Aggiornato il 13 Mar 26 da

Gioco al turn - Principi teorici

Introduzione

In questo articolo

  • Quali opzioni si hanno al turn
  • Perché si porta avanti il proprio progetto
  • Preparare il terreno per il river

In questo articolo scoprirete alcuni aspetti del gioco al turn. In primo luogo, bisogna capire per che cosa si gioca di fatto al turn, quali errori gravi evitare e quali obiettivi primari perseguire.

Presupposto essenziale sono gli articoli relativi al gioco al flop, in quanto lì avreste dovuto imparare come elaborare un progetto per la vostra mano e portarlo poi avanti al turn in maniera coerente.

Il turn come punto dolente

Numerosi giocatori incontrano molte difficoltà al turn e considerano la 3a street come il loro principale punto debole. Spesso non sanno come procedere e incorrono in situazioni svantaggiose. Da cosa dipende?

L'Hold'em vive sostanzialmente di due fattori:

  • Cosa ha in mano l'avversario o meglio quali mani potrebbero aiutarlo in futuro?
  • Quanto è grande il piatto e quanto bisogna pagare per arrivare allo showdown o per migliorare la mano?

Ovviamente, si tratta in primo luogo di avere una mano da mostrare e di guadagnare dei soldi oppure di avere una mano scarsa e indurre l'avversario a fare fold. Ciò che conta sono quindi sempre le vostre mani così come quelle dell'avversario e il prezzo che ne deriva.

Su tutte le altre street, questo rapporto è di solito ben regolamentato. Al preflop e al flop si hanno di solito poche informazioni sulla mano avversaria, pertanto i soldi da investire sono pochi. Un rilancio al preflop costa di norma 4BB, una continuationbet circa 6BB. Visto che si sa cosa si può raggiungere con bet di questo tipo, avranno sì il loro peso, tuttavia in proporzione a uno stack di 100 BB non sono particolarmente costose e soggette a varianza.

Al river la situazione è diversa. Avete molte informazioni sulla mano dell'avversario e per di più non verranno distribuite altre carte. Di conseguenza, è possibile essere o in vantaggio o in svantaggio. Ovviamente questo non significa certo che la situazione è decisamente più semplice. Bisogna chiedersi se la propria mano è abbastanza forte per uno showdown. Talvolta è talmente forte da poter piazzare una valuebet oppure così scarsa da dover fare fold oppure bluff. Come contropartita, il river è chiaramente la street di gran lunga più costosa di tutte. Semplicemente per il fatto che si punta (o si vede) in relazione all'entità del piatto e il piatto al river è ovviamente il più grande possibile.

Il turn è posto esattamente al centro e raggruppa purtroppo entrambi i problemi. Pertanto non si sa ancora esattamente come si è messi, i draw sono ancora possibili (da entrambi i lati), in quanto manca ancora una carta. Il piatto ha raggiunto spesso già una certa consistenza per cui le decisioni cominciano a costare molto. Inoltre, avete sempre in mente il fatto che manca ancora il river di solito abbastanza costoso.

Considerando la sua problematicità, si possono compiere al turn la maggior parte degli errori. L'errore più comune è quello di diventare passivo. Vi è chiaro che una decente turnbet farà lievitare il piatto e che al river anche una puntata pari a 2/3 dell'entità del piatto sarà il doppio rispetto al caso in cui facciate solo check.

Numerosi giocatori optano spesso per un gioco passivo. Non perché lo considerano appropriato da un punto di vista strategico, bensì per paura di muoversi in un piatto troppo grande con una mano eventualmente marginale. In questo modo, si espone ovviamente il lato debole, in effetti oltre a distribuire molto spesso freecard e a lasciare andare gli avversari a progetto in modo economico, gli avversari potranno spesso accaparrarsi il piatto agendo aggressivamente.

Questo errore è da evitare. Al turn bisogna giocare nel modo che si ritiene giusto e prestare attenzione al potcontrol quando risulta necessario. Dovreste imparare a diventare dei bravi pokeristi che non hanno alcuna paura di giocare al tavolo tutti i 100 big blind a disposizione e se necessario investirli in maniera strategica.

Dovreste imparare ad essere superiori alla media degli avversari e pertanto essere disposti a prendere decisioni costose al turn e decisioni altrettanto costose al river. Se in effetti tutto sommato vi trovate in vantaggio, potete alla lunga vincere di più in piatti più consistenti.

Continuazione del progetto al flop: raccontate la vostra storia

Negli articoli relativi al gioco al flop avete appreso diversi metodi per elaborare un progetto di gioco. Nelle mani campioni, oltre alle domande su dove vi trovavate e cosa intendavate raggiungere con una bet o un gioco passivo, si è presa in considerazione anche la successiva strategia di gioco al turn.

Ora questo punto molto interessante si applica alla situazione attuale. Si tratta in effetti di continuare a vendere al turn in maniera ragionevole le storie che avete iniziato a raccontare al flop. Ovviamente a tal fine conta anche la carta al turn, tuttavia il progetto effettivo per il gioco al turn risale spesso al gioco al flop.

A tal fine, presentiamo ancora una volta un esempio tratto dagli articoli relativi al flop:

PartyPoker €25 NL Hold'em (6 handed)

Stacks & Stats
MP (€25)
CO (€25) (16/13/2.5/21/456) [VPIP/PFR/AF/WTS/Hands]
Hero (€25)
BB (€25)
SB (€25)
BU (€25)

Preflop: Hero is UTG with A , K
Hero raises to €1.00, 1 fold, CO calls €1.00, 3 folds

Flop: (€2.35) K, 7, 6 (2 players)
Hero bets €1.50, ...

Dall'analisi della mano, sono stati ricavati i seguenti punti:

  • "Il vostro problema dipende dal fatto che dovete agire ora out-of-position e pertanto in caso di call dovrete fare check al turn."
  • "La vostra linea dovrebbe quindi essere bet/fold sia al flop che al turn."

Questi ragionamenti effettuati al flop coinvolgono attivamente il gioco al turn. Nella prima affermazione, viene presentata la situazione in cui si riceve un raise al flop. In tal caso, si esclude spesso un call, in quanto vi trovereste poi al turn in una situazione sgradevole.

Nel secondo caso, si presuppone solo un call. Anche in questo caso, siete consapevoli di puntare nuovamente al turn. Questo progetto viene già stabilito al flop e deve essere messo in pratica coerentemente al turn.

In questa occasione, la carta al turn è relativamente indifferente. Ci sono pochissime carte che possono modificare la situazione. Se si dovesse completare il flushdraw, allora avreste in mano un redraw con K. A questo punto, sarebbe possibile in teoria fare anche check, in quanto la protection passa in secondo piano (non c'è più tanto da proteggere). Tuttavia, anche in questo caso, non c'è nulla in contrario a un bet, in effetti dopo tutto avete in mano non soltanto un draw (o redraw), ma anche una toppair/topkicker, per la quale volete di norma essere pagati.

È necessario capire quale storia state realmente raccontando e se gli avversari ci credono. Per questo motivo, dovreste fondamentalmente avere dei progetti ben elaborati al flop.

Lo sguardo in avanti

Tanto importante è lo sguardo all'indietro quanto fondamentale è anche lo sguardo in avanti. Bisogna sapere cosa vi aspetta al river. Questo vale soprattuto se giocate passivamente e dipendete dagli odds. Se invece vi assegnate implied odds per un call abbastanza marginale, allora sin dall'inizio dovreste chiedervi se potrete riguadagnarli realmente anche al river.

PartyPoker €25 NL Hold'em (6 handed)

Stacks & Stats
MP (€25)
CO (€25) (16/13/2.5/21/456) [VPIP/PFR/AF/WTS/Hands]
Hero (€25)
BB (€25)
SB (€25)
BU (€25)

Preflop: Hero is UTG with A , K
Hero raises to €1.00, 1 fold, CO calls €1.00, 3 folds

Flop: (€2.35) K, 7, 6 (2 players)

Hero bets €1.50, CO calls€1.50

Turn: (€5.35) T (2 players)
Hero checks, CO bets €4.00, Hero calls €4.00

River: (€13.35) 2 (2 players)
Hero bets €9.00, CO fold

Al turn avete deciso di modificare il vostro piano strategico e di giocare passivamente. Alla fine questo è il motivo principale per cui non intendete ricevere un raise al turn nonostante abbiate una mano molto utile. Decidete di scartare anche un checkraise, senza dubbio plausibile.

In questo caso, questa strategia di gioco non è, a seconda degli avversari, la peggiore possibile. Ma cosa succederebbe se non doveste avere alcuna toppair, bensì una mano come Q J? Al turn giochereste check/call nutrendo la sola speranza di un flushdraw. Per questo call, avreste bisogno di una gran quantità di implied odds, i quali tuttavia risultano poco probabili al river. Un checkraise al river è sconsigliabile, in quanto l'avversario si concederà troppo spesso un free showdown. Di conseguenza, dovrete fare donkbet e mostrare la mano.

Con entrambe le mani avreste combinato qui ben poco. Con un draw avete giocato troppo passivamente, non avete generato alcuna fold equity, avete visto con odds troppo scaris e quindi siete incappati in errore.

Con AK avete spesso lasciato inutilizzato il vostro value, in particolare non vi sarà di norma ben chiaro come deve svilupparsi il gioco al river. Come si continua a giocare dopo un check/call al river? Come si continua a giocare dopo un checkbehind avversario? Abbastanza spesso vi trovate in vantaggio per poter giustificare una strategia di gioco aggressiva.

Esattamente a queste tematiche è dedicato il secondo articolo sul gioco al turn, in cui vengono illustrati numerosi esempi in merito. Oltre ad analizzare il gioco in corso, dovrete anche riflettere su un progetto di sviluppo del gioco al river e capire se la storia che avete raccontato finora su tutte le street abbia senso o meno.

Potcontrol vs. Protection

Questo dilemma dovrebbe ringuardare in gran parte le mani marginali. Premesso che non abbiate una mano molto forte o stiate formando un draw, vi ritrovate di solito a non sapere esattamente come siete messi e come gestire il dilemma sopraccitato. È possibile che rinunciate troppo spesso alla protection, semplicemente per mantenere il piatto piccolo e per evitare di dover prendere una decisione troppo dispendiosa al river.

In questo caso, è necessario chiaramente prendere in analisi un altro aspetto cruciale, che di fatto non risulta decisivo soltanto per il gioco al turn, ossia la position.

Tutti vorrebbero giocare in position il maggior numero di piatti possibile, cosa che risulta evidente già sulle street precedenti. Ciò nonostante, questa condizione non vi aiuta particolarmente per il gioco al turn, in quanto spesso dovrete anche decidere di giocare out-of-position. Come si è detto in precedenza, è fondamentale sapere che questa condizione non varierà poi al river. Con questo svantaggio dovrete mantenere viva a lungo la vostra mano.

Out-of-Position

È palese tuttavia che in base alla position si possono originare svariati scenari. In position è possibile controllare il piatto e anche proteggere maggiormente. In effetti, si ha sempre l'ultima parola. Out-of-position invece tutto dipende sempre dalla risposta dell'avversario.

Analizziamo quindi un paio di opzioni che si hanno a disposizione al turn a seconda che si giochi IP o OOP:

2ND BARREL

Per 2nd barrel si intende una bet al turn effettuata da colui che era l'aggressor al preflop e che ha scagliato una continuationbet al flop. Con un 2nd barrel raccontate la storia di una mano forte. La questione è capire se l'avversario abbocca.

Le opzioni disponibili sono inequivocabili: se avete una mano molto forte, allora la vostra linea sarà bet/3-bet. In presenza di stack standard, questo significa di solito che si è pronti a procedere già all-in con una 3-bet.

Se invece non avete niente in mano e tentate di bluffare, si punta esclusivamente sulla fold equity, per cui la linea da adottare sarà necessariamente bet/fold.

Da ricordare comunque che bet/fold al turn non è soltanto un'opzione da scegliere nel caso si stia architettando un bluff vero e proprio, bensì è una strategia eccellente per scoprire come si è messi avendo mani semiforti.

In linea di massima vale il principio: se si intende giocare check/call su una street, allora meglio puntare da subito. Si ricava ulteriore fold equity e in caso di rilancio si riesce a capire come si è messi. Contemporaneamente si estrae ovviamente anche value dalle mani più deboli e dai draw e nei giri successivi si viene talvolta pagati anche con mani forti, in quanto gli avversari non riusciranno a capire bene il motivo per cui state puntando.

Ne consegue quindi che proprio out-of-position la linea bet/fold è la strategia vincente. Semplicemente perché non si hanno altre alternative ragionevoli. La linea check/call non è quasi mai indicata, in quando si distribuiscono freecard e non si aumenta per niente il piatto. Nell'Hold'em, l'aggressività viene quasi sempre premiata. Se quindi avete in mano qualcosa di esibibile, allora dovreste puntare.

In effetti, anche out-of-position ricevete qui un'informazione interessante: se l'avversario rilancia, voi sarete molto spesso in svantaggio.

Da un lato, si crede che un rilancio abbia sempre maggiore peso rispetto a una puntata. In effetti, una bluffbet può essere alla portata di tutti, mentre un bluffraise è ad appannaggio di pochi. Inoltre, chi opta per questa azione, si cerca molto spesso i punti meno opportuni.

Se il rilancio arriva dopo che l'avversario ha fatto call al preflop e non si è lasciato convincere a passare la mano al flop, allora il rilancio al turn è spesso indicativo di una mano monster. In questo caso, passare la propria toppair contro giocatori in un certo senso standard, non è sicuramente motivo di vergogna, anzi molto spesso la scelta più sensata.

Se tuttavia trovandovi out-of-position decidete di escludere il 2nd barrel, vi rimangono solo tre possibilità:

  • Check/Fold

    Non avete proprio nulla da esibire e siete dell'avviso che Villain difficilmente farà fold e pertanto non potrete contare su una straordinaria fold equity. Pertanto, decidete di passare la mano.

  • Check/Call

    Il check/call vi porta nella situazione way ahead / way behind già presentata in relazione al gioco al flop. In questo caso è importante avere un board drawless (arido) e un avversario che tende volentieri alle bluffbet (in questo caso ai "float") ed è persino disposto ad effettuare di tanto in tanto bluffraise al turn, ma che per contro effettua rari calldown. In questo caso, una possibile opzione è la linea check/call.

  • Check/Raise

    Il checkraise è uno strumento di attacco indicato in particolare contro avversari molto aggressivi e potenziali floater. Se sapete che l'avversario punterà molto spesso al turn, allora dovreste inviargli segnali di debolezza facendo check. In tal caso, il checkraise è da considerate come una linea per garantire value e protection.

    Ulteriore vantaggio: questa azione consente di bilanciare le linee check/fold. Ciò significa che ogni volta che fate check al turn gli avversari non potranno sapere che vi siete automaticamente arresi. Se tuttavia avete una mano molto forte e il vostro avversario non punta al turn, allora potreste benissimo perdere value.

In Position

In position si hanno ovviamente tutti i vantaggi dalla propria parte. Villain deve agire per primo e voi potete decidere di mantenere il piatto piccolo mediante un checkbehind o un call oppure di farlo lievitare mediante una bet o un raise.

Anche in questo caso valgono chiaramente i principi del 2nd barrel, che si applicano sia in position che out-of-position. Se tuttavia il vostro avversario dovesse puntare, premesso che punti nuovamente al turn dopo un'eventuale donkbet al flop o che faccia peel al flop (ha giocato check/call) e ora di punto in bianco effettua una donkbet al turn, allora si riducono le opzioni a disposizione.

Un bluffraise è di solito molto costoso e per di più risulta poi difficile stimare la fold equity. Inoltre è possibile che vi rendiate quasi committed e dobbiate poi vedere un push con mani eventualmente marginali.

In questo caso, dovete semplicemente cercare di capire se vi trovate abbastanza spesso in vantaggio e se siete disposti a rischiare all'occorrenza tutto il vostro stack al river. In base a ciò potete poi effettuare un call (con un board drawless) e giocare quindi way ahead / way behind oppure rilanciare e rendervi committed. In questo modo, proteggete ovviamente contro i draw.

Un po' più complicata è la situazione in cui l'avversario fa check. A seconda della forza della mano, degli avversari e del board, si pongono le seguenti domande:

  • Bet for free Showdown?
  • Checkbehind for Bluffinduce?

Se al turn avete una made hand forte, allora avete a disposizione di solito entrambe le opzioni. Il problema nasce perché entrambe le azioni assicurano determinati vantaggi e devono essere applicate in stretta correlazione con gli avversari.

BET FOR FREE SHOWDOWN

In caso di bet for free showdown si presuppone che l'avversario sia in grado di vedere un'altra bet al turn con una mano più debole o un draw mentre rimanendo unimproved farà spesso check contro di voi al river. Di conseguenza, si può vedere lo showdown al river mediante un checkbehind senza essere costretti a vedere un'altra bet al river. Vi siete per così dire comprati al turn il free showdown.

I seguenti fattori determinano il successo di questa strategia:

  • Villain deve essere in grado di fare call al turn con una mano più debole o un draw
  • Villain deve ricorrere raramente a un checkraise al turn
  • Villain dovrebbe essere in generale un giocatore tendenzialmente passivo, nella migliore delle ipotesi un callingstation
  • Al Villain attribuite spesso un draw per cui siete obbligati a proteggere per evitare di distribuire freecard
  • Pensate di avere abbastanza showdownvalue, in altre parole siete abbastanza sicuri di potervi assicurare il piatto al river mediante un checkbehind
  • Pensate di non poter vedere una riverbet sostanziosa, in quanto l'avversario è relativamente passivo e rarissimamente farà un bluff vero e proprio al river
CHECK BEHIND FOR BLUFFINDUCE

Un checkbehind for bluffinduce poggia su altri presupposti. Vi considerate sì spesso in vantaggio, però non pensate che Villain possa avere spesso un draw oppure che il board non favorisca comunque i draw, per cui secondo voi il rischio di essere superati al river da un progetto è limitato.

I seguenti fattori determinano il successo di questa strategia:

  • L'avversario è in generale abbastanza aggressivo, con caratteristiche tipiche del TAG, LAG o persino del Maniac
  • Escludete la possibilità che Villain faccia call al turn con una mano più debole
  • Il board è relativamente arido
  • Molto raramente pensate che Villain abbia un possibile draw
  • Villain è abbastanza aggressivo e potrebbe fare spesso checkraise al turn, dopo il quale sarete costretti a fare fold
  • Pensate che Villain faccia spesso una bluffbet al river con una mano più debole, eventualmente anche con un busted draw. In questo caso,  non avreste alcun problema a vedere una riverbet relativamente grande
  • Avete eventualmente ancora out dalla vostra parte in grado di regalarvi possibilmente una mano persino migliore

A questo punto, non bisogna far altro che osservare l'avversario e il board e in relazione a questi stabilire quale tattica di gioco abbia il valore atteso più elevato.

In linea di massima, si può affermare:

  • Se avete una mano relativamente forte su un board pericoloso, allora dovreste di norma proteggere e quindi puntare
  • Contro i giocatori aggressivi, si può applicare la linea bet/fold se si presuppone che Villain sia in grado di giocare aggressivamente anche un draw. Oltre a questa linea, anche la linea bet/call con toppair è indicata contro giocatori aggressivi
  • Il principio di base dovrebbe sempre essere: puntare! Solo se in base ai punti sopraccitati si è convinti che un checkbehind abbia eventualmente un valore atteso più alto, bisognerebbe giocare più passivamente.
DRAWPLAY: ODDS & IMPLIED ODDS

Non ci soffermeremo a lungo sul drawplay, in quanto i principi degli odds e degli implied odds dovrebbero già essere stati assimilati.

Indipendentemente che vi troviate in un piatto heads-up o multiway, che dobbiate agire in position o out-of-position, indifferentemente dal tipo di draw che avete in mano, valgono sempre le seguenti regole:

  • Che tipi di draw avete in mano?
  • Quanti out avete?
  • Quanti clean out avete in mano? Con quanti out potete avere la certezza di avere la mano migliore? Quanti out non sono eventualmente puliti, per cui state già formando al massimo la seconda mano migliore?
  • Come sono gli odds per i vostri out?
  • Avete ricevuto questi odds sotto forma di pot odds?
  • Potete contare su altri implied odds al river?

Se riuscite a fare vostri questi punti, il margine di errore si riduce notevolmente. Ovviamente è chiaro che al turn manca ancora solo una carta e pertanto la vostra equity diminuisce. Se ricevete una bet elevata, allora si richiede una serie di calcoli e di analisi approssimative. In effetti, tutto ciò che si sviluppa in direzione puntata per 2/3 dell'entità del piatto, è difficile da vedere con un draw (di norma 8 o 9 outer). Inoltre, al river i possibili implied odds futuri sono facilmente calcolabili.

Gli implied odds dipendono qui in gran parte...

  • ... dalla vostra posizione. In position, è chiaramente molto più semplice estrarre value. Si può rilanciare for value. Out-of-position, invece, con un check si rischia un checkbehind avversario e con una bet offrite la vostra mano forte o il draw che state completando.
  • ... dal numero degli avversari (più avversari implicano implied odds più elevati).
  • ... dal tipo di board (quanto prevedibile è per gli avversari il draw che state completando).

A prescindere del tutto dagli implied odds, il drawplay al turn è matematica pure (premesso che riusciate a valutare correttamente il vostro draw e il relativo valore).

BLUFF: FARE FLOAT

Se si parla di bluff al turn, ci si riferisce in primo luogo al float.

Ovviamente anche un 2nd barrel con aria fritta (in altre parole con un bel niente), che si basa solo sulla fold equity, è una forma di bluff. Allo stesso modo, potete effettuare una bluffdonkbet al turn, che tuttavia a lungo andare perde di efficacia (nella maggior parte dei casi vi ritroverete a raccontare una storia senza senso). Per effettuare una bluffdonkbet, avete bisogno in genere di un buon read sugli avversari e un'adeguata scarecard al turn.

Chiaramente anche un bluffraise è plausibile, ma come è già stato detto nella sezione "In Position", si tratta di solito di un'avventura costosa e soggetta a varianza, di cui si può fare tranquillamente a meno all'inizio della propria carriera di gioco.

Torniamo quindi al float, ossia un turnbluff relativamente economico, che racconta una storia dotata di filo logico.

L'applicazione è piuttosto semplice: al flop avete soltanto visto una bet, nella migliore delle ipotesi in position. Questa situazione si verifica spesso quando l'avversario era il preflopaggressor ed effettua contibet. Altrettanto possibile però è il caso in cui voi eravate l'aggressor al preflop e l'avversario fa donkbet.

Dopo il call al flop, sperate in un check al turn da parte dell'avversario e quindi puntate. Villain passerà la maggior parte delle mani del suo range.

  • in qualità di PFA vengono completate molte continuationbet, un check al turn ha lo stesso valore di un fold
  • una donkbet al flop denota di solito una mano debole, che farà bet/fold. Anche in questo caso potete spesso accaparrarvi il piatto al turn

Il valore atteso è abbastanza elevato e in più avete il grande vantaggio di riuscire a bilanciare molte delle vostre mani forti. Se al flop avete una mano forte in position, vorrete anche ogni volta poter rilanciare subito. Al più tardi al turn, però, sarete obbligati a puntare. In questo modo, avete il vantaggio di giocare nello stesso modo i bluff e le mani molto forti e quindi di rimanere imperscrutabili.

A che cosa bisogna fare attenzione quando si intende far float?

  • Al flop avete eventualmente un draw e pertanto il vantaggio di vincere o mediante un float o mediante una combinazione forte formata al turn.
  • Al turn avete una quantità esagerata di out e pensate che l'avversario possa fare checkraise, per cui un checkbehind è probabilmente la scelta migliore.
  • Vi augurate di ottenere col float maggiore successo rispetto a un raise diretto al flop.
  • Contate su un'elevata percentuale di fold equity.
  • Avete una mano debole priva di showdownvalue. L'obiettivo di un bluff è portare al fold una mano migliore. Se vi considerate in vantaggio, allora si potrebbe pensare nuovamente a un checkbehind for bluffinduce. In questo caso, non volete trasformare la mano più forte in un bluff.
  • La carta al turn è per Villain una scarecard ma non certo per voi. Se pensate che questa carta possa aver favorito Villain (ad esempio viene completato un draw), allora dovreste meglio rinunciare al bluff. Molti giocatori aggressivi in effetti tramano un checkraise al turn.

Conclusione

Da un lato sono stati analizzati i motivi per cui il gioco al turn può diventare così problematico. Dall'altro lato, però, avete scoperto quali possibilità avete a disposizione.

È fondamentale avere in mente sempre un progetto di sviluppo per il gioco al flop e tentare di portarlo a termine. Se intendete bluffare, dovrete raccontare una storia che abbia un filo logico (ad es. float, 2nd barrel). Se pensate di essere in vantaggio, allora dovete proteggere. Se non sapete esattamente come siete messi e vi trovate in posizione, dovrete di volta in volta ponderare le opzioni bet for free showdown e checkbehind for bluffinduce.

Ovviamente l'attenzione è rivolta già al river e alla possibile situazione in cui vi ritroverete. Dopo il gioco al turn dovrebbe esservi chiaro quale sarà la linea da adottare al river. È pertanto estremamente importante concentrarsi bene sul gioco al turn e lavorarci sopra.

Per un approfondimento pratico, nella seconda parte dell'articolo sono disponibili alcuni esempi in cui verrà analizzata più dettagliamente la situazione descritta in alto.