Newsbox - Ehi, gringo...
Daniel Cates sfida a duello chiunque gli capiti sottotiro (e il problema è che vince, pure...). Un premio al barista che rifiutò i videopoker nel proprio locale. E i bilancia...
Ci salva il tabaccaio che le slot non installerà
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| Un poeta irraggiungibile |
Diceva una vecchia canzone del maestro De André: "Se verrà la guerra chi ci salverà? [...] Ci salverà il soldato che la guerra rifiuterà".
In piccolo (ma nemmeno poi tanto) è quello che accade ogni giorno nel Meeting Bar Tabacchi di Milano, dove il proprietario - Antonio Valente - è stato premiato da un'apposita delegazione del comune per il suo alto grado di coscienza.
Sono infatti quarant'anni che il signor Valente gestisce quell'esercizio, ma mai ha ceduto alle sirene di slot machine e videopoker, rinunciando a una consistente rendita mensile pur di dormire sonni tranquilli la notte. "Non li ho mai installati nel mio locale. Rinuncio a circa €30.000 al mese, ma lo faccio con serenità. Non voglio essere responsabile della rovina di intere famiglie", ha dichiarato il simpatico tabaccaio.
Da lassù, De André canticchia probabilmente: "Ci salva l'aviatore che la bomba non getterà"...
Un epico testa a testa ha infiammato l'ultima sessione degli highstakes: quello che ha opposto Alex Millar e Viktor Blom in una vera e propria sfida heads-up. Considerate infatti che le 17 mani più ricche dell'ultima sessione sono tutte relative alla partita fra questi due giocatori!
Alla fine l'ha spuntata IReadYrSoul, che ha tolto a Isildur1 quasi $250.000 giocando un poker molto scolastico e cercando di prendersi la minor quantità di rischi possibile. Abbiamo selezionato due fra le mani più importanti che hanno decretato la vittoria di Millar: in entrambi i casi è stata fatale a Blom la troppa aggressività che - del resto - è anche la sua dote più vincente.
In questa seconda mano, ad esempio, Blom rilancia preflop con carte non proprio eccezionali e va a chiamare il re-raise di Millar. Dopodiché continua ad aggredire per cifre piuttosto alte nonostante stia inseguendo una difficile scala a incastro. Infine butta i resti in bluff, chiamato dall'avversario: Millar ha una semplice top pair, ma ha il vantaggio di conoscere fin troppo bene il gioco di Blom.
Se molto bene sono andati Kyle Ray (in un evidente momento sì) e Patrik Antonius, non altrettanto buona è stata la giornata di Hac Dang. Trex313, che qualche mese fa stava letteralmente dominando la festa, appare ultimamente un po' meno concentrato: colpa del caldo?

C'è un pokerista di troppo in questa città, amico...
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| Daniel Cates |
Vi ricordate della polemica di ieri sulle parole di Tom Dwan in relazione alla pratica del multiaccounting? Bene, tenetevi forte, perché nell'argomento è entrato a piedi uniti anche uno che non scherza, ovvero Daniel Cates.
Lo Strategista (junglemandan) ha più che altro commentato (e l'ha fatto in modo piuttosto brutale) le parole del collega Ben Grundy, che raccontava di come molte persone che lui conosce facciano uso di multiaccount per il semplice motivo che i giochi heads-up non riscuotono il successo di un tempo.
Non s'è fatta attendere la replica di Cates, che ha sfogato tutta la propria rabbia insultando Grundy e sfidandolo sul campo. In realtà, alla base di questa polemica, c'è una storia risalente all'aprile del 2012, quando Grundy, dopo aver pubblicato un grafico secondo cui aveva vinto quasi $8.000.000 in 320.000 mani Omaha, lanciò spavaldamente la sfida a Jungleman, uno che in genere non se lo fa ripetere due volte.
In effetti Cates, oggi, gli scrive: "Ti sto ancora aspettando! Tutti gli stakes che desideri, incluso il 5001k". Considerando che junglemandan, oltre a essere un giocatore stratosferico, è uno che questi duelli li piglia molto sul serio, è meglio che Grundy ci pensi per bene.
Recentemente, ad esempio, Cates non ha risparmiato nemmeno Tom Dwan, con cui anni fa aveva iniziato una sfida (il famoso "durrrr challenge", di cui qui sopra vediamo un grafico) nella quale è avanti di oltre un milione e soprattutto ha dimostrato ampiamente di avere qualcosa in più del collega. "Vogliamo continuarla o no?", gli ha urlato grossomodo. Insomma: quando uno ha uno spirito da Western...
Si parlava di... Ben Grundy
Che qui si spalma contro l'armatura d'acciaio di un altro che scherza veramente poco: Antonio Esfandiari. Aldilà del fatto che i due, a guardarli di sfuggita, sembrano papà e figlio durante la tombola di Natale, l'action è veramente feroce: gustatevela senza spoiler...
E ieri...
Le canzoni più incredibili del FestivalBarrel, compresa la versione Goth di "Papaveri e Papere"...
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