Parlando di EPT con Luca Pagano
Oggi parte l'EPT di San Remo e mentre il rumore delle chips starà già riempiendo le mura del casinò, abbiamo raggiunto il player che ha vinto di più al mondo negli eventi EPT: Luca Pagano.
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| Il vincitore dell'IPT San Remo |
Il nome di Luca Pagano è associato molto spesso a EPT e poker in Italia. Arrivò terzo al suo primo EPT e da allora li ha giocati tutti, registrando tanti piazzamenti importanti e 5 tavoli finali. Non gli è stato mai riconosciuto il merito dai media e dagli altri giocatori, questo perchè, nonostante ci abbia provato molto, non è mai riuscito a terminare un torneo e alzare la coppa al cielo.
Ha una mente astuta, votata al business e questo lo ha aiutato a diffondere il gioco del poker in Italia, dove la sua popolarità ha raggiunto livelli mai visti in nessun altra nazione europea. Appena fiutata la possibile diffusione del gioco, ha creato delle collaborazioni che gli hanno portato benefici finanziari anche lontano dai tavoli di gioco.
Ha ottenuto di recente un titolo importante e gli affari procedono a gonfie vele.
"Direi che il miglior momento non è stato vincere il trofeo, ma riceverlo da mio padre."
PokerStrategy.com: Sei stato un giocatore di poker professionista per circa sette anni con oltre $1.8 milioni di vincite in eventi live e hai ottenuto il record per gli innumerevoli piazzamenti agli EPT. Nonostante tutto questo il titolo più importante è arrivato molto tempo dopo. Come ci si sente a esserti levato finalmente questa soddisfazione?
Luca Pagano: Dopo tutti questi anni penso di aver ottenuto qualcosa di molto importante. Il mio obiettivo principale era quello di vincere il trofeo. Ero sicuro che non appena avessi raggiunto la vittoria avrei avuto la sensazione di voler rallentare ma ora invece mi sento come se fosse l'inizio della mia carriera di pokerista: voglio giocare di più e dare il meglio di me.
PokerStrategy.com: Vincere un importante torneo nella tua nazione deve essere stato speciale. Raccontaci brevemente come è andato il torneo e le emozioni che hai provato subito dopo.
Luca Pagano: L'evento è andato molto bene sin dall'inizio. In realtà il Day 1a è stato il 28 Luglio, il giorno del mio compleanno e avevo scritto sulla mia pagina di Facebook che mi sarei regalato la vittoria del torneo. Nella prima giornata ero nei Top 5, al Day 2 ero al primo posto e anche al Day 3 le cose sono andate piuttosto bene. In realtà ho avuto molti up and down durante la giornata, perchè cambiavo leggermente lo stile di gioco e perchè giocavo contro players molto aggressivi. C'erano molti pro italiani, russi e romeni, tutti pronti a gamblare molto più di me. In generale, all'IPT (Italian Poker Tour) c'erano molti giocatori stranieri.
Direi che il miglior momento non è stato vincere il trofeo, ma riceverlo da mio padre. Mentre giocavo non era riuscito a venire nel teatro dove si disputava l'evento e praticante andava nervosamente in giro per San Remo e quando ho vinto il torneo ha iniziato a piangere; anche la mia ragazza si è messa a piangere e ho iniziato a piangere anche io. Sembrava che qualcuno fosse morto piuttosto di aver appena vinto un torneo! Ricevere il trofeo da mio padre a San Remo è stata la coincidenza più bella di sempre.
PokerStrategy.com: Ti impegni per sviluppare uno stile che ti faccia arrivare più spesso a premi o punti di più a vincere i titoli?
Luca Pagano: Sicuramente ho adattato il mio stile di gioco ai miei avversari, ma non in maniera eccessiva come potrebbe sembrare. Cerco solo di capire gli spot dove tendono a infilarsi i giocatori aggressivi, aspettandoli per poi colpirli: questo è il miglior modo per trarre profitto dalle loro giocate. Quindi ora sono più a mio agio con il mio gioco e con quello degli avversari. So come muovermi contro questi giovanissimi players che provengono dall'online.
"Mi piace molto l'aspetto mediatico degli affari, quindi, in futuro, penso di concentrarmi su questa prospettiva."
PokerStrategy.com: A parte il poker tu sei conosciuto per essere un uomo d'affari molto astuto. Hai unito un grosso intuito per gli affari alla tua esperienza nell'industria del poker per avviare i "Pagano Events" insieme a tuo padre. Raccontaci come ti è venuto in mente e il livello di soddisfazione che hai raggiunto da ciò che il poker non ti dà.
Luca Pagano: Tutto è iniziato da una brillante idea venuta in mente a mio padre. È un visionario e, dieci anni fa ha deciso di organizzare eventi di poker in crociera. Gli ho creduto e mi sono buttato nel progetto insieme a lui. La prima volta eravamo 70 giocatori, l'anno successivo abbiamo ripetuto l'esperienza e giocavano in 150 e l'anno dopo ancora in 350. Ci rendemmo conto che si potevano fare buoni affari organizzando eventi.
Mentre progettavamo tornei sulle navi da crociera, andavamo anno per anno al Casinò di San Remo pregandoli di farci organizzare il primo evento live di poker in Italia. Alla fine, dopo due anni di richieste, ci diedero questa opportunità, più per liberarsi di noi che perchè credessero nella diffusione del poker in Italia. Al primo torneo abbiamo avuto un numero di partecipanti elevato, quindi stabilirono dai sei agli otto eventi per anno.
Per questo motivo mi sento molto bene. Il poker è la mia vita, ma non vorrei rivedermi a 50 anni da ire ai miei figli che ho giocato a poker per tutta la vita. Volevo provare a me stesso di possedere altre abilità negli affari e perchè non usarli nel settore del poker? Ecco perchè abbiamo unito le nostre competenze e finora abbiamo avuto un grande successo, quindi sono molto orgoglioso.
Sono dentro altri progetti, sempre nel poker. Sto facendo un programma televisivo sul poker. E' lo show di poker più guardato e questo mi sta catapultando in una nuova dimensione, quella dei media. Mi piace molto l'aspetto mediatico degli affari quindi, in futuro, penso di concentrarmi su questa prospettiva.
PokerStrategy.com: In alcuni ambienti del poker ha destato un po' di preoccupazione il fatto che tu giochi gli stessi eventi che organizzi: questo potrebbe portare a un conflitto di interessi. Come giustifichi la decisione di giocare?
Luca Pagano: Per me è il contrario. Quando organizzi un evento puoi fare tutto tranne che concentrarti sul gioco. Non sono mai riuscito a finire in the money a San Remo (prima di vincere l'IPT) in un IPT o in un EPT.
Bisogna ricordare alla gente che il nostro ruolo principale è quello di promuovere l'evento. Siamo stati capaci di insegnare il knowhow all'industria del poker italiano e siamo orgogliosi di dove siamo riusciti ad arrivare finora. Cercheremo di organizzare altri eventi e magari di vincerne ancora.
"PokerStars ha dimostrato la sua professionalità; ha dimostrato di meritare di essere il sito numero uno al mondo"
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| Luca con suo padre |
PokerStrategy.com: Il Black Friday ha avuto e continuerà ad avere un pesante impatto sul poker. La tua è una posizione privilegiata per guardare ai molti aspetti di questo business: quali saranno gli effetti positivi e negativi che si avranno sul gioco in Europa?
Luca Pagano: Personalmente non vedo nessun buon aspetto del Black Friday. PokerStars ha dimostrato la sua professionalità; ha dimostrato di meritare di essere il sito numero uno al modo. Penso che sia un'opportunità per i giocatori statunitensi di venire spesso in Europa e visitare i nostri bellissimi luoghi ma a parte questo non vedo altri particolari vantaggi per l'industria del poker.
PokerStrategy.com: Pensi che l'Europa possa diventare l'epicentro del poker live?
Luca Pagano: Non sono sicuro che lo diventerà, visto che lì ci sono le World Series e, nonostante il Black Friday, c'è stato un numero di partecipanti enorme. Ogni paese, ogni continente deve giocare il suo ruolo e penso che dobbiamo essere già orgogliosi per il successo raggiunto dall'EPT finora. Bisogna continuare a lavorare nel miglior modo possibile.
PokerStrategy.com: Quali sono le prospettive di Luca Pagano? Fare sia l'uomo d'affari che il giocatore?
Luca Pagano: Nell'immediato futuro, in Italia, ci sarà un'altro boom nel mondo del poker, in quanto sarà possibile giocare dal vivo anche al di fuori dei casinò. Saranno possibili inizialmente solo tornei con buy-in basso, ma sarà una grossa possibilità di vedere, tra un paio d'anni, 600 o 700 circoli di poker legali in giro per l'Italia.
Sto lavorando molto duramente in questa direzione. Ci sono molti progetti che devono essere sviluppati per riuscire a guadagnare, perchè (non molti lo sanno) per organizzare un evento di poker da sé, non è molto redditizio. Se consideri tutte le spese da fare in rapporto alle entrate, ti rendi conto che alla fine dell'anno non c'è stato molto profitto. Ma l'importante nel poker è il modo in cui porti la gente a giocare e allora tu offri servizi come il cibo, scommesse, giochi al casinò, ecc. Penso che il mercato italiano stia andando a bomba in questa direzione e voglio essere preparato a questo.
Come giocatore, vincere un EPT, certo! Cioè, sono contentissimo per i 18 piazzamenti e i 6 tavoli finali. Non ho fretta di vincere il trofeo, quando viene viene. Non stavo progettando di vincere l'IPT di San Remo, in realtà non volevo neanche giocare ma ero lì, quindi ho deciso di farlo e mi è andata bene. Spero che lo stesso avvenga per l'EPT, ma se lo vincessi in questa stagione, nella prossima o nella stagione 10, non importa, di certo io sarò lì a provarci sempre.
L'intraprendente e poliedrico italiano avrebbe bisogno di clonarsi, visto gli innumerevoli impegni che lo spingono in così tante direzioni. Tuttavia, è un uomo determinato che lavora duramente e non sbaglia un colpo. Se riuscisse a dedicare più tempo al suo gioco, il tanto agognato EPT potrebbe essere suo. Una cosa è certa, dopo aver vinto l'IPT le sue certezze aumentano più che mai. Se vivi in Italia aspettati di vedere Luca in qualsiasi posto dove c'è del poker.
Sarai a San Remo a giocare? Faccelo sapere qui o tifa per i tuoi players preferiti nel thread!
Autore: Marc Convey

