubblica la reale valenza sportiva della nostra amata disciplina. Vista la situazione di molti club che operano tutt'oggi con modalità escluse dal nostro progetto non sarà facile, ma è necessario riaffermare che noi siamo lo sport e non i piccoli casinò sparsi in giro per la penisola. Sono tuttavia sicuro che la maggior parte dei club esistenti si uniranno alle decine che stanno nascendo in questi giorni di grande entusiasmo per il nuovo progetto”. 

C'è strategia, c'è abilità, c'è talento,
c'è tutto : è Sport!

L'idea, denominata "Poker Sportivo 2.0", vuole essere anche un modo per contrastare le derive antisportive sorte negli ultimi anni.

Si cerca infatti di introdurre un sistema di controllo che agisca sotto tre aspetti fondamentali:
1) monitoraggio della struttura territoriale Figp;
2) monitoraggio degli ispettori federali; 
3) Un software di automazione dei tornei: Syspoker, che consentirà il completo monitoring delle attività in corso presso ogni singola Associazione, analogamente a quanto accade per i siti di gioco online.

Ad ogni modo, nonostante le ottime notizie che giungono alle nostre orecchie, non viene a mancare qualche piccola polemica. Lungo il corso della conferenza stampa e a seguito di alcune precisazioni, il presidente Alampi ha anche dichiarato che i buy-in dei tornei saranno al massimo di 40€/50€, una scelta che trova una spaccatura netta fra coloro che sostengono questa limitazione e chi invece pensa che questa sia una pesante restrizione. 

Sarà curioso capire quali saranno gli sviluppi giuridici e come, in termini pratici, si muoverà la grande macchina burocratica. 

E l'altra faccia della medaglia?

Sì esatto, il logo della Fipol

Com'è la situazione vista dal lato dell'online? Per capirlo siamo andati a rivolgere alcune domande alla F.i.p.o.l. (Federazione Italiana Poker Online).

PokerStrategy.com: Che tempi d'attesa bisogna aspettarsi prima che il poker venga riconosciuto come disciplina sportiva?

FIPOL: Bisogna distinguere due concetti simili ma diversi nella sostanza. Il primo è il riconoscimento come disciplina sportiva che pare sia di competenza internazionale (CIO), anche se stranamente compare tra le discipline proposte ai circoli (nel nostro caso il codice di riferimento è S171). Il secondo è il riconoscimento come DSA (Disciplina Sportiva) che rappresenta l'associazione (non federazione) che si propone come Ente di riferimento e viene chiamata NDS (Nuova disciplina Sportiva) e in seguito DSA. 

Il riconoscimento ufficiale di una DSA da parte delle istituzioni è regolamentato dal CONI che parla chiaro in merito ai requisiti per poter effettuare la domanda di ammissione all'osservatorio: vengono indicati con chiarezza la necessità di avere 1000 tesserati e 50 circoli distribuiti in tutte le regioni d'Italia e che ogni circolo abbia un' attività sportiva agonistica regolamentata dimostrabile nei due anni precedenti. 

Non crediamo che ad oggi nessuno in Italia possa vantare tale prerequisito. Fipol ha più di due anni di attività sportiva con classifiche nazionali, ma non ha i circoli in cui è stata svolta in quanto, per rimanere nella legalità, ha operato nell'online. Concludendo, quindi, credo che il riconoscimento come DSA possa durare oltre i 3 anni in quanto ce ne vorranno 2 di attività dimostrabile, solo per poter presentare la domanda di ammissione all'osservatorio e, in seguito, il tempo necessario a diventare DSA effettivamente concluso il periodo di osservazione.

Se il contesto invece rimane alla Disciplina sportiva, pare che la soluzione sia nelle mani di organi internazionali e non implichi automaticamente il riconoscimento come DSA che richiede pertanto i medesimi requisiti numerici indicati sopra.

PokerStrategy.com: Al momento a che punto è, secondo voi, la formazione di una "coscienza di gruppo" tra i giocatori di poker, soprattutto per ciò che riguarda l'online?

Un'immagine vale più di mille parole

FIPOL: Se dovessimo riferirci alla "coscienza di gruppo", crediamo che i tempi siano maturi in quanto c'è l'attenzione di tutti gli elementi necessari a creare un movimento pokeristico omogeneo. Abbiamo competenze legali, organizzative, uomini di sport e istituzioni che perlomeno danno segnali di essere presenti. 

Crediamo che i giocatori siano un vero e proprio movimento ma disomogeneo poichè nessuno è mai stato abituato ad aggregazioni sportive riguardanti il poker, aggregazione che nel piccolo si sta invece concretizzando nell'online dove nascono gruppi facebook e altri simili.  

Tuttavia ad oggi l'esigenza di una regolamentazione arriva più dagli operatori del settore che dai giocatori i quali alla peggio si radunano a casa e giocano come hanno sempre fatto fino ad ora, ciò nonostante crediamo che una proposta credibile possa accendere in brevissimo tempo lo spirito di coesione di cui sopra portando il movimento dei giocatori a essere il motore trainante del poker del futuro.

Questa dunque l'analisi dei fatti. Il nostro è un mondo che chiede di essere libero, è un gioco, e in quanto tale siamo consapevoli (varianza a parte) che vince sempre il migliore.  

by robbybazza