Perché ai media interessa la lotta tra poker e IA?
Barry Carter ci spiega per quale ragione la storia di Libratus contro i pokeristi umani è molto più appetibile per l'industria tech di quanto non sia per il poker.

Ho già scritto qualche giorno fa che l'ormai certa sconfitta degli umani contro l'Intelligenza Artificiale del robot Libratus non cambierà granché il gioco. Ho anche menzionato il fatto che la comunità scientifica e i media hanno un interesse più che valido in questo match, molto più di quanto non ce l'abbia l'industria pokeristica. Ed è questo un concetto che vorrei elaborare meglio oggi.
La ragione per cui la vittoria del computer sui pokeristi professionisti è un grosso colpo fuori dal poker è che l'IA ha dovuto sviluppare una "intelligenza generale" per riuscire in questa impresa. Gli scacchi non sono certamente un gioco più facile del poker, eppure richiedono abilità più strette, più mirate di quanto non faccia il poker, il che significa che l'IA adatta a battere i migliori giocatori di scacchi può essere relativamente facile da programmare.
Intelligenza Generale

Il poker, invece, ha tanti altri fattori da considerare. In particolare perché si tratta di un gioco di informazioni incomplete, dove non sappiamo cosa nasconda in mano il nostro avversario né quali carte verranno girate sul tavolo. Ci sono un sacco di cose che possono succedere nel poker, e un'IA di poker deve prendere decisioni contornate da fattori di rischio/ricompensa, per non parlare della significativa componente psicologica. L'Intelligenza Generale è l'abilità di pensare riflettendo attraverso un vasto numero di meandri.
Basta guardare quanti modi diversi ci sono per essere un giocatore vincente nel poker, per capire quanto sia vasto in effetti il paradigma delle abilità che questo gioco consente di avere. Andiamo dal genio della matematica che si sforza di prendere decisioni GTO fino all'altra estremità dello spettro con giocatori vecchia scuola come Phil Ivey, capaci di prendere una decisione sulla base del modo in cui corrucci il naso quando punti. Persone provenienti da ogni ceto sociale sono state in grado di prosperare al tavolo da poker: scienziati, maestri di scacchi, commercianti, giocatori, atleti, attori e tanto altro.
Penso che i tanti fra noi che sono nel poker da molto tempo possano concordare sul fatto che il gioco può impartire davvero uno spettro assai ricco di lezioni che è possibile utilizzare anche in altri aspetti della vita. Il poker mi ha aiutato a migliorare la mia pianificazione finanziaria, leggere le persone e affrontare le avversità. Per molte persone timide è servito a sviluppare le proprie attitudini sociali e molto altro. Quindi la maggior parte di noi è certamente d'accordo sul fatto che si tratti di un gioco d'intelligenza "generale".
Non possiamo più controllare la tecnologia
Quindi per quale motivo questa storia è così succulenta per i media? Perché sviluppare un'intelligenza generale nelle macchine ci pone su un percorso in cui non possiamo prevedere o controllare dove ci condurrà la tecnologia. Dà all'IA la capacità di apprendere come imparare, autoreplicarsi e sviluppare un livello di intelligenza che non possiamo nemmeno lontanamente comprendere.
Questo ci lascia in una situazione di seria crisi esistenziale perché stiamo creando potenzialmente un'intelligenza che non conosce confini, che potrebbe scegliere strade impreviste. Molta gente di spessore pensa che questo possa portare l'IA a combattere contro i più importanti interessi dell'umanità, e nel peggiore dei casi addirittura alla fine della vita sulla Terra, proprio come in Matrix o Terminator. Io consiglio vivamente di guardare la presentazione di Sam Harris qui sotto, per farsi un'idea di ciò che alcune delle più grandi menti umane pensano sul futuro delle intelligenze sintetiche:
Questo è un concetto molto deprimente da esprimere su un sito in cui si cerca invece di divertirsi giocando a poker. Per quelli di voi seriamente preoccupati per il futuro dell'umanità, un po' di conforto giunge dalle parole dell'esperto di IA di Stanford Fei-Fei Li, che ritiene che siamo molto più vicini alla lavatrice di quanto non siamo a Terminator.
È uno strano paradosso ciò che in un'ultima analisi potrebbe essere una piccola storia per il poker mentre diventerà probabilmente una storia enorme per il resto del mondo (specialmente perché ogni volta che i media menzionano il poker è quasi sempre un affronto per chi lo ama). Speriamo che alla fine l'IA si diverta così tanto a grindare lo Zoom poker da decidere di dedicarcisi a tempo pieno, lasciando perdere l'ipotesi di schiavizzare l'umanità.
Sei preoccupato per l'avanzata delle macchine fuori dal poker? Faccelo sapere nei commenti: