PokerTruffe dal mondo
C'è anche un universo parallelo al poker, fatto di imbroglioni che non si danno pace e che si sono scatenati in queste ore. Scopri nella Newsbox di oggi le 4 cheat più eclatanti del momento.
Totò non era nessuno

Vendere la Fontana di Trevi? Niente, al confronto: gli imbroglioncelli del poker sono ovunque, non hanno età media e soprattutto provengono da qualsiasi tipo d'estrazione sociale.
In Italia non ne siamo certo immuni, e pare proprio che la vittima preferita di questi cheater virtuali siano le care vecchie PostePay. Facili da crackare, spesso poco controllate dai diretti proprietari (che nella maggior parte dei casi vi tengono solo poche centinaia di euro), sono loro le protagoniste della truffa di Osimo (Ancona), appena smascherata dalle forze dell'ordine.
Tutto nasce quando una donna 46enne di Osimo vede volatilizzarsi i €1.500 della propria PostePay, magicamente destinati a 14 diversi conti pokeristici online. Da lì in poi non è stato difficile per gli inquirenti trovare il nickname del giocatore che s'era pappato tutti i bankroll dei 14 finti giocatori, in altrettanti heads-up chiaramente collusivi.
Una truffa vecchia come il cucco, e che non sembra molto efficace. Facevano l'opposto, invece, tre simpatici "mariuoli" di Salerno, che grazie al phishing hanno svuotato decine e decine di account pokeristici online ricaricando oltre 60 tra conti bancari e carte prepagate. Arrestati anche loro.
Dall'Italia agli USA, dove un simpatico macellaio di un supemercato della Pennsylvania, dopo aver perso la propria paga settimanale al Casinò Mohegan Sun, ha deciso di farsi giustizia da sé, rapinando la prima banca che ha incontrato. Una volta rifocillato il proprio bankroll, Michael McDonough (questo il nome del macellaio) s'è fiondato in un altro casinò, dove ha riperso tutto. È stato fermato poche ore dopo dalla polizia.
Infine sembrerebbe arrivata al termine l'avventura del comandante USA Tim Giardina, che è stato licenziato dall'esercito ed è a tutti gli effetti disoccupato. Nel settembre 2013 era stato sorpreso a immettere chips contraffatte in un casinò dello Iowa, durante una partita di poker.
Anche se il militare continua a sostenere di averle trovate in bagno, la scientifica ha rinvenuto il suo DNA sul collante dell'adesivo falso appiccicato sopra i gettoni. Difficile che ci sia finito per caso...
Pillole al gusto di poker
E ieri...
Al noto grinder Francesco Nguyen è arrivata una raccomandata di Equitalia con una cifra pazzesca da pagare: oltre 2 milioni di euro. E non sembra un errore...
Una cartella Equitalia da oltre 2 milioni di euro
by n10juan



