Aggiornato il 24 Lug 26 da
alkesh
Poker Expert

Il gioco ad un tavolo finale

La motivazione

Un elemento che fa la differenza nel modo di giocare è la motivazione: si vuole assolutamente vincere il torneo oppure il tavolo finale è già un grande successo e tutto il resto è soltanto un bonus?

Se l'unico obiettivo da voler perseguire è la vittoria del torneo allora è consigliabile un approccio aggressivo e rischioso.

Se invece ogni posizionamento più in alto e l'aumento della vincita risulta un bel successo, allora si prova ad evitare i duelli rischiosi e si cerca ad osservare come gli altri giocatori si eliminano a vicenda.

In questo articolo viene mostrato come si cerca la migliore via di mezzo possibile. Non si dovrebbe essere troppo passivi, ma nemmeno troppo aggressivi. Inoltre lo stile di gioco dipende molto dal numero degli avversari e dalla stack size dei giocatori.

7-9 giocatori (Ring Game)

Average stack

Con un average stack per moltissimi avversari è importante giocare le proprie carte. Provare delle tricky move e tendere una trappola agli altri giocatori oppure tentare di farli cadere in un bluff è uno degli errori più grandi che molti giocatori commettono. Con un numero così elevato di avversari il pericolo che almeno uno dei giocatori abbia una mano forte è troppo elevato. È importante essere pazienti e giocare normalmente le nostre carte. Il nostro stack rientra nella media e non dobbiamo preoccuparci che i blind potrebbero rappresentare un pericolo per noi.

Inoltre, è importante provare a non farci coinvolgere in duelli con il chip leader o altri big stack. Esiste il grande pericolo che l'unica persona al tavolo con uno stack più elevato del nostro ci elimini dal torneo. Il nostro obiettivo è quello di giocare contro gli short stack ed esercitare pressione su di loro.

Presentiamo ora un esempio perfetto, nel quale molte persone sceglierebbero probabilmente il modo di giocare sbagliato.

Siamo al button con 16 BB e tutti passano. Diamo uno sguardo alle nostre carte vedendo 73o. Lo SB e il BB sono shortstacked (meno di 8 BB). Cosa facciamo?

A molti giocatori verrebbe in mente di effettuare un push in questa situazione (quindi andare all-in) per aggiudicarsi i blind. Ma questo è sbagliato!
Dobbiamo riflettere su quali mani farebbero call e saremmo sfavoriti contro praticamente tutte. Molti penseranno che è importante esercitare grande pressione sugli shortstack e non è certamente sbagliato. L'espressione chiave però è "aggressione selettiva". Se abbiamo le carte giuste mettiamo sotto pressione gli shortstack. È importante assumere l'iniziativa decidendo noi quando giocare per le nostre chip. Non dobbiamo farci coinvolgere. Assume importanza anche il fatto che i nostri rilanci futuri non verrebbero più rispettati dagli altri giocatori se vedessero la nostra trash hand. Si tratta di una delle cose peggiori che ci possa capitare, ovvero perdere gran parte dello stack diventando shortstacked ed avere una image da maniac.

La decisione corretta nel nostro esempio è quindi FOLD!

Dovremmo correre grandi rischi soltanto se alcuni shortstack sono stati eliminati e noi siamo tra i primi 4-5. È estremamente importante avere una image tight con un average stack di circa 15 BB. Altrimenti i nostri avversari non prendono sul serio i nostri rilanci controrilanciando all-in. Un call poi sarebbe possibile soltanto con poche mani. Bisogna quindi attaccare gli short e middle stack con le mani giuste. Se dopo di noi sono seduti ancora dei big stack, a cui piace effettuare dei re-steal è spesso vantaggioso non fare dei semplici rilanci ma andare direttamente all-in con circa 10-14 BB avendo in mano Ax o delle pocket pair, dal momento che un re-raise ci porrebbe di fronte ad una situazione molto difficile.

Big Stack

Non è un compito facile essere il big stack al tavolo finale, nonostante potrebbe sembrare così a prima vista. Molti giocatori credono di dover controllare il tavolo ed eliminare gli shortstack. Controllare il tavolo significa anche esercitare pressione con delle carte di valore mediocre e questo è sbagliato. Come big stack la nostra arma maggiore è lo stack stesso. Non dovremmo dissiparlo con delle mosse azzardate. Anche in questa sede dovremmo attenerci all' "aggressione selettiva". Non vogliamo correre alcun rischio. Decidiamo quando giochiamo e questo lo facciamo con delle carte buone. Infatti non vogliamo che uno shortstack possa raddoppiare il suo stack grazie a noi e perdere così il nostro vantaggio di chip.

Un esempio per chiarire:
UTG 15 BB

...

BU 30BB (Hero)

SB 12 BB

BB 25 BB
Pre-flop: UTG raises to 4 BB, Hero is button with A Q

Cosa facciamo?

UTG rilancia con decisione, quando un big stack si trova nel big blind. Questo mostra molta forza. Pertanto, la nostra fold equity è bassissima se effettuiamo un push. Con AQo siamo spesso leggermente favoriti. Tuttavia, si propenderà spesso per decisioni da coinflip (50:50) se l'avversario ha rilanciato con una pocket pair. In fin dei conti il range dell'avversario è troppo ristretto e le nostre possibilità di vincere il piatto al pre-flop sono troppo esigue.

Quindi passiamo, anche se lo facciamo a malincuore. Infatti, scegliamo le situazioni nelle quali mostriamo forza e mettiamo sotto pressione gli avversari.

Modifichiamo leggermente l'esempio:

MP3 15 BB

...

BU 30BB (Hero)

SB 12 BB

BB 9 BB
Pre-flop: MP3 raises to 3 BB, Hero is button with A Q

La situazione è simile, ma dei fattori determinanti sono cambiati. MP3 rilancia soltanto fino a 3 BB, mentre uno short stack è nella posizione del big blind. Molto spesso si tratta di un blind steal. Siamo in netto vantaggio di fronte al suo range ed abbiamo una buona fold equity, poiché l'avversario non riceve più degli odds vantaggiosi per un call avendo effettuato soltanto un piccolo rilancio. Come regola generale potete ricordarvi che si ha una discreta fold equity quando si riesce a rilanciare di cinque volte il rilancio dell'avversario.

I re-steal, quindi i rilanci (spesso all-in) con una mano di valore medio come ad esempio A5s in seguito ad un rilancio sono vantaggiosi quando

  • il rilancio dell'avversario sembra essere uno steal
  • lo stack originario dell'avversario è circa 5-7 volte il suo rilancio
  • voi avete uno stack visibilmente maggiore
  • la nostra mano ha delle possibilità di vincita contro il suo call-range, quindi non è dominated spesso (ad es. AQ+,A2s+, 45s-KQs, 22+ con una call-range di JJ+,AQs+,AKo).

È importante avere uno stack grande. Così possiamo essere sicuri di non venire eliminati contro un monster. Naturalmente non si dovrebbe esagerare con questi re-steal. Tuttavia, essi rappresentano un'arma molto importante per vincere un torneo ed intimorire gli avversari.

Come short stack

Siamo considerati degli shortstack se il totale delle nostre chip è inferiore a dieci big blind. In queste situazioni è importante agire. Tuttavia, è sbagliato anche qui effettuare un push con due carte qualsiasi. È chiaro che dobbiamo agire ed il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di rubare per lo meno i blind. Ma abbiamo ancora sei avversari al tavolo, per cui un giro è ancora lungo abbastanza per scegliere meglio le situazioni più vantaggiose.

Dovremmo aspettare mani migliori. Quindi tutti gli assi con un kicker medio e tutti i Re forti come KQ e KJ sono giocabili in queste situazioni. Se abbiamo in mano una combinazione giocabile dovremmo sempre andare all-in e non effettuare dei rilanci da 3 BB. Se investiamo già un terzo del nostro stack al pre-flop saremmo comunque pot-committed. Quindi la decisione migliore è quella di andare all-in da subito. In questo modo riusciremmo anche a far passare delle mani più forti come delle pocket pair basse e medie ed aggiudicarci i blind. Se l'avversario vede ci troviamo spesso di fronte ad una situazione di 50:50 oppure siamo (leggermente) sfavoriti. È importantissimo che prima di noi abbiano passati tutti. Nel caso di limper bisogna essere attenti ed in seguito ad un raise abbiamo bisogno di una mano fortissima!

I fattori importanti per un push all-in sono:

  • le vostre carte (considerate i call range. 78s spesso è migliore di A3o per via della dominazione.)
  • la vostra posizione (quanti giocatori dopo di voi hanno ancora la possibilità di avere un monster?)
  • la vostra image (se avete rilanciato due volte di fila dovreste passare senza grandi ripensamenti A8o).
  • gli stack dei blind (attaccare gli stack piccoli e medi a cui potete "far male".)
  • il modo di giocare dei blind (attaccare possibilmente i giocatori tight/passive)

Questi fattori valgono anche per i middle o big stack.

4-6 giocatori (Shorthanded)

Average stack

Con un average stack contro cinque giocatori al massimo si tratta di vincere il torneo. Prendere delle decisioni sbagliate può significare una veloce eliminazione. Con l'average stack esiste un fattore che è estremamente importante per noi. Abbiamo bisogno di essere in posizione contro gli short stack. Infatti, vogliamo giocare contro questi avversari ed evitare quei giocatori che hanno più chip di noi. Fino a quando non giochiamo un piatto contro un avversario con più chip di noi non dovremmo mai andare all-in per non perdere mai tutte le nostre chip.

Proponiamo un altro esempio grazie al quale si evidenzia la nostra strategia in questa fase del gioco:

Siamo in cinque al tavolo. I blind sono di 500/1000 con degli ante di 100. Siamo nello SB con 28k (28.000) chip e A3o in mano. Nel BB è seduto il chip leader con 74k chip. Prima di noi hanno passato tutti.

In cash game normali questo sarebbe un raise facile, dal momento che abbiamo un'equity positiva. Tuttavia, non si tratta di un cash game, ma di un tavolo finale e ciò richiede un approccio strategico. Vediamo quali sono le possibili opzioni.

Raise: è molto rischioso, poiché non sappiamo in che situazione ci troviamo a meno che al flop non arrivi AA3. Se formiamo una coppia di assi al flop, puntiamo ed il BB va all-in, non sappiamo cosa fare, dal momento che si tratta di un'esemplare situazione way-ahead/way-behind. Pertanto un raise con un board non perfetto ed un buon modo di giocare del BB è molto rischioso per le nostre chip.

Fold: con un fold eviteremo scaltramente un confronto. Ma ad essere sinceri un fold sarebbe molto, ma molto debole. Abbiamo una mano giocabile e giocare da fifoni con essa non esalta la nostra abilità.

Limp: quindi resta soltanto il limp. Spesso esso viene sottovalutato, ma abbiamo una mano troppo debole da poter rilanciare contro il chip leader e troppo forte da poter semplicemente passare. Pertanto effettuiamo un limp. In questo modo restiamo in gioco e possiamo vedere quello che accade. Se leghiamo bene con il flop puntiamo; altrimenti vediamo come agisce il BB, reagendo con un call (pot-odds) oppure buttiamo via la nostra mano, senza aver investito molto.

Se ora modifichiamo l'esempio affermando che il BB ha soltanto 8 BB, il nostro modo di giocare cambia radicalmente.

In questo caso la decisione è chiara: andiamo all-in. A meno che non abbia due assi, ci sono discrete possibilità che passi oppure che siamo soltanto leggermente sfavoriti, se non addirittura leggermente favoriti con il nostro asso in mano.

In sintesi: con un average stack e soltanto 4-6 persone in gioco giochiamo in modo attento contro il big stack ( o i big stack) ed in modo aggressivo contro gli short stack.

Big Stack

Con un big stack il nostro approccio cambia poco. Dovremmo evitare grandi rischi. Infatti, non siamo preoccupati dei blind. Gli altri devono agire ed effettuare delle mosse talvolta svantaggiose per accaparrarsi qualche chip. Il tempo è il nostro alleato in queste fasi. Decidiamo anche noi quando esercitare molta pressione sui nostri avversari.

È importante non vedere degli all-in con delle mani marginali. Al massimo siamo noi a rilanciare all-in lasciando la decisione a loro. Se un giocatore va all-in non avrà certamente 72o in mano. Inoltre è importante evitare piatti molto sostanziosi. Possiamo ridurre lentamente gli stack degli avversari giocando dei piatti piccoli. Nei piatti ricchi esiste sempre il pericolo che gli avversari aumentino notevolmente il loro stack e noi perdiamo il nostro vantaggio di chip.

Un esempio:

Siamo in quattro al tavolo, i blind sono di 500/1000 con gli ante di 100. Siamo il chip leader con 52k chip e siamo seduti al BB. Il button va all-in con 11k. Lo SB passa e noi abbiamo in mano T8s. L'errore più grande che possiamo fare e vedere questo all-in. Il button potrebbe tentare di rubare i blind, ma abbiamo soltanto una mano mediocre e siamo quasi sempre sfavoriti. Far raddoppiare lo stack all'avversario non è il nostro obiettivo. Quindi passiamo aspettando una situazione nella quale abbiamo in mano una buona combinazione. Con essa, poi, saremmo noi a puntare la pistola al petto degli avversari. Tuttavia, si dovrebbe effettuare un call all-in con delle mani come AJo o 88, anche se non si è seduti nel BB. Infatti è vantaggioso sfruttare queste situazioni +EV-, per incrementare il proprio chip lead. Inoltre si dovrebbero tentare dei re-steal nelle situazioni appropriate. Ad esempio, se un average stack rilancia contro uno short stack si potrebbe effettuare un controrilancio con una mano marginale, se esiste fold equity (vedi sopra; rilanciare 5-7 volte tanto).

Se però vi accorgete che tutte le persone rispettano il vostro gioco, si dovrebbero prendere molto sul serio dei rilanci. A volte gli avversari buttano via tutto tranne QQ+, AK contro il chip leader.

Short Stack

Se siamo lo short stack possiamo sfruttare il gioco dell'average stack e del big stack. Essi aspettano di ricevere buone carte per esercitare pressione su di noi e noi dobbiamo fare qualcosa, altrimenti i blind ci divorano. Quindi diventiamo molto più aggressivi. In fin dei conti cosa abbiamo da perdere?

  1. Soltanto relativamente poche chip ci tengono in vita e se vogliamo vincere il torneo dobbiamo agire. Aspettare che gli altri si eliminino a vicenda per essere poi heads-up e raddoppiare 10 volte il nostro stack eguagliando l'entità dello stack avversario è una cosa molto improbabile. Quindi rubiamo i blind mentre gli avversari aspettano delle carte buone. Un esempio:

Siamo ancora una volta in quattro al tavolo. I blind sono di 500/1000 e gli ante di 100. Abbiamo 13k chip e siamo seduti nella prima posizione.

Abbiamo in mano QTs. Cosa facciamo?

Non c'è dubbio, effettuiamo un push. Come esito del push esistono soltanto due risultati.

O passiamo e vinciamo noi i blind, ovvero 2k chip e se ci riusciamo un paio di volte siamo nuovamente in lizza.
Oppure il nostro rilancio viene visto. Ci sono buone probabilità che si tratti di un coinflip, quindi l'avversario ha una pocket pair bassa. Non è una situazione svantaggiosa per noi. Infatti siamo alla ricerca di tali situazioni.
Oppure siamo sfortunati e l'avversario vede con AA, KK o QQ. A quel punto siamo quasi sicuramente fuori dal torneo. In tutte le altre situazioni siamo soltanto leggermente sfavoriti e con un po' di fortuna anche leggermente favoriti.

Anche in questi casi è importante chi attacchiamo. Se è in gioco un altro short stack esso trarrebbe vantaggio se un altro giocatore vedesse il nostro rilancio. Per questo motivo è più proficuo attaccare l'altro short stack. Se non esistono altri short stack bisogna attaccare, per le stesse ragioni, gli average stack. Infatti, se otteniamo un double up (ovvero raddoppiamo le nostre chip) contro il big stack non si avrebbe lo stesso vantaggio rispetto ad un double-up contro un average stack, dal momento che quest'ultimo diventerebbe uno short stack e noi ci saremmo avvicinati ad una posizione più alta in classifica.

Non dovete aspettare assolutamente una mano buona per troppo tempo. Dobbiamo fare qualcosa se vogliamo vincere, quindi non abbiamo scelta. Chissà quando avremo di nuovo una mano simile. Se in seguito ci tocca effettuare un push con 73o, quando il nostro stack è di soli 4 BB, la nostra fold equity è particolarmente bassa. E se poi l'avversario fa call, possiamo alzarci ed andarcene.

3 giocatori (3-handed)

Ci si potrebbe chiedere perché mai un paragrafo apposta per questa situazione. La differenza con lo short handed è che siamo sempre attivi. Siamo nei blind oppure al button. Non abbiamo mai il tempo di respirare un attimo.

Average stack

Se siamo nella posizione dell'average stack ed esiste ancora uno short stack, allora il nostro obiettivo è quello di eliminarlo. Non vogliamo uscire dal torneo prima di lui. Ovviamente ciò non significa che cadiamo in letargo passando tutte le mani e aspettando che lo short stack venga inghiottito dal big stack. Anche in questo scenario vogliamo evitare dei duelli con il big stack. Non vogliamo giocare in piatti sostanziosi contro il big stack!

Tuttavia, vogliamo esercitare molta pressione sullo short stack. Quindi rispolveriamo la nostra bellissima espressione "aggressione selettiva".

Un esempio:

Siamo al button con K9o in mano. Lo short stack è nello SB e il big stack nel BB. Consideriamo di nuovo le nostre opzioni.

Fold: certo, non vogliamo giocare contro il big stack, ma come accennato non vogliamo cadere in letargo e non giocare a poker nemmeno come fifoni. Un fold sarebbe molto weak in questo esempio.

Raise: oggettivamente sarebbe la mossa migliore, dal momento che siamo spesso in vantaggio. Tuttavia, avremmo un problema se il big stack volesse confrontarsi con noi. Infatti per via del pre-flop raise siamo quasi costretti a giocare un piatto sostanzioso contro di lui e non lo vogliamo affatto.

Limp: quindi ricacciamo di nuovo il limp. Restiamo attivi e siamo in posizione. Quindi possiamo vedere il flop e vedere cosa succede. Se non leghiamo con il flop ed il BB rilancia passiamo semplicemente la mano. Se tutti fanno check possiamo puntare metà piatto e vedere se riusciamo a vincerlo. Se però il BB continua a restare in gioco e non abbiamo nulla al turn, dovremmo tirare il freno a mano.

Bisogna tenere in considerazione che non si dovrebbe giocare in questo modo contro dei big stack molto aggressivi, per i quali un limp dal button equivale ad una mano "WEAK", invitandoli a rilanciare anche con delle mani trash. In questo caso sarebbe opportuno rilanciare al pre-flop e tentare di mantenere piccolo il piatto al flop oppure vincerlo prima.

Se ora modifichiamo l'esempio ed affermiamo che lo SB è il big stack ed il BB lo short stack il nostro modo di giocare cambia moltissimo.

In questa situazione un rilancio sarebbe obbligatorio per fare pressione sul BB. Dovesse capitare che lo SB giochi e il BB passi potremmo almeno fare affidamento sulla nostra posizione. Dal momento che lo SB fa spesso check potremo effettuare una puntata per vedere se poter vincere direttamente il piatto. Se lo SB vede tiriamo di nuovo il freno a mano e vediamo se riusciamo ad arrivare allo showdown con la nostra mano mediocre.

Bisogna sempre tenere in considerazione che le chip e la posizione sono la cosa più importante in questa fase. Soprattutto contro gli shortstack dobbiamo tentare di usarle entrambi a nostro favore. Anche in questi casi si dovrebbe andare direttamente all-in con mani come Ax o pocket pair con circa 10-14 BB per non venire costretti a passare dal big stack.

Big Stack

Con tre avversari in gioco soltanto è importante mantenere il nostro vantaggio di chip. Infatti, se siamo heads-up un vantaggio di chip è di cruciale importanza, dal momento che possiamo costringere il nostro avversario ad un all-in in ogni istante.

Inoltre dobbiamo prendere in considerazione che la struttura dei premi in questo tipo di tornei è soggetta a grandi sbalzi a partire dalla terza posizione. Possiamo sfruttare questa situazione come big stack, dal momento che i nostri due avversari fanno spesso la cosa sbagliata cadendo in letargo. Provano a sopravvivere in qualche modo per poter vincere con la fortuna il torneo heads-up.

Per noi questo significa che dobbiamo fare in modo da vincere, giocando in modo aggressivo tutti i piatti nei quali nessuno dei due avversari abbia mostrato forza con delle puntate. Soprattutto nelle mani contro degli average stack questo funziona molto bene, poiché egli aspetta che esca di scena prima lo shortstack, non volendosi confrontare necessariamente con noi.

Short Stack

Come shortstack resta soltanto una cosa da fare: giocare in modo molto aggressivo. L'average stack aspetta spesso che veniamo eliminati prima noi ed il big stack detiene un vantaggio di chip che vorrebbe anche preservare. Pertanto, nessuno dei due ha alcun motivo di vedere i nostri rilanci con delle mani marginali. Noi sfruttiamo questa situazione aumentando il ritmo, effettuando dei push anche con delle mani molto marginali. Non avete nulla da perdere. Infatti se aspettate i blind crescono ancora di più. Questo è l'obiettivo degli altri due giocatori in questa fase. Spesso essi "collaborano" per eliminare lo shortstack.

Dobbiamo tentare di sfruttare la situazione effettuando dei push. Tuttavia, è fondamentale non vedere un all-in, a meno che non abbiamo una premium hand. Siamo noi a voler mettere sotto pressione gli altri giocatori e far decidere loro se vogliono vedere la nostra puntata all-in che potrebbe nascondere una pocket pair.

L'Heads-Up

Ora ce l’abbiamo fatta, siamo heads-up. Dobbiamo battere un avversario soltanto per vincere il torneo. Naturalmente non vogliamo commettere nessun errore ed arrivare “soltanto” secondi. Nell’heads-up ci sono due fattori importanti che dobbiamo tenere in considerazione. Innanzitutto quello più importante, l’avversario. E poi naturalmente la distribuzione delle chip. Approfondiamo ora questi due fattori per mostrare come ricavare il massimo da questa situazione.

L’avversario

Nell’heads-up giochiamo contro un avversario soltanto. È un grandissimo vantaggio se riusciamo a capire come egli percepisce la nostra azione, cosa ne pensa e come reagisce. Bisogna cercare di entrare nella sua testa.

Questo è l’aspetto più importante nell’heads-up. Bisogna capire i propri avversari e sapere come meglio usare queste informazioni contro di loro.

Se, ad esempio, l’avversario è troppo aggressivo diventiamo più attenti ed aspettiamo il momento opportuno per coinvolgerlo nei piatti sostanziosi.

Se invece è un giocatore passivo che passa spesso al pre-flop spingiamo di più sull’acceleratore per metterlo sotto pressione e mostrargli che non può permettersi di aspettare il momento di legare perfettamente con il flop.

Nell’heads-up è importante saper analizzare il gioco in modo oggettivo. Questa è anche la cosa più difficile. Bisogna riconoscere quando un avversario è superiore a noi. Tuttavia, questa constatazione non significa che dobbiamo arrenderci. La sfrutteremo a nostro favore. Se ad esempio siamo superiori all’avversario e riusciamo ad ingannarlo al post-flop vogliamo fare in modo di mantenere piccoli i piatti per alleggerirlo lentamente ma inesorabilmente delle sue chip. Questo modo di giocare dello smallball impiega molto tempo, ma implica molti meno rischi. Proviamo ad evitare grandi confronti e a portare l’avversario ad essere quasi inghiottito dai blind e portare noi ad aver dieci volte il suo stack. A quel punto possiamo iniziare a metterlo all-in al pre-flop sperando che arrivino le carte giuste sul board, qualora effettuasse un call. Se passa in continuazione è un bene per noi, poiché i blind aumentano sempre di più in relazione al suo chip-stack e dovrà vedere con delle carte sempre peggiori.

Se invece la situazione è quella contraria, ovvero l’avversario è superiore a noi, allora dobbiamo adottare esattamente la strategia inversa. Se giocassimo contro un avversario, tipo Phil Hellmuth, sempre dei piatti piccoli, allora vincerebbe lentamente tutte le nostre chip. Quindi noi dovremmo giocare a big bet poker. Andiamo all-in, dove è possibile. Il buon Phil una volta ha detto che non vedrebbe mai un all-in con due Donne in mano, preferendo aspettare una situazione più vantaggiosa. Possiamo soltanto dare un’occhiata al nostro 76o e dirgli di continuare ad aspettare.

Prendiamo un esempio estremo. Diciamo che vostra madre ha la possibilità di giocare domani heads-up per un milione di dollari contro Phil Ivey. Ad entrambi vengono dati 10.000 chip e si procede normalmente. Il problema è che vostra madre non sa nulla di poker, ma non può rinunciare così facilmente a questa ghiotta opportunità. Come la prepariamo al meglio per l’heads up contro Phil Ivey?

Le diciamo:

“Mamma, gioca i tuo draw in modo straightforward. Quello bluffa parecchio."

oppure

“Prova a rubagli i blind quando ti accorgi che non ha delle carte buone.”

oppure

“Prova a sfruttare la tua posizione al flop e se sei OOP prova ad effettuare ogni tanto un check/raise per verificare la forza della sua mano.”

Vostra madre vi guarderebbe con sguardo attonito e direbbe, “si, ma…”

L’unica strategia che possiamo consigliarle è quella di giocare a big bet poker ed in modo molto estremo. Le nostre raccomandazioni sarebbero quindi le seguenti:

“Mamma, nel momento in cui ricevi due carte, tra le quali non c’è un 2 oppure un 3, vai direttamente all-in. Tutto il tempo.”

In questo modo avrebbe una possibilità remota di vincere contro Phil Ivey. Infatti con gli all-in al pre-flop annulliamo le abilità al post-flop del nostro avversario. Ora tocca a Phil ricevere con fortuna le carte giuste al momento giusto per effettuare un call.

Le chip

Parliamo ora della quantità di chip. Se siamo nettamente in vantaggio nei confronti dell’avversario giochiamo semplicemente le nostre carte e proviamo ad entrare lentamente nella testa del nostro avversario per poi adattare il nostro gioco a lui.

Se però siamo in svantaggio dipende da quanto grande è lo svantaggio e dall’entità dei blind. Infatti questo determina la nostra strategia.

Alcuni esempi:

Abbiamo 130k chip, l’avversario ha 300k chip. I blind sono di 2000/4000 con degli ante di 500. Abbiamo in mano A3o al button che nell’heads-up è una buona mano per via dell’asso. Cosa facciamo?

RAISE! A differenza dell’esempio shorthanded ora possiamo giocare in base ad un mero Chip-EV. Inoltre, nella posizione dello SB si può facilmente fare check dopo che l’avversario ha visto una nostra continuation bet al flop ed arrivare con A high fino al river. A3 possiede equity al pre-flop ed una pessima giocabilità. Pertanto, si dovrebbe rilanciare spesso con questa mano. Se l’avversario passa siamo completamente soddisfatti. Dal punto di vista dell’equity potremo andare anche all-in. Tuttavia, i blind sono troppo esigui e non c’è bisogno di farlo.

Un altro esempio:

Abbiamo la sensazione che il nostro avversario ci stia battendo.

Abbiamo ancora una volta 130k e l’avversario 300k chip.
Egli rilancia fino a 16k e noi abbiamo in mano ATo. Cosa facciamo?

Il fattore fondamentale è che lui è superiore. Quindi non abbiamo altra scelta se non quella di andare all-in per mostrargli che ora tocca a lui.

In pratica siamo senza speranze soltanto contro AA. Persino contro KK abbiamo delle possibilità di vincere la mano se riusciamo a pescare un asso.

Spesso il nostro avversario passerà di fronte al nostro all-in e noi avremmo vinto 16k. Soprattutto quando l’avversario pensa di essere superiore a noi, passerà spesso delle mani migliori come delle pocket pair basse.

Conclusione

Spero che questo articolo abbia reso chiaro che ad un tavolo finale bisogna sfoderare delle strategie particolari e non si può giocare come in un cash game oppure come poco prima nel torneo. Spesso sono in gioco molti soldi e, pertanto, spero che qualcuno di voi riesca a guadagnare qualche dollaro in più dopo aver letto questo articolo.