La massimizzazione del value
Introduzione
In questo articolo
- Come mandare il tuo avversario all-in
- Importo delle puntate, sequenze di puntate, tipi di avversari e immagine
- In generale: semplicemente bet o raise
Molti giocatori commettono l’errore di pensare di aver giocato male se un avversario non li paga. Spesso non è così. Un ruolo fondamentale lo svolge la sorte che fa sì che un avversario non abbia una buona mano.
D’altro canto alcuni giocatori commettono a loro volta l’errore di giocare in maniera troppo tricky influenzati dal pensiero sopra menzionato, pensando che solo in questa maniera potrebbero ottenere il massimo value possibile. Ma anche in questo caso spesso non è così.
Il seguente articolo tratta questa problematica e cerca di trovare una risposta alla seguente domanda: come posso ottenere il massimo value dai miei avversari?
L’articolo presenta i due differenti concetti che sono alla base dell’ottimizzazione del value e i fattori che l’influenzano, per aiutarvi a trovare in futuro la strada adeguata più semplice per trarre il massimo profitto possibile dalle vostre mani.
Basi: Pot Building e Slowplay
Pot Building in inglese significa costruzione del pot nel senso di aumentare il pot e rappresenta una forma di pot control. Spesso in relazione al pot control si parla di limitare il pot, ma in questo caso è esattamente l’opposto. Il pot deve diventare il più consistente possibile quando siamo in possesso di una mano forte o molto forte.
Il principio del pot building è un pilastro fondamentale per l’ottimizzazione del value. Infatti vale quanto segue:
Se siete in possesso di una mano forte, giocate per un pot più grande possibile.
Pot minimi per mani deboli, pot consistenti per mani forti – affermazione abbastanza scontata. Se cercate di ottimizzare il value, dovreste sempre tenere presente questo principio.
Esempio:
0,50/1,00 No-Limit Hold'em (10 handed)
Preflop: Hero is MP3 with 3
UTG calls €1,00, UTG+1 calls €1,00, UTG+2 folds, MP1 calls €1,00, MP2 folds, Hero calls €1.00, 3 folds, BB checks.
Flop: (€5,50) 9


BB checks, UTG checks, UTG+1 checks, MP1 bets €3, Hero ???
Naturalmente Hero in questo caso dovrebbe rilanciare. Se facesse solo call, gli altri giocatori otterrebbero dei pot odds di almeno 3,8:1 e potrebbero fare call tranquillamente con un eventuale flush draw. In altre parole giocherebbero correttamente e Hero sbaglierebbe perché lascerebbe loro la possibilità di rimanere nella mano per il giusto prezzo. Ne consegue che deve proteggere la propria combinazione. Ma cosa significa esattamente proteggere la propria combinazione?
Proteggere la propria combinazione è sinonimo di ottimizzazione del value.
Proteggerla cioè da draw! Se proteggiamo la mani alzando il prezzo che un avversario deve pagare per inseguire un draw, dandogli dei pot odds errati, egli commette un errore se decidesse nonostante ciò di vedere la puntata. Il suo errore diventa automaticamente la vostra vincita e in questa maniera ottimizziamo la nostra vincita contro i draw dell’avversario.
Proteggere contro i draw equivale a trarre il massimo value possibile.
Collegato al tema della protezione della mano è il tema pot building. Infatti se difendiamo la nostra combinazione con un rilancio, il piatto aumenterà automaticamente in modo tale che noi possiamo puntare un value maggiore in caso di scale successive e alla fine al river.
Il contrario di pot building è tenere volontariamente il più basso possibile e sotto controllo il pot. Si verifica soprattutto se non abbiamo mani forte, ad es. la top pair in un board privo di draw al turn.
Spesso però il pot viene tenuto basso anche con una mano forte. In questo caso si parla di slowplay e serve allo stesso modo per ottimizzare il value. Si gioca fondamentalmente con basse aspettative di vincita per ottimizzare in seguito il pot attraverso a vincite implied o detto in altre parole: si sceglie il basso profilo con scale iniziali e si punta poco per dare all’avversario la possibilità di formare una combinazione buona ma inferiore alla vostra, per simulare una mano terminata o semplicemente per commettere una sciocchezza.
Quindi ci sono molte strade possibile per raggiungere l’obiettivo.Alla base del pot building e dello slowplay vi sono principi diversi alla cui fonte però risiede un unico obiettivo: ottimizzare il value.
Come costringe all'all-in il tuo avversario?
La questione principale posta all’inizio di questo articolo recita: come posso ottenere il massimo value possibile dai miei avversari? Da questo quesito si può dedurre un ulteriore obiettivo. Se riformuliamo il quesito di prima ci troviamo di fronte al seguente problema: Come posso far andare all-in il mio avversario?
Se partecipate ad una mano nella quale le vostre carte giustificano il fatto che giochiate degli stack, dovete porvi questa domanda e in base alla risposta dovete prendere una decisione. Il vostro comportamento dipende da diversi fattori:
- entità degli stack (di tutti i giocatori coinvolti nella mano)
- la vostra posizione
- chi ha l'iniziativa
- la forza della vostra mano
- il tipo di avversario che affrontate
- la tua immagine e la storia del tavolo
Se perseguite l’obiettivo di far andare all-in un avversario, siete costretti a riflettere su come e quanto puntare evitando che passi la sua mano e che voi manchiate il vostro obiettivo. Il vostro primo pensiero dovrebbe essere quello di controllare l’entità dello stack vostro e del vostro avversario, chiedendovi fino a che punto conviene spingere.
Come seconda cosa dovete esercitarvi a calcolare il pot, cioè calcolare quanto puntare o rilanciare su ogni street, per fare in modo che il piatto al river sia troppo consistente perché l'avversario possa passare la mano.
0,50/1,00 No-Limit Hold'em (6 handed)
Hero: €100
MP2: €100
Preflop: Hero is BU with 5
MP2 raises to €3,00, 2 folds, Hero calls €3.00, 2 folds.
Flop: (€7,50) 5


MP2 bets €5,00, Hero ???
Il board invita a ricorrere allo slowplay. Sono possibili pochi draw e un rilancio indurrebbe al ritiro l’avversario. Vedere semplicemente ha il vantaggio che l’avversario riceve l’opportunità di migliorare la propria mano al turn che però è inferiore al nostro set. Ma quale vantaggio ci comporta lo slowplay? Talvolta l’avversario al turn migliora la mano, è vero. Ma dopo cosa accade?
Il pot ammonta a €17.50 e l’avversario ha ancora €92. Come indurre l’avversario ad andare all-in fino al river? Spesso farà check al turn e passerà la propria mano. Talvolta effettuerà una bet, ma in caso di rilancio passerà la mano. Un turnraise su questo board non è quasi mai un bluff: quasi tutti gli avversari lo capiscono.
Nella maggior parte dei casi farà check e noi punteremo. Supponiamo di puntare €12, cosa giusta in questo board. Se vede il pot al river sarà di €41.50 e avrà ancora €80. Per indurre l’avversario ad andare all-in dovremmo puntare due volte il valore del piatto. E’ abbastanza scontato che non vedrà questa puntata nella maggior parte dei casi.
Se avessimo puntato €17 al turn il pot al river sarebbe di €51.50 e l’avversario avrebbe ancora €75. Dovremmo effettuare una bet due volte superiore al pot. Anche puntando il valore del piatto al turn, che in questo board non avrebbe senso, non ci avvicina certamente al nostro obiettivo.
Di conseguenza uno slowplay al flop non è la cosa giusta da fare in questa situazione.
Dovremmo rilanciare al flop nell’ottica del pot building. In questo caso è vero che passerebbe molte mani, ma se ha un re forte o AA non avremo difficoltà a farlo andare all-in dal flop al river se vuole giungere allo showdown.
Supponiamo di rilanciare il flop a €15. In tal caso abbiamo un pot al turn di €37.50 e avrà ancora €82. Al turn dovremmo puntare quindi €25. Il pot al river sarà di €87.50 e l’avversario avrà ancora €57. Possiamo farlo andare all-in con una 2/3 pot bet, e così il nostro obiettivo sarebbe raggiunto.
0,50/1,00 No-Limit Hold'em (6 handed)
Hero: €100
SB: €30
Preflop: Hero is BU with 5
3 folds, Hero raises to €3,00, SB calls €2,50, BB folds.
Flop: (€7,00) 5


SB bets €5,00, Hero ???
Ci troviamo in una situazione simile alla precedente. Tuttavia l’avversario ha uno stack inferiore. Se vediamo al flop, il pot al turn sarà di €17 e l’avversario avrà ancora €22. Possiamo puntare €8 e il piatto al river sarà di €33 con uno stack restante di €14. Non è più un problema far andare all-in l’avversario. In questa situazione uno slowplay risulta essere la migliore variante dal mio punto di vista; meglio che un rilancio diretto al flop.
Vediamo quindi come l’entità degli stack, il calcolo del pot e la betsize influenzino profondamente le nostre decisioni. Un altro fattore da non trascurare è la sequenza delle bet..
Ci sono diverse sequenze di bet. Alcuni loro vantaggi e svantaggi verranno analizzati qui. E’ importante che prima di prendere una decisione valutiate la forza della vostra mano in relazione al board.
Per esempio una freecard in alcuni board può essere letale. Azzeccare la sequenza ottimale delle bet dipende da situazione a situazione. Qui di seguito possiamo solo analizzare pro e contro generici. Il maggior numero di possibilità si ha quando giochiamo out of position senza iniziativa.
Out of position senza iniziativa implica ponderare diversi fattori. Uno di questi è la continuation bet ovvero un’ulteriore bet dell’avversario quando facciamo check. Ciò accade spesso se non abbiamo mostrato forza. Riceviamo quindi value.
| Sequenze di puntate |
Vantaggi |
Svantaggi |
Buona mossa contro? |
| check/raise flop | Il piatto diventa grande | Spesso gli avversari passano la mano | Preferibilmente contro fish con un WTSD alto |
| check/call flop donk bet turn |
Gli avversari spesso restano nel pot | Il piatto resta piuttosto basso + gli avversari ricevano quasi una freecard |
Buoni avversari,ad es. TAG per bilanciare la line check/call flop- bet/fold turn con mani deboli Anche contro rock |
| check/call flop check/raise turn |
Il piatto diventa grande | Due potenziali freecard | Solo contro avversari aggressivi tipo. maniac o LAG che spesso ricorrono alla second barrel |
| bet/raise flop | Il piatto diventa grande | Nessuna vincita della contbet Spesso gli avversari passano in caso di ulteriore rilancio |
Contro avversari molto aggressivi al flop, preferibilmente LAG e maniac |
| bet/call flop donk bet turn |
Gli avversari spesso restano nel piatto | Nessuna vincita della contibet | Giocatori con un Flop-AF alto e che tendono a rilanciare molte bet |
Se si gioca out of position con iniziativa si dovrebbe mantenere l’iniziativa nella maggior parte dei casi. In veste di preflopaggressor si dovrebbe ricorrere normalmente alla contbet al flop anche con una mano forte. „Normalmente“ – è importante, perché fare check con il tentativo di far rilanciare l’avversario o gli avversari sarebbe assolutamente poco comune e leggibile come gesto di vera forza. Con quale altra mano allora giocheremmo così? Un avversario in gamba se ne accorge subito e un fish non fa una bet al flop ricevendo una freecard. Il piatto resta piccolo e il nostro avversario può inoltre ottenere una mano migliore al turn senza sborsare un euro.
Al turn possiamo variare. Nella maggior parte dei casi dovremmo di nuovo effettuare una bet. Contro avversari aggressivi si può tentare comunque un checkraise. Naturalmente il board non dovrebbe offrire in tal caso possibili draw. Prima di tutto una freecard in questo caso potrebbe danneggiarci, e poi l’avversario vede con molte mani peggiori in caso di ulteriore bet. Cedere l’iniziativa avrebbe senso solo in caso di head-up. Se affrontiamo due giocatori al turn con iniziativa e con una mano forte, dovremmo assolutamente puntare di nuovo visto che c’è il forte rischio che i nostri avversari facciano check behind se facciamo check.
Giocare in position senza iniziativa implica una facile gestione delle mani forti. Dobbiamo ricordarci solo delle seguenti regole:
- Se l'avversario fa check, puntiamo
- Se l'avversario punta, rilanciamo
Vediamo la bet dell’avversario solo se ...
- ... il piatto è molto grande rispetto agli stack residui.
- ... possiamo indurre altri giocatori dietro di noi a stare nel pot facendo overcall.
Nel secondo caso dobbiamo far attenzione che il board non dia spazio a draw, dato che i giocatori dopo di noi potrebbero ricevere i pot odds giusti per il loro draw.
0,50/1,00 No-Limit Hold'em (6 handed)
Preflop: Hero is BU with 7, 8
MP2 raises to €3,00, 2 folds, Hero calls €3,00, SB calls €2,50, BB calls €2,00.
Flop: (€12,00) 7, 8
, 8
(4 players)
SB checks, BB checks, MP2 bets €10,00, Hero ???
In questo caso possiamo ricorrere allo slowplay dato che il board è innocuo. Al massimo i nostri avversari hanno tre outs contro di noi e proteggere la mano non ha senso. Vedendo diamo dei buoni odd ai giocatori dopo di noi così che forse resteranno nel pot. Rilanciando verrebbero passate tutte le mani peggiori. Un 8 o 77 saranno all-in fino al river. E’ importante il fatto che quasi nessuna carta al turn ci disturbi.
In quasi tutti gli altri casi nei pot multiway ricorrere allo slowplay al flop sarebbe errato perché uno degli avversari migliorerà la propria mano e noi dovremo mollare il pot.
Anche in position con iniziativa abbiamo poche possibilità di variazioni. Se l’avversario o gli avversari fanno check, dovremmo sempre puntare per far crescere il pot. Non dovremmo mai giocare check behind con una mano forte per indurre a bluff. Fare check è una mossa che tiene basso il piatto ed è proprio quello che vogliamo evitare in presenza di mano forte. Se l’avversario fa una bet prima di noi dovremmo rilanciare. Se però il pot è già abbastanza grande in relazione agli stacksize e possiamo far andare all-in l’avversario senza problemi fino al river anche senza rilanciare al flop, allora conviene ricorrere allo slowplay.
Un caso particolare è rappresentato dal checkraise del nostro avversario. A secondo delle opportunità di draw conviene normalmente vedere per poi effettuare un’altra bet.
Il seguente esempio dovrebbe spiegare meglio questo concetto:
0,50/1,00 No-Limit Hold'em (6 handed)
Preflop: Hero is MP2 with A
Hero raises to €3,00, 3 folds, SB calls €2,50, BB calls €2,00.
Flop: (€9,00) A


SB checks, BB checks, Hero bets €7,00, SB raises to €24,00, BB folds, Hero calls €17.00.
Vedere al flop è meglio che andare direttamente all-in. In caso di all-in il nostro avversario potrebbe scartare mani tipo AJ o AK,forse persino Q9, anche se è improbabile. Inoltre su questo board c’è poco da proteggere. Commettiamo un errore solo se il nostro avversario ha JT. Nella maggior parte dei casi non avrà tuttavia questa mano. Se andiamo all-in, vengono passate molte mani peggiori. Le teniamo nel pot se invece vediamo per poi rilanciare al turn con un’ulteriore bet in caso di check. Attraverso il checkraise al flop il pot diventa molto grande così che non avremo problemi a far andare all-in l’avversario fino al river.
Per ora abbiamo visto come massimizzare il value dal presupposto: vogliamo andare all-in entro il river. Ovviamente quest'obiettivo ha senso solo se abbiamo una mano forte. A questo punto dobbiamo porci la domanda: come viene influenzato il nostro gioco dalla forza assoluta della nostra mano? E questo porta a un altro concetto, che è:
Questo può sembrare contradditorio a prima vista, perché ci si può sempre permettere di fare check con le absolute nuts, senza preoccuparsi delle altre carte. Ma qui c'è una situazione che si deve evitare: fare slowplay contro il 2° o 3° nut. Ecco un semplice esempio in merito:
0.50/1.00 No-Limit Hold'em (6 handed)
Pre-flop: Hero is BB with Q
2 folds, CO raises to €3.00, BU calls, SB folds, Hero calls.
Flop: (€9.00) A

Hero checks, CO checks, BU checks.
Turn: (€9.00) K
Hero checks, CO checks, BU checks.
River: (€9.00) A
Hero checks, CO checks, BU checks.
CO holds A
BU holds K
Qui si vede esattamente come estrarre il minimo valore possibile. Abbiamo provato a fare un check/raise ad ogni street, ma nessuno ha deciso di puntare. Il tentativo di slowplay di CO voleva indurre una puntata di BU, per poi possibilmente intrappolare entrambi, ma è fallito. BU non si è mai sentito forte e non ha avuto ragione di puntare.
Se qualcuno avesse puntato in ogni momento, probabilmente saremmo riusciti ad andare all-in con CO prima del river.
Dovremmo evitare di fare slowplay con le absolute nuts, poiché rischieremmo di perdere molto value contro il 3°/4° nut, che è esattamente quel che succede se l'avversario decide di fare slowplay a sua volta.
Naturalmente, questo è un esempio estremo e ci troveremo raramente in una situazione simile, ma rende l'idea dei concetti espressi.
Parimenti importante per le nostre decisioni sono le tipologie di avversari. I seguenti esempi servono per chiarire questo punto:
0,50/1,00 No-Limit Hold'em (6 handed)
Preflop: Hero is BB with 4
MP2 folds, MP3 raises to €3,00, 3 folds, Hero calls €2,00.
Flop: (€6,50) 4

Nel primo caso supponiamo che il nostro avversario sia un fish (50/5/1/35). Qui conviene ricorrere ad un checkraise al flop. Così il pot diventa molto consistente e usufruiamo dei vantaggi di un checkraise contro questo avversario. Non abbiamo il problema che il nostro avversario passerà molte mani dato che ha un WTSD alto.
Contro lo stesso giocatore giochiamo la seguente mano:
0,50/1,00 No-Limit Hold'em (6 handed)
Preflop: Hero is BU with A
MP2 calls €1,00, 2 folds, Hero raises to €5,00, 2 folds, MP2 calls €4,00.
Flop: (€11,50) K


MP2 bets €8,00, Hero ???
Anche in questo caso dovremmo rilanciare direttamente al flop per aumentare il più possibile il pot. Lo slowplay ha poco senso in caso di scala. Tutti i dieci assi e tutte le carte che danno vita a coppie al board riducono lo spazio di azione che ci offre un avversario con mani peggiori.
Non dobbiamo necessariamente essere battuti ma il board risulta essere più pericoloso per il nostro avversario se viene pescata una di queste carte. Inoltre il nostro avversario qui vedrà con molte mani peggiori in caso di rilancio. Pertanto dovremmo giocare in maniera molto lineare tentando di mettere nel mezzo i nostri soldi sin dal principio.
Cio cambia se giochiamo contro diversi avversari.
Nel secondo caso supponiamo che siamo di fronte ad un avversario molto aggressivo (ma anche bravo ed attento) (33/22/3/20).
0,50/1,00 No-Limit Hold'em (6 handed)
Preflop: Hero is BB with 4
MP2 folds, MP3 raises to €3,00, 3 folds, Hero calls €2,00.
Flop: (€6,50) 4

Hero ???
In questa situazione abbiamo più possibilità. Ad es. possiamo effettuare una donk bet al flop sperando in un rilancio del nostro avversario. Cio accadrà piuttosto spesso perchè normalmente non crederà che con questo board abbiamo formato qualcosa. In alternativa possiamo effettuare subito un checkraise al flop. Possiamo anche ricorrere al check/call flop, effettuare un donk al turn o check/call flop, check/raise turn. Tutto questo è possibile e anche vantaggioso se consideriamo che: dobbiamo bilanciare le line con le nostre mani forti contro giocatori attenti.
In pratica significa: dobbiamo di tanto in tanto rilanciare questi flop bluffando o ricorrendo al float, se lo faremmo anche con le nostre mani forti. In questo caso ricorrere al float significa vedere il flop e effettuare un donk al turn. Se con questo board effettuiamo checkraise con una two pair o meglio, un giocatore attento noterà ciò e logicamente in futuro avremo meno value dalle nostre mani forti. Lo stesso vale per ogni altra line.
Questo modo di pensare ha senso solo contro avversari attenti. Se i nostri avversari sono scarsi, tipo fish o anche pessimi TAG, possiamo giocare semplicemente straightforward senza preoccuparci più di tanto.In altre parole dovremmo nella maggior parte dei casi ricorrere al rilancio o alla bet al flop.
Un altro fattore importante è l’image e l’history al tavolo. Con image si intende l’opinione che si sono fatta di noi i nostri avversari. Viene ottenuta tramite la history, ovvero „la storia “ al tavolo. Entrambi sono aspetti fondamentali che spesso vengono tralasciati.
Esempio:
0,50/1,00 No-Limit Hold'em (6 handed)
Preflop: Hero is CO with K
2 folds, Hero raises to €3,00, BU folds, SB raises to €12,50, BB folds, Hero ???
Supponiamo che abbiamo di fronte un avversario TAG attento. Senza ulteriori informazioni risulta difficile decidere se sia più vantaggioso vedere o fare una 4bet, ovvero quale delle due porti più value. Ed è qui che entrano in gioco i concetti di image e la table-history.
Analizziamo la statistica del tavolo e ci accorgiamo di aver giocato molto loose con 27/20 fino adesso. Inoltre ci ricordiamo di una situazione nella quale nello stesso spot contro lo stesso avversario abbiamo effettuato una 4bet con AK e l’avversario ha passato la mano. Queste informazioni sono essenziali.
In questo caso dovremmo effettuare una 4bet. Il nostro avversario crederà che tentiamo di nuovo di assicurarci il pot preflop e quindi andrà all-in in modo più loose o vedrà. Con mani tipo AK, AQ, TT+ potrebbe in teoria anche andare all-in preflop. Si tratta di mani che non sarebbero andate broke postflop se avessimo visto il reraise e poi avessimo rilanciato il flop.
Abbiamo un’image loose e dovremmo approfittare di questo. Nelle successive situazioni dovremmo tuttavia procedere con cautela e ricorrere alla 4bet solo per le nostre mani forti dato che non riceveremo alcun credito per un monster. Se invece avessimo un’image tight non dovremmo cominciare proprio in questa situazione a ricorrere alla 4bet con la seconda mano migliore possibile, bensì semplicemente vedere per rilanciare il flop.
Esempi
In questo trafiletto tramite esempi verrà spiegato se è meglio aumentare il pot o ricorrere allo slowplay.
0.50/1.00 No-Limit Hold'em (6 handed)
Hero: €120
MP3: €80
MP2: €180
Pre-flop: Hero is BU with J
MP2 raises to €3.00, MP3 calls €300, CO folds, Hero calls €3.00, 2 folds.
Flop: (€10,50) 7


MP2 bets €8.00, MP3 calls €8.00, Hero ???
Formiamo un flop con il 3 nutflush. C’è da domandarsi se ci conviene rilanciare o limitarci a vedere. Se scegliamo la 2 opzione il pot al turn sarà di €34. Confronto ai nostri stack si tratta di un pot piuttosto consistente. Potremmo effettuare una bet e far andare i nostri avversari agevolment all-in fino al river.
Tuttavia dovremmo rilanciare il flop. Ci sono alcuni mani peggiori che vedranno una bet. Una di queste è una mano come A

0.50/1.00 No-Limit Hold'em (6 handed)
Hero: €100
MP3: €100
Pre-flop: Hero is BU with K
MP2 raises to €3,00, 2 folds, Hero raises to €10,00, 2 folds, MP2 calls €7,00.
Flop: (€21,50) A


MP2 checks, Hero bets €15,00, MP2 raises to €30,00, Hero ???
Formiamo un flop con il 2 nut in un pot rilanciato – situazione ottimale – e il nostro avversario ricorre al checkraise. Non ci resterebbe che vedere. C’è sì un flushdraw ma non lo avrà in mano nella maggior parte dei casi, bensì avrà un asso che potrebbe scartare in caso di rilancio. Con un all-in indurremmo al ritiro quasi tutte le mani peggiori che teniamo invece in gioco vediamo e basta al flop per rilanciare/puntare al turn. Al turn il pot ammonterà a €100 e sarà un gioco da ragazzi indurre il nostro avversario ad andare all-in nei due giri di puntata restanti.
0.50/1.00 No-Limit Hold'em (6 handed)
Hero: €100
BU: €100
Pre-flop: Hero is MP2 with 9
Hero raises to €3,00, 2 folds, BU calls €3,00, 2 folds.
Flop: (€7,50) 9


Hero bets €5,00, BU calls €5,00.
Turn: (€17,50) K
Hero ???
Analizziamo due scenari:
-
Il nostro avversario è un LAG (30/22/3/20) e abbiamo giocato contro di lui già alcune mani. Al turn abbiamo quasi sempre passato la nostra mano quando gli abbiamo fatto check. Dobbiamo continuare a fargli check! Accettiamo la potenziale freecard. Ciò è possibile solo se siamo consapevoli che il LAG spesso scommette sulla scarecard. Possiamo poi ricorrere al rilancio. Non dovremmo ricorrere alla second barrel con il second nut in mano, qui.
-
Il nostro avversario è un attento TAG (22/16/3/21). Nelle ultime mani abbiamo puntato piuttosto spesso il turn dato che egli vede spesso il flop e cerca di fare float play. Anche in questo caso dovremmo adattarci alla nostra image senza cessare di puntare. Il nostro avversario non ci può porre con certezza su una mano forte. Il nostro presunto 2 barrel non lo impressionerà.
0.50/1.00 No-Limit Hold'em (6 handed)
Hero: €100
MP2: €120
Pre-flop
: Hero is SB with 8
MP2 raises to €3,00, MP3 calls €3,00, 2 folds, Hero calls €2,50, BB folds.
Flop: (€10,00) K

Hero ???
Qui ci troviamo in un multiwaypot con una mano forte. Non è possibile quasi nessun draw tranne un OESD con 79. Come già menzionato conviene fare la mossa direttamente al flop nei multiwaypot. Se siamo di fronte a più avversari vi è la possibilità che veniamo battuti alla fine, sempre maggiore che negli heads up.
MP2 è colui che rilancia preflop. Molto spesso con questo board ricorrerà alla contbet e se non lo fa sarà un problema, ma non irrisolvibile con queste carte comuni. Se MP2 fa check, MP3 ha la possibilità di effettuare una bet. Pertanto dovremmo innanzitutto fare check e dare la possibilità di una contibet a MP2 e allo stesso tempo a MP3 la possibilità di vedere in posizione questa contibet con molte mani. Si verficherà spesso. Poi tocca a noi e possiamo rilanciare rispetto alla puntata precedente. MP3 viene così intrappolato e facciamo aumentare il pot.
Conclusione
Come abbiamo tentato di dimostrare, con mani forti conviene di solito far crescere il pot invece che limitarlo ricorrendo allo slowplay. Vi sono tuttavia eccezioni nelle quali lo slowplay è assolutamente appropriato.
L’obiettivo finale dovrebbe essere di far andare all-in l’avversario. Per fare ciò con dei giocatori scarsi non occorre prestare molta attenzione: Puntate, puntate, puntate e se l’avversario passa la mano, così sia. Contro giocatori attenti dobbiamo tuttavia tentare di variare il nostro stile di gioco per non risultare troppo scontati e prevedibili.
| LINK | ||||||||||
|
||||||||||