I deal negli MTT
Introduzione
In questo articolo
- I differenti tipi di deal
- Deal o non deal?
- Quale deal è migliore con quale stack?
Invece di portare a termine il torneo, i giocatori rimanenti ad un Final Table di un MTT possono accordarsi e dividersi i soldi. L’opzione deal si presenta non appena si è raggiunto il Final Table. Viene per lo più sfruttata se sono rimasti due o tre giocatori.
Il fatto che i blind e ante siano molto alti rispetto all'average alla fine di un torneo rende un deal allettante. Questo articolo esamina i pro e i contro del deal making per un MTT.
Le diverse possibilità per fare un deal
Un metodo molto diffuso e valido è quello di suddividere il pricepool in base al conteggio delle chip. Si sommano tutti i premi per le posizioni ancora in gioco, al totale si sottrae l'importo minimo che spetta ad ogni giocatore (cioè il premio per il peggior piazzamento tra quelli ancora da giocarsi) e il resto viene suddiviso tra i giocatori in base al numero delle loro chips.
Tre giocatori stanno seduti ad un Final Table. I pagamenti per i piazzamenti ancora aperti ammontano:
- 1 posto: € 50.000
- 2 posto: €30.000
- 3 posto: €20.000
Totale: €100,000
I giocatori hanno il seguente numero di chip::
- Player A: 200.000
- Player B: 120.000
- Player C: 80.000
Totale: 400,000
In proportion to In rapporto al numero totale di chip in gico hanno quindi:
- Player A: 50%
- Player B: 30%
- Player C: 20% of the chips.
Dato che il terzo posto ottiene di sicuro 20.000€ di premio, conviene fare un deal considerando che tutti i giocatori ricevano sicuramente questa somma. Dai 100.000€ vengono quindi sottratti inzialmente 60.000€ (3*20.000€), ripartiti tra i giocatori e resta un pool di 40.000€ che viene ripartito rigorosamente in base al chipcount. Il giocatore A riceve 50%, quello B 30% e quello C 20% dei soldi.
In pratica abbiamo la seguente situazione:
- Player A: 40.000€
- Player B: 32.000€
- Player C:28.000€
L’esempio evidenzia chiaramente che il metodo chipcount offre una suddivisione equa per tutti i partecipanti. Ciò è vero solo perchè gli stack dei giocatori sono ripartiti equamente Nell’esempio il giocatore C, shortstack, ottiene più soldi di quanti ne otterrebbe se venisse eliminato e il chipleader ne ottiene meno che vincendo regolarmente il torneo.
Questo però cambia non appena le chips non sono distribuite così equamente tra i giocatori rimasti.
Poniamo un esempio sulla base della Party Poker Payout Structure:
11€ (10€ + 1€ Fee) Torneo regolare con 500 iscritti, 3 giocatori sono ancora in gioco
Prize pool: €5,000
- 1 posto riceve €1,250 (25%)
- 2 posto riceve €700 (14%)
- 3 posto riceve €413 (8,26%)
I giocatori hanno:
- Player A: 80%
- Player B: 10%
- Player C: 10% di tutte le chip in gioco.
Il restante prizepool ammonta in totale a 2363€. Dato che il terzo posto ottiene 413€, essi vengono sottratti dal pricepool. Così restano 1124€ (2363€ - 1239€) che vengono suddivisi in base al numero delle chip. Ovvero 899.20€ extra per il giocatore A e 112,40€ per i giocatori B e C.
The Alla fine abbiamo la seguente situazione:
- Player A riceve 1312,20€
- Player B riceve 525,40€
- Player C riceve 525,40€
In questo esempio va molto meglio al chipleader rispetto agli altre due shortstack. Mentre in un normale payout otterrebbe 25% del pricepool, adesso ne ottienet 26%. Si può pertanto dedurre che il metodo chipcount, la suddivisione del pricepool sulla base del chipcount, è più redditizio per il chipleader se gli stack non sono esattamente equamente ripartiti.
Si calcola il valore delle chip con l’ausilio di un calcolatore ICM e si suddivide di conseguenza i soldi. Questi valori sono più equi che con un chipcount deal. In questa maniera si può avere un quadro esatto su cosa sia giusto e si può tentare di influenzare gli avversari a prendere una strada più conveniente. Infatti spesso sono pochi gli avversari che sanno cosa sarebbe realmente giusto.
Per gli esempi sopra riportati avremmo:
Esempio 1 con 50%, 30%, 20% stack (chipcount deal in parantesi):
- Player A: €38,392, (€40,000)
- Player B: €32,750, (€32,000)
- Player C: €28,857, (€28,000)
Esempio 2 con 80%, 10%, 10% stack (chipcountdeal in parantesi):
- Player A: €1,133, (€1,312)
- Player B: €614, (€525)
- Player C: €614, (€525)
Si può vedere chiaramente che il bigstack è peggiore, il middle stack migliore e lo shortstack molto molto meglio rispetto ad un chipcount deal.
Un altro metodo, il metodo post-deal, consiste nel suddividere equamente il pricepool tra i tutti giocatori rimasti e continuare a giocare il resto. Questo metodo viene utilizzato spesso con chipstack consistenti, visto che così tutti ricevono la stessa quantità del pricepool e la somma rimanente viene giocata. Sono i giocatori a dover decidere se solo il vincitore riceve i soldi o vengono pagati extra tutti gli altri posti restanti.
11€ (10€ + 1€ Fee) Torneo regolare con 500 iscritti, 3 giocatori restanti
Prize pool: €5,000
- 1 posto riceve €1,250 (25%)
- 2 posto riceve €700 (14%)
- 3 posto riceve €413 (8.26%)
Il restante prizepool ammonta in tutto quindi a 2363€. I giocatori si decidono per il metodo Post-Deal e dividono il pPool in tre somme uguali con un resto. In tal modo ognuno riceve 700€ e i restanti 263€ (2363€ - 2100€) vanno a pannaggio del vincitore.
Abbiamo pertanto questa situazione:
- 1 posto riceve €963
- 2 posto riceve €700
- 3 posto riceve €700
Si può notare che questo metodo è più redditizio per shortstack. Il terzo classificato a questo punto riceverebbe il premio per il secondo posto. Inoltre vi è la possibilità di vincere i 263€ per il primo posto. Se a questo tuttavia eravamo il chipleader, questa forma di deal non è la migliore, dato che è meno conveniente del metodo chipcount anche in caso di vittoria.
Questo metodo combina semplicemente il Post-Deal con il metodo Chipcount. Innanzitutto ogni giocatore ottiene per il proprio seat, ovvero per il fatto di essere ancora seduto al tavolo con delle chip, una somma fissa esattamente come per il metodo Post-Deal. Il resto non viene però giocatobensì suddiviso per Chipcount-Deal.
Questo metodo è sorto perchè spesso gli shortstack non accettano Chipcount-Deal adducendo come motivo il fatto che anche il posto dove siedono ha valore e non solo le loro chip. Infatti anche uno shortstack ha sempre la possibilità di vincere ancora. („All you need is a chip and a chair, tutto ciò di cui avete bisogno è una chip e una sedia.")
I calcoli ICM sono sì più equi ma poche persone riescono a comprenderli, per non parlare della difficoltà di eseguire i calcoli a mente. Tanto minore è il proprio stack, tanto p si può trarre vantaggio da un grande quantitativo per il seat. Come supershortstack dovremmo proporre questo tipo di deal.
Deal sì o deal no?
Ovviamente la decisione spetta a ogni giocatore se accettare o meno un deal, indipendentemente dalla posizione occupata in un determinato momento. Tuttavia vi sono alcuni punti pro deal e contro in base ai quali prendere una decisione.
Pro:
- Siamo bigstack e con un deal potremmo venirne fuori ugualmente bene o meglio rispetto ad un’eventuale vincita del torneo
- Siamo ai nostri primi tornei e/o giochi al Final Table e gli avversari ci sembrano più forti
- Siamo stanchi e non abbiamo tempo.
- I blind e gli ante sono così alti che potremmo essere buttati fuori al blind prima di ricevere una mano giocabile
- Siamo „on scared money“ (cioè un po' impauriti nella situazione importante, e il nostro gioco ne risentirebbe) e preferiremmo andare più sul sicuro rispetto agli EV massimi.
Contro:
- Come shortstack con un deal difficilmente otteniamo di più rispetto ad un’uscita direttamente nella mano successiva
- Come chipleader la vincita con un deal è notevolmente inferiore alla suddivisione in base al chipcount e/o il premio per il primo posto
- Gli avversari sono più deboli di noi e abbiamo buone possibilità di aggiudicarci il torneo anche senza deal.
Quale Deal con quale stack ?
Ecco un paio di regole generali per decidere quale deal richiedere in base al proprio stack.
Se siamo chipleader a blind consistenti, così che i nostri avversari hanno tutti meno di 10 BB, dovremmo accettare solo un deal che ci assicura quasi il primo posto o il chipcount-deal. Infatti possiamo, attraverso all in, mettere sotto pressione tutti gli avversari. Se gli avversari hanno 15-20 BB, ciò è difficile dato che con un all-in diretto rischiamo troppo e gli avversari aggressivi possono efettuare un resteal nei nostri confronti. In tal caso dipende da quanto sono passivi gli avversari.
Qui dovremmo cercare di fare un Chipcount-Deal. Così avremmo la possibilità di ottenere più di un eventuale 1 posto, visto che forse nessuno se ne accorgerebbe e inoltre gli altri vogliono essere sicuri. Se gli avversari sono seduti on scared money, un tale deal può avere effetto negativo e gli avversari giocano meglio perchè dispongono di più soldi al sicuro. Pertanto il deal dovrebbe essere conveniente anche per noi.
Se un deal sia conveniente o meno dipende dalla situazione e dallo stile di gioco degli avversari. Se i big stack ci mettono molto sotto pressione perchè non vogliamo essere eliminatiprima degli shortstack, spesso non ci rimane che giocare molto tight finendo però lentamente mangiati dai bui. In questa situazione conviene accordarsi per un deal. Se possibile meglio in base al metodo ICM.
In veste di shortstack non dovremmo accettare un Chipcount-Deal. Dovremmo optare per una suddivisione in base al metodo ICM o con quantitativo per il seat. Il valore di uno shortstack viene preso sotto gamba da molti. Uno shortstack è infatti più facile da giocare in maniera ottimale.Se ad es. siamo l’unico giocatore sotto 10 BB, si può forzare l’all-in mani medio buone anche contro il chipleader, mentre middle stack possono essere costretti al ritiro da un reraise da parte del big stack. Non di rado possiamo portare all’Heads Up un tale shortstack e sperare nella buona sorte, visto che la maggior parte dei giocatori sono poco prudenti con le loro chip.
Conclusione
Se cercare un deal con i propri avversari o meno è una decisione personale. Spesso la domanda recita: quante possibilità ho di vincere di più se viene portata a termine il torneo invece che venga concluso prematuramente e sono pronto a rischiare somme così alte?
Se ci siamo decisi per un deal, ricordiamo che per il chipleader è consigliabile il metodo standard mentre per un middle o shortstack è consigliabile un metodo ICM.