Aggiornato il 28 Feb 26 da

Pokerista sotto inchiesta: rubava la beneficenza

L'associazione benefica del player australiano Shane Warne è al centro di un'incredibile indagine: avrebbe usato per altri scopi fino all'84% delle cifre devolute. E il santo del giorno è...

Almanacco

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L'inchiesta più vergognosa

Shane Warne
Shane Warne con Joe Hachem - Foto by smh.com - Pat Scala

Ci sono tanti modi di inimicarsi l'opinione pubblica, ma fare la cresta sulla beneficenza può davvero essere iscritto nel novero dei peggiori in assoluto. Questo è il reato contestato all'associazione benefica del poker pro australiano Shane Warne, che - secondo un'inchiesta del Sunday Age - avrebbe guadagnato ben $1.8M in tre anni di raccolta, ma avrebbe destinato soltanto il 16% di questi fondi alla nobile causa della beneficenza.

Il restante 84% sarebbe invece finito nelle casse dell'associazione stessa, per l'organizzazione di mega-eventi, cene ricchissime e soprattutto stipendi che in alcuni casi erano superiori al volume stesso della beneficenza.

È il caso, ad esempio, del fratello Jason Warne, che nel 2011 percepì un salario di $80.000, quando in tutto l'anno il volume di denaro devoluto dall'associazione ai suoi beneficiari fu di soli $54.600. In quella stessa annata, ben $300.000 risultano spesi in ristorazione, alcool ed eventi.

I due fratelli, attualmente sotto indagine, non hanno rilasciato commenti, mentre è stato tagliente quello di Emma Coleman, direttore della Fondazione, che ha definito l'inchiesta del Sunday Age "Un atto di bullismo".

Si attendono sviluppi...

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