Blindbattle - Il gioco dal Big Blind
Introduzione
In questo articolo
- Come reagire agli opencomplete e agli openraise
- Come giocare in un piatto unraised
- Come giocare contro avversari aggressivi
Oltre alla normale strategia di blinddefend, con la quale si difendono i propri blind contro avversari seduti in posizioni diverse dai blind; nel gioco dei blind esiste un'altra situazione tutta particolare che si differenzia enormemente da tutte le altre situazioni di gioco tipiche dei tavoli shorthanded e fullring e che sottostà a una dinamica di gioco del tutto indipendente: la blindbattle.
Per blindbattle si intende una situazione in cui tutti i giocatori fuori dai blind passano la mano al preflop dando la possibilità allo small blind di aprire da first-in il giro di puntate.
Il presente articolo si propone di illustrare la strategia di gioco dal big blind in una blindbattle di questo tipo e indicare i punti da prendere in considerazione e le più idonee modalità di adattamento agli avversari.
Quali sono le peculiarità del gioco BB vs. SB?
È spontaneo ovviamente cercare di capire cosa rende poi così particolare la blindbattle e quali sono i motivi per cui ci si dovrebbe adattare in modo speciale a questa strategia. Particolare attenzione va innanzitutto riservata alla peculiare dinamica di gioco di una partita heads-up. La situazione si presenta in sostanza come una piccola partita heads-up in un tavolo shorthanded oppure fullring.
Ciò significa che il vostro gioco è strettamente connesso al gioco avversario e bisogna quindi tentare a tutti i costi di carpire i progetti di gioco dell'avversario e sfruttarne gli eventuali punti deboli. Ne consegue quindi che in una blindbattle non è possibile applicare un gioco standard vero e proprio in cui si può star tranquilli che la situazione sarà sempre +EV.
L'aspetto psicologico è di fondamentale importanza, sebbene non sia da considerare così fondamentale come in una partita heads-up, in quanto l'intervallo di tempo tra una battaglia e l'altra può essere molto ampio specialmente nei tavoli aggressivi e l'avversario spesso non ricorda dettagliatamente il modo in cui avete condotto la blindbattle precedente. In tal caso, non si può fare sempre affidamento sul fatto che l'avversario ricordi esattamente il vostro ultimo calldown o turnfloat e tenti a tutti i costi di battervi.
Nel caso in cui poi l'avversario giochi su più tavoli oppure oltre a giocare a poker online stia facendo qualcos'altro al computer, allora avrà sicuramente dimenticato le azioni precedenti. Questo caso invece è da escludere in una normale partita heads-up, in quanto un giocatore tenta continuamente di adattarsi all'avversario.
Oltre ai fattori psicologici, esiste anche un effetto diretto sulla vostra mano. Proprio perché vi trovate in una situazione heads-up, la forza delle vostre mani cambia radicalmente. È in effetti improbabile che entrambi i giocatori abbiano formato progetti ugualmente forti al flop.
Considerando che in questa situazione si può giocare dal big blind e quindi al postflop si ha sempre posizione rispetto all'avversario, sarete più disposti a portare allo showdown mani mediamente forti, come le midpair/top kicker oppure le toppair/no kicker con l'intenzione di vincere il piatto con la mano migliore. Il modo con cui giocare concretamente queste mani dipende fortemente dall'avversario, in effetti in presenza di alcuni avversari si possono tranquillamente passare le toppair/no kicker in risposta ad un'azione energica dell'avversario mentre contro altri avversari bisogna fare calldown con le proprie bottompair in risposta a un 3rd barrel.
Per questo motivo, in una blindbattle di questo tipo si richiede spesso una buona dose di coraggio per potersi affidare ai read e agire di conseguenza. Di seguito vi verrà illustrato come bisognerebbe adattarsi ai read a disposizione. Successivamente verranno anche fornite delle risposte a domande di primaria importanza.
Qual è la differenza tra una blindbattle dal big blind rispetto a una dallo small blind?
La domanda è in cosa consiste la differenza tra una blindbattle dal big blind e una dallo small blind. Perché sono stati redatti due articoli invece che uno? Non è possibile giocare sempre allo stesso modo in una blindbattle, indipendentemente che si sia versato lo small blind o il big blind? Dopotutto si tratta della stessa situazione di gioco.
A questo punto, è doveroso puntualizzare una cosa. È vero che si tratta della medesima situazione di gioco e vista sotto quest'ottica si descrive la stessa situazione, tuttavia esistono due prospettive completamente diverse. Queste si differenziano principalmente in base alla posizione che si ha durante il gioco.
Se si gioca dal big blind, si hanno sempre maggiori informazioni a disposizione sia al preflop che al postflop. Grazie a questo vantaggio di posizione si è in grado di giocare un maggior numero di mani al postflop ottenendo ottimi guadagni. E questo è anche l'obiettivo del big blind. Questi sfrutterà il vantaggio di posizione al postflop e tenterà di invischiare l'avversario il più possibile in situazioni -EV.
È possibile quindi giocare in position persino mani marginali che risultano +EV per voi, in quanto grazie al vantaggio di posizione, oltre ad avere un maggior numero di informazioni esercitate anche il controllo sull'entità del piatto. Lo small blind invece non può contare su questi vantaggi, per cui il suo gioco è orientato essenzialmente a non perdere troppo contro di voi e a tenersi alla larga dalle situazioni marginali.
Come reagire ai complete dello small blind?
Molti giocatori giocano dallo small blind in una blindbattle in maniera relativamente passiva completando solamente per poter vedere il flop senza spendere troppo. Per gli odd diretti dello small blind questo complete è sempre corretto, in quanto lo smallblind riceve odd pari 3:1 per il complete e perciò necessita di appena il 25% di equity al preflop per avere un complete +EV. Come tutti sanno, nel Texas Hold'em si ha quasi sempre il 30% di equity con qualsiasi mano.
L'avversario quindi non commetterebbe alcun errore con il suo complete se si considerasse solo la situazione al preflop. Considerando che il vostro obiettivo è fare in modo che l'avversario commetta un errore e che questo obiettivo è raggiungibile mediante azioni aggressive, allora è meglio iniziare il prima possibile. Un rilancio è in questo caso un ottimo strumento per punire l'avversario per il complete soffiandogli l'ambito premio di vedere il flop.
Visto che al postflop avrete dalla vostra anche il vantaggio di posizione, non vi sarà per niente difficile giocare per un piatto leggermente più grande. Effettuando un rilancio al preflop potete costringere l'avversario a compiere errori più grandi al postflop, in quanto in quel momento dovrà confrontarsi anche con puntate più sostanziose.
Reagire in maniera aggressiva a un complete porta alla lunga i suoi frutti. Bisogna quindi rilanciare tutte le mani di partenza in una situazione simile?
La risposta non può essere né un sì deciso né un no secco. Tutto dipende dalle vostre abilità al postflop e dalle tendenze dell'avversario. Esistono ovviamente mani che sono più indicate per il rilancio in una piuttosto che in un'altra situazione così come ci sono mani con le quali è possibile consentire all'avversario persino di vedere il flop.
In questo range troviamo tutte le pocketpair, tutti gli assi medio-grandi così come le mani Broadway.
Con queste mani bisognerebbe più che altro rilanciare al preflop in modo da ricavare direttamente value dalla vostra mano. Spesso si riesce a formare al flop anche la mano migliore e a dominare in parte la mano avversaria. In questo caso, si dovrebbe tentare di ricavare il massimo value possibile dalla mano sia al preflop che al postflop.
Qui c'è da aggiungere che le piccole pocketpair si giocano piuttosto male senza iniziativa in un piatto piccolo senza hit. Se le rilanciate al preflop, avete da un lato il vantaggio dell'iniziativa e la possibilità di vincere il piatto spesso anche senza hit, e dall'altro se avete formato un set avrete già contribuito all'entità del piatto, in quanto con un set al flop in un piatto da 2 BB è relativamente difficile giocare per gli stack.
A questo range appartengono tutte le mani connected così come i suited one-gapper e two gapper di media entità.
Queste mani si trovano a limite tra rilancio e check. Da un lato, non vi consentono di centrare un flop perfetto, dall'altro lato sono particolarmente indicate per un semibluff al postflop, che si realizza meglio in un piatto rilanciato, in quanto l'avversario in tal caso può passare più facilmente le made hand scarse.
A sostenere il check c'è il fatto che non si mettono troppi soldi al centro con una drawing hand, con la quale si ha la possibilità di vincere il piatto senza showdown nel momento in cui non si riesce a formare un progetto forte.
Il check vi consente inoltre di mantenere gli implied odd relativamente elevati per poter poi investire la maggior parte dei soldi come favoriti nel caso peschiate un buon flop. Questa argomentazione tuttavia è corretta solo in parte, in quanto molti giocatori conoscono bene la regola "Don't go broke in an unraised pot" e si comportano conseguentemente.
Un check non vi aiuta quindi sempre a mantenere veramente alti gli implied odd, in quanto appunto molti giocatori difficilmente si lasceranno intrappolare in un piatto unraised estremamente grande e giocheranno piuttosto la mano con moderazione.
In questo range, così come dice il nome stesso, ritroviamo tutti gli Assi, Re e Dame di piccola entità con i quali formate una toppair di solito senza kicker e di conseguenza vi ritrovate spesso dominati.
Queste mani spesso hanno una buona equity contro il completing range dell'avversario, tuttavia proprio queste mani rappresentano un problema per voi. Se le giocate in maniera aggressiva e rilanciate al preflop, allora vi sarà in parte difficile passare una top pair no kicker dopo un checkraise al flop da parte dell'avversario. Non appena giocate queste mani per un piatto di media grandezza senza aver formato alcuna TP+, si presenta il rischio elevato di essere dominati e avere la peggio allo showdown.
Con queste mani calza a pennello il proverbio "Small hand, small pot". Bisogna pertanto tentare di mantenere il piatto piccolo e avere eventualmente la possibilità di dominare l'avversario e costringerlo a effettuare una valuebet o un bluff con una mano peggiore e quindi utilizzare in parte la vostra mano come bluffcatcher.
Con queste mani si raccomanda un check al preflop con il quale non si corre il rischio di giocare improvvisamente per un piatto consistente con una mano mediocre.
In questo range si ritrovano quasi tutte le trash hand con le quali si può fare fold al preflop da qualsiasi posizione senza pensarci troppo.
Con queste mani avete pochissime possibilità di ottenere uno showdown. Molto raramente si formano mani del tipo two pair o top pair e in quei rari casi bisogna anche tenersele. È quindi quasi impossibile poter vincere un piatto uncontested allo showdown. In una situazione normale queste mani sono un instant fold. Di tanto in tanto è possibile anche rilanciarle e tentare di vincere il piatto al postflop senza showdown. Un fold avversario è d'altronde possibile solo se giocate aggressivamente.
Inoltre, queste mani vi consentono di creare un equilibrio perfetto nel vostro raising range con le valuehand. Se l'avversario vi ha già visto una volta rilanciare con una mano scarsa di questo tipo, allora gli sarà difficile completare/passare il suo K6o, in quanto per via del vostro rilancio non potrà più essere sicuro di passare la mano peggiore. I giocatori di scarsa qualità sono spesso indotti a vedere il vostro rilancio al preflop con un range molto ampio.
Anche quando non riuscite a formare nulla al flop con le vostre mani deboli, potete sempre mettere l'avversario sotto pressione effettuando una continuation bet. Dall'altro lato, alcuni giocatori potrebbero essere spinti a fare un leggero calldown con le loro mani dominate, azione che porta profitti quando avrete una made hand.
Tuttavia dovreste ovviamente tenere in mente che queste mani si rilanciano per motivi di bilanciamento in modo da poter poi giocare aggressivamente. Per questo motivo, non si dovrebbero rilanciare sempre tutte le mani di questo tipo per evitare di compromettere gravemente l'intero range di rilancio e ritrovarsi poi spesso con una di queste trash hand in situazioni molto difficili al post flop.
Come si è visto, è possibile pressappoco suddividere tutte le mani in quattro categorie e di conseguenza reagire in maniera standardizzata a un complete. È opportuno tuttavia precisare in questa sede che non si dovrebbe mai eseguire sempre la stessa azione con le stesse mani. Le vostre azioni dovrebbero tener conto anche di un certo grado di imprevedibilità, per cui ad esempio si potrebbe benissimo fare check al preflop con mani del tipo KQ e AQ per rendere l'avversario al postflop quasi drawing dead lasciandogli tuttavia credere di avere quasi sempre la mano migliore.
1/2 No-Limit Hold'em (5 handed )
BB: 200€
Hero: 200€
Preflop: Hero is BB with A
3 folds, SB Calls €1.00, Hero checks.
Flop: (€4.00) A


SB Bets €4.00, Hero calls €4.00.
Turn: (€12) 4
SB Bets €10, Hero raises to €30, SB reraises to €85, Hero reraises to 194€ (All-In), SB calls €109 (All-In)
River: (€400) T
SB shows 7

Hero wins.
Questo è un esempio limite e rappresenta una cosiddetta cooler situation per l'avversario, sebbene evidenzi molto chiaramente la forza di un check al preflop. Se hero avesse rilanciato al preflop, difficilmente avrebbe ottenuto value dalla mano dell'avversario, in quanto questi avrebbe molto probabilmente fatto fold al preflop o al flop dopo una continuation bet.
I vantaggi di un check al preflop con Assi forti dipendono ovviamente dalla mano. Se qui l'avversario avesse avuto un Asso più debole, allora hero avrebbe potuto ricavare maggiore value al postflop con un check piuttosto che con un rilancio al preflop. In effetti un rilancio avrebbe chiaramente fatto intuire all'avversario che hero possedeva un Asso forte e l'avrebbe probabilmente dominato.
Come si gioca contro uno small blind che gioca spesso complete/3-bet?
Il primo passo per poter giocare correttamente contro un avversario di questo tipo è riconoscere questo tipo di strategia. Prendete nota non appena vi rendete conto che l'avversario nello small blind gioca la linea complete/raise.
Oltre ad annotare la sua capacità di controrilanciare dopo un complete, dovreste anche prendere nota dell'entità della puntata e, se possibile, anche la relativa mano dell'avversario.
Numerosi giocatori sfruttano la linea complete/minraise come trappola per ricavare value dalle loro mani forti e arricchire il piatto. Se vi rendete conto che una linea del genere nasconde una mano forte, dovreste vedere un minraise di questo tipo in maniera relativamente tight e fare attenzione a non farvi incastrare in un piatto sostanzioso avendo mani potenzialmente dominate.
Quanto più aumentano gli stack effettivi tanto più facilmente dovreste vedere con le vostre drawing hand, con le quali potrete ricevere enormi implied odd. L'avversario ha dimostrato di avere una mano abbastanza forte e gli sarà spesso difficile passarla anche su un drawheavy flop.
Gli avversari più aggressivi invece utilizzano la linea complete/raise solo come bluff e perciò rilanciano anche qualcosa di più per distogliervi da un rilancio standard al preflop. In tal caso, potete ovviamente vedere con le mani forti in maniera più loose per arrivare allo showdown con un piatto di media grandezza e lasciare la possibilità all'avversario di fare bluff al postflop, in quanto in tal caso non vi trovate necessariamente di fronte al pericolo di essere battuti.
Se tuttavia un avversario applica veramente la linea complete/raise come "linea standard" con un range molto ampio, contro il quale difficilmente potrete giocare al posflop, allora è preferibile rilanciare in maniera più tight contro l'avversario in questione e quindi mettervi al riparo da spiacevoli situazioni.
Il vostro obiettivo contro simili giocatori tricky è giocare il vostro edge al postflop che si spera riusciate ad ottenere tramite la vostra posizione vantaggiosa. Non ha proprio alcun senso iniziare a controrilanciare in maniera loose la linea complete/raise o vedere questi rilanci in maniera loose, per poi adottare una strategia opposta al postflop. È fondamentale invece applicare un gioco coerente.
Come si gioca al postflop in un piatto unraised?
Se indipendentemente dai motivi avete deciso di fare solo check al preflop e vedere al flop, è fondamentale tenere presente alcuni aspetti.
Se l'avversario vi fa check dopo il suo complete, allora dovreste puntare al flop con quasi il 100% del vostro range. Non bisogna mai effettuare una minbet, ma una bet standard pari almeno a ¾ dell'entità del piatto.
La motivazione alla base di questa strategia dipende dalla mano. Se puntate i ¾ dell'entità del piatto, l'avversario dovrà fare fold dopo questa bet solo nel 43% dei casi per rendere la puntata +EV. Spesso però l'avversario farà fold in una percentuale più elevata di casi, in quanto il suo complete al preflop lascia di solito pensare a una mano di partenza priva di coppie che riuscirà a centrare il flop in solo 1/3 dei casi.
In questo modo, l'avversario non migliorerà la sua mano al flop nei 2/3 dei casi e sarà spesso costretto a fare fold. Persino nel caso in cui l'avversario non dovesse giocare la linea check/fold con tutte le sue mani non migliorate, la vostra strategia di bet al flop nel 100% dei casi vi darà la possibilità di ricavare la massima value possibile grazie alla vostra posizione favorevole una volta centrato il flop. L'avversario invece, trovandosi out-of-position, raramente riuscirà ad ottenere value in caso in cui centrasse ilflop.
Contro gli avversari più aggressivi dovreste pertanto vedere spesso le loro bet al flop in un piatto unraised, in quanto questi tenteranno spesso di rubare il piatto. Dato il vostro vantaggio di posizione, potete anche vedere in position le mani con poca showdownvalue.
Se giocate in un piatto unraised, dovreste anche tenere presente che non avete particolari informazioni sul range avversario, in quanto fino a questo momento l'avversario non si è trovato dinanzi a scelte difficili. Per via di questa carenza di informazioni non dovreste giocare per piatti troppo grandi, in quanto l'avversario potrebbe avere praticamente qualsiasi mano e sorprendervi all'improvviso su un flop del tipo AJ2 con una mano come AA o J2.
Evitate quindi in quasi tutti i casi di perdere tutto lo stack, quando non avete alcun nut, in quanto probabilmente si troverà nelle mani dell'avversario.
Come si reagisce a un openraise dello small blind?
In questa situazione sono aperte quasi tutte le possibilità di scelta. In una situazione simile è possibile passare, vedere o anche rilanciare una mano del tipo T8s. In presenza di stack da 100 BB potete anche applicare la strategia presentata di seguito.
Le coppie grandi e medio grandi (JJ+) vanno di fatto rilanciate quasi sempre for value. In questo modo si bilanciano le raising hand più deboli e non vi risulterà doloroso perdere lo stack con QQ al preflop per 100 BB.
Le coppie medie invece (66-99) andrebbero più che altro viste. È vero che avete spesso la mano migliore, tuttavia se il vostro controrilancio e la vostra continuation bet vengono viste, vi ritrovate spesso committed o comunque in situazioni molto difficili al turn se non chiudete il set. Se controrilanciate le coppie medie, potrete vincere i piatti piccoli e perdere quelli di media grandezza. L'unica possibilità di vincere un piatto grande con queste mani è formare un set, possibilità che si verifica solo in 1caso su 8.
Considerando che le pocket pair medie possiedono tuttavia una discreta showdownvalue, conviene tentare di giungere allo showdown in position senza investire troppo. Dall'altro lato però il vostro controrilancio al preflop riduce al minimo le probabilità di vincita (quando venite chiamati quasi sempre siete battuti) così come la possibilità di vedere lo showdown in maniera conveniente.
Con le coppie piccole (22-55) cambia nuovamente il tutto. Queste coppie non assicurano di fatto alcuna showdownvalue non appena si incontra un po' di azione al postflop. Per questo motivo, non ha di fatto molto senso puntare sullo showdownvalue nel tentativo di vincere un piatto piccolo con un colpo di fortuna. C'è da aggiungere che con queste coppie è quasi impossibile vedere una bet al postflop, in quanto nella maggior parte dei casi ci si trova a lottare contro almeno due overcard e bisogna temere altre bet. Avendo una drawing hand con solo due out non si può purtroppo mai fare call.
Considerato quanto detto finora, è preferibile controrilanciare al preflop con le pocket pair di piccole dimensioni. Questo semplifica il gioco e vi protegge da eventuali situazioni spiacevoli al postflop. Riuscirete spesso a vincere piatti medio-piccoli lasciandovi così aperta la possibilità di ottenere una freecard al flop tramite una 3-bet.
C'è inoltre da considerare che proprio con le piccole pocket pair vi assicurate implied odd più grandi in un set. Se formate un bottomset ben nascosto, l'avversario avrà la possibilità di formare una toppair forte. Formare un topset con una pocket pair più elevata riduce invece le probabilità per il vostro avversario di formare una buona mano.
Si può riassumere quando detto finora nel seguente modo: bisognerebbe spesso rilanciare le pocket pair piccole e grandi, mentre vedere soltanto quelle di media grandezza al fine di ottenere un buon mix e giocare al meglio i diversi gradi di forza delle mani e contenere allo stesso tempo i punti deboli.
Anche qui vale ovviamente la regola secondo cui non bisogna giocare una mano sempre nello stesso modo, in fin dei conti vorrete formare un bottomset anche con 44 dopo un call al preflop in un flop KJ4. Ciò nonostante le tendenze sono inequivocabili.
Nel caso delle mani non-paired la questione non è del tutto semplice. Pressappoco tutte le mani consentono tutte le possibilità di scelta. Si andrebbe fuori traccia se si tentasse di analizzare dettagliatamente ogni mano in questo articolo, in quanto tutto dipende sempre dalla tipologia di avversario.
Di seguito verranno quindi illustrati i vantaggi e gli svantaggi di ciascuna situazione. Sulla base delle riflessioni elaborate potrete farvi un'idea su quali sono le mani migliori per una determinata azione. A tal fine potrebbe essere molto utile fare riferimento alle categorie di mani elencate in alto per un normale rilancio dopo un complete dello small blind.
Fold
Facendo fold si persegue chiaramente l'obiettivo di non perdere molti soldi in situazioni in cui la vostra mano può formare di solito soltanto una coppia media, per cui non sarà in grado di reggere a un'azione forte al flop. Se quindi vi trovate a giocare qui contro un avversario abbastanza forte, allora il fold è di solito la migliore alternativa per tenersi al riparo proprio da situazioni di questo tipo.
I fold al preflop dopo un openraise da parte dello small blind sono inoltre fondamentali in quanto fanno credere all'avversario di poter tranquillamente rubare il vostro blind. In questo modo non fate altro che incitarlo a compiere un leggero openraise. Se dopo il rilancio giocate any two dalla posizione di big blind, vi troverete alla lunga ad affrontare molto spesso un'azione avversaria molto aggressiva, poiché l'avversario penserà giustamente che il vostro range contiene molte mani deboli.
Raise (3-Bet)
Un rilancio ha come sempre il vantaggio di mettere l'avversario sotto pressione e acquisire quindi sempre un po' di foldequity. Mediante un rilancio riuscite inoltre a portare al fold mani con una buona equity ma una scarsa playability (reverse implied odd) come ad esempio piccoli Assi o Re. Per un avversario out-of-position al postflop queste mani sono poco redditizie per cui è costretto spesso a passarle.
A causa del vostro rilancio l'avversario si trova in una situazione molto complicata. Può fare fold con molte mani che presentano una discreta equity contro il vostro raising range oppure vedere molto spesso le vostre 3-bet trovandosi così out-of-position in un piatto mediamente grande con mani scarsamente giocabili.
Oltre alle normali valuehand, le drawing hand forti sono perciò ottimi candidati per fare 3-bet al preflop dopo un rilancio e portare l'avversario in questa situazione intricata. Il rilancio non vi assicura quindi un'elevata foldequity solo al preflop, bensì vi consente di sfruttare perfettamente il vostro vantaggio di posizione al postflop in un piatto leggermente più grande e quindi di poter manipolare l'entità del piatto sempre a vostro favore.
Uno svantaggio considerevole associato al rilancio è che questa azione offre all'avversario la possibilità di effettuare una 4-bet. In questo modo perdete il vostro vantaggio di posizione, in quanto dopo una 4-bet avversaria vi troverete committed alla mano che intendete portare avanti. In questo caso, la posizione relativa non è più così importante.
Inoltre, non bisogna considerare sempre la maggiore entità del piatto come un vantaggio, poiché con una mano mediamente forte vi troverete talvolta su un terreno molto insidioso. Considerando che il piatto è leggermente aumentato, dopo un vostro checkbehind al flop, l'avversario avrà comunque due opzioni a disposizione per mettere al centro una parte considerevole del suo stack e porvi quindi di fronte a una difficile scelta.
Call
Il vantaggio più grande riscontrabile con un call risiede direttamente nella mano. In effetti, al postflop potete giocare in position le mani interamente per i loro implied odd. A differenza dei piatti unraised, in questo caso non dovrete preoccuparvi di un'entità del piatto striminzita, in effetti sarete nelle condizioni di giocare molto bene per piatti medio-grandi dopo un call al preflop. Il call vi consente inoltre di intrappolare proprio gli avversari aggressivi. Questi potrebbero interpretare il vostro call come segno di debolezza e quindi tentare di bluffarvi o effettuare al river piccolissime valuebet con toppair/no kicker.
Dopo un call al preflop vi rimangono ovviamente aperte tutte le possibilità di scelta. Potete tranquillamente passare la mano al postflop oppure effettuare molto spesso un bluffraise al flop e fare float al turn con alcuni out per infliggere poi al river ancora un colpetto.
Come i vantaggi, anche gli svantaggi di un call risiedono direttamente nella mano. Le mani che al preflop avevano molto probabilmente un equityedge contro il range avversario, non vengono sfruttate pienamente e si corre anche il rischio di essere sconfitti al flop. A causa del maggior numero di azioni al postflop in piatti di media grandezza vi troverete più frequentemente a prendere decisioni difficili in cui i giocatori non propriamente sicuri di sé potrebbero avere la peggio.
In questo caso, bisognerebbe quindi scegliere le varie azioni da compiere in base alle proprie capacità. Se non si ha una buona padronanza del gioco al postflop, allora sarebbe meglio rinunciare ad alcuni call al preflop. Se non si è sicuri nel gioco in piatti con 3-bet e si è ancora più indecisi a causa dell'aumentata entità del piatto, allora sarebbe meglio evitare di effettuare molte 3-bet.
Ma non è finita qui con le mani non-paired. Per chiudere questo capitolo verranno presentate ancora alcune riflessioni sulle mani più ostiche in cui si ritrovano molti Assi e Re. Probabilmente starete pensando "AK, AQ, A7 o KQ, K6 non sono certo delle mani problematiche" ma le cose non stanno così.
Molti giocano queste mani in maniera abbastanza straightforward vedendo o passando in parte proprio gli Assi e i Re deboli e facendo 3-bet con quelli forti. Questa tattica non è sicuramente sbagliata, tuttavia bisognerebbe considerare anche un'altra strategia che per molti risulta impensabile.
Con queste mani non bisogna fare sempre 3-bet al preflop per vincere direttamente il piatto o dopo un call avversario sperare di vincere il piatto mediante una continuation bet o vincere un piatto medio allo showdown mediante un hit.
Proprio gli Assi e i Re forti sono predestinati soltanto a vedere un openraise dello small blind e quindi giocare la mano al postflop in position. Facendo call con mani di questo tipo si crea una situazione molto favorevole in cui è possibile prendere una grande quantità di chip all'avversario e in cui ci si trova abbastanza in vantaggio. Se in questa situazione centrate il flop e l'avversario reagisce con fermezza, potrete spesso dominarlo al contrario di ogni aspettativa. Proprio gli avversari scarsi dedicano poca attenzione alla possibilità di domination, in quanto suppongono che in qualità di TAG forte dovrete necessariamente rilanciare al preflop con mani come AK, AQ o KQ.
In questo caso, potete ricavare tranquillamente value in più mediante la linea call al flop/raise al turn oppure call al flop/call al turn/call al river o call al flop/call al turn/minraise al river, in quanto l'avversario tenterà spesso o di bluffarvi oppure di effettuare una piccola valuebet.
È fondamentale tenere presente che le mani AK, AQ, AJ, KQ sono maggiormente indicate per un call rispetto a A5, K8 o QT. Facendo call con quest'ultime vi troverete spesso dominati. Anche in caso contrario, l'avversario ha un kicker talmente piccolo, che giocherà più passivamente oppure cercherà di dividere il piatto allo showdown.
In particolare gli assi medio-piccoli hanno la peculiarità di essere spesso troppo forti per fare fold e troppo deboli per fare 3-bet e in caso di call tendono a vincere solo piatti piccoli e a perdere quelli più grandi. Queste mani vanno quindi giocate in relazione all'avversario, per cui non risulta appropriata una regola del tipo "Bisogna passarle sempre perché non comportano altro che problemi".
I prossimi paragrafi illustrano più dettagliatamente le strategie di gioco elaborate su misura per gli avversari e presentano i punti di forza delle mani e le modalità di adattamento alle diverse strategie di gioco.
Che ruolo svolge l'entità del rilancio avversario?
Finora è stato trascurato un argomento che in realtà merita particolare attenzione, ossia l'entità del rilancio al preflop e in che modo questa influenza la strategia di gioco. Bisogna di fatto considerare due aspetti correlati tra loro. L'entità del rilancio dell'avversario e gli stack effettivi. È fondamentale tenere presente sempre la relazione tra queste due componenti. Non è possibile quindi affermare che bisogna sempre vedere un minraise indipendentemente dalle dimensioni reali degli stack.
Di seguito verranno presentate alcune proposte di adattamento per diverse situazioni con uno stack effettivo di 100 BB. Infine verranno indicate le modifiche da apportare nel momento in cui gli stack cambiano.
In questo caso, è possibile formulare due affermazioni.
Quanto meglio riuscite a giocare la mano al postflop sfruttando il vantaggio di posizione, tanto più dovreste vedere soltanto il rilancio.
Questa affermazione è abbastanza esplicativa. Dopo una piccola bet potete giocare al postflop numerose mani in maniera redditizia, pertanto sarete spesso tentati a vedere con una mano leggermente debole invece che passarla, in quanto avete pur sempre un uno stack molto cospicuo per poter ricavare value dalla mano in caso di un flop ben riuscito. Quanto maggiore è la puntata, tanto più piccoli saranno i vostri implied odd e quindi tanto migliore dovrà essere la playability della mano per poter giustificare un call.
Quanto maggiore è il rilancio avversario, tanto più dovreste essere disposti a fare 3-bet.
Questa affermazione richiede una maggiore delucidazione, in quanto non risulta prontamente comprensibile. Questa affermazione si basa su due principi fondamentali. Da un lato, in presenza di un rilancio elevato da parte dell'avversario avete bisogno di una percentuale inferiore di foldequity per poter effettuare un bluffraise, in quanto avete una maggiore quantità di dead money nel piatto.
Qui c'è da aggiungere che ovviamente con una 3-bet siete costretti a scegliere una puntata più elevata, in quanto non potete effettuare una 3-bet dello stesso importo sia che si tratti di un openraise di 2,5 BB che di 5 BB. Dimostrando di voler investire più soldi nella mano al preflop, date all'avversario l'impressione di essere estremamente forti e lo costringete a decidere se è veramente intenzionato a giocare tutto il suo stack o meno.
Il secondo principio che giustifica una 3-bet in caso di una puntata avversaria più elevata è che non dovreste permettere all'avversario di assicurarsi la facoltà di vedere ogni flop investendo soltanto un big blind in più e di relegarvi così a un ruolo passivo.
I tanto amati minraise sono da considerare separatamente in quanto rappresentano un'azione molto particolare e richiedono un adattamento personalizzato in base all'avversario. Molti giocatori, indipendentemente che siano bravi o meno, effettuano un minraise per perseguire diversi obiettivi.
Uno di questi obiettivi potrebbe essere vedere al flop in maniera economica e giocare contro un range abbastanza debole, in quanto in linea di principio si possono vedere any two dopo un minraise. Un altro obiettivo potrebbe essere simile a quello a cui si mira con la linea complete/raise, ossia indurvi a compiere una 3-bet, dopo la quale l'avversario stesso può controrilanciare mettendovi così sotto pressione.
Questi sono gli obiettivi che gli avversari perseguono al preflop e che voi dovreste scongiurare. Per questo motivo, contro un avversario particolarmente tricky non dovreste necessariamente effettuare 3-bet molto loose, in quanto sarete poi spesso costretti a passare la mano dopo una 4-bet. Se l'avversario fa fold dopo una 3-bet o fa solo call, allora potrete effettuare una 3-bet for value con le vostre mani forti.
Oltre alla strategia al preflop, bisogna tenere sott'occhio anche il gioco al postflop dell'avversario. Esistono giocatori tendenzialmente deboli che sono inclini a effettuare un minraise solo dallo small blind e a vedere sempre una 3-bet, per poter poi fare spesso call al flop.
Se giocate contro un avversario di questo tipo, non dovete in nessun caso dare segni di tilt e tentare di escludere l'avversario dal piatto in maniera permanente. In questo caso sarebbe un errore, aumentare il piatto già al preflop con mani deboli o mediamente forti, se poi al postflop non riuscite a strappare la bottompair dalle mani dell'avversario. In questo caso, è preferibile giocare una strategia semplice e vedere meglio un flop economico, per poter poi effettuare una valuebet in caso di buon flop.
Tenete presente che è opportuno trovarsi su solide fondamenta non appena l'avversario inizia a giocare d'astuzia o non può passare le coppie deboli. Inoltre, è importante vedere ancora al preflop per poter poi sfruttare il vantaggio di posizione al postflop e manipolare l'entità del piatto a proprio favore.
Come adattare la strategia alle diverse grandezze di stack?
Molti giocatori dimenticano di adattare la propria strategia alle diverse grandezze di stack. Il prossimo paragrafo è dedicato proprio al tema dell'adattamento.
In linea di massima esistono due diverse situazioni in cui si richiede un certo adattamento partendo da uno stack standard di 100 BB. Da un lato ci sono stack superiori a 100 Big Blind, dall'altro stack inferiori a 100 Big Blind.
Quanto maggiori sono gli stack residui al postflop, tanto maggiori saranno i profitti ricavabili grazie al vantaggio di posizione. È possibile in effetti fare in modo che l'avversario commetta errori di volta in volta più costosi. Il vantaggio di posizione si sfrutta al meglio mediante un gioco al postflop più serrato. Ciò nonostante è fondamentale fare in modo che si possa giocare per un piatto sufficientemente grande.
Non vi aiuta per niente quindi giocare deep in un piatto unraised con uno stack di 170 BB, se non avete mai la possibilità di mettere al centro questi 170 BB in una situazione a voi favorevole. È necessario in presenza di deep stack di questo tipo rammentare all'avversario il rischio di perdere il suo intero stack in ogni sua azione.
In questo momento non è possibile illustrare strategie di gioco precise. È importante essere consapevoli che in un gioco con deepstack si richiedono abilità di gioco al postflop sempre più avanzate. È fondamentale saper valutare correttamente le diverse strutture di board, saper quando e come giocare for potcontrol e quando e come proteggersi. È essenziale sapere riconoscere i momenti giusti per effettuare un bluff, avere sempre chiaro in mente l'entità delle vostre bet e verificare costantemente il reale vantaggio nell'effettuare una valuebet.
Se giocate contro un giocatore con uno stack di 95 BB o 80 BB, il vostro gioco non cambia di molto, in quanto la differenza rispetto a 100 BB è minimale. Se invece giocate contro un avversario con 50 BB o 25 BB o addirittura meno, allora la questione si fa più interessante ed è importante capire come adattarsi a questa condizione.
Se lo stack avversario si attesta sui 50 BB, allora dovreste evitare di effettuare frequentemente 3-bet in particolare al preflop, in quanto lo stack avversario è perfetto per un resteal push, a cui voi potete fare call solo con mani veramente forti. Considerando che la vostra intenzione è sfruttare al postflop il vantaggio di posizione, dovreste evitare di trovarvi in una situazione in cui dovete passare la mano al preflop.
Perché è possibile sfruttare il vantaggio di posizione proprio in presenza di questi stack? Il motivo è da ricondurre al fatto che con la maggior parte delle mani riuscite a formare soltanto mani one-pair per cui non mirate a giocare per un piatto grande. Uno stack intorno ai 50 BB è pertanto abbastanza indicato per giocare le mani one-pair for potcontrol e vincere allo showdown un piatto di media grandezza. Quanto più grande diventa lo stack, tanto più dovrete fare attenzione a non dare all'avversario la possibilità di rilanciare contro la vostra mano. Per questo motivo, non si può scegliere sempre la linea più aggressiva. Se tuttavia gli stack diminuiscono di gran lunga al di sotto dei 50 BB, allora non sarà un problema grave finire in bancarotta solo con una coppia.
Inoltre, grazie a questi stack potete trovare talvolta ottimi punti per fare float al turn o architettare un semibluff. In questo modo si genera di solito un'elevata percentuale di foldequity, in quanto dopo questa azione si costringe l'avversario a decidere se mettere sul piatto l'intero stack o fare fold, indipendente che il vostro float al turn sia finalizzato o meno a questo obiettivo.
Se giocate contro uno shortstack propriamente detto, vi ritroverete ben presto in un punto in cui voi stessi potreste finire broke già al preflop con mani relativamente marginali. In questo caso, è essenziale raccogliere il maggior numero di informazioni possibili sullo shortstack. Se lo shortstack è soltanto un "pollo", che gioca i suoi ultimi soldi, allora bisognerebbe scegliere la linea più conservatrice e tentare di giocare contro di lui al postflop. Se invece giocate contro uno shortstack "professionista", allora la questione si fa un po' più seria. In effetti, non avrete altra possibilità che seguire voi stessi una strategia shortstack perfetta. Ciò non vi risulterà poi così semplice per un bigstack, in quanto si richiede una certa dimestichezza con il pushing range.
Un buon giocatore shortstack ha due strategie di gioco al preflop nel suo repertorio: fa direttamente push contro di voi oppure rilancia un importo normale per attaccare i vostri blind.
Dopo un'azione di push da parte dell'avversario vi rimangono due possibilità: fare call o fare fold. Niente di più. A seconda delle vostre ipotesi sul pushing range avversario potete tentare di scoprire se il vostro call possa essere +EV.
Il problema in questo caso consiste proprio nell'elaborare una supposizione il più esatta possibile sul pushing range avversario. L'avversario fa sempre push o di tanto in tanto rilancia? In che modo il suo stack attuale modifica il suo pushing range?
Di pari passo con la vostra supposizione dovrete anche prendere una decisione. Va bene quando avete AA, in quanto il range avversario non è poi così rilevante, tuttavia non si ha sempre in mano una coppia di AA.
Dopo che vi siete fatti un'idea sul pushing range avversario, è essenziale seguire i seguenti passaggi per determinare se il vostro call è +EV o meno.
- Determinare lo stack avversario (espresso in Big Blind)
- Determinare l'equity della vostra mano attuale servendovi di equilator
- Sostituire questi due valori nella formula del valore atteso riportata in basso e calcolare il risultato.
S : Stack avversario espresso in BB
E : Equity della vostra mano vs. pushing range avversario
EV = E * (S+1) - [(1-E) * (S-1)]
Se si ottiene un valore positivo, allora si dovrebbe fare call. Se si ottiene un valore negativo, allora è consigliabile fare fold.
Esempio
Possibile pushing range avversario: 22+, A8o+, A5s+, KT+, QT+
1/2 No-Limit Hold'em (5 handed )
BB: 30€
Hero: 200€
Preflop: Hero is BB with A
3 folds, SB raises to €30 (All-In), Hero ???
La vostra equity si attesta su 44,39%.
Lo stack avversario è pari a 15 BB.
Si ricava così il seguente risultato:
E = 0,4439
S = 15
EV = E * (S+1) - [(1-E) * (S-1)]
EV = 0,4439 * (15+1) - [(1- 0,4439) * (15-1)]
EV = 7,1024 - 7,7854
EV = -0,683
In base a queste supposizioni, il call sarebbe -EV per cui bisognerebbe fare fold.
Con questo metodo è possibile calcolare almeno a posteriori se il vostro call era +EV o meno. Al tavolo da gioco è purtroppo impossibile eseguire calcoli di questo tipo.
Per poter effettuare un call +EV contro gli shortstack che fanno push secondo lo schema di Sklansky-Chubukov, è possibile elaborare una tabella in cui annotare i vari calling range necessari di volta in volta. Questo metodo tuttavia porta i suoi frutti solo se l'avversario si attiene sempre scrupolosamente alla tabella Sklansky-Chubukov. Con un po' di dedizione e con l'aiuto di equilator dovrebbe essere possibile realizzare uno schema d'insieme.
In questo caso, non dovete scegliere solo tra call e fold, bensì potete scegliere anche l'opzione reraise. È fondamentale tenere presente che il reraise vi rende committed al piatto e pertanto vedete sempre tutte e 5 le carte. Per questo motivo con uno shorstack dovreste sempre fare direttamente push, in quanto dopo un vostro rilancio dovreste comunque vedere un push avversario.
Caso 1: Decidete di effettuare un resteal
In questa situazione è fondamentale sapere come gioca lo shortstack. Lo shortstack sarà disposto a passare anche la mano dopo il vostro controrilancio o effettuando l'openraise si è già messo nell'ottica di idee di finire broke? Valutare queste possibilità è di estrema importanza. Avete foldequity a disposizione o dovete fare affidamento alla sola forza della vostra mano?
Se pensate di non generare alcuna foldequity effettuando un push, allora dovreste più o meno riuscire a stimare il range avversario e calcolare il vostro EV (valore atteso) come indicato in alto.
S: Stack dello shortstack (indicato in BB)
E: Equity della vostra mano vs. range avversario
EV = E * (S+1) - [(1-E) * (S-1)]
Se pensate di riuscire a generare altra foldequity con il vostro push, allora dovrete compiere alcuni passaggi in più per calcolare il valore atteso definitivo dell'azione di push. All'inizio dovete nuovamente fare un'ipotesi sul calling range avversario per calcolare poi la vostra equity con l'aiuto di equilator.
Una volta eseguita questa operazione, è possibile calcolare la foldequity necessaria risolvendo l'equazione riportato qui sotto.
R : Entità della openraisebet dell'avversario (espressa in BB)
S : Stack dello shortstack (espresso in BB)
E : Equity della vostra mano vs. calling range avversario
0 < f * (r+1) + (1-f) * [E * (S+1) - (1-E) * (S-1)]
Utilizzando questo valore e l'ipotesi sul calling range avversario è possibile calcolare con quale range l'avversario dovrebbe fare openraise in modo da poter passare ancora un numero sufficiente di mani dopo il vostro push e rendere quindi il vostro push +EV.
Esempio
Ipotesi sul calling range avversario: 22+, A8o+, A5s+, KT+, QT+ (20,06%)
SB: 30€
Hero: 200€
1/2 No-Limit Hold'em (5 handed )
Preflop: Hero is BB with A
3 folds, SB raises to €6, Hero reraises to €30
La vostra equity si attesta sul 44,39%.
Lo stack avversario è pari a 15 BB.
E = 0,4439
S = 15
0 < f * (r+1) + (1-f) * [E * (S+1) - (1-E) * (S-1)]
0 < f * (3+1) + (1-f) * [0,4439 * (15+1) - (1- 0,4439) * (15-1)]
0 < 4f + (1-f) * [7,1024 - 7,7854]
0 < 4f + (1-f) * (-0,683)
0 < 4f -0,683 + 0,683f
4,683f > 0,683
f > 0,1458
f > 14,58%
A questo punto, è possibile calcolare quanto grande deve essere l'openraising range oH dell'avversario.
oH = 0.2006 / (1 - 0.1458) = 0.2348
oH = 23.48%
Questa percentuale corrisponde a un openraising range di 22+, A5o+, A2s+, KT+, QT+ e ciò significa che l'avversario passerà A5o-A7o e A2s-A4s dopo il vostro push.
Non appena l'avversario fa openraise in una situazione simile con un range più ampio ma tuttavia vede il vostro push con il calling range stimato, il vostro push risulterà +EV.
Il tutto sembra molto matematico, tuttavia proprio queste conoscenze di base vi saranno di grande aiuto nel momento in cui decidete di analizzare il vostro gioco lontano dal tavolo e scoprite che la vostra strategia era troppo tight o troppo loose in determinate situazioni. Grazie a queste analisi potete inoltre valutare e sviluppare le vostre abilità in modo che possiate operare più spesso le scelte giuste nelle varie situazioni di gioco.
Il link indicato di seguito visualizza un file Excel con delle tabelle contenenti le suddette operazioni di calcolo: Tabelle Excel relative al gioco contro shortstack e 4-better aggressivi
Non va assolutamente dimenticata l'eventualità che l'avversario faccia push first-in con mani deboli secondo i dati forniti da Sklansky-Chubukov e faccia un normale operaise con mani molto forti per spingervi quindi a compiere un push. Questa strategia avversaria è indicativa di un openraising range molto tight e il vostro push non potrebbe generare alcuna foldequity. Se sapete che l'avversario usa questo tipo di strategia, dovete adattarvi facendo dei push molto tight dopo l'openraise dello shortstack.
Caso 2: Fate call al preflop e vedete il flop
Oltre al resteal, vi rimane aperta la possibilità di un semplice flatcall per poter vedere il flop e giocare in posizione al postflop. In questo caso, non è possibile elaborare formule matematiche o equazioni. È importante tuttavia tenere presente i seguenti punti.
- Quanto più piccolo è lo stack effettivo, tanto più insignificante sarà il vostro vantaggio di posizione al postflop
Con gli stack piccoli vi rendete subito committed al piatto solo con una bet, così come l'avversario, per cui avete a disposizione una gamma più ristretta di azioni. Con gli stack piccoli non è possibile fare né float né bluffraise, in quanto di fatto queste mosse non generano alcuna foldequity. Inoltre, in presenza di stack di queste dimensioni il potcontrol diventa secondario. Persino il vantaggio di posizione risulta marginale, in quanto in caso di peschiate un buon flop potrete solo scegliere se giocare rischiando di finire broke contro una mano migliore o passare.
- L'avversario può parla al flop prima di voi
Questo scenario vi è vantaggioso in presenza di stack elevati in quanto vi consente di ottenere alcune informazioni sulla forza della mano avversaria. Ciò si rivela uno svantaggio nel caso degli stack piccoli, in quanto l'avversario non necessita obbligatoriamente di una mano buona per effettuare una continuation bet. Voi invece avete bisogno di una mano buona per poter reagire aggressivamente a questa bet. In queste situazioni si verifica spesso che il primo che lancia una bet raccoglie anche il piatto, se entrambi gli avversari mancano il flop. In questo modo, l'avversario è avvantaggiato, in quanto ha sempre la possibilità di puntare per primo.
- Quanto meglio gioca lo shortstack, tanto più sarà consapevole dei punti illustrati in alto
-
Se giocate contro un avversario scarso o passivo al postflop, allora un call al preflop potrebbe essere un'ottima scelta, in quanto contro giocatori di questo tipo potete benissimo vincere il piatto al postflop anche senza showdown. Quanto più bravo è lo shortstack, tanto più è consapevole dei vantaggi a sua disposizione e tenterà di sfruttarli al meglio. Con un giocatore esperto non è possibile pensare che passi la mano al postflop, alla quale si è reso committed tramite la continuation bet. Questa situazione potrebbe invece verificarsi con un giocatore scarso.
È essenziale essere consapevoli della situazione in cui ci si mette con un call al preflop e quindi scegliere la mano opportuna. Per questo tipo di call si richiedono mani che possono ottenere showdownvalue e pertanto bisognerebbe evitare di vedere con piccoli suited connectors o con mani che hanno elevate implied odd dato che giocando contro uno shortstack non vi sono implied odd.
Come si gioca contro un avversario che molto spesso risponde con una 4-bet a una vostra 3-bet?
In questo caso, la risposta dipende dall'entità della 4-bet avversaria. L'avversario si rende committed con la 4-bet o effettua piccole 4-bet mettendovi sotto pressione e lasciandosi tuttavia aperta la possibilità di fare ancora fold?
Se giocate contro un avversario aggressivo al preflop, allora tenetevi un po' in disparte proprio con le drawing hand ed evitate di fare frequenti 3-bet. In questo modo, cambia leggermente il vostro range in modo che possiate adattarvi attivamente a questa strategia aggressiva.
Il vostro adattamento può realizzarsi in due modi:
- Si effettuano meno 3-bet, in modo da poter rispondere tranquillamente a una 4-bet con una 5-bet for value.
- Si effettua lo stesso numero di 3-bet con un range tuttavia diverso in modo da poter inserire di tanto in tanto 5-bet-bluffraise.
In linea di principio è possibile combinare i due metodi effettuando meno 3-bet ma rispondendo più spesso con una bluff-5-bet a una 4-bet.
Per il primo metodo si utilizzano semplicemente le drawing hand del proprio 3-betting range e si effettuano quindi automaticamente meno 3-bet. Questo metodo è indicato proprio contro gli avversari che si rendono committed tramite una 4-bet o procedono direttamente all-in con una 4-bet.
In che modo si modifica il range in base al secondo metodo di adattamento? In questo caso, è necessario riflettere esclusivamente su quali mani intendete bluffare sotto forma di 5-bet. Queste sono ovviamente mani che hanno un'equity abbastanza buona contro il calling range avversario, in modo che dopo un call avversario non vi troviate a combattere una battaglia perduta avendo in mano 72o. Qui vale anche la regola di fare 3-bet con le mani problematiche, gli assi medio-piccoli (in particolare gli assi suited), in quanto sono adatti a un bluffpush.
Di seguito viene presentata una mano di questo tipo.
1/2 No-Limit Hold'em (5 handed )
SB: 215€, 4-bet frequently in blindbattles
Hero: 200€
Preflop: Hero is BB with A
3 folds, SB raises to €7, Hero reraises to €24, SB reraises to 56€, Hero reraises to 200€ (All-In)
Nella mano riportata in alto si può notare in che modo la matematica aiuti a stabilire se un (semi)bluff-push sia +EV o meno.
A tal proposito, è opportuno sottolineare che in questi calcoli non viene preso in considerazione il fatto che un maggior numero di bluff porta anche a un miglior payout per le vostre mani monster. Se il vostro bluff è +EV o leggermente break even, allora si può sperare in un profitto grazie all'azione che riceverete per la vostra mano monster.
Per effettuare il calcolo, è necessario innanzitutto elaborare alcune ipotesi sul calling range avversario. Nell'esempio illustrato di seguito si ipotizzano tre tipologie di avversari diversi che potrebbero vedere il vostro push con un range differente per ciascun di loro.
- Avversario 1: QQ+, AK (2.6%)
- Avversario 2: TT+, AK (3.5%)
- Avversario 3: TT+, AQ+ (4.7%)
In relazione ai 3 avversari, la vostra equity sarà pari a:
- vs. Avversario 1: 29.7%
- vs. Avversario 2: 30.7%
- vs. Avversario 3: 30.7%
Come si può notare, i tre valori di equity non si discostano molto l'uno dall'altro, per cui si può dedurre che il calling range dell'avversario non è poi così rilevante. Questa deduzione risulta corretta in quest'ottica, tuttavia si potrà poi notare che il calling range determina fortemente la possibilità di fare bluffpush +EV o meno.
Il passaggio successivo consiste nel determinare la percentuale di foldequity necessaria per giustificare un push. Se avete già una certa dimestichezza con questi calcoli, potete già dedurre che la foldequity richiesta contro i 3 avversari rimane pressappoco invariata.
Fold equity richiesta contro l'avversario 1:
0 < f *(24+56) + (1-f) * (0.297 * (200+24) - (1-0.297) * (200-24))
0 < 80*f + (1-f) * (66,528 - 123,728)
0 < 80 * f + (1-f) * (-57,2)
0 < 80f -57,2 + 57,2f
137,2f > 57,2
f > 0,4169
f > 41,69%
Fold equity richiesta contro gli avversari 2 e 3:
0 < f*(24+56) + (1-f) * ( 0,307 * (200+24) - (1-0,307) * 200-24))
0 < 80f + (1-f) * (68,768 - 121,968)
0 < 80f + (1-f) * (-53,2)
0 < 80f - 53,2 + 53,2f
133,2f > 53,2
f > 0,3993
f > 39,93%
Sulla base di questi valori di foldequity è possibile calcolare i 4-betting range minimi dell'avversario in modo che il vostro 5-bet bluffpush risulti +EV.
A tal fine, bisogna rispolverare la regola del 3 semplice dalle reminiscenze scolastiche.
Avversario 1: 4-Bet-Range = 0,026 / (1- 0,4169) = 0,0445 = 4,45% (Range: TT+, AQ+)
Avversario 2: 4-Bet-Range = 0,035 / (1- 0,3993) = 0,0582 = 5,82% (Range: 88+, AQo+, AJs+)
Avversario 3: 4-Bet-Range = 0,047 / (1- 0,3993) = 0,0782 = 7,82% (Range: 77+, Ajo+, ATs+, KQs)
Con questi piccoli calcoli è possibile determinare i range minimi necessari affinché gli avversari possano fare 4-bet e il vostro push risulti +EV. Quanto più il betting range si discosta dal range minimo richiesto, tanto più redditizio sarà ovviamente il vostro push.
Il link indicato di seguito visualizza un file Excel con delle tabelle contenenti le suddette operazioni di calcolo: Tabelle Excel relative al gioco contro shortstack e 4-better aggressivi
Questo per quanto riguarda il tema delle 5-bet come bluff. Non è tuttavia ancora terminato il processo di adattamento del vostro range. Tramite la nuova azione e il pushcalling range dell'avversario più debole, sarete anche in grado di effettuare valuepush un po' più deboli.
In tal caso, il vostro valuepush range non conterrà più solo QQ+, AK. Visto che fate bluffpush proprio con piccoli assi suited, l'avversario sarà spesso tentato a vedere con AQ o persino con AJ. Dovreste quindi passare alle pocketpair, in quanto proprio queste traggono i maggiori profitti da un calling range avversario di questo tipo. La seguente tabella mostra l'equity contro diversi range. Usiamo 88 come pocket pair di riferimento.
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Equity di 88 contro diversi range
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Con le pocket pair si ottiene quindi fino al 9% di equity. Si tratta di un aumento considerevole. Nella situazione illustrata in alto, avete bisogno del 44% di equity per poter fare push for value, nel caso in cui il calling range avversario rimanesse identico al 4-betting range. Visto che in una situazione simile l'avversario non farà 4-bet così tight dandovi la possibilità di generare foldequity, alcune pocket pair risultano idonee a un push for value.
A questo punto dovrebbe esservi chiaro che è possibile rispondere meglio a un'azione fortemente aggressiva tramite una controffensiva scelta ad arte. Se l'avversario dovesse rendersi conto che molto spesso vi trovate all-in nelle situazioni migliori, allora allenterà la morsa. Se invece non se ne rende conto, avrete trovato un bel modo per adattarvi alla sua strategia aggressiva.
Un altro modo sarebbe fare 3-bet più tight e vedere più mani in posizione per poi poter sfruttare al postfold il vantaggio di posizione proprio contro un avversario aggressivo. In questo modo, l'avversario avrebbe raggiunto in parte anche il suo obiettivo. In una situazione del genere è possibile effettuare dei calldown sopraccitati con mani mediamente forti. Quanto più grande è secondo voi il vostro edge al postflop, tanto più potete applicare questa strategia e rinunciare ai bluffpush al preflop.
Come si gioca contro gli small blind che prediligono i checkraise al flop?
In particolare i minraise non dovrebbero essere visti. Qui vale semplicemente la regola di effettuare meno continuation bet sia in caso di hit al flop sia in assenza di hit per non dare la possibilità all'avversario di fare checkraise. Dopo un checkbehind al flop e una bet dell'avversario al turn si hanno due ottime possibilità di azione, che molti giocatori ignorano e di conseguenza non si adattano.
Da un lato si può giocare la linea checkbehind al flop e raise al turn, dall'altro la linea checkbehind al flop/call any al turn/re-evaluate al river.
Entrambe le linee con il checkbehind al flop vi tutelano da un checkraise e vi consentono pure di ottenere value dalle mani grazie al vostro vantaggio di posizione.
Entrambe le linee hanno una valenza particolare. I prossimi paragrafi prendono in esame i relativi vantaggi e svantaggi.
Questa linea si rivela vincente contro gli avversari aggressivi "unidimensionali" che effettuando un checkraise al flop tentano spesso di rubare il piatto e quindi rispondono a un vostro checkbehind al flop con una puntata al turn nella speranza di raccogliere il piatto.
Grazie al rilancio al turn sarete in grado voi stessi di rubare il piatto. Non avrete necessariamente bisogno di showdownvalue, in quanto grazie a questa azione riuscite a generare una sufficiente quantità di foldequity. Un ulteriore vantaggio attribuibile a questa linea si riscontra nella possibilità di ottenere molto value dalle mani monster che migliorano al turn. Una two pair formata al turn è ovviamente perfetta per sconfiggere la top pair avversaria. Questa linea si presta tuttavia anche come slowplay per un topset quando giocate contro un avversario talmente infatuato delle sue mani one-pair da non potersene separare.
Applicando questa linea contro avversari aggressivi si ottengono spesso due bluffbet (di solito una anche al river) e si mantiene il piatto ancora relativamente piccolo. Se dopo un rilancio al flop, decidete di fare bluff nell'intenzione di intrappolare l'avversario, sarà uno svantaggio per voi sapere che dopo un checkraise al flop l'avversario avrà ancora due street a disposizione per mettere al centro quasi l'intero stack. Questo potrebbe costarvi caro se andate incontro a una mano migliore o l'avversario riesce a migliorare ancora la sua posizione al turn o al river.
Visto che voi stessi non mostrate alcuna aggressività al turn con questa linea, è chiaro che avete bisogno di una mano con un po' di showdownvalue o con alcuni out, per poter ancora vincere il piatto relativamente spesso in un eventuale showdown.
Un ulteriore vantaggio di questa linea si riscontra nella possibilità di effettuare un bluffraise al river non appena si presenta una scarecard. Molti giocatori non pensano che un regular sia in grado di compiere un bluffraise al river in quanto lo considerano piuttosto come un giocatore standardizzato. Questa linea vi consente pertanto di porre rimedio a un eventuale punto debole e a bilanciare il rilancio al river tramite un bluffraise effettuato al momento giusto. È necessario quindi scegliere accuratamente i momenti idonei per un bluffraise, in quanto non ha molto senso, fare bluffraise con una scarecard al river giocando contro uno "showdown monkey" aggressivo che vedrà anche in questo caso la sua 2nd pair/good kicker.
Uno svantaggio imputabile a questa linea è correlato alla mano stessa. Se l'avversario punta al turn e vi fa check al river, vi troverete di solito in una situazione ambigua. Se avete in mano un busted draw, non saprete se fare una bluffbet o meno, in quanto la linea avversaria assomiglia tanto a un check/call al river for bluffinduce. Se invece avete una made hand, allora avrete una difficile valuebet da compiere in quanto non avete potuto raccogliere informazioni sulla forza della mano avversaria e rischiate che l'avversario foldi. Si tratta quindi di trovare il giusto mezzo per evitare di fare valuebet troppo deboli ma anche di lasciare in giacenza troppo value a causa di una strategia di gioco passiva.
Se poi vi travate a giocare contro un avversario abbastanza tricky, che sia anche in grado di fare check/raise al river, sia come bluff che come valuebet, allora la decisione da prendere è ancora più complicata.
Entrambe le linee richiedono determinate abilità di gioco al postflop e offrono un ottimo strumento per tutelarsi dai checkraise al flop. Se l'avversario non punta al turn, non è poi una cosa grave, in quanto grazie al suo secondo check siete riusciti a ottenere un maggior numero di informazioni sulla mano avversaria e a portare allo showdown mani deboli con showdownvalue (A-high) in maniera relativamente economica. Oltre a ciò, grazie alle mani deboli prive di potenziale avete la possibilità di effettuare una continuation bet posticipata. Questo è particolarmente efficace, se al turn scende una highcard (A o K). Inoltre potete ancora ricavare sufficiente value dalle made hand su due street effettuando alcune bet.
Il checkbehind al flop è quindi un'arma molto potente contro avversari che prediligono la linea check/miraise al flop per costringervi a passare la mano.
Come si gioca contro gli avversari che rinunciano alle continuation bet al flop?
In questa scenario, molto dipende dai read a disposizione. Secondo voi, l'avversario è un giocatore forte o debole? Che idea si è fatta di voi l'avversario? Pensa che siate un TAG altamente aggressivo che tenterà di sfruttare qualsiasi sintomo di debolezza?
I giocatori esperti fanno di solito a meno delle continuation bet al flop quando possiedono una mano con showdownvalue e non vogliono far aumentare troppo il piatto trovandosi out-of-position. Raramente un giocatore di questo tipo avrà drawing hand, in quanto le utilizzerà per prendere il piatto al flop con una continuation bet o formare già qualcosa al flop in modo che gli sia più semplice ricevere più value con i suoi draw.
Di conseguenza, dovreste evitare di cadere in trappola e in una situazione del genere tentare di effettuare un 3rd barrel bluff contro un regular esperto. Questa azione sarà spesso vincente contro giocatori deboli al postflop, tuttavia non ha alcun senso contro un giocatore di questo tipo, il quale a sua vostra mostra di solito una made hand mediamente forte tramite il check al flop.
Se invece giocate contro un avversario relativamente straightforward che tramite un check al flop lascia intendere di non aver formato nulla, allora potete tentare di vincere il piatto anche senza hit. In questo caso è importante acquisire l'iniziativa ed essere colui che mette sotto pressione gli altri giocatori, in un piatto uncontested, in cui entrambi i giocatori non hanno formato nulla.
Se al flop avete formato qualcosa, allora procedete con cautela. In questo caso dovreste agire esclusivamente in base alla forza della vostra mano e alla struttura del flop. Quanto più drawheavy è il flop, tanto più dovrete ovviamente proteggere la vostra mano e in tal caso, qualora riceveste un rilancio, essere anche in grado di passare la mano. Se invece il board è "arido" e avete una made hand forte, allora non avrete bisogno di alcuna puntata per proteggere la mano e correrete soltanto il rischio di incassare un checkraise o portare al fold mani peggiori.
Se invece avete una made hand, che al flop risulta ancora in vantaggio ma tuttavia corre il rischio di essere raggiunga al river (bottompair, no kicker), allora al flop dovreste nuovamente tentare di proteggere la mano.
Quali errori evitare assolutamente in una blindbattle?
In questo caso è importante osservare due aspetti. Da un lato dovreste evitare di lanciare troppe continuation bet e farvi quindi escludere dal piatto mediante ripetuti checkraise. La strategia da applicare a tal fine è stata presentata nei paragrafi precedenti.
Un altro errore molto comune è voler sfruttare a tutti i costi il proprio vantaggio di posizione in una blindbattle mediante azioni riprovevoli e tentare di continuo di escludere l'avversario dal piatto. È vero sì che avete il vantaggio di posizione e dovete sfruttarlo, ma allo stesso tempo dovreste agire conformemente alla situazione. In questo caso si richiede un gioco coerente. Aizzare selvaggiamente il gioco e pensare che l'avversario debba fare fold visto che si trova out-of-position e pertanto non dovrebbe perdere un piatto grande, è una strategia sciocca e decisamente -EV.
Conclusione
Leggendo questo articolo e il testo dedicato al tema Blindbattle dallo Small Blind, avete acquisito informazioni dettagliate sul gioco del blind vs. blind. Grazie alle proposte di gioco presentate in questo articolo, non vi sarà più difficile condurre una blindbattle in veste di longterm winning player e causare seri grattacapi ai giocatori che si renderanno conto che siete in posizione diretta rispetto a loro e che quindi dovranno lottare sempre contro di voi.
Per concludere, si rimanda nuovamente al modulo Excel contenente diverse formule di calcolo. Il file è disponibile per il download al link: Tabelle Excel per il gioco contro shortstack e 4-better aggressivi.
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