Aggiornato il 24 Lug 26 da

Pot control

Introduzione

In questo Articolo

  • Con mani marginali vogliamo ottenere uno showdown economico
  • Il piatto può essere controllato meglio in posizione
  • Pot control significa sequenza e dimensione delle puntate

Pot control significa “controllo del piatto“. Si tratta di un concetto di gioco che ha l’obiettivo di mantenere esiguo un piatto.

Il pot control risulta particolarmente importante con le mani deboli. In base ai concetti espressi nell’articolo “Pot size” uno dei fondamenti è “Più forte è la vostra mano, più sostanziosi vorrete che siano i piatti.”

Quando ricorrere al pot control?

Se abbiamo una mano molto forte, il pot control non ha senso. Il nostro obiettivo è quello di arricchire il piatto il più possibile, dal momento che siamo molto probabilmente in vantaggio.

Se invece abbiamo una mano con un determinato valore allo showdown, ma non viene vista quasi mai da mani peggiori, vogliamo arrivare il prima possibile e più economicamente possibile allo showdown. Da ciò deriva una domanda molto importante che ci si dovrebbe sempre porre:

“Esiste una mano peggiore rispetto alla propria che andrebbe fino allo showdown nel caso di bet / raise ulteriori?”

Se questo non è il caso spesso non ha senso arricchire il piatto maggiormente con altre puntate.

Come adottare il pot control?

Esistono diverse possibilità per controllare il piatto. Da un lato l’entità del piatto può essere guidata dalla sequenza delle puntate oppure dalla quantità di ogni puntata. In seguito mostrerò degli esempi e distinguerò tra "fuori posizione” (OOP) e “in position” (IP).

Va subito precisato che in posizione si hanno maggiori chance di controllare le dimensioni del piatto. Ancora una volta la regola base è confermata: sempre cercare di avere posizione sull'avversario!

Nella terza parte saranno discussi i fondamenti teorici del pot control.

 

In Posizione

In Position si hanno molte possibilità di influenzare l’entità del piatto. Si parla sempre alla fine di un giro di puntate e si può decidere liberamente cosa fare.

Le sequenze di puntate diverse fanno sì che il piatto sia di quantità diverse. Contro dei giocatori pessimi si offre spesso una sequenza del genere con TPTK “bet flop, bet turn, bet river”. Un pessimo avversario effettuerà spesso un downcall con una coppia scarsa.

Quale dovrebbe essere l’approccio invece con quei giocatori che non si fanno scucire tanti soldi con una mano debole? Il seguente esempio fornirà dei chiarimenti:

Hero (Button) ($100)
Villain (SB) ($100)

Pre-flop: Hero is Button with A Q .
2 folds, Hero raises to $4, SB calls $3,50, 1 fold.

Flop: ($9) 7 3 Q (2 players)
SB checks, Hero bets $8, SB calls $8.

Turn: ($25) 6 (2 players)
SB checks, Hero ?

Fino a questo momento abbiamo proceduto in modo standard. Con AQo al button rilanciamo first-in ed al flop puntiamo con il nostro TPTK poco meno di pot size.

SCENARIO 1A: Hero punta $20. SB folds.

In questo scenario puntiamo e lo SB passa. In questo modo non riceviamo ulteriori fondi dal nostro avversario.

SCENARIO 1B: Hero bets $20. SB calls.

Dopo il call dello SB al river abbiamo due possibilità. Innanzitutto possiamo completare il nostro colore. Naturalmente la decisione al river sarebbe facile: puntiamo o rilanciamo.

Se non completiamo il colore esistono nuovamente due possibilità. Lo SB potrebbe effettuare una donk bet oppure fare check. Nel secondo caso prenderemo una free card contro un avversario normale. Se invece effettua una donk bet ci troviamo di fronte ad una situazione difficile. Spesso siamo battuti in seguito ad una sequenza del genere (check/call, check/call, bet..).

SCENARIO 1C: Hero bets $30. SB raises All-In

Probabilmente si tratta del caso peggiore. Ora ci troviamo di fronte ad una decisione molto difficile. Da un lato abbiamo TPTK ed il nut flush draw, dall’altra spesso siamo battuti.

Partiamo semplicemente dal presupposto che se il nostro avversario non bluffa è in vantaggio (il che è molto realistico).

Calcolo:

Pot := Soldi nel piatto (qui $113)

PB := Le probabilità che Villain stia bluffando

PF := Le probabilità che si completi il colore (nel nostro caso 0,2)

Call := La somma che Hero deve pagare per un call (nel nostro caso $68)

Vincita > Perdita

(1-PB) x PF x Pot + PB x Pot > (1 - PB) x (1 - PF) x Call

 

Se si calcolano le probabilità per un bluff da cui partire per rendere un call proficuo, si arriva a PB > 0.22. Pertanto, Villain deve bluffare in più del 22 % dei casi per rendere il nostro call vantaggioso. Si può trattare di una situazione molto marginale. Spesso si prenderà la decisione sbagliata.

SCENARIO 2A: Hero fa check, SB punta al river

Vantaggi per via del check behind al turn:

    • Il piatto è rimasto esiguo; con la nostra mano mediocre non puntiamo una parte significativa del nostro stack.
    • Al turn abbiamo mostrato debolezza. Al river delle mani peggiori effettueranno una value bet contro di noi.
    • Si faranno più bluff contro di noi.

Dal momento che abbiamo effettuato un check behind al turn il piatto resta di $25. Se lo SB punta al river la sua puntata si aggirerà tra $10 e $25, quindi una cifra che si potrà vedere. Il secondo vantaggio: la puntata dello SB non deve avere nessun significato in particolare. Abbiamo fatto un check behind al turn e mostrato debolezza. Egli potrebbe avere un monster, una mano debole che battiamo, potrebbe puntare for value oppure bluffare soltanto.

 

Avendo fatto un check behind al turn dobbiamo fare naturalmente call in questa situazione. Spesso saremo in vantaggio. Inoltre, abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, ovvero arrivare allo showdown in modo economico con una mano mediocre. Grazie al check behind al turn non abbiamo offerto la possibilità al nostro avversario di arricchire il piatto con una mano forte.

SCENARIO 2B: Hero fa check, SB fa check al river

Anche qui si tratta di una buona situazione. Non esistono segnali che lo SB ci abbia battuto. Possiamo effettuare una value bet senza problemi.

Vantaggi per via del check behind al turn:

  • Il piatto è rimasto esiguo; con la nostra mano mediocre non puntiamo una parte significativa del nostro stack.
  • Al turn abbiamo mostrato debolezza; la nostra value bet, pertanto, verrà vista spesso anche da mani peggiori che potrebbero pensare che stiamo bluffando.
CONCLUSIONE SULL'ESEMPIO IP:

Il check behind al turn ha alcuni vantaggi. Spesso riceviamo maggiore value da mani che avrebbero passato di fronte ad una puntata normale e noi perdiamo meno soldi se siamo in svantaggio contro un colore o una mano dalla forza simile.

Inoltre, manteniamo il piatto esiguo, dal momento che non offriamo alcuna possibilità a Villain di arricchire il piatto. Pertanto, riusciamo nell’intento di mantenere il piatto ridotto con una mano mediocre. Se siamo in vantaggio vinciamo il massimo, se siamo in svantaggio perdiamo il minimo.

 

Fuori Posizione

OOP il pot control è molto più difficile rispetto ad IP. Dobbiamo agire sempre prima del nostro avversario e non possiamo aspettare di vedere come reagisce il nostro avversario per agire di conseguenza. Pertanto una free card al turn diventa molto meno probabile. Presentiamo un esempio su come mantenere piccolo il piatto con TPTK.

Hero (CO) ($100)
Villain (Button) ($100)

Pre-flop: Hero is CO with A Q . SB posts a blind of $0.50.
3 folds, Hero raises to $4, BVillain (Button) calls $4, 2 folds.

Flop: ($9) 7 3 Q (2 players)
Hero bets $8, Button calls $8.

Turn: ($25) 6 (2 players)
Hero ...

Fino a questo momento abbiamo proceduto in modo standard. Con AQo rilanciamo first-in dal CO ed al flop puntiamo con il nostro TPTK poco meno di pot size.

Al turn si è creata la seguente situazione: abbiamo TPTK con un board 3-suited. Non esistono molte mani peggiori che vedrebbero un’altra puntata.

SCENARIO 1A: Hero bets $18, Villain raises to $70.

Non si tratta di una situazione piacevole. Abbiamo TPTK con il nut flush draw. Spesso siamo in svantaggio. La decisione se fare call o fold risulta difficile. Spesso prenderemo quella sbagliata. Possiamo calcolare le probabilità necessarie per bluffare, affinché possiamo fare un call proficuo, in modo analogo alla prima mano.

SCENARIO 1B: Hero Bets $18, Villain calls $18.

Molto meglio dello scenario 1a. Villain fa “soltanto” call e noi possiamo vedere il river per un costo accettabile. Tuttavia, qui siamo di nuovo i primi a dover parlare e ci troviamo di fronte ad una situazione difficile. Se completiamo il nostro colore la decisione appare facile. Se non lo completiamo (e ciò capita molto più spesso) abbiamo una mano mediocre su un board 3-suited. La giocata standard è fare check ed aspettare di vedere come reagisce Villain. Nel caso di puntate grandi ci troviamo di fronte ad una decisione complicata.

SCENARIO 2A: Hero fa check, Villain fa check.

Qui riceviamo una free card al turn, come accade spesso quando siamo in posizione noi. Al river possiamo fare una value bet con la nostra mano. Per via del fatto che abbiamo mostrato debolezza al check la nostra puntata al river viene vista con delle mani molto peggiori.

SCENARIO 2B: Hero checks, Villain bets $18.

Villain punta e la nostra giocata standard è un call. Nel caso di un nostro rilancio nessuna mano migliore passerebbe e nessuna mano peggiore farebbe un call.

La puntata di Villain non ci rivela assolutamente se siamo battuti o meno. Facciamo check e mostriamo debolezza. In questo modo non riceviamo spesso delle value bet dalle mani peggiori e dai pure bluff.

CONCLUSIONE SULL'ESEMPIO OOP:

Per via del check al turn riceviamo spesso una bluff bet da parte dell’avversario. Inoltre, manteniamo il piatto esiguo, dal momento che non diamo a Villain la possibilità di arricchire il piatto con un raise.

 

Basi teoriche

La questione determinante è sempre come poter mantenere esiguo il piatto in una situazione generale. Non sempre si ottiene un piatto esiguo con una puntata piccola. Nel contempo, una puntata sostanziosa non crea necessariamente un piatto grande.

ENTITA' DELLE PUNTATE

In position questo problema non si pone. Qui potete semplicemente aspettare di vedere cosa fa l’avversario e mantenere il piatto piccolo, facendo call oppure check.

Eccezione: in poche situazioni una puntata esigua è vantaggiosa per evitare che l’avversario punti nel giro successivo. In questo modo riceveremmo una free card.

Out of Position risulta più difficile. Qui bisogna agire per primi. Abbiamo due possibilità: puntare o fare check. Ora dobbiamo considerare quale azione rende il piatto più piccolo.

Consideriamo innanzitutto la puntata:

  • Caso ideale: il nostro avversario non rilancia mai su una puntata. Potremmo scegliere la minore puntata possibile, in modo tale che il piatto resti esiguo.
  • Caso reale: sulle puntate piccole si rilancia più spesso che su quelle grandi.

 

Per via del rilancio dobbiamo passare spesso la nostra mano, anche se il nostro avversario bluffa (le puntate piccole vengono interpretate spesso come segno di debolezza).

Se decidiamo di puntare (per un qualsiasi motivo) dobbiamo scegliere una somma che ci assicuri che possiamo tranquillamente passare di fronte ad un rilancio. Tuttavia, nel contempo questa puntata deve mantenere piccolo il piatto. Come l’avversario la interpreti esattamente non lo possiamo mai sapere con certezza.

Regola: tutte le puntate nettamente inferiori a 1/2 pot size vengono interpretate come segno di debolezza e attirano spesso un rilancio.

Si tratta di un’esperienza empirica. Se si vuole mantenere il piatto piccolo spesso sono vantaggiose delle puntate pari a metà piatto. In questo modo non si provoca un rilancio e allo stesso tempo si riesce a mantenere piccolo il piatto.

Ora dobbiamo pensare se un check non sarebbe forse meglio. In questa sede mi concentrerò soltanto sul pot control ed ignorerò altri punti (spesso molto importanti) come la protection, il bluff-inducing, ecc.

Le domande che ci dobbiamo porre sono le seguenti:

  • Se facessimo check, il nostro avversario punterebbe?
  • Che somma punterebbe?
  • Se puntiamo una somma inferiore a quella che l’avversario avrebbe puntato, questi rilancerebbe?

Se siamo sicuri che il nostro avversario punterebbe se facessimo check, ma non rilancerebbe se puntassimo una quantità possibilmente inferiore a quella scelta da lui, sarebbe preferibile puntare.

Se così non fosse, dovremmo fare check e vedere una puntata da parte sua.

SEQUENZE DI PUNTATATE

In situazioni diverse sono vantaggiose delle diverse sequenze di puntate per mantenere il piatto piccolo. Purtroppo la sequenza di puntate con cui il piatto resta il più piccolo possibile dipende molto dall’avversario e dalla propria immagine. In seguito presenterò alcune situazioni che accadono spesso.

In position:

Hero gioca contro l’aggressore al pre-flop

(quasi sempre l’avversario effettua una continuation bet):

i) Call flop – call (check) turn

Si tratta di una giocata assolutamente standard. Siamo in posizione e possiamo fare call o check, a seconda di quello che fa il nostro avversario.

Hero è l’aggressore al pre-flop:

i) bet flop – check behind turn

Anche qui si tratta di una sequenza di puntate standard. Facciamo una continuation bet al flop, per vincere direttamente il piatto e non dare delle free card all’avversario, Tuttavia, al turn siamo affrontati spesso con una mano migliore da parte dell’avversario. Per questo motivo facciamo check per mantenere esiguo il piatto e non trovarci in una situazione molto complicata al river.

Out of position:

Hero gioca contro l’aggressore al pre-flop

(quasi sempre l’avversario effettua una continuation bet):

Il check prima dell’aggressore al pre-flop è una giocata standard. In questo modo non gli offriamo la possibilità di arricchire il piatto con un rilancio (sia con una mano forte che con un bluff).

i) Check / call flop - bet turn

Questa sequenza di puntate si presta contro avversari che effettuano spesso una continuation bet, ma che diventano più passivi al turn (è il caso di quando si gioca con molti avversari). I giocatori bravi interpretano questa sequenza come un segno di debolezza e tentano di bluffare con un rilancio.

ii) Check / call flop - check turn

Questa sequenza si presta contro avversari che giocano in modo aggressivo anche al turn (rilancio con draw, made hand, bluff)

Hero è l’aggressore al pre-flop

i) Bet flop, check (Bet) / call (fold) turn

Una sequenza di puntate standard per tutte le mani di forza media con dei board poco soggetti a draw. Per quanto concerne l’azione al turn, entrano in gioco le riflessioni presenti nel capitolo precedente. Qui bisogna considerare se è più vantaggioso un check oppure una puntata.

ii) Check / call flop - check (bet) turn

Si può usare anche questa sequenza se si è l’aggressore al pre-flop. Tuttavia, spesso essa appare molto debole (weak). Come conseguenza, essa induce spesso dei bluff (e questo ci costringe a passare con una mano di forza media). 

Conclusione

In questo articolo abbiamo affrontato esclusivamente l’argomento del pot control. Questo concetto si contrappone alla “protection”. Non si riesce ad imparare da subito quando usare un determinato approccio: si ha bisogno di molta esperienza. Entrambi i concetti sono ugualmente importanti e bisogna comprenderli a fondo per intraprendere una carriera di successo nel No Limit Hold’em.