Newsbox - Kung fu Barry
Avete sempre immaginato il placido Greenstein come un uomo calmo e misurato? Eppure sentite cosa ha dichiarato su se stesso in un recente "Ask Me Anything"... Il flop del Delaware in diretta. E i toro...
L'America sbadiglia
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| Uno scorcio di Delaware |
Gli stati aperti all'online più gettonati sono certo Nevada e New Jersey, anche per la loro fama di "game paradise", ma c'è anche un terzo stato che in questo momento sta facendo i conti con il nuovo regolamento applicato all'e-gaming di natura pokeristica.
Si tratta, come sappiamo, del Delaware, che però non ha cominciato benissimo questa nuova avventura. Si parla, addirittura, di una media settimanale di traffico che non supera i 40 giocatori. Cifre inferiori a tutte le più pessimistiche previsioni, che non fanno ben sperare per il futuro.
Per quanto gli addetti assicurino che si tratta solo di stabilizzarsi (per esempio ci sono problemi tecnici che impedirebbero a molti cittadini residenti nelle città di confine di usufruire di un IP del Delaware), questa micragna statistica è condivisa anche col Nevada, che non sta certo mostrando numeri da champagne.
Manca all'appello il New Jersey, che ha deciso di fare le cose con più calma. La lista delle licenze continua a tenere banco e la vera notizia è che non ci sarà PokerStars.com, che con gli States - e col New Jersey in particolare - non ha mai avuto rapporti idilliaci. La room della Picca Rossa non è fra le aziende che i funzionari dello stato di Atlantic City hanno approvato. Ci riproverà?
Giornata all'insegna della noia nel circuito degli highstakers, dove - se non fosse per i soliti noti Blom e Hansen, non ci sarebbe praticamente nulla da raccontare. La notizia è che Gus Hansen è andato in attivo per l'ennesima giornata consecutiva. Un vero e proprio record, che l'ha portato da oltre sette milioni e mezzo di flop alla soglia dei $7.200.000 in 4-5 giorni.
Il vero problema di Gus, in ogni caso, è che - quando vince - vince poco, mentre quando perde è devastante. Già le stime di domani (poche illusioni) lo danno perdente per una cifra superiore a quella vinta in questi giorni. Insomma: poker superato, che non si aggiorna, arrugginito, oppure semplicemente c'è un serio problema di mindset da risolvere?

Barry Greenstein il vendicatore
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| Il mitico zio Barry |
Se fossimo chiamati a tirar fuori dal pazzo lotto dei pokeristi un professionista calmo, posato, che mai farebbe del male a una mosca, probabilmente il primo nome sarebbe quello di Barry Greenstein.
Gentile, magrolino, sempre tranquillo e mai volgare al tavolo - nemmeno dopo la peggiore bad beat - il grande giocatore di Chicago è anche soprannominato "il Robin Hood del poker", dato che ha l'apprezzabilissima abitudine di devolvere parte delle proprie vincite in beneficenza.
Ma l'autore di "Ace on the river" ha anche avuto modo, in vita propria, di sperimentare il pericolo e la violenza. Ce lo rivela in un AMA (Ask Me Anything), dove emerge un Barry lievemente diverso da quello che tutti ci saremmo aspettati.
Secondo le sue parole, infatti, il Robin Hood del poker avrebbe preso a pugni due persone al tavolo da gioco durante la propria carriera. Mentre, per quanto riguarda la vita privata, una volta ha dovuto usare le mani su un ubriaco che molestava sua moglie.
La nuova immagine da duro di Barry Greenstein ha tratto giovamento, a quanto sembra, del periodo condiviso con scavezzacollo del calibro di Huck Seed, col quale - per guadagnare contante extra - si produceva in prop bet atletiche come scalare un garage in 2 secondi, arrampicarsi su muri e correre all'indietro. Nella foresta di Sherwood, quest'ultima è meglio evitarla.
Mani incredibili: sorry, Phil
Una frase che un uomo saggio non dovrebbe MAI pronunciare...
E ieri...
La polizia britannica del distretto di Devon and Cornwall avrebbe visitato siti di poker e siti hard 2.700 volte in tre mesi. Te lo sei perso?
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by n10juan




