Poker in Italia: nuovo dietro-front?
Tutto parte dal ddl "Comunitaria 2008" che è stato discusso in parlamento e ora dovrà passare al senato.
Ci risiamo. Sembrava che lo Stato Italiano volesse dare una svolta definitiva in 
nell'ambito poker ma a quanto pare c'è stato un nuovo dietro-front! E
per i club, per le associazioni di poker dal vivo e circoli vari sparsi
qua e la in Italia le notizie non sono affatto buone. In molti forum la
voce di questi ultimi si è già fatta sentire, il malcontento è
generale, ma cerchiamo di spiegare perchè.
Tutto parte dal ddl "Comunitaria 2008" che è stato discusso in parlamento e ora dovrà passare al senato.
Il voto della Camera ha deciso di fatto che l'organizzazione dei tornei
di poker live venga gestita dai concessionari di gioco pubblico. Una
decisione evidentemente limitante per i proprietari dei club. A questo
si aggiunga un regolamento del Ministero delle Finanze e il dietro
front è servito. Infatti la struttura e lo svolgimento dei tornei
dipenderà proprio da questo regolamento che concede poteri decisionali
anche allo stesso Ministero dell'Interno. Verranno determinati così:
1) quota di partecipazione al torneo (buy-in), una quota di modico valore
2) esclusione fini di lucro
3) niente rebuy, quindi, termite le chip, tutti a casa
4) l'impossibilità di organizzare più tornei nella stessa città e nella stessa giornata
Il quadro dunque non è molto confortante tanto più che saranno
esclusivamente i soggetti titolari di concessione per l'esercizio e la
raccolta di uno o più dei giochi pubblici attraverso rete fisica a
poter organizzare tornei dal vivo. Oltre a questi c'è la possibilità
per altri soggetti di fare lo stesso purchè rispettino determinate
condizioni. Quali? Per esempio un efficace titolo abilitativo con un
fatturato non inferiore a 1.500.000 euro nel corso degli ultimi due
esercizi o per esempio una garanzia bancaria o infine residenza delle
infrastrutture tecnologiche, hardware e software, dedicate alle
attività oggetto di concessione in uno degli Stati dello Spazio
economico europeo. Queste ma tante altre condizioni si possono trovare
nel ddl.
Come detto, il nuovo passo del Governo Italiano, anche se non
ancora definitivo, sta per penalizzare ancora una volta i piccoli
circoli che si trovano quotidianamente a dover lottare per poter
rimanere a galla. Noi abbiamo sempre cercato di dare spazio a questo
tipo di notizie sia perchè interessano direttamente il mondo del poker
italiano ma soprattutto per mostrare una condizione legislativa
decisamente ancora incerta e che, fino ad ora, ha diviso tutti o meglio
non ha accontentato nessuno.
Aspettiamo con ansia la decisione del Senato. Una cosa è certa,
ci saranno persone in questi giorni che non faranno sogni tranquilli!
Voi che dite? Ci sono molte cose che rimangono poco chiare. Pagamenti
in cash o in buoni o in natura? Come si possono coprire i costi di
luce, telefono, affitto, licenza e tanto altro tramite tetti al buy
molto bassi e l'impossibilità di organizzare più tornei in un giorno?
Staremo a vedere...
