Basi per il gioco NL al post-flop
Come già descritto nell’articolo sul pre-flop, il No Limit è un gioco che dipende molto dalle situazioni. In pratica è impossibile predefinire delle sequenze di puntate per le diverse situazioni, dal momento che gli avversari hanno molte possibilità di entrare in gioco (in confronto al Fixed Limit, il vostro avversario può passare, vedere o rilanciare). Nel No Limit la quantità da puntare è variabile ed in questo modo si possono creare moltissime situazioni. Una volta si viene affrontati con una puntata minima, un’altra volta con una puntata all-in.
Le seguenti linee guida si basano pertanto sulla qualità della vostra mano e mostreranno concetti generali su come è possibile massimizzare le vincite e minimizzare le perdite.
Dovete assolutamente leggere e comprendere l’articolo “Basi del gioco NL al pre-flop” e i concetti elencati al punto 1. L’articolo seguente si basa interamente su di essi.
Concetti di base
Protection e bet size
Protection significa "protezione". Questo concetto si fonda principalmente su 2 elementi:
- Ridurre il numero degli avversari per aumentare la probabilità di vincere la mano.
- Scegliere delle somme appropriate per le puntate, per fornire all’avversario degli odds/ implied odds non vantaggiosi.
Bisogna proteggere la propria mano soltanto se presumibilmente si ha la combinazione più forte. Non ha senso proteggere una mano che probabilmente non è la migliore.
A questo punto apriamo una parentesi sulla bet size. Come si sa, nel NL si ha la possibilità di decidere a proprio piacimento la quantità che si vuole puntare (bet size). Diamo innanzitutto uno sguardo ai pot odds che offriamo ad un avversario nel caso di una determinata puntata:
|
Bet size |
Pot odds per il nostro avversario |
|
1/3 pot |
1:4 |
|
1/2 |
1:3 |
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2/3 |
1:2,5 |
|
1 pot |
1:2 |
|
Più del pot |
Pot odds peggiori di 1:2 |
Bisogna scegliere la bet size in base a quello che potrebbe avere in mano l’avversario. Approfondiremo questo aspetto nei capitoli successivi.
Pot control
Nel No Limit Hold’em è molto importante mantenere ridotto il piatto con delle mani più deboli, con le quali però si vuole vedere lo showdown. Infatti, bisogna evitare di perdere l’intero stack. Se si rischia ogni volta che si possiede una made hand, la perdita è inevitabilmente assicurata. Nel No Limit soltanto in rari casi conviene effettuare un calldown, dal momento che esso rappresenta un modo di agire molto costoso. Vediamo l’esempio seguente:
Stack: Hero e Villain hanno entrambi 100 BB.
Pre-flop raise: 4 BB + 1,5 BB per via dei blind.
Pot al flop: 9,5 BB.
Bet e call dopo il flop: 7 BB rispettivamente.
Pot al turn: 23,5 BB.
Bet e call dopo il turn: 20 BB rispettivamente.
Pot al river: 63,5 BB.
Bet e call dopo il river: 45 BB rispettivamente.
Pot allo showdown: 153,5 BB.
Abbiamo apportato 76 BB nel piatto allo showdown, ovvero 3/4 del nostro intero stack.
Per mantenere ridotti i piatti con delle mani non molto forti, ma con un certo valore allo showdown (mani con le quali si ha una possibilità realistica di essere in vantaggio), abbiamo le seguenti alternative:
- Scegliere delle sequenze di puntate appropriate (nelle categorie delle mani si entra maggiormente nel dettaglio).
- Adattare la quantità della puntata. Una pot size bet incrementa velocemente il piatto. Una puntata pari a metà piatto invece cambia la situazione.
Questo concetto è diametralmente opposto a quello di protection. Non è possibile mantenere ridotto il piatto ed offrire all’avversario degli odds svantaggiosi. Il concetto da applicare dipende dalla situazione specifica e non può trovare una risposta universalemente valida.
Continuation bet
Una continuation bet è una puntata-bluff da parte dell’aggressore al pre-flop (il giocatore che ha rilanciato al pre-flop) con l’intenzione di vincere direttamente il piatto, nonostante il flop non gli sia stato di aiuto. Mancare il flop capita molto spesso. Tuttavia, spesso anche l’avversario lo manca. L’aggressore al pre-flop, però, ha il vantaggio di aver segnalato una mano forte e pertanto si vince molto spesso il piatto con una puntata.
Entità della continuation bet:
Bisogna trovare una somma che comporti un buon rapporto qualità-prezzo. Da un lato si deve segnalare all’avversario che abbiamo una mano forte, dall’altra la continuation bet deve essere il più economica possibile se non ha successo. Un ottimo valore empirico per la quantità di una continuation bet è 1/2 pot size. In questo caso l’avversario deve passare soltanto una volta su tre per rendere vantaggiosa la continuation bet. Dall’altro lato una 1/2 pot size bet segnala una mano che è stata aiutata al flop. In questo modo il più delle volte gli avversari passano se hanno mancato il flop.
La mia raccomandazione per il principiante è di giocare in un primo momento “fit or fold”, limitare al minimo le continuation bet avendo soltanto delle overcard (o simile) ed evitarle quasi completamente contro più di un avversario. Pochi avversari sono molto attenti e la fluttuazione ai tavoli è così grande che quasi nessun avversario si rende conto che giocate soltanto con delle mani forti al flop. Con il passare del tempo capirete contro quali avversari e in quali situazioni una continuation bet è vantaggiosa. Man mano, poi, se ne possono effettuare di più.
Affinché le continuation bet abbiano successo, sono fondamentali due fattori: cercare di capire se il nostro avversario è spesso incline al call e qual è il board. La “struttura” del board al flop fornisce inoltre maggiori spunti per capire con quale probabilità l’avversario è stato aiutato o meno. Un flop come T , T
, 2
si presta molto meglio al bluff rispetto ad un flop del tipo J
, 9
, 8
.
Basi generali per il gioco NL al post-flop
In questa sede vengono descritte innanzitutto le basi generali e teoriche. Nei due paragrafi successivi seguirà l’applicazione pratica.
Quando dovrei puntare?
(Al posto di bet si può inserire anche raise)
Naturalmente si tratta sempre di una questione determinante. Forniamo delle linee guida per decidere se si deve puntare (o rilanciare):
- Esiste una buona possibilità che il mio avversario passi di fronte ad una puntata? Questa domanda risulta interessante soltanto nel caso di un bluff o semi-bluff. A parte la sopra citata continuation bet, non si dovrebbero effettuare dei bluff all’inizio. Essi vengono descritti nel capitolo 4 al punto “drawing hand”.
- Esiste una mano peggiore rispetto alla propria che l’avversario potrebbe avere e con la quale effettuare un call? Se una mano del genere non esiste, una puntata non risulta vantaggiosa (tranne come bluff, ma nei limiti bassi non consiglio di effettuare dei bluff).
In quale situazione dovrei scegliere un determinato tipo di bet size?
Anche qui bisogna innanzitutto porsi le seguenti domande:
- Ho una mano con la quale vorrei che gli altri effettuassero un call oppure un fold? In genere: maggiore sarà la mia volontà di avere un call, minore dovrebbe essere la mia puntata.
- Il board offre molti draw? Posso permettermi di offrire al mio avversario pot odds/implied odds vantaggiosi? Maggiore è il pericolo di completare dei draw, maggiore dovrà essere la puntata per proteggere la propria mano.
- Se punto, sarei pot committed e dovrei quindi vedere un rilancio successivo? Se questo è il caso, posso rilanciare direttamente una certa somma da far andare l’avversario oppure me stesso all-in.
- Quanto incline al call è il mio avversario? Vede anche delle puntate più grandi con delle mani peggiori? Maggiore sarà la sua inclinazione a vedere, più puntate sostanziose posso effettuare, naturalmente per ricavarne il massimo value possibile.
Non è possibile descrivere dettagliatamente che tipo di bet size sarebbe ideale in un determinato momento. Questo dipende dalla mano, dal board, dall’avversario e dalla situazione. Fornirò soltanto delle linee guida generali sul migliore modo di comportarsi all’inizio. Questa conoscenza rappresenta la base per i passi successivi. Veniamo ora alle linee guida:
- Puntate almeno 1/2 pot size. Delle puntate inferiori danno all’avversario degli odds troppo vantaggiosi. Inoltre gli avversari, sopratutto ai limiti bassi, vedono delle sostanziose puntate anche con delle mani piuttosto scarse.
- Maggiore è il numero di draw possibili, maggiore dovrà essere la vostra puntata, per dare all’avversario degli odds/implied odds svantaggiosi con un’eventuale draw. La quantità da puntare (in base ai draw possibili) può variare tra metà pot size e pot size.
Cosa significa essere affrontati con una determinata bet size da parte dell’avversario?
Anche in questo caso dipende molto dall’avversario e dalla situazione. Pertanto non si possono fare delle affermazioni universalmente valide. In linea generale, però, si può asserire quanto segue:
In generale, maggiore è la puntata del vostro avversario, maggiore sarà la forza della sua mano!
Questa affermazione sembra molto banale a prima vista. Tuttavia molti – sopratutto principianti – la pensano in modo diverso. Il loro processo mentale è il seguente: “Maggiore è la puntata del mio avversario, maggiore sarà la possibilità che stia bluffando. Minore è la puntata del mio avversario, maggiore sarà la sua volontà che io veda.” In situazioni specifiche questo può corrispondere al vero, ma generalmente parlando è sbagliato.
Quando dovrei passare la mia mano?
Naturalmente in questo caso non è determinante soltanto la forza assoluta della propria mano, ma anche la forza della propria mano in relazione alla possibile mano del mio avversario. Bisogna innanzitutto tenere in considerazione i seguenti punti:
- Come si è evoluta la mano al pre-flop e negli altri giri precedenti? Il mio avversario ha già mostrato forza? Fondamentalmente, maggiore è la forza che il mio avversario ha dimostrato, maggiore sarà la forza della sua mano (non si bluffa molto ai limiti bassi).
- Qual è la struttura del board? È possibile che il mio avversario abbia pescato qualcosa? Maggiore è la probabilità che il mio avversario abbia pescato qualcosa, più incline sarò io a passare la mano, naturalmente.
- Quali pot odds mi vengono offerti per un possibile call? Peggiori sono i pot odds, maggiore dovrà essere il numero delle volte che io sono in vantaggio, affinché il call possa essere vantaggioso. Pertanto: peggiori sono i pot odds, più incline dovrei essere a passare se non ho una mano molto forte.
- Nel caso di una mano con la quale andrei volentieri fino allo showdown: quanto mi costa andare fino in fondo? Nel No-Limit un calldown può essere molto costoso (come descritto sopra).
Non ha senso vedere una puntata sostanziosa in un giro, se si parte dal presupposto che nel prossimo giro vi sarà un’altra puntata che non vorreste vedere. A questo punto si può passare da subito e naturalmente risparmiare dei soldi.
Passare effettivamente dipende dal fatto di credere di avere una mano migliore rispetto al vostro avversario o meno. Nel No Limit non è possibile arrivare in modo veloce ed economico allo showdown a causa dei grandi costi nel caso di un calldown. Per questo motivo bisogna optare il più delle volte per il fold con delle mani scarse, dal momento che il vostro avversario oppone resistenza (indipendentemente se la resistenza si traduce in un raise oppure un call da parte sua). Approfondiremo questi aspetti nei capitoli successivi.
La categorizzazione delle mani
Per decidere come bisogna comportarsi in una determinata situazione di gioco, si deve sapere che tipo di mano si possiede e come si deve valutarla. Le diverse mani vengono suddivise in cinque categorie, ma non appartengono in modo rigido ad esse (la forza di una mano può naturalmente variare da un giro di puntate all’altro). Quindi a seconda della situazione di gioco, la stessa mano può spostarsi da una categoria all’altra. I fattori determinanti per classificare una mano in una delle seguenti categorie sono:
- Il tipo di mano (set, pair, draw, ecc.)
- La struttura del board (3-suited / 3 carte di un colore, 4-connected / 4 carte in fila, ecc.)
- Numero degli avversari
- Azione al pre-flop (hand range / mani possibili dell’avversario)
Con ognuna di queste categorie di mani si perseguono altri obiettivi (prossimo paragrafo). Innanzitutto proseguiamo con le 5 categorie:
Strong made hand
Per strong made hand si intende la categoria di mani con le quali si è quasi sempre in vantaggio. Ad essa appartengono sopratutto set, scale oppure colori, ma anche doppie coppie (naturalmente sempre tenendo in considerazione i punti sopra citati).
Alcuni esempi:
Flop: Q , 8
, 2
Hero ha in mano: Q , Q
In questo esempio Hero ha il nuts (set di Donne). Non esiste una mano migliore con questo board.
Hero ha in mano: 2 , 2
In questo esempio Hero ha il terzo nuts (set di due). Soltanto un set di Donne ed un set di otto lo battono. Nonostante Hero non abbia la miglior mano possibile, questa combinazione fa parte delle strong made hand, dal momento che è molto poco probabile che un avversario abbia formato un altro set (le situazioni set-over-set a volte capitano nel NL, ma sono piuttosto rare. Non è un dramma perdere l’intero stack in una situazione del genere).
Flop: Q , J
, T
Hero ha in mano: Q , Q
In questo esempio Hero ha di nuovo un set di Donne. Tuttavia, esso ora non rappresenta il nuts. Infatti con questo board sono possibili scale e colori. La mano deve essere valutata in base al numero degli avversari e all’azione al pre-flop. Contro un unico avversario Hero è quasi sempre in vantaggio, la mano quindi sarebbe una strong made hand. Maggiore è il numero di avversari al flop, maggiori saranno le probabilità che Hero non sia in vantaggio. Con sei avversari, ad esempio, questa mano non appartiene più alla categoria delle strong made hand. Le possibilità che un avversario abbia una scala oppure un colore sono troppo elevate.
Medium made hand
Per medium made hand si intende la categoria di mani che da un lato hanno valore allo showdown (si vuole vedere uno showdown con esse), ma che dall’altro non sono sufficientemente forti da rischiare l’intero stack. Il motivo più lampante per cui non si dovrebbe rischiare l’intero stack è il seguente: non esistono molte mani peggiori rispetto alla propria che un avversario potrebbe avere e con le quali è pronto a rischiare il suo intero stack. Se questo è il In questo caso vinciamo un piatto esiguo se l’avversario passa e ne perdiamo uno sostanzioso se resta in gioco.
A questa categoria appartengono soprattutto mani come top pair top kicker (oppure con un buon kicker), oppure una doppia coppia debole. Lo stesso discorso vale anche per dei set oppure per una doppia coppia su board pericolosi come nell’esempio sopra sulle strong made hand.
Alcuni esempi:
Flop: K , Q
, 3
Hero ha in mano: A , K
Con questo board Hero ha una top pair top kicker (TPTK). È molto probabile che in questo momento sia in vantaggio. Tuttavia sono possibili delle combinazioni che lo potrebbero battere, come ad esempio dei set oppure doppie coppie.
Hero ha in mano: Q , 3
Hero ha formato una doppia coppia. Anche in questo caso sarà in vantaggio. In contrapposizione al primo esempio, la sua mano batte soltanto una sola combinazione in più, ovvero AK. Contro tutte le altre mani, con le quali è in svantaggio nel primo esempio, perde anche qui. Una doppia coppia debole, quindi, non è da considerarsi molto più forte rispetto a TPTK.
Marginal made hand
Per marginal made hand si intende la categoria di mani che rappresentano una made hand, ma con le quali Hero (nel caso di resistenza da parte degli avversari) non ha praticamente nulla in mano allo showdown. A questa categoria appartengono tutte le pair (a parte top pair con un buon kicker), ma anche “medium made hand” su un board molto pericoloso.
Alcuni esempi:
Flop: Q , T
, 4
Hero ha in mano: T , 9
In questo esempio Hero ha una coppia media con un kicker relativamente scarso. Con una mano del genere non si ha praticamente nulla in mano allo showdown. Non esistono infatti mani peggiori dalle quali ricavare soldi.
Flop: T , 9
, 8
Hero ha in mano: T , K
In questo esempio Hero ha top pair con il secondo miglior kicker, ma su questo board sono probabili scale, colori e doppie coppie. Hero è in vantaggio soltanto contro una coppia (a partire da una coppia di T con un kicker inferiore al K).
Drawing hand
Per drawing hand si intende quella categoria di mani che al momento attuale non hanno valore allo showdown, ma che possono concretizzarsi in una mano molto forte con l’aiuto di una o più carte. A questa categoria appartengono soprattutto progetti di scale e di colore.
Per strong drawing hand si intendono i draw con almeno 8 outs puliti, come ad esempio nel caso dell’open ended straight draw (OESD, 8 outs) oppure del flush draw (9 outs).
Per weak drawing hand si intendono i draw con un numero di outs inferiore a 8, come ad esempio i gutshot straight draw (4 outs).
Alcuni esempi:
Flop: A , 6
, 3
Hero ha in mano: 5 , 4
In questo caso Hero ha un OESD. Con ogni 2 ed ogni 7 egli completa la nut straight (pertanto ha 8 outs).
Hero ha in mano: 2 , 4
In questo esempio Hero ha un gutshot straight draw. Con ogni 5 egli completa una scala e, Pertanto, ha 4 outs.
Flop: A , 8
, 3
Hero ha in mano:. K , 2
In questo esempio Hero ha il nut flush draw ed ha, pertanto, 9 outs.
Trash hand
Per trash hand si intende la categoria di mani che non hanno valore nell’attuale giro di puntate e non hanno una buona possibilità di acquisirlo allo showdown nel prosieguo della mano.
Alcuni esempi:
Flop: A , T
, 2
Hero ha in mano: K , 5
Hero non ha nulla e ha poche possibilità di formare una buona combinazione nel prosieguo della mano stessa (anche se arriva un K, egli potrebbe essere in svantaggio contro un asso). Pertanto, questa è una trash hand.
Hero ha in mano: 8 , 3
Anche qui vale lo stesso discorso. Hero non ha nulla e quindi si parla di trash hand.
Obiettivi del gioco al post-flop e la loro applicazione
Tutte le categorie di mani hanno una cosa in comune, ovvero perseguono lo stesso obiettivo: la massimizzazione della vincita se si ha la mano migliore e la minimizzazione delle perdite se si ha la mano peggiore.
A seconda della categoria di mani varia la priorità. Maggiore è la forza della mano, minore importanza assume la minimizzazione della perdita e maggiore sarà l’importanza della massimizzazione della vincita. Minore è la forza della mano, minore sarà l’importanza della massimizzazione della vincita e maggiore sarà l’importanza della minimizzazione della perdita.
Cosa fare con le strong made hand
Con le strong made hand l’obiettivo primario è quello di arricchire il piatto il più possibile. Bisogna tuttavia tenere in considerazione di proteggere sufficientemente la propria combinazione nel caso di board che offrano molti draw. Nel migliore dei casi vinciamo l’intero stack del nostro avversario. Esistono diverse possibilità:
- Slowplay (il tentativo di far credere all’avversario di avere una mano debole, giocandola lentamente. L’obiettivo è quello di fargli investire più soldi nel piatto).
- Giocare in modo aggressivo per arricchire il piatto.
Veniamo innanzitutto allo slowplay:
Sopratutto nei limiti bassi consiglio di non optare per lo slowplay. I motivi sono i seguenti:
- Gli avversari (sopratutto nei limiti bassi) vi pagano comunque (se hanno pescato qualcosa).
- Esiste il pericolo (ed è anche molto grande) che l’avversario non partecipi come si vorrebbe ed il piatto resti esiguo.
- Nel caso di board soggetti a molti draw bisogna proteggere comunque la propria combinazione. Dal momento che abbiamo una mano forte, forniamo al nostro avversario degli implied odds molto vantaggiosi (non possiamo semplicemente passare la nostra mano, se si concretizza un eventuale draw).
Si ottiene maggiore value dagli avversari puntando e rilanciando con decisione. Normalmente è vantaggiosa una bet size di metà piatto, a seconda della volontà degli avversari di vedere una puntata. Nel caso di board soggetti a draw è consigliabile una puntata pari a 2/3 – 1/1 del piatto per fornire all’avversario odds/implied odds svantaggiosi.
Esempio 1
No Limit Hold'em (Blind: 0.5/1 $)
SB ($99)
Hero ($99)
Villain (UTG) ($95)
CO ($135)
Button ($145)
Pre-flop: Hero è BB con Q , 4
.
Villain (UTG) vede $1.00, 3 fold, Hero fa check.
Flop: ($2.50) 5 , T
, 7
(2 giocatori)
Hero punta $2.00, Villain (UTG) rilancia fino a $4.00, Hero controrilancia fino a $15.00, Villain (UTG) vede $11.
Turn: ($32.50) 6 (2 giocatori)
Hero punta $25.00, Villain (UTG) vede $25.00.
River: ($82.50) 9 (2 giocatori)
Hero punta $58.00, Villain (UTG) vede $54.
In questo esempio Hero completa un colore al flop. La sua mano non è il nuts (lo sarebbe un colore all’asso), ma è sicuramente una strong made hand, dal momento che è molto poco probabile che Hero non sia in vantaggio. La cosa migliore sarebbe quella di andare entrambi all-in al flop. Tuttavia, ciò non sarebbe ideale, poiché di norma delle mani peggiori non vedrebbero. Pertanto puntiamo innanzitutto 2/3 pot size per incrementare il piatto e per proteggerci contro A e K
(ed eventualmente anche contro un set che potrebbe diventare un full se al board si forma una coppia). Villain ora procede con un miniraise (il minor rilancio possibile). Per via degli stessi motivi al flop decidiamo di effettuare un controrilancio di pot size (in questo esempio forniamo a Villain odds di 1:2,1). Villain vede. Al turn arriva una carta che non cambia nulla. Molto probabilmente siamo ancora in vantaggio e puntiamo di nuovo (sempre per gli stessi motivi: per incrementare il piatto e per protection). Al river il piatto è di $82.5 e a Villain rimangono $54. Pertanto andiamo all-in for value. Un’alternativa sarebbe una value bet di circa $30 (che verrebbe vista probabilmente un maggior numero di volte), ma soprattutto ai limiti bassi molti avversari pagano un push (all-in) anche con delle mani molto inferiori.
Esempio 2
No Limit Hold'em (Blind: 0.25/0.5 $)
MP3 ($51)
Villain2 (CO) ($73)
Button ($51)
Villain1 (SB) ($56)
Hero ($50)
UTG ($86)
UTG+1 ($15)
UTG+2 ($75)
MP1 ($55)
MP2 ($75)
Pre-flop: Hero è BB con 9 , 5
. SB mette un blind di $0.25.
4 fold, MP2 vede $0.50, MP3 vede $0.50, Villain2 (CO) vede $0.50, 1 fold, Villain1 (SB) completa, Hero fa check.
Flop: ($2.50) 8 , 7
, 6
(5 giocatori)
Villain1 (SB) punta $2, Hero rilancia fino a $8, 2 fold, Villain2 (CO) vede $8, Villain1 (SB) vede $6.
Turn: ($26,50) 3 (3 giocatori)
Villain1 (SB) fa check, Hero punta $15, Villain2 (CO) rilancia fino a $65.50 (all-in), Villain1 (SB) passa, Hero vede $36 (all-in).
In questo esempio Hero completa al flop la seconda nut straight (la nut straight sarebbe con T9). Molto probabilmente abbiamo la mano migliore. Al flop decidiamo di rilanciare fino a circa la pot size. Il motivo del rilancio naturalmente è quello di ricavare value da parte dei nostri avversari. Un altro motivo è quello di attuare una protection contro un 5 o un 9. Nel caso del 5 il problema sarebbe che il board avrebbe quattro carte di scala in fila ed in questo modo sarebbe ovvio per gli avversari dedurre che un giocatore ha una scala (ricaveremmo poco value da parte dei nostri avversari). Nel caso del 9 avremmo lo stesso problema. Inoltre ogni T ci batterebbe e la nostra mano si svaluterebbe moltissimo. Due giocatori vedono il nostro rilancio ed al turn arriva una carta innocua. Puntiamo per gli stessi motivi, effettuando una 2/3 pot size bet (una buona via di mezzo tra protection e value bet). Naturalmente vediamo l’all-in di Villain2.
Cosa fare con le medium made hand
Nel caso delle medium made hand bisogna trovare una via di mezzo tra la minimizzazione della perdita (se si è in svantaggio) e la massimizzazione della vincita (se si è in vantaggio). Le medium made hand hanno spesso la caratteristica di vincere un piatto esiguo oppure di perdere un piatto sostanzioso. Questo emerge chiaramente se ci si pone la seguente domanda: “Il mio avversario andrebbe allo showdown con una mano peggiore della mia, se mostro forza?” Nel caso delle medium made hand questo non avviene spesso. Se ad esempio abbiamo una top pair top kicker (TPTK), il nostro avversario dovrà avere al massimo top pair con un kicker peggiore, affinché possiamo vincere noi. Tuttavia, una top pair con un kicker debole non è una mano nel No Limit con la quale si andrebbe fino allo showdown (diventerebbe troppo costoso vedere tre puntate sostanziose nei 3 giri), oppure con cui andare all-in.
Da ciò risulta un punto importante:
Spesso non è corretto rischiare l’intero stack con una “medium made hand”!
Quindi con le medium made hand si ha l’obiettivo di trovare un equilibrio tra il ricavare value, protection e pot control. Nei limiti molto bassi (NL 1/2c fino a NL 0.15/0.25$) il pot control non è determinante, poiché spesso gli avversari effettuano un calldown con delle mani scarse. Tuttavia, nel momento in cui si avanza di limite gli avversari diventano più forti e il pot control assume sempre maggiore importanza. Per mantenere il piatto esiguo esistono diversi tipi di sequenza di puntate. Non posso approfondirli tutti, poiché ci si dilungherebbe troppo in questa sede, ma posso fornire delle indicazioni generali ed alcuni esempi. Innanzitutto l’entità del piatto può essere controllata dalle bet size. Perché effettuare una pot size bet con un board non soggetto a draw (con il quale non vi è bisogno di proteggersi contro dei draw), se è sufficiente anche una 1/2 pot size bet? Il vantaggio di un puntata inferiore è quello che da un lato vedono anche delle mani peggiori della nostra, e dall’altro si mantiene ridotto il piatto (quindi perdiamo meno, se siamo in svantaggio). Un’altra possibilità è quella di mantenere ridotto il piatto con una sequenza di puntate appropriata. Negli esempi successivi mostrerò alcune sequenze di puntate.
Generalmente parlando, si può affermare che con delle medium made hand si può quasi sempre puntare al flop ed al turn nei micro-limiti ( a meno che l’avversario non opponga resistenza). L’obiettivo è quello di ricavare value da un lato e dall’altro proteggersi contro dei possibili draw. La quantità da puntare dipende in larga misura dal board. Più il board è soggetto a draw (maggiore il numero di carte che si preferirebbe non vedere nel prossimo giro), maggiore dovrà essere la somma da puntare per proteggersi contro dei possibili draw. La bet size dovrebbe variare tra 1/2 – 1/1 del piatto.
Al river la situazione cambia leggermente. Bisogna innanzitutto chiarirsi le idee sui punti seguenti:
esistono delle mani peggiori rispetto alla propria che vedrebbero una puntata da parte nostra? Se così fosse, possiamo effettuare una value bet. A seconda di quanto è incline il nostro avversario ad effettuare dei call, possiamo variare la bet size. Essa può variare tra 1/2 e 1/1 del piatto. Se è poco probabile che delle mani inferiori vedrebbero una nostra puntata, allora non ha senso effettuare una bet. Qui possiamo scegliere tra check/call e check/fold. Seguono alcune linee guida che indicano quando è preferibile effettuare check/call e quando check/fold:
- Si sono completati molti draw al river?
In questo caso, siamo spesso in svantaggio e dovremmo passare di fronte ad una puntata sostanziosa. Altrimenti è possibile che il nostro avversario abbia un progetto non completato e che tenti di bluffare. Qui si dovrebbe essere più inclini a vedere. - L’avversario è aggressivo?
Più l’avversario è aggressivo, più volte punterà. Pertanto, il più delle volte dovremmo effettuare un call. - Quanto sostanziosa è la puntata dell’avversario? Quali sono i miei pot odds in caso di un call? Maggiore è la puntata dell’avversario, maggiore sarà la probabilità che egli abbia una mano forte. Se punta 1/2 pot size dovremmo essere in vantaggio soltanto in un caso su 4, affinché il nostro call mostri profitto. Se invece punta pot size dovremmo essere in vantaggio in 1 caso su 3, affinché il nostro call mostri profitto.
In sintesi:
- Per le medium made hand bisogna trovare un equilibrio tra il ricavare value, protection e pot control. Tuttavia, nei microlimiti il pot control svolge un ruolo di secondo ordine.
- A meno che nessun avversario mostri forza, il più delle volte si dovrebbe giocare in modo aggressivo la propria medium made hand per ricavare value e per proteggerci contro possibili draw (bet size tra 1/2 e 1,25 del piatto).
- Raramente è corretto rischiare l’intero stack con una medium made hand.
- Se siete di fronte ad una situazione difficile è preferibile passare e non vedere.
Esempio 3:
No Limit Hold'em (Blind: 0.05/0.1 $)
Button ($11)
SB ($16)
BB ($11)
UTG ($10)
Hero ($10)
Villain (CO) ($12)
Pre-flop: Hero è MP con A , Q
.
1 fold, Hero rilancia fino a $0.4, Villain (CO) vede $0.40, 3 fold.
Flop: ($0.95) A , 6
, 3
(2 giocatori)
UTG fa check, Hero punta $0.8, Villain (CO) vede $0.8, UTG passa.
Turn: ($2.55) 7 (2 giocatori)
Hero punta $1.5, Villain (CO) vede $1.5.
River: ($5.55) 4 (2 giocatori)
Hero fa check, Villain (CO) punta $3, Hero vede $3.
In questo esempio Hero ha in mano AQo in MP ed effettua un rilancio di 4 BB. Al flop formiamo una top pair con il secondo miglior kicker. È molto probabile che abbiamo la mano migliore attualmente e, pertanto, puntiamo tra 2/3 e 1/1 pot size (naturalmente dobbiamo proteggerci contro i progetti di colore). Villain vede. Al turn si presenta una situazione simile. Arriva una rag (una carta che probabilmente non aiuta nessuno). Puntiamo di nuovo tra i 2/3 e 1/1 del piatto ed il nostro avversario vede di nuovo. Al river arriva un’altra rag. Il più delle volte saremo in vantaggio (soprattutto nei limiti bassi). La questione che si pone è: effettuiamo una value bet oppure facciamo check/call? Dal momento che il flop era soggetto a molti draw e Villain ha giocato in modo piuttosto passivo, c’è una concreta possibilità che Villain abbia un progetto in mano. Per tale motivo decidiamo di fare check e di aspettare cosa decide lui (la motivazione si trova nel capitolo 4). Villain punta soltanto 3$. A noi vengono offerti odds pari a 1:2,85 per il call. Quindi dovremmo essere in vantaggio soltanto in circa 1 caso su 4 (nel 25 % dei casi), affinché il call mostri profitto. Poiché Villain ha una gamma di mani molto estesa (da un asso debole fino ad un bluff con un draw non concretizzato) vediamo la sua puntata.
Esempio 4:
No Limit Hold'em (Blind: 0.10/0.25 $)
UTG ($12)
UTG+1 ($42)
MP1 ($25)
MP2 ($25)
Villain (MP3) ($31)
CO ($7)
Button ($21)
SB ($24)
Hero ($45)
Pre-flop: Hero è BB con 9 , J
. SB mette un blind di $0.10.
UTG vede $0.25, 1 fold, MP1 vede $0.25, MP2 vede $0.25, MP3 vede $0.25, 3 fold, Hero fa check.
Flop: ($1.35) J , 9
, K
(5 giocatori)
Hero punta $1.2, UTG vede $1.2, MP1 passa, MP2 vede $1.2, Villain (MP3) rilancia fino a $5, Hero ...
Si tratta di una situazione che capita molto spesso nei limiti bassi. Siamo nel BB e la nostra mano è J9o. Facciamo check dopo che molti hanno effettuato un limp. Al flop abbiamo bottom two pair, che non è da considerarsi molto più forte di TPTK, come spiegato sopra. Tuttavia, dal momento che è possibile che siamo in vantaggio, puntiamo approssimativamente pot size. Dopo di noi vi sono 2 giocatori che vedono ed uno che rilancia. Ora ci troviamo di fronte ad una situazione non troppo piacevole. Con questo board sono possibili progetti di scale, scale completate, nonché doppie coppie migliori ed anche mani con una coppia soltanto. È possibile che siamo in vantaggio, ma a causa dei due call e del rilancio questo risulta molto poco probabile. Per tale motivo decidiamo di passare.
Esempio 5:
No Limit Hold'em (Blind: 0.10/0.25 $)
Villain (CO) ($31)
Button ($7)
SB ($24)
BB ($23)
UTG ($26)
Hero ($36)
Pre-flop: Hero è MP con A , Q
.
1 fold, Hero rilancia fino a $1, Villain (CO) vede $1, 3 fold.
Flop: ($2.35) 9 , J
, Q
(2 giocatori)
Hero punta $2, Villain (CO) rilancia fino a $6, Hero passa.
In questo esempio rilanciamo first in con AQo e dopo di noi un giocatore vede. Al flop formiamo una top pair top kicker (TPTK) e decidiamo di puntare pot size (protection), per via del board molto soggetto a draw. Villain rilancia fino a 6$. Le mani possibili di Villain sono: progetto di scala, progetto di colore, set, doppia coppia, overpair, top pair, bluff. Contro questa hand range siamo in svantaggio oppure abbiamo dei reverse implied odds molto svantaggiosi. Dal momento che soprattutto all’inizio, quando ancora non si è totalmente ferrati nel gioco al post-flop si dovrebbe passare in caso di dubbio, decidiamo per il fold. Siamo out of position (OOP), non sappiamo qual è la nostra situazione e ci poniamo di fronte ad una decisione difficile al turn.
Esempio 6:
No Limit Hold'em (Blind: 0.02/0.04 $)
MP3 ($6.06)
Hero ($4.60)
Button ($3)
SB ($2.04)
BB ($1.32)
UTG ($5.14)
UTG+1 ($5.20)
MP1 ($4.68)
MP2 ($8.90)
Pre-flop: Hero è CO con A , A
. SB mette un blind di $0.02.
4 fold, MP3 vede $0.04, Hero rilancia fino a $0.2, button vede $0.20, 2 fold, MP3 passa.
Flop: ($0.50) 9 , 8
, 8
(2 giocatori)
Hero punta $0.25, Button rilancia fino a $0.75, Hero call $0.50.
Turn: ($2) 6 (2 giocatori)
Hero punta $2.05 (all-in), button vede $2.05.
In questo esempio abbiamo pocket aces e naturalmente rilanciamo al pre-flop. Dopo di noi un giocatore vede ed al flop abbiamo una overpair con una coppia sul board. Le mani che a questo punto ci battono sono gli 8 e pocket di 9. Tuttavia, queste mani sono poco probabili. A ciò si aggiunge che il board è relativamente poco soggetto a draw. Quindi non è gravissimo offrire una freecard. Dal momento, però, che abbiamo una mano forte al flop, che siamo il pre-flop raiser e che vogliamo ricavare value dal nostro avversario, decidiamo di puntare 1/2 pot size al flop. Questa quantità è sufficiente, poiché non dobbiamo temere altre carte al turn (quale carta dovrebbe arrivare per cambiare radicalmente la situazione?). Dall’altro lato, vogliamo che il nostro avversario veda, affinché possiamo ricavare da lui del value. In questo esempio il nostro avversario rilancia sulla nostra puntata. Con ciò egli mostra, in genere, di avere una mano giocabile. Tuttavia, soltanto le mani sopra citate ci battono, contro molte altre mani plausibili siamo in vantaggio. A queste appartengono tutte le pocket pair, tranne 88 e 99, mani come A9, forse anche mani con Ace high, con cui si pensa di essere in vantaggio con questo board. La questione è come poter ricavare il massimo value da parte del nostro avversario, nel caso in cui siamo in vantaggio. Una 3-bet al flop intimorisce spesso il nostro avversario, poiché mostra molta forza. Inoltre non dobbiamo nemmeno attuare protection e, pertanto, decidiamo di vedere con l’intenzione di andare all-in al turn (il che corrisponde soltanto ad una pot size bet –PSB).
Esempio 7:
No Limit Hold'em (Blind: 0.10/0.25 $)
Villain (CO) ($23)
Button ($23)
SB ($57)
BB ($25)
UTG ($15)
UTG+1 ($24)
UTG+2 ($12)
Hero ($25)
MP2 ($46)
MP3 ($27)
Pre-flop: Hero è MP1 con Q , A
. SB mette un blind di $0.10.
2 fold, UTG+2 vede $0.25, Hero rilancia fino a $1.25, 2 fold, Villain (CO) vede $1.25, 3 fold, UTG+2 vede $1.
Flop: ($4.10) 3 , A
, 9
(3 giocatori)
UTG+2 fa check, Hero punta $3, Villain (CO) vede $3, UTG+2 passa.
Turn: ($10.10) 4 (2 giocatori)
Villain (CO) fa check, Hero fa check.
In questo esempio Hero ha in mano AQo in MP1 ed effettua un rilancio standard al pre-flop. Due giocatori vedono. Al flop formiamo la nostra top pair con il secondo miglior kicker ed effettuiamo una puntata standard di 2/3 pot size. Villain vede.
Al turn arriva una carta che molto probabilmente non ha aiutato nessuno. Villain fa di nuovo check. Ora entra in gioco il concetto di “pot control”. La domanda è: quale mano peggiore vedrebbe la nostra puntata? Il board al flop era particolarmente dry (dall’inglese “asciutto”, ovvero un board con il quale non sono possibili dei draw). Pertanto Villain potrebbe vedere soltanto con una made hand. Un check behind avrebbe i seguenti vantaggi:
- Se Villain ha una mano debole con la quale avrebbe passato di fronte ad un’ulteriore puntata, non ricaveremmo alcun value. Grazie al check behind al turn, però, spesso punta nuovamente al river (come bluff oppure come leggera value bet). In questo modo ricaviamo value da mani più deboli.
- Non diamo ad una mano più forte la possibilità di effettuare un check-raise al turn contro di noi. Nel caso di un check-raise ci troveremmo di fronte ad una situazione difficile. Abbiamo una mano che ha valore allo showdown (quindi potrebbe essere la mano più forte), dall’altro lato mani come AK, una doppia coppia, set oppure meglio sono superiori alla nostra combinazione. Con il check behind al turn, quindi, facciamo in modo che il piatto resti ridotto e ci risparmiamo un’eventuale decisione difficile al turn.
Effettuando il check behind al turn, naturalmente la nostra idea è quella di vedere una puntata del nostro avversario al river (ovviamente soltanto una puntata moderata; passiamo invece di fronte ad un all-in). In linea di principio possiamo affermare che vediamo ogni puntata al river se ci vengono offerti odds migliori di 1:2 per un call. Quindi basta essere in vantaggio soltanto in un caso su 3 (33%), affinché il call mostri profitto.
Cosa fare con le marginal made hand
Con delle marginal made hand la minimizzazione della perdita diventa l’obiettivo primario. In genere queste mani hanno poco valore allo showdown. Si possono quasi sempre passare, se l’avversario mostra forza. Principalmente si può puntare spesso con queste mani al flop (a meno che non siano in gioco più di tre giocatori al massimo), nella speranza di vincere direttamente il piatto. Naturalmente questo dipende dalla struttura del board. Più il board è soggetto a draw e maggiore il numero di broadway card, maggiore sarà anche la probabilità che i nostri avversari abbiano formato una mano (oppure per lo meno un draw), con il quale vedrebbero una nostra puntata.
Esempio 8:
No Limit Hold'em (Blind: 0.25/0.5 $)
MP3 ($51)
Villain2 (CO) ($73)
Button ($51)
SB ($56)
Hero ($50)
UTG ($86)
UTG+1 ($15)
UTG+2 ($75)
MP1 ($55)
MP2 ($75)
Pre-flop: Hero è BB con 9 , T
. SB mette un blind di $0.25.
4 fold, MP2 vede $0.50, MP3 vede $0.50, Villain2 (CO) vede $0.50, 1 fold, SB completa, Hero fa check.
Flop: ($2.50) A , T
, 3
(5 giocatori)
Villain1 (SB) fa check, Hero fa check, ...
In questo esempio Hero ha in mano T9s ed al flop forma una middle pair con un kicker scarso. È poco probabile che siamo in vantaggio, soprattutto perché vi è un asso al flop. Naturalmente siamo in svantaggio contro ogni asso, ma anche contro ogni T con un kicker migliore del nostro. Per tale motivo decidiamo di fare check con l’intenzione di passare in caso di una puntata avversaria.
Esempio 9:
No Limit Hold'em (Blind: 0.02/0.04 $)
MP3 ($8)
CO ($5)
Hero ($11)
SB ($3)
BB ($9)
UTG ($4)
UTG+1 ($5)
UTG+2 ($2)
MP1 ($13)
MP2 ($7)
Pre-flop: Hero è button con Q , T
. SB mette un blind di $0.25.
5 fold, MP3 vede $0.04, 1 fold, Hero vede $0.04, 1 fold, BB fa check.
Flop: ($0.14) K , T
, 3
(4 giocatori)
SB fa check, BB fa check, Hero punta $0.08, SB passa, BB passa.
In questo esempio Hero ha in mano QTs al button e forma una middle pair con un kicker mediocre al flop. Entrambi gli avversari fanno check e noi decidiamo di puntare, poiché è probabile che siamo in vantaggio. Se un giocatore effettuasse un check-raise naturalmente passeremmo la nostra mano. Passeremmo anche se un giocatore avesse puntato prima di noi. Tuttavia, dal momento che due avversari mostrano debolezza ed che noi abbiamo almeno una marginal made hand, il più delle volte siamo in vantaggio.
Cosa fare con le drawing hand
Le weak drawing hand
La mia raccomandazione per le weak drawing hand (i progetti deboli) è quella di fare semplicemente check/fold. In queste mani non vi è molto value, ma si possono perdere molti soldi con dei pessimi call.
Le strong drawing hand
Se e come giocare con le strong drawing hand dipende molto dalla situazione generale e dagli avversari. In genere possiamo scegliere tra fold, call ed un semi-bluff raise. Veniamo innanzitutto a delle linee guida per il gioco con le strong drawing hand: si dovrebbe effettuare un semi-bluff se le probabilità che l’avversario passi sono molto alte. Questo è invitante soprattutto con dei draw molto forti (12 o più outs), poiché in caso l’avversario veda il rilancio, si hanno ancora molti outs per formare la mano migliore. Un effetto collaterale positivo del semi-bluff raise è il seguente: se l’avversario vede il nostro rilancio e noi completiamo il nostro draw, il piatto sarà molto più sostanzioso e possiamo effettuare delle value bet molto più cospicue.
Bisognerebbe effettuare un call se le probabilità che l’avversario passi di fronte ad un nostro rilancio sono molto ridotte e se in più si hanno degli implied odds sufficienti (l’avversario presumibilmente ha una mano più forte, dalla quale possiamo ancora ricavare value, se completiamo il nostro draw).
Bisognerebbe passare se le probabilità che il nostro avversario passi di fronte ad un rilancio sono molto basse e se non si hanno degli implied odds sufficiente per un call.
Esempio 10:
No Limit Hold'em (Blind: 0.10/0.25 $)
MP ($15)
CO ($25)
Villain 2 (Button) ($22)
Hero ($24)
Villain1 (BB) ($62)
UTG ($9)
Pre-flop: Hero è SB con T , K
.
UTG vede $0.25, 1 fold, CO vede $0.25, Villain 2 (button) vede $0.25, Hero vede $0.15, Villain1 (BB) rilancia fino a $0.75, 1 fold, CO vede $0.75, button vede $0.75, Hero vede $0.75.
Flop: ($4.25) A , 2
, 5
(4 giocatori)
Hero fa check, Villain1 (BB) punta $2.00, CO passa, Villain 2 (button) rilancia fino a $4.00, Hero passa, ...
In questo esempio Hero ha in mano KTs nello small blind ed effettua un call al pre-flop per via degli odds favorevoli. Tuttavia, abbiamo altri quattro avversari, tra cui un pre-flop raiser, ed un asso al flop. È quindi molto probabile che almeno un giocatore abbia un altro asso in mano. Per questo motivo un semi-bluff è poco appropriato, poiché non abbiamo fold equity. Quindi facciamo innanzitutto check. Dopo di noi Villain1 effettua una bet di circa 1/2 pot size e Villain2 effettua un rilancio minimo. Un ulteriore rilancio non è vantaggioso, poiché non abbiamo, in pratica, alcuna fold equity, dopo tutta la forza mostrata in precedenza dai nostri avversari. In caso di un possibile call abbiamo il problema che dopo di noi tocca nuovamente a Villain1 che potrebbe rilanciare ulteriormente costringendoci a passare. Per tale motivo a questo punto decidiamo di passare.
Esempio 11:
No Limit Hold'em (Blind: 0.02/0.04 $)
UTG+1 ($5)
Villain (MP1) ($6)
MP2 ($4)
MP3 ($4)
CO ($1)
Hero ($4)
SB ($5)
BB ($2)
UTG ($5)
Pre-flop: Hero è button con J , Q
.
2 fold, Villain (MP1) vede $0.04, 1 fold, MP3 vede $0.04, CO vede $0.04, Hero vede $0.04, 1 fold, BB fa check.
Flop: ($0.22) K , 5
, 7
(5 giocatori)
BB fa check, Villain (MP1) punta $0.08, MP3 vede $0.08, CO vede $0.08, Hero vede $0.08, BB passa.
Turn: ($0.54) T (3 giocatori)
Villain (MP1) punta $0.5, MP3 passa, Hero rilancia fino a $1.5, ...
In questo esempio Hero ha in mano QJs e vede al pre-flop. Al flop abbiamo un flushdraw, quindi molto probabilmente 9 outs puliti. Veniamo affrontati con una puntata e due giocatori che vedono. In questa situazione non è conveniente effettuare un raise: le probabilità che tutti passino sono troppo ridotte. Tuttavia, dal momento che ci vengono offerti odds invitanti, naturalmente vediamo. Gli odds sono pari a 1:5.75. In questo caso possiamo vedere correttamente soltanto grazie agli odds invitanti (abbiamo bisogno di odds pari a 1:4 nel caso di 9 outs). Non dobbiamo nemmeno prendere in considerazione gli implied odds. Al turn si completa il nostro colore e Villain effettua una puntata pot size. Poiché siamo quasi sempre in vantaggio in questa situazione possiamo rilanciare direttamente.
Esempio 12:
No Limit Hold'em (Blind: 0.10/0.25 $)
Villain (BB) ($52.25)
UTG ($21.83)
MP ($26.20)
Button ($22.42)
Hero ($24.75)
Pre-flop: Hero è SB con 9 , T
. Hero mette un blind di $0.10.
UTG vede $0.25, 1 fold, button vede $0.25, Hero (poster) completa, Villain (BB) fa check.
Flop: ($1) 4 , 6
, 2
(4 giocatori)
Hero punta $1, Villain (BB) rilancia fino a $3, UTG passa, Button passa, Hero vede.
In questo esempio abbiamo in mano T9s nella posizione dello small blind. Al flop abbiamo un flushdraw e decidiamo di effettuare una puntata pot size. Il board presenta soltanto carte basse e nessuno ha mostrato forza al pre-flop. Le probabilità di vincere il piatto quindi sono sufficientemente elevate. Tuttavia, Villain rilancia sulla nostra puntata. Ci vengono offerti odds pari a 1:2.5 e noi avremmo bisogno di odds pari a 1:4. Tuttavia non abbiamo ancora considerato gli implied odds. Il nostro avversario mostra con il suo rilancio di avere presumibilmente una mano forte. Ciò significa che se completiamo il nostro colore possiamo ricavare probabilmente del value da lui. Abbiamo quindi degli implied odds che sono superiori ai nostri odds. Partiamo dal presupposto che, se completiamo il nostro colore al turn, possiamo ricavare 1/2 pot size bet da parte di Villain. Ci vengono offerti implied odds pari a 1:4.5 per il call al flop (il calcolo preciso si può trovare nel thread “outs, odds, implied odds e reverse implied odds”), ma abbiamo bisogno soltanto di 1:4 per un draw di 9 outs. Possiamo quindi vedere correttamente.
Cosa fare con le trash hand
All’inizio si dovrebbe semplicemente fare chek/fold con queste mani. I bluff sono tutt’altro che vantaggiosi nei micro-limiti contro degli avversari con il call sempre pronto.
Conclusione e prospettiva
Con questo articolo dovreste avere le basi generali per il gioco al post-flop per affermarvi nei micro-limiti. Molto utili e a mio parere assolutamente necessari sono la lettura ed il post continui di mani d’esempio nel forum. Inoltre si dovrebbe partecipare a dei coaching pubblici per i limiti che si giocano. Questo serve per la migliore comprensione e la automatizzazione delle sequenze di puntate più diverse, nonché per la comprensione generale del gioco. Inoltre si scorgono errori che altrimenti non avreste notato da soli. In futuro sono in progetto degli articoli specifici per ogni categoria di mani che approfondiscono in modo molto più dettagliato le diverse situazioni di gioco rispetto a questo articolo per principianti.