Aggiornato il 28 Feb 26 da

Un meraviglioso Castelluccio vince il Main WSOPC

Il Genio si pappa tutti gli avversari in un tavolo finale perfetto, giocato con classe cristallina dal primo all'ultimo spot. Shippa l'anello delle World Series, €114.000 e il token per il Global Casino.

Sergio Castelluccio
Sergio Castelluccio

Uno strepitoso Sergio Castelluccio si porta a casa l'anello più prestigioso: quello del Main Event WSOP Circuit. A Campione d'Italia, il coach della nostra community ha compiuto l'ennesima impresa da applausi, sfruttando tutta la propria classe per trionfare senza deal dopo 10 ore di gioco e portandosi a casa anche €114.100 e il gettone d'ingresso al Global Casino Championship da $1.000.000.

Pronti, via, e perdiamo subito il più short del gruppo: trattasi di Daniele Mazzia, che s'imbatte in un coinflip fatale portando fino in fondo le sue regine e trovandosi contro la classica Anna Kournikova. Una volta tanto la tennista bella e proverbialmente perdente incoccia un K sul board e Mazzia è mazziato.

Sergio Castelluccio fa subito capire che il suo stack non è così grosso per caso: da CO tribetta costringendo lo slovacco Meciar a foldare . La Dea Fortuna sembra aver scelto Dragan Maksimovic e gli fornisce carte a iosa per chiudere qualsiasi draw: prima un colore con 4 picche a terra chiamato al 20% contro la doppia di Alessandro Vecchi, poi un clamoroso gutshot sull'overpair di Raffaele Castro, che fa rima con incastro e quindi non ha difficoltà a fiutare la trappola e foldare. Grazie a questi colpi l'italo-serbo va temporaneamente in testa al chipcount.

Trappola in cui s'infila Sergio Castelluccio, che bluffa in bianco nello spot sbagliato, sfracellando un quarto di stack contro la doppia di K e J dello svizzero Joye, che in breve sale chipleader. La partita procede bene soprattutto per i tre stranieri al tavolo: di Maksimovic abbiamo già detto; Joye vede assi e figure a raffica come il mago di Oz; Meciar trova invece il suicidio di Castro, che prima re-raisa in bluff KQ su flop JJ4 contro gli assi dell'avversario. Poi completa il disastro tentando l'hero-call sul comodo push dello slovacco.

A farne le spese è l'italiano Luigi Guida, a cui non par vero di sollevare gli assi da shortstack e vedere sia Castro () che Maksimovic () abboccare. Ma il flop è devastante: , con Castro che punta la top pair, Maksimovic che spara in push i suoi gettoni e Guida che non trova il coraggio di foldare. Turn , river e la sua partita è finita.

Dall'altare alla polvere

Maksimovic accumula una discarica di chips e sembra poter bullare il torneo, ma di colpo la sorte gli volta clamorosamente le spalle. Prima rimpingua di brutto lo stack di Alessandro Vecchi, che trova un raddoppio fondamentale acchiappando un incastro da occhi a palla sul river. Poi è Raffaele Castro, kamikaze amante dei suicìdi spettacolari, a gettarsi dal Grand Canyon con una pocket di 2 e a terra . Non ci mette molto il serbo a chiamare con , ma un incredibile defibrilla l'italiano riportandolo inspiegabilmente in vita.

Castro Maksimovic

Il river diventa il protagonista di questa fase del torneo, in cui Sergio Castelluccio rischia il disastro quando chiama con AT sul rilancio di uno short Martin Meciar, che però lo domina con AJ. Scendono e un dolcissimo decreta lo split pot. Nemmeno il tempo di mettere i bui e i due vanno di nuovo allo scontro. Stavolta, però, il Genio è il capo della festa: i suoi 10 schiantano i 5 di Meciar, che se ne torna in Slovacchia con un onorevole 5° posto.

Poco prima ci aveva lasciati Maksimovic. Lo aveva fatto fuori Vecchi padroneggiando il fattore C e chiamando le donne del serbo con un inguardabile che però diventa letale quando sul flop cala il classico . Il povero Dragan torna a casa con €20.000, tanti rimpianti, ma l'aplomb di un vero signore. Chapeau!

Vecchi pushatutto

È il momento di Alessandro Vecchi, che spesso le mette un po' a caso, cbetta più corto delle aperture e mostra praticamente sempre, stuzzicando il nostro Castelluccio che lo aspetta al varco. A papparsi il facile double-up è però lo svizzero Joye: lo showdown mostra AK vs KT, e Vecchi, sicuro del proprio lato B, chiama il sul flop, urlando come un pazzo quando effettivamente il si materializza a terra. Peccato per lui che le altre due carte siano J e Q, e che Luc Joye chiuda così una scala che regge fino in fondo.

La mano decisiva arriva poco dopo la cena, e qui c'è tutta la classe di Castelluccio. Castro ha , Sergio e per terra ci sono . Quando Castro decide di andare all-in al turn, nel testolone del Genio è tutto un viavai di neuroni. Il fold è un serio rischio, ma Sergio è troppo esperto per mollare un piatto del genere, e dopo un paio di minuti arriva il call che lo spara in cima al chipcount mettendo in un mare di guai Raffaele Castro, che esce 4° poche mani dopo.

Castelluccio Castro

Mano successiva e finalmente si apparecchia l'heads-up. Lo svizzero Joye - disperatamente card zombie nella fase finale del FT nonostante non abbia sfigurato - pusha A6 e si trova di fronte i due 7 di Castelluccio, che lo elimina prendendosi la libertà di raccattarne un terzo sul flop. Sono passate da poco le 23.30 e il Genio si gioca l'anello con il toscano Alessandro Vecchi, senza dubbio il finalista che meno ha impressionato fra quelli apparsi oggi a Campione.

L'heads-up finale

Il deal non è contemplabile: Castelluccio è in netto vantaggio sia nello stack (12.8M vs 5.5M) che nelle skill. Vecchi però non è un avversario semplice, perché gioca la partita della vita ed è accompagnato da un pizzico di sana incoscienza che relega Sergio a un gioco più solido per non sprecare l'edge.

La mano che stravolge gli equilibri concentra tutta la bellezza di questo gioco meraviglioso. Castelluccio chiama da bottone, Vecchi rilancia in automatico , Sergio stavolta chiama. Il flop è , il turn , Vecchi punta ma il Genio non lo molla. Si arriva a un river che è una delle carte più tricky del mazzo, il . Vecchi s'inventa un instashove che manda Castelluccio in un tank per forse dieci minuti. Nell'aria si materializza un call pazzesco, incredibile, e Sergio ci pensa seriamente. Sorride, batte la testa sul bordo del tavolo, lo guarda, lo interroga ("Perché pushi se vuoi che io ti paghi?"), ma alla fine è costretto a foldare ("Eppure penso di essere buono"). E ora gli stack sono pari.

Vecchi Castelluccio

Quando Alessandro Vecchi si porta sopra di 2 milioni di chips, Castelluccio ha però riempito il proprio HUD di informazioni sull'imprevedibile avversario. E nel momento in cui per terra cadono Sergio () check-calla Vecchi () fino all'inutile river, portandosi a casa finalmente un bel piattone che lo rimette finalmente avanti.

La mano finale è un altro capolavoro di Sergio Castelluccio, che si trova in una situazione identica a quella del matchpoint sprecato in precedenza. Vecchi con insegue il solito gutshot che non si chiude, mentre Sergio con ha la top pair. Quando il toscano mette in scena un altro bluff su board , Castelluccio deve solo raccogliere tutta la sua esperienza, le migliaia di spot simili a questo giocati finora, i milioni guadagnati a fare la mossa giusta e poi trovare il coraggio per il call. È la giocata che segna il knock-out e il finale scontato per un film che s'intitola: "Non è un paese per Vecchi".

È la giocata che riconsegna il metallo delle World Series a un giocatore che già meritava un premio internazionale nel luglio del 2013, quando fu estromesso a un filo di paglia dal tavolo finale del Main Event WSOP. L'anello è tutto per lui, Sergio Castelluccio: un campione. Il nostro campione!

WSOP Circuit - Campione d'Italia - Main Event - Payout
1. Sergio Castelluccio €114.100
2. Alessandro Vecchi €72.200
3.   Luc Joye €54.200
4. Raffaele Castro €40.000
5. Martin Meciar €30.100
6. Dragan Maksimovic €21.270
7.  Luigi Guida €15.100
8. Daniele Mazzia €11.200
Giocatori: 1 (612)      Prizepool: €534.270