Poker Online in Spagna - Come funziona?
Il poker online nella penisola iberica diventa legale, ma con delle restrizioni. Rigidi limiti massimi e retrizioni ai depositi a aprtire dal 2012, per un mercato inizialmente solo spagnolo. Ma nascono possibilità interessanti.
Madrid va verso la legalizzazione del mercato del poker nazionale: per continuare a giocare in Spagna, dal 2012 dovrete farlo con un provider registrato in Spagna. Per i giocatori, restrizioni molto severe volute dal governo spagnolo.
Il big blind più alto permesso è fissato a €10, quindi saranno consentiti solo tavoli fino a NL 1000 e si potranno giocare al massimo 100 big blind. Per i tornei, il buy-in più costoso potrà essere €250.
Per i depositi, il limite previsto è di €600/giorno per i depositi, di €1.500/settimana e di €3.000/mese, un'altra mossa pesante che scoraggerà facilmente il traffico a mid e high stakes.
Limiti più alti per singoli giocatori
Per fortuna, i limiti possono essere alzati o del tutto sospesi. I giocatori devono contattare il provider e sottoporsi a un test di "gioco responsabile". Si tratta di una prova progettata dall'ente regolatore e pare non sia molto difficile da superare. Una volta superato questo test, il giocatore entro 7 giorni avrà accesso a limiti più alti.
Se il giocatore chiede di alzare ulteriormente i limiti, vengono analizzate le tendenze del giocatore e, se non risultano motivazioni particolari per negare un nuovo aumento di limiti, l'accesso viene attivato entro 3 giorni. Se il test o l'analisi del comportamento del giocatore danno un risultato negativo, il giocatore dovrà aspettare 3 mesi prima di poter chiedere nuovamente di salire di limiti.
Un mercato isolato
Le misure inizialmente previste erano molto più restrittive: buy-in massimo di 30 big blind nel cash e messa al bando di varinati come Razz. Dopo le sentite proteste della community spagnola, il legislatore ha fatto delle concessioni significative.
Purtroppo, il mercato del poker spagnolo resterà separato dal mercato internazionale. D'ora in poi, gli spagnoli potranno solo giocare tra di loro sulle piattaforme .es. Dal 2013, i players spagnoli potrebbero invece giocare con giocatori di altre nazionalità in "stati fidati" come l'Italia e la Francia.
Condizioni per i providers
L'imposta si aggirerà attorno al 25-30% del guadagno netto. Le società interessate a una licenza in Spagna dovranno aprire almeno una filiale in uno stato dell'Unione Europea e dovranno nominare un responsabile epr la Spagna. Il servizio dovrà essere offerto tramite un dominio .es.
Legali e istituzioni economiche dovranno avere accesso costante ai dati dei server dei provider. Gli operatori del gaming potranno pubblicizzarsi in TV e radio e sponsorizzare eventi e squadre. Molti provider, tra cui PokerStars e Bwin, hanno già fatto richiesta per la licenza. Le scommesse sportive rimangono illegali.