Poker: istruzioni per l'USA (The Old South)
Dracula arrestato in Louisiana, treni che non ripartiranno mai più nei deserti del Texas, ma soprattutto tanto tanto poker. Ecco le contraddizioni legali più pazze d'America!
Lo sapevate che in Kansas è reato mostrare l'intenzione di giocare? Che in Kentucky anche i bambini possono scommettere sulle corse dei cani? Che in Missouri un pokerista professionista è considerato colpevole di vagabondaggio? Se la risposta è no, leggete la seconda puntata della nostra rassegna sugli Stati Uniti, dedicata quest'oggi al Vecchio Sud.
![]() |
| Un riassunto della situazione americana. Per ogni stato, il colore esprime la possibilità di un'apertura al poker online. Rosso: impossibile. Arancione: improbabile. Giallo: possibile. Verde: probabile |
Texas
![]() |
| Sono fermi lì dal 1971 |
Ci troviamo nel Texas (24.800.000 abitanti, cap. Austin, stato Repubblicano), vale a dire il luogo dove l'Hold'em è stato inventato. Lo stato della Stella Solitaria ha come motto una sola parola: friendship (amicizia). Eppure non sembra che sia molto amico del gioco, in quanto la legge vieta ogni tipo di azzardo, tranne concorsi relativi ai travestimenti carnevaleschi (ma solo se i premi non superano i $25).
In realtà pare che i Texani siano più attratti dai divieti che non dai giochi: la legge dice infatti che in Texas è illegale suonare un corno, avviare un generatore, commemorare qualcuno, bere più di tre sorsi di birra alla volta e andare in giro a piedi nudi (anche se per quest'ultimo punto c'è la possibilità di acquistare per $5 una licenza speciale che lo permette). Inoltre, "se due treni si incontrano a un incrocio ferroviario, entrambi dovranno fermarsi e ripartire solo dopo che l'altro è ripartito". A voi immaginare la scena.
Tornando in tema pokeristico, non sarà né semplice né rapido che in Texas si arrivi a una legalizzazione, ma recentemente la senatrice Leticia Van de Putte ha fatto intendere che lo stato della “Lone Star” sta lavorando per averla, e che comunque non si opporrà a una legge federale in favore del gambling.
Oklahoma
![]() |
| Arresssstateli!!! |
Salutiamo i ranch dei bovari più ricchi del mondo e approdiamo in Oklahoma (3.800.000 abitanti, cap. Oklahoma City, stato Repubblicano), dove la legge sentenzia che “chiunque giochi d'azzardo è colpevole di un reato e può essere punito”. Fin qui, niente di troppo strano al sole degli Stati Uniti. Ma la parte divertente viene quando il legislatore elenca le condanne, che vanno infatti "dai $25 ai $100 di multa".
Eccezion fatta per chi sta facendo il gioco delle tre carte (negli USA la carta vincente è però la regina di cuori anziché l'asso come in Italia) sopra un treno in corsa. In quel caso il controllore ha diritto di arresto sia sui proprietari che sugli scommettitori. È praticamente impossibile che l'Oklahoma apra al poker online. Il gambling è infatti in mano a casinò tribali e recentemente il deputato Tom Cole ha rassicurato le comunità indiane evidenziando come non sia in previsione una conversione in tempi brevi.
Kansas
![]() |
| Quest'uomo cova intenzioni abiette... |
Saliamo ancora verso il midwest fino ad arrivare nelle vaste praterie del Kansas (2.900.000 abitanti, cap. Topeka, stato Repubblicano). Qui il poker sembra essere davvero l'ultimo dei problemi, dato che lo stato dei Bisonti pare aver mantenuto un'anima rurale che per certi versi fa tenerezza. La legge ci tiene a precisare che “è un reato prendere il pesce a mani nude”, ma poi liquida il gambling con un paio di righe, sottolineando che chi viene beccato a giocare d'azzardo è reo di classe B (di nuovo i criminali di guerra).
Per sicurezza, la legge punisce espressamente il cittadino anche se “non sta giocando, ma mostra l'intenzione di farlo”. Nonostante ci siamo chiesti a lungo che faccia possa avere un cittadino che cova l'intenzione di giocare, ci limitiamo a dire che è attualmente più verosimile un'invasione aliena nel Kansas, piuttosto che una minima apertura al poker online.
Missouri
![]() |
| "Capo... allungame du' sterle, daje..." |
Eccoci nel Missouri (6.000.000 abitanti, cap. Jefferson City, stato Democratico), lo stato dei grandi fiumi. Vi diciamo subito che anche qui il gioco d'azzardo è punito molto severamente. La legge del Missouri, tuttavia, ci ha sinceramente stupiti, allorché dice che "un gambler colto in flagrante è considerato reo di classe C", (addirittura B se accompagnato da un minore), "ma il suo reato viene promosso di classe D (quindi meno grave) se il gambler è un giocatore professionista".
Va però considerato che, a chi si guadagna da vivere giocando, la legge aggiunge anche il reato di vagabondaggio (non chiedeteci il motivo), il che significa che il reato torna di classe C, vanificando lo sforzo del legislatore. Eppure, le possibilità di un'apertura non sono poi così basse. Il Missouri ha una florida industria di gioco d'azzardo e potrebbe essere la colonia ideale per un'azienda di gambling che abbia voglia di investire grandi somme di denaro.
Kentucky
![]() |
| "Tranquiiili, è tutaposhto..." |
Puntiamo verso est, fino a entrare in Kentucky (4.300.000 abitanti, cap. Frankfort, stato Democratico), uno stato che va nettamente controtendenza rispetto ai propri vicini. Qui, infatti, le leggi non sono severe e minuziose come in quasi tutti gli USA, e lasciano spesso grandi scappatoie legali. Per esempio un bevitore è per legge “da considerarsi sobrio finché può restare in piedi”, in barba a etilometri e palloncini. Sebbene nel Kentucky sia un reato “portare un cono gelato nella tasca dei pantaloni”, “lavarsi meno di una volta all'anno” e “nominare meno di tre governanti intelligenti nella giunta comunale”, la legge non dice nulla di specifico sul poker.
L'azzardo è punibile, ma con molte eccezioni (corse di cavalli e cani, ad esempio, sono legali), tanto è vero che il Kentucky è probabilmente l'unico luogo sulla Terra in cui nessuna regola vieta a un minore di scommettere, se accompagnato da un genitore. L'apertura al poker online per il Kentucky è ormai quasi una certezza, ma attenzione perché una strana legge permette a chi “perde soldi al gioco” di recuperarli citando in giudizio il creditore. Questo simpatico cavillo ha reso un vero inferno il rapporto fra i casinò e i cittadini, tanto che oggi il “recupero debiti di gioco” è la seconda causa di comparizione in tribunale nel Kentucky.
Tennessee
![]() |
| "Fermaaa! Sta arrivando mia moglieee!" |
Scendiamo nel Tennessee (6.300.000 abitanti, cap. Nashville, stato Repubblicano), dove il divieto è per legge una specie di forma artistica. Nessun regolamento al mondo, in effetti, prevederebbe che “un cittadino non possa cacciare animali mentre sta guidando, tranne se si tratta di balene”. La cosa è ancora più interessante se consideriamo che il Tennessee non ha alcun accesso al mare. Non tutte le leggi vengono rispettate: ad esempio, a seguire le regole, ogni automobile con una donna al volante dovrebbe essere “preceduta da un uomo che sventola una bandiera rossa per avvertire pedoni e altri automobilisti”, ma riteniamo oggettivamente che questo non accada così spesso.
È sinceramente molto difficile che il Tennessee si apra al poker online: il gioco è pesantemente illegale e sono vietate perfino le partitelle fra amici in casa. Nonostante il rifiuto di questo stato, è divertente notare come il mercato del poker mondiale sia figlio soprattutto di ciò che è accaduto in Tennessee: infatti qui è nato l'uomo che ha fatto esplodere l'Hold'em (Chris Moneymaker), ma sempre qui è nato anche l'uomo che ha reso illegale il poker in USA (Bill First). Misteri del destino.
Arkansas
![]() |
| "Arrenditi, dannato fiume! Sei circondato!" |
Torniamo verso ovest, addentrandoci negli splendidi paesaggi dell'Arkansas (2.900.000 abitanti, cap. Little Rock, stato Democratico), dove la natura regna incontaminata. Quaggiù ogni tipo di gambling è, ovviamente, illegale, tranne le corse dei cani che sembrano molto apprezzate. La legge dell'Arkansas ha una propensione particolare al divieto, tanto che pretende di regolare non solo i propri cittadini ma anche tutto il resto.
Per esempio è pesantemente illegale per il fiume Arkansas sommergere con una piena il ponte di Main Street. Anche se non sappiamo quali siano le pene previste per il fiume, qualora quest'ultimo decidesse di infrangere la legge, possiamo invece dire con certezza che qui il poker non diventerà legale facilmente. La popolazione è quasi tutta disseminata nei centri rurali e i giochi di carte non sono molto amati: quanto basta per rendere impossibile ogni rapporto col business del gambling.
Louisiana
![]() |
| "Fentite... vi giuro che fono denti veri!" |
Ritroviamo finalmente il mare, scendendo in Louisiana (4.500.000 abitanti, cap. Baton Rouge, stato Repubblicano). Lo stato è bilingue (inglese e francese), ma la situazione non cambia. Anzi il divieto per il gambling è regolato da pagine e pagine sull'argomento. Per dire la verità, la legge in Louisiana vieta praticamente tutto. Non si può "cadere sul marciapiede", "rubare i gamberi", "usare denti falsi per mordere qualcuno".
Inoltre, se avete intenzione di rapinare una banca della Louisiana, ricordatevi che la legge reputa reato la rapina, ma la promuove reato aggravato se dopo aver arraffato i soldi "sparate al cassiere con una pistola ad acqua" (ve lo giuro, è tutto vero). Nonostante ciò, il delegato Mike Huval, che per motivi oscuri viene chiamato Pete dagli amici, ha fatto intendere che spingerà affinché la Louisiana trovi il modo di aprirsi a un mercato florido come quello del poker. Ce la farà?
Mississippi
![]() |
| Il legislatore del Mississippi |
Siamo nel Mississippi (3.000.000 abitanti, cap. Jackson, stato Repubblicano). Considerando quello che abbiamo detto degli altri stati, a prima vista avremmo l'acquolina in bocca a commentare una regione il cui nome, tradotto in italiano, suonerebbe anche come “Signora Hippy”. Invece, incredibilmente, il legislatore del Mississippi sembra uno dei pochi sobri degli USA.
Il poker, ovviamente, non è legale nemmeno qui, ma le motivazioni appaiono quantomeno comprensibili. E, soprattutto, non è escluso che succeda qualcosa all'orizzonte. La Bill 254, che doveva aprire al poker online, è stata bocciata di recente, ma è probabile che presto verrà ripresentata.
Alabama
![]() |
| NO!! MA ANCHE IN DISCOTECA!? |
Trasciniamo le nostre ormai stanche membra nell'Alabama (4.800.000 abitanti, cap. Montgomery, stato Repubblicano). Vale la pena di ricordarsi il bel film “Mio cugino Vincenzo”, con Joe Pesci e Marisa Tomei, che insospettabilmente ha anche vinto un oscar. I protagonisti finivano invischiati nelle terribili leggi di questo stato, che – lo diciamo subito – tratta gli scommettitori come gli ammalati di peste.
L'unico gioco che gli Alabamians tollerano è il bingo, che qui viene praticato fino allo sfinimento e considerato quasi uno skillgame. I casinò ci sono, ma sono privi di tavoli da poker, roulette, blackjack e quant'altro. C'è solo questo stramaledetto bingo, e perfino le slot machine sono tutte a tema tombolesco. Inutile dire che le possibilità di un'apertura al poker online per questo stato sono pari a zero, ma non ci stupiremmo se un giocatore dell'Alabama che vede materializzarsi una pocket pair fra le proprie mani urlasse immediatamente “ambo!” aspettandosi in cambio delle chips.
Georgia
![]() |
| - Getta l'arma, amico... - Si calmi agente, sono cattivo dentro! |
Muoviamoci verso la East Coast, incocciando così la Georgia (9.700.000 abitanti, cap. Atlanta, stato Repubblicano). Qui il gioco non è amato per nulla, tanto che sono vietate le scommesse e anche i casinò. La legge si affretta anche a sentenziare che “i debiti di gioco sono nulli. E se non vengono reclamati dal debitore entro 6 mesi, possono essere reclamati da chiunque”. Questo significa in pratica che chiunque può denunciare chiunque sperando che abbia vinto dei soldi a poker.
Visto che ci siamo, è giusto anche dire che in Georgia è reato dire “Oh, boy!”, pubblicizzare i prezzi dei tagli di capelli e possedere una pistola. Su quest'ultimo punto non ci sarebbe molto da obiettare, se la legge non aggiungesse che "chi possiede la suddetta pistola non commette reato se ritiene di essere un criminale convinto". La Georgia avrebbe un bacino d'utenza molto ampio, ma la sua tradizione pesantemente antiludica rende quasi impossibile un'apertura prossima al poker online.
Florida
![]() |
| "E' mercoledììììì...." |
E finalmente eccoci in Florida (18.800.000 abitanti, cap. Tallahassee, stato Repubblicano), dove chiuderemo questa seconda puntata dedicata al Vecchio Sud. Quando, tempo fa, vedevamo quel noto spot pubblicitario in cui una simpatica ragazza sosteneva di potersi lanciare col paracadute “anche in quei giorni”, molti di noi si chiedevano: “sì, ma quali giorni?”. Ebbene, la legge della Florida sembra rispondere a questo attanagliante interrogativo, allorché recita che “una donna single o vedova è passibile di arresto se si lancia col paracadute la domenica pomeriggio”.
Aldilà di questo, i Floridians sono un popolo molto attento al denaro e questo renderebbe quasi certa un'apertura al poker online in tempi brevi. È dal 2009 che se ne parla: finora non si è mai riusciti a spuntarla, ma le possibilità, fondamentalmente, ci sono, sebbene nelle ultime settimane si siano fatti enormi passi indietro. L'ostacolo principale, infatti, è proprio la legge, che vieta praticamente tutto, siano i rei uomini oppure bestie. Questo, almeno, è quello che si evince quando, fra i vari divieti, notiamo che “gli elefanti devono pagare il parchimetro” e che “è illegale per i ratti abbandonare una nave nella baia di Tampa”. E poi, se affonda, chi glielo dice al proverbio? Poker: istruzioni per l'USA (la West Coast)
by 












