Aggiornato il 27 Feb 26 da

What's up, Jerry?

Messo all'asta dal fisco americano il braccialetto di Yang, campione WSOP 2007: braccio di ferro o bancarotta imminente?

Un po’ di volte in questi mesi, vedendo l’amore spassionato che il sottoscritto nutre per Jamie Gold, mi hanno chiesto perché me la prendessi solo con lui e non, ad esempio, con Jerry Yang, che pure ha vinto le WSOP 2007 senza lasciare l’impressione di un grandissimo gioco.

La risposta è semplice, basta una citazione: "Ho studiato attentamente i miei avversari e, ogni volta che ho percepito debolezza in loro, ci ho provato. Anche senza avere niente in mano ho chiamato, raisato o pushato. L’unica possibilità che avevo di vincere questo torneo, infatti, era di essere aggressivo dall’inizio ed è quello che ho fatto. E grazie a Dio ho avuto anche le carte giuste". Dopo questa professione di umiltà Yang donò il 10% della vincita ad associazioni di beneficenza e poi sparì letteralmente dal mondo del poker.

Gold Yang
Direbbe Arrigo Sacchi: "Chi di loro due ha poca umiltè?".

Una storia ben diversa da quella di Gold, che ha fatto esattamente il contrario: Yang al tavolo è stato fermo e zitto, Gold ha fatto lo sbruffone. Yang dopo la vittoria ha ammesso i propri limiti tecnici, Gold ha giocato a fare la parte del campione. Yang ha dato parte della vincita in beneficenza, Gold si è rifiutato di pagare la parte ad un finanziatore a cui l’aveva promessa. Yang è sparito senza sfidare oltre la fortuna, Gold si è fatto ridicolizzare overbettando piatti in diretta televisiva.

Sarà per questo che, sebbene sia vero che della sfortuna altrui non si debba mai ridere, quanto sta accadendo a Jerry Yang in queste ore mi provoca dispiacere mentre per il suo collega sarei stato abbastanza indifferente. Sul web, infatti, sta rimbalzando tramite pokernews.com la notizia di una vendita all’asta di beni da parte dell’IRS, l’Internal Revenue Service: in buone parole si tratta dell’Equitalia made in America.

WSOP Bracelet 2007
Il braccialetto WSOP 2007 di Yang.

Agenzie di questo tipo, generalmente, garantiscono l’anonimato e anche in questo caso la regola è stata rispettata: non c’è traccia, infatti, delle generalità di Jerry Yang sull’avviso di pubblico incanto, ma a non lasciare dubbi sull’identità del "Taxpayer" accusato di avere un debito con lo stato sono i beni messi all’asta. Questi, infatti, comprendono oltre a vari orologi un "braccialetto con incisa la scritta WSOP 2007 Champ" e un piatto d’argento di gioielleria artigianale "Hwong", ovvero proprio l’etnia alla quale Yang, emigrato laotiano, appartiene.

Prudenza impone, ed è bene dirlo, di non mettere Yang sull’orlo della bancarotta automaticamente: chi ha un minimo di esperienza riguardo certe controversie sa bene come, per arrivare al sequestro, non necessariamente bisogna aver raschiato prima il fondo del barile anche se, nel caso di Yang, si parla di un debito di oltre mezzo milione di dollari. Spesso basta aprire un contenzioso per ritrovarsi dei beni all’asta "senza passare dal via", non a caso queste procedure d’asta tecnicamente vengono aperte quando "rifiuti o non riesci a pagare un debito". Resta da vedere in quale dei due casi si trovi Yang.

Jerry Yang
Saran mica volati via?

È altrettanto vero, però, che non parliamo di un contribuente qualunque e, soprattutto, di oggetti banali: la base d’asta di $6.389,40 stabilita dall’IRS rappresenterebbe una cifra davvero esigua rispetto agli oltre otto milioni vinti da Yang all’epoca e il ritorno nel circuito del laotiano, avvenuto di recente con la disputa del WPT Bay 101 Shooting Star, dà un'informazione contrastante, perché potrebbe essere un indice di buona salute economica così come un tentativo estremo di far soldi.

Visto il personaggio, spero che la situazione non sia compromessa, anche se…

by traxxer