Pokerista sotto inchiesta: rubava la beneficenza
L'associazione benefica del player australiano Shane Warne è al centro di un'incredibile indagine: avrebbe usato per altri scopi fino all'84% delle cifre devolute. E il santo del giorno è...



L'inchiesta più vergognosa

Ci sono tanti modi di inimicarsi l'opinione pubblica, ma fare la cresta sulla beneficenza può davvero essere iscritto nel novero dei peggiori in assoluto. Questo è il reato contestato all'associazione benefica del poker pro australiano Shane Warne, che - secondo un'inchiesta del Sunday Age - avrebbe guadagnato ben $1.8M in tre anni di raccolta, ma avrebbe destinato soltanto il 16% di questi fondi alla nobile causa della beneficenza.
Il restante 84% sarebbe invece finito nelle casse dell'associazione stessa, per l'organizzazione di mega-eventi, cene ricchissime e soprattutto stipendi che in alcuni casi erano superiori al volume stesso della beneficenza.
È il caso, ad esempio, del fratello Jason Warne, che nel 2011 percepì un salario di $80.000, quando in tutto l'anno il volume di denaro devoluto dall'associazione ai suoi beneficiari fu di soli $54.600. In quella stessa annata, ben $300.000 risultano spesi in ristorazione, alcool ed eventi.
I due fratelli, attualmente sotto indagine, non hanno rilasciato commenti, mentre è stato tagliente quello di Emma Coleman, direttore della Fondazione, che ha definito l'inchiesta del Sunday Age "Un atto di bullismo".
Si attendono sviluppi...
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