Aggiornato il 06 Lug 26 da

I tell

1. Introduzione

La comprensione e la padronanza delle basi
strategiche nel poker sono i presupposti essenziali per poter aspirare
ad una vincita a lungo termine.
Ma oltre queste basi un giocatore professionale non trarrà i suoi
profitti solo dall’uso delle conoscenze di base e dal continuo
miglioramento, bensì dal raggiungimento della superiorità psicologica
sui suoi avversari. Potrà massimizzare la sua vincita quando sarà nella
posizione di immedesimarsi nei suoi avversari e di adattare il suo modo
di giocare ad essi.
Questa capacità è particolarmente preziosa nel Live-Poker. Diversamente
dal poker online l’avversario non è nascosto dietro una maschera
virtuale ma vi sta di fronte in carne ed ossa. Un buon modo per
ottenere informazioni sulla motivazione e su quello che pensa
l’avversario sono i “tells”.

2. Definizioni e tipi di tell

to tell (sth. about somebody) – raccontare qualcosa, trasmettere (su qualcuno)

Definizione: Qualsiasi comportamento di un giocatore che fornisce informazioni sulla sua mano è un tell.
In generale si possono suddividere i tells in due categorie:
Tell involontari di giocatori che si sentono inosservati
Tell volontari di giocatori che recitano

Per scoprirli e usarli a vostro favore, vi dovreste ricordare sempre una regola:

Osservate i vostri avversari, non le vostre carte!

Vale soprattutto quello che si dice quando vengono distribuite le hole
cards così come quando si scoprono le carte in comune. Le vostre carte
non cambiano, le emozioni dei vostri avversari in riferimento alla loro
mano sì.

3. Tell involontari

3.1. La prima impressione

La prima impressione di un giocatore
può già essere il primo tell. Il carattere di una persona spesso si
rispecchia nel suo modo di giocare. Le persone che impilano
ordinatamente le proprie chip di solito sono conservative. Diversi
invece i giocatori che hanno un mucchio colorato e disordinato di chips
davanti a loro. Questi probabilmente giocano in modo più loose.

3.2. Il portamento

Non pochi giocatori attraverso il loro
portamento fanno scoprire involontariamente ai loro avversari la forza
della loro carta. Di conseguenza l’involontario cambio di posizione, ad
esempio quando uno è seduto più rigido e inclinato in avanti, è un
indizio per una mano forte. Con una mano debole invece si nota un corpo
meno rigido, che si riconosce ad esempio dalle spalle cadenti.

3.3. Nervosismo

È opinione diffusa che un comportamento nervoso
sia sintomo di bluff. Di solito, invece, indica un rischio molto
elevato. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, una palese
irrequietezza interiore è indice di forza. Innanzitutto è estremamente
difficile simulare una vera agitazione. D'altro canto, un giocatore
dovrebbe invece assumere un atteggiamento di calma e superiorità nel
momento in cui organizza un bluff. I giocatori che si trovano di fronte
ad una scelta difficile da prendere cercheranno invece di controllare
la propria agitazione, ad esempio tenendo una mano ferma con l'altra.
Se un giocatore riceve una carta vincente al river e incomincia
improvvisamente a tremare, allora non si tratta di debolezza, quanto
piuttosto di un tentativo di scaricare la tensione accumulata.
Soprattutto i giocatori alle prime armi spingono tutte le chip al
centro del tavolo con le mani sudate e tremanti. Non fate loro il
favore di fare call!
Inoltre, numerosi giocatori assumono comportamenti nervosi con una
certa costanza. Alcuni ad esempio tamburellano sul tavolo con le dita,
dondolano la gamba sotto il tavolo o picchiettano le chip. Quando
qualcuno effettua una puntata, per tutto il tempo picchietta le proprie
chip e smette improvvisamente perché qualcuno ha afferrato le proprie
chip, allora egli sta involontariamente comunicando che la sua giocata
è in realtà un bluff. Il giocatore si sente chiaramente a disagio.
Quando un giocatore possiede una mano forte non presta di solito alcuna
attenzione ai propri avversari ma mantiene i propri comportamenti
abituali.

3.4. Tensione interiore

Giocatori che giocano una mano per
loro molto importante dentro sono tesi. Automaticamente si alza la
scarica di adrenalina, i muscoli sono tesi, si dilatano le pupille,
aumentano i battiti cardiaci, la gola sembra seccarsi e cambia il tono
di voce. Non è un caso che molti giocatori portino delle maglie col
cappuccio per nascondere la carotide. Tuttavia si fa fatica a capire se
queste siano reazioni che suggeriscano una mano buona o cattiva. Di
norma uno che ha una mano cattiva cerca di reprimere la sua tensione,
ma facendo ciò spesso ottiene proprio il contrario.

3.5. La respirazione

Un tell che rivela molto è la respirazione
di un giocatore. Un cambiamento di respirazione non è una cosa da
attori. Più vicini siete al vostro avversario e meglio potete sfruttare
a vostro vantaggio questo tell. Una respirazione piatta o cercare di
evitare di respirare forte può indicare una mano debole.

3.6. Il Calling Reflex

I bluffatori cercano di sembrare il più
normale possibile. Il motivo per questo comportamento è il Calling
Reflex. Soprattutto giocatori poco esperti mostrano questo tipo di
comportamento. Essi amano arrivare allo showdown, e non chiedono altro
che una giustificazione per poter fare call. Quasi tutti i bluffatori
perciò si comportano in modo istintivamente calmi e senza dare troppo
nell’occhio.

3.7. Mimica

Se qualcuno nasconde la sua bocca con la sua mano
allora spesso ha una mano debole. In questo caso vuole nasconder le sue
emozioni. In un senso figurato non vuole rendere visibile una bugia che
si potrebbe dedurre dalla sua espressione. Allo stesso modo si comporta
un giocatore che non è capace di tenere testa allo sguardo di qualcun
altro, ha paura che i suoi occhi lo possano tradire.

3.8. Lo sguardo sulle chip

Questo probabilmente è il tell
involontario più prezioso. Se un giocatore butta una breve occhiata
alle sue chip e guarda subito da un’altra parte allora vuole fare una
puntata. Un altenrativa è lo sguardo rapido alle chip del suo
avversario che però ha lo stesso significato. La cosa importante è che
non si senta osseravato.

3.9. Se uno riguarda la sua mano

Soprattutto con principianti è
un tell garantito. Si parla di un breve sguardo involontario nelle
proprie hole cards. Se ad esempio il flop porta tre carte di cuori e il
nostro avversario senza esperienza guarda un’altra volta la sua mano
allora con molta probabilità non ha nessun flush.
Proprio i principianti all’inizio della loro mano (offsuit) non tengono
a mente i colori. Solamente con una mano dello stesso colore (suited)
si ricordano le carte esatte. Perciò in questo caso si può presupporre
che il nostro avversario abbia al massimo una carta di cuori.

3.10. Scambio di gentilezze

Se un giocatore dopo un bet è
gentile con voi allora molto probabilmente sta bluffando. Non vi vuole
coinvolgere in una confrontazione personale e voi vi dovete concentrare
sulla votra mano. L'opposto vale per un giocatore gentile che tutto ad
un tratto non è più gentile. In questo caso probabilmente vuole essere
chiamato.
Un altro tell è il ghigno sul viso dell'avversario. Uno che cerca di
restare serio e involontariamente si lascia scappare un sorriso con
grande probabilità ha in mano un monster. Un giocatore con un sorriso
normale ha una mano buona, a differenza di qualcuno che si sforza ad
avere un sorriso forzato.

3.11. Proteggere la mano

Così come si custodisce un tesoro,
molti giocatori lo fanno involontariamente con una buona mano di
partenza. Guardano brevemente, coprono velocemente le loro carte e vi
tengono sopra le mani come se le volessero proteggere.

3.12. Mostrare a estranei dal gioco le mani

Giocatori inesperti
faranno spesso vedere a amici o estranei durante una mano le loro carte
coperte (hole cards). In questo caso con grande probabilità avranno una
mano forte. A tal favore parlano soprattutto due motivi. In primis la
persona in questione vuole dimostrare che è un buon giocatore. Questo
lo può fare solo con una mano legittima, probabilmente con una made
hand che anche il presunto dilettante può riconoscere tale. Nel secondo
caso colui che guarda le carte potrebbe tradire un bluff.

3.13. Instant-Bet

Se qualcuno guarda la sua mano e punta
direttamente allora, soprattutto nei giocatori inesperti, è un indizio
di gioco legittimo. La maggior parte delle persone si prende un po’ di
tempo prima di effettuare un bluff, in fondo l’azione deve sembrare
frutto di una lunga riflessione. E poi evitano qualsiasi atteggiamento
che dà nell’occhio per non destare alcun sospetto.

3.14. Prendere il bicchiere

Molto spesso gli avversari che
bluffano prendono, subito dopo aver puntato, il bicchiere. Deve
sembrare un gesto normale, ma proprio questo vi dovrebbe saltare
all’occhio.

3.15. Sigaretta

Anche dal modo in cui delle persone fumano si
possono trarre delle conclusioni sulla forza di una mano. Se uno emette
involontariamente una grande nuvola di fumo si presuppone più una mano
forte e all’avversario della vostra chiamata interessa ben poco. Se
però uno espira in modo da non dare assolutamente nell’occhio allora
starà spesso bluffando. Questo tell è molto vago e dovrebbe essere
usato solo in combinazioni con altri tell.

3.16. Come uno punta

Come uno sposta le sue chip verso il
centro del tavolo può svelare alcune cose sulla sua mano. Se ha in mano
carte forti e vuole portare il suo avversario a chiamare allora non
farà un gran spettacolo. In fondo non vuole fare paura a nessuno e
quindi o non dice niente oppure con delicatezza annuncia il valore
delle sue chip.
Diversamente si comporta un giocatore con una mano debole. Molto spesso
annuncia la sua bet con ottimismo o a voce alta con autorità. Questo
comportamento non è illogico? Perchè in fondo i bluffatori cercano di
non dare affatto nell’occhio. Però il comportamento è comprensibile,
perchè fino a che il bluffatore ha il controllo totale della situazione
cerca di scacciare il suo avversario intimidendolo. Solo dopo cercherà
di apparire senza dare nell’occhio.

Un ulteriore segnale è puntare le chip ostentandole. Chi muove le
proprie chip con determinazione verso il proprio avversario, o persino
le lancia, intende probabilmente intimidirlo. Ottimi indizi sono un
avambraccio completamente disteso così come un allungamento eccessivo
delle punte delle dita.

4. Tell volontari

Il leggendario libro di Doyle Brunson „Super
System“ contiene un passaggio molto istruttivo redatto da Mike Caro che
tradotto liberamente dice:

„La maggior parte delle persone non sa vivere come vuole. Da bambini dovevano fare i compiti che odiavano, [...]

Da adulti devono andare d’accordo con persone che non gli piacciono,
fare finta di stare bene quando stanno male, agire come se avessero
tutto sotto controllo nonostante siano insicuri e paurosi." 1

Queste persone sono attori. Dicono di essere una persona che non sono.
Al tavolo da poker agiscono secondo il motto “Se qui non fingo, gli
altri possono riconoscere il mio vero essere."

Perciò queste persone fingono con una mano forte debolezza e con una
mano debole forza. Il pincipio di „strong means weak and weak means
strong“ si addice alla maggior parte dei giocatori.

Il vostro scopo deve essere sempre quello di scoprire se un avversario
recita una commedia o meno. Se recita allora decidete che cosa vuole
ottenere e fate proprio il contrario.

Scoprire questo non è facile, ma esistono due indicatori affidabili:

1. Il vostro avversario si deve sentire osservato da voi.
2. La vostra decisione per lui deve significare qualcosa.

Di norma entrambi gli indicatori devono essere giusti.

4.1. Debolezza recitata

La debolezza recitata si può
manifestare ad esempio se uno sospira, si stringe nelle spalle,
rimugina a lungo, tutti i possibili segnali di disinteresse. Giocatori
che mostrano debolezza hanno una mano forte. Tramite la loro manovra di
finzione vogliono incoraggiare i loro avversari a fare una chiamata o
perfino a rilanciare.

Uno che durante una mano guarda volontariamente da un’altra parte di
norma è pericoloso. Egli agisce come se la mano non gli interessasse
per provocare un’azione avversaria. Succede molto spesso quando viene
giocato il flop. Un breve sguardo al flop e il successivo sguardo di
lato sono un segnale di forza.

Questo tell vi apparirà in diverse forme, con giocatori inesperti che
tendono più che altro ad esagerare. Allo stesso modo si comportano
persone a cui non tocca giocare e si comportano come se volessero
buttare via la mano
La maggior parte dei giocatori prende la loro decisione entro pochi
secondi. Se uno invece rimugina a lungo per poi rilanciare con una
cifra alta allora vuole più che altro fingere che è stata dura prendere
quella decisione. Normalmente potete presupporre che abbia una mano
molto forte se non un monster.

4.2. Forza recitata

Se sfruttate bene i tell della debolezza
recitata allora potete evitare di perdere una quantità di soldi. È
molto più lucrativo, ma anche più rischioso, scoprire la forza
recitata. Con un tell giusto e una chiamata coraggiosa a volte potete
vincere mani dalle quali non pensavate nemmeno di ricavare un guadagno.

Diversamente da giocatori con mani forti che vi incoraggiano a mettere
le chip in mezzo al piatto, i giocatori con mani deboli cercano proprio
di evitare ciò. Qui gli indizi migliori:

4.3. Minacciare con le chip

Se qualcuno prende le sue chip
mentre un avversario sta giocando allora molto spesso è un tentativo di
intimidazione. Se però un giocatore gioca spesso con le sue chip e
improvvisamente lascia perdere le chip mentre tocca a voi allora è un
segnale di forza.

4.4. Fissare

Giocatori che fissano i loro avversari con uno
sguardo che trapassa l’altro di solito non sono molto pericolosi. Il
segnale „Ti osservo bene quindi fai ben attenzione a quello che fai"
spesso è da considerarsi come una debolezza.

4.5. Guardare le carte

Se un giocatore guarda spesso e a lungo
le sue carte o quelle sul tavolo allora nella maggior parte dei casi ha
una mano debole. Se guarda a lungo e punta allora probabilmente starà
bluffando.
Un tell decisivo è ancora lo sguardo rivolto alla mano di partenza,
dopo che l'avversario ha già effettuato la puntata e voi state
afferrando la vostra pila di chip. In questo caso si può presumere un
bluff.

4.6. Reclamare il piatto in modo affrettato

Giocatori con una
mano molto forte sperano e aspettano fino all’ultimo che il loro
avversario veda. Se qualcuno vuole finire in fretta la mano, ad esempio
dicendo cose tipo “Anch’io faccio vedere” o se reclama il piatto nel
mezzo allora è un chiaro segno di debolezza.

5. Combinazione di tell

I tell non sono così ovvi come uno li
vorrebbe. Molto spesso non noterete solo un tell nel vostro avversario
bensì più di uno. Se coincidono allora avrete meno difficoltà a
prendere le vostre decisioni.

Se per esempio qualcuno guarda brevemente la sua mano di partenza, la
copre subito con le sue mani, dà una breve occhiata alle sue chip e poi
osserva il suo bicchiere a quanto pare con noia, allora potete stare
certi che avrà una mano forte o molto forte.

Diventa complicato se dei tell si contraddicono. Ma anche per questo
problema c’è una soluzione. Spesso dei giocatori, quando agiscono, sono
coscienti solo di un tell. Trovate quale tell è una finzione e fate
proprio il contrario di quello che il giocatore vuole ottenere!

Esempio 1:

Un uomo prende nella sua mano destra le carte ed è in procinto di
buttarle via. Senza accorgersi la sua mano sinistra va verso le chip.
Quale tell è volontario e quale involontario? Vuole dare ad intendere
che ha una mano forte o debole?

Buttando le carte il giocatore tenta di simulare un mano debole. Questo
è il tell volontario. Egli vorrebbe che credeste alla sua mano debole.
La presa delle chip invece è un'azione involontaria che rivela le sue
reali intenzioni.

Esempio 2:

Osservate un giocatore di cui non è ancora il turno. Stranamente volta
le spalle al suo avversario, però i suoi occhi si spostano dal suo
avversario alle chip di quest’ultimo.
Questo linguaggio del corpo si potrebbe interpretare come debolezza.
Gli occhi invece, a cui probabilmente molti giocatori non fanno caso,
tradiscono la vera motivazione del giocatore.

6. Tell come finzione

Negli esempi di sopra presupponiamo che i
nostri avversari siano nella maggioranza di quelli che fingono
debolezza quando hanno una mano forte e viceversa. Tuttavia diventa
complicato con dei giocatori esperti che sanno benissimo che cosa
significa quale tell. Cercheranno di usare questi contro di voi. Un
buon esempio per questo è Eli Elzra che con un flop 3-suited ha
riguardato le sue carte nonostante sapesse benissimo che aveva già
formato un flush.

Reverse

Se qualcuno con una mano debole mostra appositamente debolezza per
irritarvi, allora agisce proprio all’incontrario, cioè “reverse”.
Giocatori esperti pensano pure “reverse reverse” e “reverse reverse
reverse”. In questo caso tutto gira attorno alla domanda „Che cosa
pensa che io pensi (pensa che io pensi ecc.)?”

7. Esempi di mani

Di seguito sono documentate tre mani famose
dove i tell hanno giocato un ruolo importante. Nella prima mano si
svela debolezza recitata. La seconda mano mostra non solo la differenza
tra il poker dal vivo e online, ma anche quanto si può trarre guadagno
nello svelare forza recitata. La terza mano mostra che un tell giusto
può portare ad una scelta sbagliata.

7.1. Mano 1

Ad un torneo NL delle WSOP 2004 Annie Duke aveva TT
e rilanciò forte. Greg Raymer la chimò all'All In. Lei osservò molto a
lungo Greg Raymer e individuò un tell forte che le svelò che
l'avversario aveva una mano forte e voleva indurla a una call..

Le sue Pot Odds erano 3:1, solo con una coppia più alta stava a 1:4.
Dopo una lunga riflessione lasciò la mano. Quando Raymer breve tempo
dopo fu eliminato dal gioco le rivelò che aveva KK e lei aveva preso
un’ottima decisione. Annie Duke riuscì poi a vincere il torneo così
come un bel premio di 2,4 milioni di $.

7.2. Mano 2

Durante il WSOP 2005 Mike detto „The Mouth" Matusow
aveva un tell molto forte su Dustin Woolf . Nonostante questo abbia
poca esperienza nel poker dal vivo è una vera leggenda nel poker online
e ha delle vincite da sei cifre.
Diversamente che nel poker dal
vivo, nel poker online non si è osservati da nessuno. E proprio questo
avrebbe incastrato Woolf.
Così Matusow scoprì che con una mano forte Woolf lanciava con forza le
chip in mezzo al tavolo, con una mano debole invece le metteva
cautamente nel mezzo dicendo “Rilancio”. Questo tell fu sfruttato da
Matusow nella seguente mano:

Dopo che Matusow aveva chiamato con Qh-Jh 10,000$ Woolf rilanciò fino
80,000$. Cautamente portò le sue chip in mezzo al tavolo e disse
“Rilancio”.

Anzichè vincere direttamente con un reraise di 100.000$ Matusow decise
di dare al suo avversario la possibilità di bluffare un’altra volta.
Con il flop K-10-4 Matusow ottenne un OESD (Open-Ended-Straight-Draw).
Woolf puntò cautamente 250.000$ e disse: „Faccio un bet". Matusow
voleva ridare a Woolf la possibilità di bluffare e fece una chiamata.
Il turn era un 6, Woolf eseguì un check e Matusow andò „all-in".

Come un fulmine Woolf si liberò della sua mano e Matusow, dal tell del suo avversario, aveva ottenuto il massimo del profitto.

7.3. Mano 3

Una mano che molti di voi conoscerete è stata
giocata al Party Poker German Open Heads Up tra il nostro stimato
membro di Pokerstrategy Morgoth e Soraya Homam:

Soraya Homam rilanciò con AQ quasi All In. Morgoth aveva QQ e disse che
con una chiamata era „All In". Tuttavia lei capì solo "All In" e chiamò
velocemente il presupposto rilancio. Quando lo sbaglio fu chiarito
Morgoth si ritrovò insicuro. Pensò a lungo e infine lasciò le sue
Donne..

Visto che Homam aveva chiamato un All In di Morgoth senza esitare
doveva essere convinta di avere una mano molto forte. La domanda che si
era posto Morgoth era la seguente: quali mani pensa Homam che in questa
situazione siano forti?

Per lo spettatore la decisione di Morgoth può sembrare incomprensibile,
tuttavia pensò che Homam avesse probabilmente AA, KK, o AK. Contro
questo range la sua mano sarebbe stata nel migliore dei casi un coin
flip. Perciò lasciò e cercò di vincere con le sue chip restanti, cosa
che peraltro gli riuscì. Tuttavia si nota che un tell può anche portare
ad una decisione obiettivamente sbagliata.

8. Conclusioni

Soprattutto nel primo e ultimo esempio non è il tell il fattore decisivo ma la domanda:

Quali mani il mio avversario ritiene che siano buone?

La domanda contraria è:

Quali mani il mio avversario ritiene che siano deboli?

Nonostante i tell siano un mezzo importante per raccogliere
informazioni, non bisogna mai basare il proprio gioco solo su di essi.
Possono essere un buon aiuto per immedesimarsi nei propri avversari ma
sono solo una parte del puzzle che un bravo giocatore di poker ad ogni
decisione è chiamato a comporre mentalmente.

Di conseguenza la chiave per diventare un bravo giocatore di successo
di poker dal vivo sta nel dominare le basi strategiche, svelare in modo
corretto i tell e avere la capacità di immedesimarsi nei propri
avversari.