Aggiornato il 13 Mar 26 da

Come si gioca al river?

Introduzione

In questo articolo

  • Quando effettuare una valuebet
  • 7 regole per il gioco al river
  • Quando è opportuno effettuare un bluff

Il river è l'ultima street della partita. Non manca più alcuna carta. Vengono effettuati gli ultimi rilanci for value e si inizia a bluffare con i busted draw.

Per prendere decisioni giuste su questa street, bisogna spesso ripercorrere a ritroso il gioco fino a questo momento e scoprire con quali mani gli avversari possono aver continuato a giocare al flop e al turn.

A differenza delle street precedenti, avete anche il maggior numero di informazioni sul conto dell'avversario, un aspetto di estrema importanza. A questo punto, si richiedono capacità di handreading per poter decidere se sia meglio effettuare una valuebet oppure abbia più senso indurre gli avversari a compiere un bluff. Ma prima di iniziare, cerchiamo di capire quale sia il valore di una bet al river.

Qual è il valore di una riverbet?

Una riverbet è chiaramente finalizzata all'unico obiettivo di raccogliere value. Prendiamo come esempio la mano seguente.

Al river vi trovate nello small blind contro un solo giocatore. Il board si presenta così A J T 9 4

Ammettiamo che voi conosciate le carte dell'avversario, mentre lui no. Nelle seguenti circostanze fate bet oppure check?

Situazione Vostre carte Carte dell'avversario
A K , Q 3 , 2
B 3 , 2 5 , 2
C 5 , 2 3 , 2
D K , Q 9 , 8
  • Situazione A: fate check. In questo caso, avete sì i nut, tuttavia l'avversario non farà quasi mai call con questa mano. Una bet non vi assicura quindi alcun value. Se invece fate check, è possibile che l'avversario faccia un ultimo tentativo di bluff dandovi ancora una possibilità per estrarre del value dalla mano.

  • Situazione B: fate bet. In questo caso, l'avversario ha una mano pessima, ma comunque migliore della vostra. Facendo bet, l'avversario sarà praticamente costretto a fare sempre fold, in quanto non vede alcun value nella sua mano (nella maggior parte dei casi ha anche ragione).

  •  Situazione C: fate check per gli stessi motivi presentati nella situazione A. È vero che non avete i nut, ma comunque avete una mano migliore rispetto a quella dell'avversario.

  • Situazione D: fate bet. Chiaramente l'avversario non farà fold in questa situazione e quindi la vostra bet vi consentirà di prendere altro value. Eventualmente l'avversario potrebbe persino rilanciare dandovi la possibilità di controrilanciare. In questa situazione, si potrebbe pensare anche allo slowplay, in quanto l'avversario farà sicuramente bet. Il motivo per cui questa strategia non risulta appropriata verrà chiarito più avanti nell'articolo.

Da questo esempio, risulta evidente che esistono esattamente due motivi per cui si punta al river:

  • Una mano più debole deve fare call (situazione D).
  • Una mano più forte deve fare fold (situazione B).

Soltanto quando uno di questi criteri viene più volte soddisfatto, bisogna puntare al river!

Ne consegue quindi che al river prima di effettuare una bet, bisogna porsi le seguenti domande:

  • Quale mano più debole farà call?
  • Quale mano più forte farà fold?

7 regole per il gioco al river

Dopo aver capito a grandi linee quando sia opportuno effettuare una bet, è possibile dedicarsi al gioco al river vero e proprio. Di seguito verranno presentate sette regole che servono a fornire delle linee guida per il gioco al river.

  • Non passare la mano migliore in piatti sostanziosi
    Nella maggior parte dei casi, quando ci si vede in svantaggio si pensa al fold. Tuttavia, nei piatti sostanziosi si ricevono spesso odds talmente buoni da poter giustificare un call persino in questi rari casi.

  • Fare fold quando si è chiaramente sconfitti
    Se vi trovate raramente in vantaggio e la situazione indica chiaramente che la vostra mano viene battuta, allora bisognerebbe fare fold a meno che il piatto non sia estremamente sostanzioso come indicato nel punto precedente.

  • Puntare for value con le mani forti
    Se ci sono numerose mani più deboli che potrebbero chiamare, dovreste puntare per ottenere value per la vostra mano forte anche sull'ultima street.

  • Puntare con le made hand solo se si intende ricevere un call
    Se non siete sicuri che ci siano sufficienti mani più deboli che possano vedere una bet, allora dovreste fare solo check.

  • Sfruttare l'occasione del bluffinduce
    Se nella maggior parte dei casi fanno call solo le mani più forti, mentre è probabile che le mani più deboli facciano bluff in seguito a un vostro check, allora non dovreste puntare bensì indurre un bluff.

  • Bluffare talvolta con mani prive di valore
    Nella maggior parte dei casi, pensate di essere battuti e pertanto decidete di fare fold. Tuttavia succede che alcune mani più forti fanno fold dopo una bet. In questo caso, dovreste tentare un bluff nella speranza di vincere il piatto.

  • Evitare checkraise al river
    Avete una mano forte, però temete che l'avversario non faccia call o che faccia solo call dopo una bet invece di rilanciare. In questo caso, dovreste puntare direttamente anziché tentare di effettuare un subdolo checkraise.

Non passare la mano migliore in piatti sostanziosi

Il Fixed Limit Hold'em non è un gioco in cui si fa fold dopo una bet in piatti consistenti. Nella sezione dedicata ai principianti avete imparato a non giocare in maniera troppo loose. Bisognerebbe riconoscere il prima possibile quando si è battuti e quando continuare a giocare per odds & out. Tuttavia, in particolare nell'ultima street, le dimensioni del piatto svolgono un ruolo determinante. Se avete una mano forte e avete già investito qualcosa al flop e al turn, allora non potete semplicemente passare la mano dopo una big bet, anche nel caso in cui pensate di essere spesso battuti. Il piatto è fin troppo grande.

Per questo motivo, è fondamentale valutare esattamente il numero di volte in cui si è in vantaggio. A causa delle dimensioni del piatto, bisogna tenere presente anche quei casi che in altre circostanze risulterebbero molto improbabili. Se ad esempio ricevete pot odds di 19:1 e l'avversario fa bluff solo nel 5% dei casi, allora questo basta già per giustificare un call. In questo caso, dovreste vincere la mano in più di una volta su 20. Dal punto di vista psicologico, ci si sente spesso dei falliti, in quanto è decisamente molto più probabile che questi call falliscano piuttosto che vincano. Ciò nonostante bisogna sempre tenere presente che un call al river è spesso un'azione corretta, anche nel caso in cui si perde la mano molto più spesso di quanto non la si vinca.

Inoltre, bisogna considerare anche gli avversari e il loro numero. Se allo showdown avete più di un avversario, allora è chiaramente meno probabile vincere il piatto rispetto al caso in cui si gioca solo contro un avversario.

ESEMPIO

Preflop: Hero is CO with Q Q
5 folds , MP3 raises , Hero 3-bets ,1 fold , SB calls, BB calls, MP3 caps , Hero calls, SB calls, BB calls

Voi avete in mano una pocketpair di Queen in CO e controrilanciate il raise di MP3. I blind fanno coldcall mentre facendo cap MP3 lascia intendere di avere una premiumhand. Voi siete i quarti a dover agire al flop.

Flop: (16 SB) J , Q , 2 (4 players)
SB checks, BB checks, MP3 bets , Hero raises , SB calls, BB calls, MP3 3-bets , Hero caps , SB calls, BB calls

Al flop formate una mano nut su un board drawheavy. Il vostro obiettivo primario è proteggere la mano, pertanto puntate e rilanciate.

Turn: (16 BB) 8 (4 players)
SB checks, BB checks, MP3 bets , Hero raises , SB calls, BB calls, MP3 calls.

Non potevate restringere il numero di giocatori, ma i giocatori passivi hanno pur sempre pagato il massimo possibile. MP3 punta nuovamente. Una street con T9 si è resa possibile, ma a causa dell'azione pregressa risulta piuttosto improbabile. Per questo motivo, decidete di rilanciare ancora perseguendo lo stesso obiettivo che avevate al flop. Sperate di riuscire a restringere il numero di giocatori. È possibile che nessun giocatore faccia fold, ma considerando che non arriva alcun controrilancio, potete stare quasi sicuri di avere la mano migliore.

River: (24 BB) 9 (4 players)
SB checks, BB bets , MP3 calls, Hero ?

Sfortunatamente si materializza il caso peggiore. Il flush viene completato. Inoltre, qualsiasi Dieci forma una straight. E non finisce qui, il passivo big blind effettua all'improvviso una donkbet mentre MP3 fa call. Sin da subito, potete escludere un rilancio. Se si considerano i tre giocatori attivi, dovreste trovarvi in vantaggio in più di un caso su tre. Se invece si considerano le carte e l'azione, non è sicuramente questo il caso. La domanda reale da porsi è: vi trovate sufficientemente spesso in vantaggio per poter fare call?

Ricevete pot odds di 26:1, ossia dovreste trovarvi in vantaggio in appena il 4% dei casi (100/(26+1)), per poter effettuare un call redditizio. Contro lo small blind potete considerarvi spesso in vantaggio. Questi ha agito a lungo passivamente, per cui avrà spesso una made hand marginale o un busted draw. MP3 ha invece agito pesantemente fino a turn per poi diventare passivo. Nella maggior parte dei casi, possiede una made hand forte, però si considera giustamente in svantaggio contro la vostra mano.

Il punto interessante è la bet del big blind. Nell'eventualità di una puntata da parte sua, sarete apparentemente sconfitti. Voi però non lo conoscete e gli avversari tendono talvolta a compiere le azioni più folli. In media riuscite a vincere la mano piu del 4% dei casi e pertanto non dovrete fare fold per una bet. Qui ci sono da aggiungere anche i danni psicologici che potreste subire, qualora doveste passare la mano migliore in un piatto sostanzioso come questo. Per questo motivo, dovreste fare call.

Fare fold quando si è chiaramente sconfitti

La prima regola vi ha insegnato che è spesso redditizio continuare a fare call nonostante ci si consideri in svantaggio. Ciò tuttavia non implica che non possiate più passare le mani che erano molto forti fino al river. In alcune situazioni, le dimensioni del piatto non sono più una motivazione valida a giustificare un call.

ESEMPIO 1

Preflop: Hero is CO with Q Q
5 folds , MP3 raises , Hero 3-bets ,1 fold , SB calls, BB calls, MP3 caps , Hero calls, SB calls, BB calls

Flop: (16 SB) J , Q , 2 (4 players)
SB checks, BB checks, MP3 bets , Hero raises , SB calls, BB calls, MP3 3-bets , Hero caps , SB calls, BB calls.

Turn: (16 BB) 8 (4 players)
SB checks, BB checks, MP3 bets , Hero raises , SB calls, BB calls MP3 calls

River: (24 BB) 9 (4 players)
SB bets , BB raises , MP3 folds, Hero ?

Al flop formate il topset. Fino al river la mano si sviluppa nello stesso modo presentato nell'esempio della sezione precedente. La situazione però ad un certo punto muta radicalmente. Il passivo small blind si è destato e incomincia a puntare. In risposta, anche il passivo big blind rilancia ancora. I vostri pot odds si sono quasi dimezzati passando da 26:1 a 13,5:1.

Mentre nel primo esempio dovevate considerarvi in svantaggio solo contro il big blind, in questo caso bisogna aggiungere anche lo small blind. Vi trovate nei guai, in quanto incombe anche il pericolo di un controrilancio o di un cap. Se lo small blind controrilancia, il big blind potrebbe considerarsi spesso in vantaggio e quindi decidere di fare cap. Nell'ipotesi peggiore (SB rilancia, BB fa cap), per l'intera street ricevete pot odds di 32:4 oppure 8:1.

In questo caso, il board è decisamente peggiore rispetto all'esempio precedente, in quanto qui siete destinati a perdere anche contro tutti i . Inoltre, per un call ricevete tutt'altri pot odds e pertanto dovete vincere almeno nel doppio dei casi per poter effettuare un call redditizio. Questa volta non c'è alcuna ancora di salvezza e nonostante il piatto gigantesco siete costretti a passare la mano.

ESEMPIO 2

Preflop: Hero is CO with A T
5 folds , MP3 calls, Hero raises ,1 fold , SB calls, BB calls, MP3 calls

Flop: (10 SB) T , 3 , 2 (4 players)
SB checks, BB checks, MP3 checks , Hero bets , SB calls, BB calls, MP3 calls.

Voi formate una toppair/topkicker e pertanto decidete chiaramente di puntare. Tutti gli altri avversari fanno call.

Turn: (7 BB) J (4 players)
SB checks, BB checks, MP3 checks, Hero bets , SB calls, BB calls, MP3 calls.

Al turn scende una overcard e tutti i giocatori fanno check. Un Fante risulta plausibile, tuttavia il board è fortemente drawheavy, pertanto decidete di puntare ulteriormente.

River: (11 BB) Q (4 players)
SB bets , BB calls, MP3 calls, Hero ?

Sfortunatamente tutti i giocatori vedono la turnbet. Al river scende un'altra overcard che completa gli straightdraw e i flushdraw. Lo small blind fa donkbet e gli altri due giocatori fanno call.

In questo caso, non potete più considerarvi molto spesso in vantaggio. Non soltanto perché lo small blind punta e pertanto a causa dello sviluppo della mano rappresenta una mano molto forte. C'è da considerare anche che due giocatori dopo di lui vedono la bet. È probabile che lo small blind abbia il flush, così come un backdoorstraightdraw, che viene completato al river. Egli potrebbe inoltre puntare anche con la Regina. Contro di lui siete pertanto quasi sempre in svantaggio.

Il big blind invece è stato superpassivo per tutto il tempo. Non si può dire molto sul suo conto. Nel caso in cui non sia proprio un giocatore scarso, potete attribuirgli un Dieci più debole, un Fante o una Regina. È poco probabile che abbia altre mani migliori o peggiori. La stessa cosa vale per MP3.

Concludendo, dovreste considerarvi quasi sempre in svantaggio nei confronti di tutti i giocatori. I pot odds non si discostano dai generosi 14:1. Non vi resta quindi altro che fare fold.

Puntare for value con le mani forti

All'inizio di questo articolo è stato chiarito quale sia il valore di una puntata al river. In questo e nel prossimo paragrafo, scoprirete le due motivazioni a sostegno di una puntata. Innanzitutto analizziamo più da vicino la prima motivazione: una mano peggiore vi pagherà. In tal caso, si riflette sulla possibilità di fare una valuebet.

Domande determinanti per una valuebet:

  • Possiedo la mano migliore?
  • Verrò pagato da una mano più debole in oltre il 50% dei casi?
Possiedo la mano migliore?

La forza della vostra mano è determinata dai seguenti fattori …

  • … il numero degli avversari: quanto maggiore è il numero degli avversari, tanto più forte deve essere la vostra mano.
  • … la struttura del board: quali draw potrebbero essere completati al river?
  • … lo sviluppo del board: è possibile che gli avversari abbiano fatto call al flop con i draw o invece risultavano possibili solo i backdoor?

Quanti più avversari dovete affrontare al river, tanto più sarà probabile che ci sia in giro una mano migliore. In linea generale, se si possiede una toppair con un kicker scarso e una middlepair con un buon kicker, si ha di solito ancora una valuebet persino contro due avversari.

Per poter qui prendere una decisione giusta, è necessario considerare la struttura del board. Se sono stati completati molti draw, allora aumenta la probabilità di rilanci da parte di mani migliori. Inoltre, risulta più probabile che i giocatori con le mani più forti facciano checkbehind per timore di un rilancio da parte di una mano migliore. In tal caso, dovete riflettere sulle street che rendevano possibili i draw che sono stati poi completati.

ESEMPIO 1

Voi avete in mano A Q in MP3. Board: (7,5 BB) 8 , 5 , 7 , 9 , Q (3 players).

MP2 fa check, Hero? Dopo di voi c'è ancora un giocatore. Analizziamo tre diversi tipi di board.

Caso Flop Turn River
A 8 , 5 , 7 Q 9
B Q , 9 , 7 8 5
C Q , 9 , 5 7 8
  • Caso A: voi fate check. Al river scende la carta letale. Vengono completati gli straightdraw e i flushdraw che erano possibili al flop. Non volete vedere alcun rilancio.

  • Caso B: voi puntate. Al river scende una blank. Considerando che al turn non aveva rilanciato nessuno, non ci saranno di solito in giro né straight né flush. Vi considerate spesso in vantaggio nel momento in cui ricevete un call.

  • Caso C: Hero fa bet. Il flop non consentiva quasi alcun draw. Gli avversari raramente fanno call con gli straightdraw, mentre molto più spesso con le made hand contro cui vi trovate in vantaggio. È quindi improbabile che 8 abbia completato un draw. Inoltre, il flush completato è solo un backdoorflush, per cui è poco probabile che qualcuno lo stesse desiderando.

Una rivercard che completa un flopdraw aiuta l'avversario molto di più che una carta che completa un backdoordraw.
ESEMPIO 2

Voi avete in mano T T in MP3. Avete un avversario nel big blind che si è comportato passivamente su ogni street. Analizziamo nuovamente tre diversi tipi di board.

Caso Flop Turn River
A 8 , 3 , 7 J K
B 8 , J , 7 3 K
C K , J , 7 3 8

Il big blind vi fa check. Bet o check?

  • Caso A: puntate.
  • Caso B: puntate.
  • Caso C: fate check.

Al flop l'avversario ha bisogno di un motivo valido per portare avanti la mano considerando che non è un fish vero e proprio.

Nel caso A, nella maggior parte dei casi le motivazioni sono uno straightdraw o una coppia scadente. Di conseguenza, il Re risulta improbabile. Il Fante potrebbe favorire gli straightdraw, tuttavia l'avversario si sarebbe già fatto sentire prima anziché aspettare un checkraise al river.

Nel caso B, le motivazioni sono simili sebbene più risicate. Al flop è possibile che abbia fatto call una coppia migliore che gioca way ahead/way behind. Nella maggior parte dei casi, si tratta tuttavia di una mano peggiore, 8 oppure 7.

Nel caso C, la situazione è completamente diversa. Nella maggior parte dei casi, l'avversario possiede una coppia migliore o uno straightdraw dopo il call al flop. Al river non potete più considerarvi spesso in vantaggio nel momento in cui l'avversario fa call.

Le overcard sono di norma meno nocive sulle big street rispetto al flop, in quanto è poco probabile che l'avversario abbia esattamente l'overcard in questione.
Verrò pagato da una mano peggiore in oltre il 50% dei casi?

Questa domanda è soggetta a false interpretazioni. Il vero senso della domanda è capire se l'avversario vede una bet con una mano peggiore in oltre la metà dei casi. Se sì, allora la risposta alla domanda è affermativa.

Esempio: voi puntate al river 10 volte. L'avversario vede 6 volte, di cui 4 con una mano peggiore. In tutto la vostra bet verrà vista 4 volte da una mano peggiore. Considerate però solo i casi in cui abbia fatto call. Pertanto, l'avversario ha fatto call in 2 casi su 3 con una mano peggiore (4 di 6), che corrisponde a oltre il 50%.

Se l'avversario vi avesse fatto call 8 volte, di cui solo 3 con una mano peggiore, allora vi avrebbe fatto call meno del 50% di volte con una mano peggiore (3 di 8). Determinante non è ovviamente il singolo caso o anche 10 casi, bensì il valore medio che si ricava nel momento in cui la situazione si ripete molto spesso.

Nota: se ci si trova out-of-position ci sono anche alcuni eccezioni in cui vale la pena effettuare una puntata che viene vista meno del 50% delle volte da mani peggiori. La teoria alla base di questa scelta è tuttavia un po' più complessa e pertanto viene riservata alla sezione Gold.

ESEMPIO 1

Preflop: Hero is BB with A K
6 folds , CO calls, SB completes, Hero raises , CO calls, SB calls

Flop: (6 SB) A , 9 , 5 (3 players)
SB checks, Hero bets , CO raises , SB folds , Hero 3-bets , CO calls

Al flop formate una toppair/topkicker e avete l'iniziativa. Lo small blind ha appena fatto check. Voi decidete di fare una bet. Il giocatore dopo di voi rilancia mentre lo small blind fa fold. Il flop è arido. Solo un paio di gutshot risultano plausibili e c'è solo una facecard. Di conseguenza, raramente CO blufferà qui con uno draw. Nella maggior parte dei casi, avrà una made hand oppure assolutamente nulla. Se possiede una made hand, è di solito peggiore della vostra. Verrete battuti solo da alcuni improbabili set, di cui i set aces risultano molto molto improbabili. Pertanto, potete considerarvi spesso in vantaggio contro l'avversario in questione e decidere di applicare la variante aggressiva rilanciando.

Turn: (6 BB) Q (2 players)
Hero bets , CO calls

River: (8 BB) 3 (2 players)
Hero ?

L'avversario ha visto il vostro rilancio al flop e la vostra bet al turn. Visto che ha inviato chiari segnali di forza e il board non consente quasi alcun draw, un bluff avversario risulta molto improbabile. Visto che l'avversario non ha né fatto cap al flop né rilanciato al turn, è altrettanto improbabile che abbia una mano migliore (in questo caso almeno una twopair). Di conseguenza, l'avversario avrà di solito una made hand più debole, con la quale intende procedere allo showdown in modo economico.

Se fate check, è probabile che anche l'avversario lo faccia. Se invece puntate, l'avversario farà spesso call. Facendo call avrà quasi sempre una mano che riuscite a sconfiggere, quindi in ben oltre il 50% dei casi. Pertanto, si consiglia di puntare.

Se invece l'avversario rilancia la bet, allora riceverete pot odds di 11:1. L'avversario deve quindi rilanciare in un caso su 12 con una mano peggiore. Considerando però che non riuscite a valutare esattamente se l'avversario sia in grado di bluffare o meno, allora dovreste in ogni caso vedere il rilancio.

Lasciarsi sfuggire l'occasione di una valuebet al river è uno degli errori più gravi che i giocatori commettono. Proprio nei limiti inferiori, gli avversari procedono allo showdown in media con mani molto deboli. Per questo motivo, dovreste estrarre il massimo value possibile.
ESEMPIO 2

Preflop: Hero is SB with K J
7 folds , BU calls, Hero raises , 1 fold , BU calls

Flop: (5 SB) J , 8 , 6 (2 players)
Hero bets , BU calls

Voi isolate il button e al flop formate una toppair con il secondo miglior kicker. Il board è fortemente drawheavy e pertanto puntate per ricevere value e proteggere la vostra mano.

Turn: (3,5 BB) 5 (2 players)
Hero bets, BU calls

Il button vede la bet al flop. Finora non potete esprimervi molto sul suo conto. Al flop potrebbe vedere con molti possibili draw o anche made hand per poi prendere una decisione una volta arrivati al turn. Con il 5 vengono completati un paio di straighdraw, ciò nonostante puntate per ottenere value. Contro un rilancio procedereste comunque allo showdown.

River: (5,5 BB) 2 (2 players)
Hero ?

Il button vede anche la bet al turn. In questo caso, avrà di solito un draw che intende giocare passivamente oppure una made hand medio-forte o marginale, con la quale si considera piuttosto in svantaggio. Al river scende una blank. L'avversario potrebbe sì avere un busted draw, esistono tuttavia una miriade di made hand più deboli che vedrebbero una vostra bet. Per questo motivo, si effettua qui una valuebet.

Se il button rilancia, voi dovreste fare call. Non è stato completato alcun draw. Nella maggior parte dei casi, possiederà una mano forte giocata in maniera singolare, ma talvolta tenterà persino di bluffare uno dei draw presenti. Voi non sapete nulla sul conto dell'avversario, pertanto come prima cosa fate call.

Che succede se anziché 2 scende T al river?

River: (5,5 BB) T (2 players)
Hero ?

Questo river è un tantino più complesso. Sono stati completati alcuni straightdraw così come il flush. L'avversario però farà pur sempre call in oltre il 50% dei casi con una mano peggiore. Pertanto voi dovreste comunque effettuare una valuebet.

Fare check qui è sbagliato per diversi motivi. Giocare for bluffinduce non porta granché, in quanto sono scesi quasi tutti i draw. L'avversario vedrà qui con molte mani peggiori, mentre persino dopo un check rinuncerà a puntare. Spesso un check su un river di questo tipo annuncia l'intenzione di voler procedere allo showdown senza però voler vedere un rilancio di una mano migliore. Ciò significa contemporaneamente che l'avversario raramente blufferà con mani che altrimenti avrebbe passato.

Se il button rilancia, dovreste fare call. Il river è senza dubbio pericoloso e l'avversario rilancerà qui spesso con made hand migliori delle vostre, ciò nonostante anche l'avversario potrebbe esserne consapevole e quindi decidere di bluffarvi. Voi avete pur sempre ancora una toppair. Esistono quindi numerose mani peggiori con le quali potrebbe tentare di bluffarvi.

Consideramo un'altra variante, in cui al river scende la Donna di Picche.

River: (5,5 BB) Q (2 players)
Hero ?

Al river scende una overcard per la vostra toppair. Con T9 è stato completato l'open-ended straightdraw, mentre sono stati mancati altri draw. Allo stesso modo, è possibile che l'avversario abbia visto con una Regina come overcard e un ulteriore straightdraw e adesso abbia formato una combinazione forte.

Tuttavia anche in questo caso vale la seguente regola: l'avversario rilancerà con la maggior parte delle mani che si sono migliorate. Al contrario, passerà di solito i draw mancati e in alcuni casi rilancerà. Se fa call, ha quasi sempre una mano che riusciamo a battere, ad esclusione eventualmente di una Regina. Di conseguenza, anche in questo caso conviene effettuare una valuebet.

Dinanzi a un rilancio la situazione diventa spinosa. Ricevete pot odds di 8,5:1. Se non avete informazioni più dettagliate, dovreste fare call. Un fold è da prendere in considerazione se pensate che l'avversario sia un TAG che gioca in maniera lineare. I TAG bluffano al river molto raramente. Dinanzi a un raise, vi trovate chiaramente molto più spesso in svantaggio che in vantaggio. Ciò nonostante, dopo un raise è necessario che vinciate solo in appena l'11% dei casi. Solo nel momento in cui pensate che l'avversario non sia in grado di bluffare, potete fare fold.

Nota: anche se un rilancio vi risulta molto scomodo, non dovreste rinunciare alle valuebet. Incassare un rilancio sarebbe sì stupido in questo caso, ma di fatto si verifica così raramente che questi casi non risultano determinanti come le eventuali valuebet mancate per paura di un raise. Se al flop avete solo un avversario, allora non dovreste temere eccessivamente i flushdraw o gli straightdraw, in quanto con un avversario non sono così probabili come in presenza di tre o più giocatori al flop.

In questo esempio quindi si nota che contro un avversario potete di solito puntare con una middlepair con kicker forte, persino nel caso in cui potrebbero essere stati completati dei draw al river!

ESEMPIO 3

Preflop: Hero is SB with K J
6 folds , CO calls, BU calls, Hero raises , BB calls, CO calls, Button calls.

Flop: (8 SB) J , T , 5 (4 players)
Hero bets , BB calls, CO folds , BU calls

Voi rilanciate KJs da SB contro 2 limper e al flop siete i quarti a dover agire. Formate una toppair con un kicker forte. Puntate for value.

Turn: (5,5 BB) 2 (3 players)
Hero bets , BB calls, BU calls.

Al turn scende una blank. Avete chiaramente una valuebet.

River: (8,5 BB) 6 (3 players)

Entrambi gli avversari vedono la vostra bet. Al river, è plausibile ci sia un flush.  Anche se il rischio non è da escludere, dovreste fare sempre una valuebet, in quanto riceverete ancora call da numerose mani più deboli.

In caso di rilancio, vale la stessa regola presentata in alto. Se non avete alcuna informazione sul conto dell'avversario, vedete il rilancio e fate fold solo qualora pensiate che l'avversario non possa bluffare.

In questa mano, la linea di gioco da adottare è quindi: bet e call dopo un raise.

Puntare con le made hand solo se si intende ricevere un call

Con la regola "Puntare for value con le mani forti" avete appreso che vale la pena effettuare una valuebet quando i giocatori che fanno call possiedono una mano peggiore in oltre il 50% dei casi. In questo paragrafo, verranno analizzati più approfonditamente i casi limite, in cui non si è sicuri di raggiungere quel 50%.

Queste situazioni si verificano spesso quando il board comincia a diventare molto pericoloso. Vengono completati alcuni draw, non sapete bene come reagire a un rilancio e alcune mani più forti potrebbero fare solo call. Visto che si tratta più che altro di casi limite, consideriamo subito alcuni esempi.

ESEMPIO 1

Preflop: Hero is MP3 with J , J
Hero raises, CO folds, BU 3-bets, SB folds, BB caps, Hero calls, BU calls.

Flop: (12.50 SB) 9 , 2 , 5 (3 players)
BB bets, Hero raises, BU folds, BB 3-bets, Hero calls

Voi rilanciate da una middle position con i pocket jack. Si arriva fino al cap e al flop rimangono tre giocatori. Il big blind punta mentre voi decidete di rilanciare for value e protection. Il big blind controrilancia. Se gli attribuite mani del tipo 99+, allora non potete considerarvi sempre in vantaggio, in quanto in media non siete più in vantaggio contro il suo capping range con cui al flop ha giocato bet/3-bet. A causa del piatto sostanzioso, puntate a vedere lo showdown rimanendo tuttavia passivi per il resto della mano.

Turn: (9.75 BB) 4 (2 players)
BB bets, Hero calls

Al turn la situazione non cambia molto, per tanto decidete di fare nuovamente call.

River: (11.75 BB) A (2 players)
BB checks, Hero ?

Al river scende l'Asso e il big blind fa check. Nella maggior parte dei casi, è possibile quindi escludere pocket di Assi e Nove. È importante essere consapevoli che l'avversario non passerà mai una mano migliore dopo una bet. Se gli attribuite TT, QQ oppure KK, riuscite a battere solo TT. Se puntate, riceverete un call da una mano più debole in meno del 50% dei casi, per cui la puntata non risulta redditizia.

Dinanzi a un checkraise raramente vi trovate in vantaggio, per cui siete costretti a fare fold pur non sapendo cosa possa avere in mano il button. Per questo motivo, si sceglie qui di procedere per un free showdown e fare check.

ESEMPIO 2

Preflop: Hero is SB with K A
6 folds , CO calls, BU calls, Hero raises , BB calls, CO calls, BU calls

Flop: (8 SB) K , 8 , 5 (4 players)
Hero bets , BB calls, CO calls, BU calls

Voi rilanciate con AK dallo small blind dopo il limp da parte di due avversari. Quattro giocatori giungono al flop. Voi formate una toppair/topkicker e decidete di effettuare una puntata a cui tutti gli avversari rispondono con un call.

Turn: (6 BB) J (4 players)
Hero bets , BB calls, CO calls, BU calls

Al turn vi ritrovate come mai finora con la mano più forte e quindi puntate for value. Gli avversari fanno nuovamente call.

River: (10 BB) Q (4 players)
Hero ?

Tutti gli avversari hanno fatto call sia al flop che al turn. Al river si completano gli straightdraw e i flushdraw. Non sapete esattamente quante volte gli avversari vedranno qui con made hand più deboli. Le mani più forti potrebbero fare solo call per paura di una mano più forte o di ricevere overcall. Difficilmente la vostra bet indurrà le mani più forti a fare fold. Pertanto attribuite loro pot odds di 11:1.

Si deduce quindi che una bet non sia qui più appropriata. Per questo motivo, si fa check e si vede una puntata. Per riassumere, contro due o più giocatori non è sbagliato giocare la linea check/call con toppair/topkicker nel momento in cui la rivercard completa numerosi draw.

Quando bisognerebbe indurre un bluff?

In alcuni esempi si è parlato di bluffinduce. In questo paragrafo analizzeremo più approfonditamente di cosa si tratta.

Definizione "Bluffinduction": voi fate check per indurre l'avversario a effettuare una bluffbet.

Ne consegue, quindi, che sia possibile indurre i bluff solo out-of-position. Giocare per bluffinduce è appropriato nel momento in cui si presentano i seguenti fattori:

  • Non riuscite a trovare mani più deboli che possano vedere una vostra bet.
  • Pensate che nessuna mano migliore possa fare fold.
  • Pensate di vincere spesso allo showdown per investire una puntata.

Il primo punto indica l'impossibilità di puntare for value. In questo caso, per "impossibilità" si intende "meno del 50%". Con il secondo punto si esclude un vostro potenziale bluff mentre il terzo punto sottolinea che la vostra mano è ancora abbastanza forte per rimanere in gioco.

ESEMPIO 1

Preflop: Hero is SB with A 5
8 folds , Hero raises , BB calls

Flop: (4 SB) J , 8 , 5 (2 players)
Hero bets , BB calls

Voi attaccate il big blind con un Asso basso, il quale a sua volta fa call. Voi formate una bottompair/best kicker su un board drawheavy. Puntate per proteggere la mano e capire come siete messi.

Turn: (3 BB) K (2 players)
Hero bets , BB calls

Scende un'ulteriore overcard per la vostra coppia. Visto che il big blind non ha manifestato ancora alcun segno di forza e voi vi trovate in una blind battle, decidete di puntare ancora.

River: (5 BB) 3 (2 players)
Hero ?

Il big blind vede anche questa puntata e giungete così al river. Il 3 è una blank. Non viene completato alcun draw e per voi il 3 non è una overcard pericolosa. Tuttavia, è molto difficile che le mani più deboli facciano qui call. Le uniche mani plausibili sarebbero 44 e 22. I busted draw (progetti mancati) faranno fold dopo la vostra bet. Per esperienza, una coppia non farà mai fold. Ne consegue quindi che la bet non è redditizia, in quanto è anche improbabile che A-high vi faccia call.

Bisogna ora capire se sia meglio giocare la linea check/call oppure check/fold. Visto che il board è favorevole a numerosi draw, è sicuramente probabile che l'avversario abbia al river un busted draw. A questo punto entra in gioco il bluffinduce. Molti avversari interpretano un check come fold e tentano quindi di accaparrasi il piatto. Voi dal canto vostro riuscite a sfruttare questo tentativo vedendo un'eventuale bet.

A questo punto, dovete prestare attenzione alle dimensioni del piatto. Un'eventuale puntata avversaria vi assicura pot odds di 6:1. Pertanto è necessario che vinciate il piatto con un call solo nel 15% dei casi circa. Scenario del tutto plausibile considerando la struttura del board. Nel momento in cui inducete un bluff in questo modo, sarete riusciti a trarre il massimo da un draw e pertanto potete ritenervi contenti.

Consiglio: non lasciatevi fuorviare dalla diceria secondo cui i giocatori tendenzialmente passivi non siano in grado di effettuare bluffbet al river. Di norma sono proprio i callingstation passivi a cadere nella trappola della bluffinduction. Tutto al più dovreste fare attenzione ai giocatori bravi, che spesso riconoscono la vostra intenzione di intrappolarli al river con un check.

ESEMPIO 2

Preflop: Hero is SB with A K
7 folds , BU raises , Hero 3-bets , BB calls, BU calls

Flop: (9 SB) 7 , 8 , 5 (3 players)
Hero bets , BB folds, BU calls

Voi controrilanciate un raise del button con una premiumhand AK. Al flop avete solo A-high, ciò nonostante effettuate una continuationbet, in quanto potreste pur sempre avere ancora la mano migliore.

Turn: (5,5 BB) 5 (2 players)
Hero bets , BU calls

Al turn rimane un solo avversario, per cui decidete di puntare nuovamente.

River: (7,5 BB) Q (2 players)
Hero ?

Al river vi trovate nuovamente con delle unimproved overcard e un avversario che ha effettuato un call passivo al flop e al turn. Questi non passerà mai una mano migliore contro un bet. Inoltre è possibile che la Q abbia migliorato la posizione dell'avversario. È inoltre da chiarire se l'avversario vedrà qui ancora una bet con una mano più debole (A-high).

Anche in questo caso dovreste giocare for bluffinduce e scegliere la linea check/call. Inoltre il button potrebbe fare solo check con le mani più forti, in quanto molti giocatori hanno il difetto di tralasciare le valuebet.

Quando è possibile bluffare con mani prive di valore?

A questo punto, bisogna considerare più attentamente la seguente domanda: le mani migliori fanno fold? Se lo fanno spesso, allora vale la pena bluffare. In questa analisi bisogna includere anche le mani prive di valore. Gli avversari possiedono molto spesso mani migliori delle vostre. Nel momento in cui passeranno la mano, raramente lo faranno con mani più deboli. Inoltre gli avversari vi considerano un pazzo nel momento in cui il vostro bluff non ottiene ciò che avreste potuto sfruttare con piccole valuebet.

Puntando potete indurre al fold le made hand e i busted draw. Di conseguenza, è necessario tenere in considerazione sostanzialmente due fattori:

  • Quanto probabili sono i draw e quali sono stati completati?
  • È scesa una scarecard?

La situazione in cui i draw non stati completati pur risultando plausibili favorisce i bluff, a condizione che non possiate battere i busted draw. Gli avversari passeranno giustamente i loro busted draw, ma voi non sarete riusciti a far passare una mano migliore.

Se scende una scarecard, allora gli avversari potrebbero passare le made hand marginali, come ad esempio una bottompair. In questo caso, tuttavia, dovete considerare lo sviluppo della partita sulle street precedenti. A tal proposito, potete analizzare il primo esempio.

ESEMPIO 1

Preflop: Hero is SB with 7 6
4 folds, Hero raises, BB calls

Flop: (2,5 SB) 5, 5 , 8 (2 players)
Hero bets, BB calls

Voi rilanciate da SB mentre BB difende. Voi formate un OESD e puntate nella speranza che numerosi mani migliori facciano fold.

Turn: (3 BB) A (2 players)
Hero bets , BB calls

L'Asso è la scarecard perfetta per una nuova bet.

River: (5 BB) K (2 players)
Hero ?

Al turn, BB vede la vostra bet. Questo call non vi sta per niente bene. Il board non favorisce quasi alcun draw. Voi stessi avete in mano 76s e risulta piuttosto improbabile che l'avversario abbia uno straightdraw. Questi avrà di solito una made hand con la quale intende procedere allo showdown. In caso contrario, avrebbe fatto fold al turn, in effetti è difficile che esista una carta peggiore in questa situazione.

Al river non avete quindi quasi alcuna chance di portare al fold mani migliori. Visto che non avete neanche alcun showdownvalue, anche la vostra bluffinduction risulta fallimentare. La mossa migliore quindi in questa situazione è un ceck e un fold nel caso l'avversario faccia un bet.

ESEMPIO 2

Preflop: Hero is BB with 6 3
UTG calls, 6 folds , BU calls, 1 fold , Hero checks

Flop: (3,5 SB) 8 , 4 , 5 (3 players)
Hero bets , UTG folds , BU calls

Siete contenti del freeplay. Al flop formate un monsterdraw e pertanto puntate. Da un lato le mani migliori potrebbero fare fold, consentendovi così di intascare direttamente il piatto e di puntare successivamente for value, dall'altro qualora entrambi gli avversari facessero call, il vostro draw verrà sicuramente completato al river in più di un caso su tre quindi la puntata è scontata al flop. Il principio teorico alla base di questa affermazione viene illustrato nell'articolo dedicato ai valueraise con draw: Quando è possibile rilanciare for value con draw al flop?

Turn: (2,75 BB) J (2 players)
Hero bets , BU calls

Un giocatore fa call e voi decidete di puntare nuovamente nella speranza che una mano migliore faccia fold.

River: (4,75 BB) K (2 players)
Hero ?

Non siete riusciti a completare il vostro draw su un board drawheavy. Avete in mano 6-high. Ciò nonostante risultano plausibili numerosi busted draw, che possiedono più showdownvalue rispetto alla vostra mano. L'avversario potrebbe aver visto al flop con overcard e/o gutshot (ad es. T 7) ed eventualmente aver raccolto un altro draw al turn. Ciò nonostante, l'avversario sicuramente non vedrà una rivercard dandovi quindi la possibilità di bluffare e togliere definitivamente di mezzo i busted draw con maggior showdownvalue.

Questo bluff deve riuscire in circa 18% dei casi (1/(4,75 + 1)) (1 / (4,75 + 1) ), percentuale tra l'altro raggiunta in questo caso. Per questo motivo, decidete di puntare.

Evitare i checkraise al river

Al river un checkraise è appropriato solo in alcuni rari casi. Mentre nelle street precedenti, un checkbehind avversario non vi faceva alcuna differenza, in quanto mancava ancora una street, al river la situazione è chiaramente differente.

Dall'altro lato, raramente è possibile fare cap. Nella maggior parte dei casi, il vostro checkraise viene interpretato giustamente come segnale di mano forte. Gli avversari quindi faranno spesso solo call o persino fold. Puntando invece non manifestate segnali di particolare forza. I giocatori rilanceranno la vostra bet lasciandovi la possibilità di controrilanciare. Questo è anche il motivo per cui un checkraise viene denominato actionkiller.

Inoltre dovete valutare cosa vi assicura un checkraise rispetto a una bet.

ESEMPIO

Vi trovate nello small blind con A 2. Sul board ci sono K J 9 , 3 , 4 e un totale di quattro giocatori.

Esempi di possibili sequenze di puntate:

  • Hero bets, call, call, call.
    Vincete 3 BB dagli altri giocatori.
  • Hero checks, check, check, bet , Hero raises, fold, fold, call
    Voi vincete solo 2 BB dagli altri giocatori.

Nel secondo caso, ottenete una big bet in meno contrariamente alle finalità del checkraise.

Avete quindi bisogno di una motivazione valida per poter presumere che un giocatore possa puntare direttamente dopo di voi in risposta a un check e voi riusciate eventualmente a portare i caller nella cosiddetta situazione "sandwich". Le probabilità che ciò si verifichi sono però piuttosto scarse, per cui di solito non vale la pena effettuare un checkraise. Numerosi giocatori tentano di giocare d'astuzia al river lasciando di solito il value inutilizzato.

Conclusione

Il gioco al river è più complicato di quanto possa sembrare di primo acchito. In questo articolo, sono state analizzate sette regole da tenere in mente in ciascuna situazione del river, prima di prendere una decisione. Le prime due regole "Non passare la mano migliore nei piatti sostanziosi" e "Fare fold solo quando si è chiaramente sconfitti" vi consentono di prendere una decisione ponderata sul call. In tal caso, è stato chiarito che le dimensioni del piatto svolgono un ruolo determinante.

Mediante le regole "Puntare for value con le mani forti" e "Puntare con le made hand solo se si intende ricevere un call" abbiamo analizzato più approfonditamente il valuebetting. Conoscere il giusto limite per le valuebet è uno dei principi fondamentali per un corretto gioco al river.

Se non potete più effettuare alcuna valuebet, però potete contare su un certo showdownvalue, allora le vostre risorse non sono del tutto prosciugate. La regola "Sfruttare l'occasione del bluffinduce" vi ha illustrato come un check possa indurre gli avversari a bluffare con mani che avrebbero altrimenti passato.

Se invece non avete più alcun showdownvalue, potete applicare la regola "Bluffare talvolta con mani prive di valore" per valutare quando sia opportuno iniziare a bluffare con mani inutili, come i busted draw.

L'ultima regola "Evitare i checkraise al river" ha chiarito infine che nella maggior parte dei casi un checkraise al river non è appropriato. Gli avversari potrebbero fare checkbehind togliendovi la possibilità di controrilanciare.

Applicando correttamente queste regole e valutando attentamente i casi in cui effettuare le riverbet e i call, vi spianerete la strada verso il successo sempre che abbiate giocato correttamente anche le altre street.