Playing +200BB deep (3) - Flop-Play
Dopo che abbiamo visto quali siano i vantaggi e gli
svantaggi del gioco con oltre 200BB deep e abbiamo
fatto delle riflessioni sul gioco preflop. Oggi vogliamo analizzare
come procediamo al flop in tali situazioni, poiché lì si decide se
vogliamo giocare per un grande piatto o se qui dobbiamo già osservare
un pot control.
Mano 1
PartyPoker $25 NL Hold'em (6 mani) HandRecorder v0.9b
Stack
& statistiche
MP ($25)
CO ($33)
UTG ($35)
BB ($24)
SB ($67)
(16/13/2.1/26/1012)
Hero ($73)
Preflop:
Hero è button con K

3
passa la mano , Hero rilancia a $1.00, SB vede $1.00,
BB passa la mano
Flop:
($2.50) 5


SB fa check,
Hero punta $2.00, SB rilancia a $7.00,
Hero...
Al preflop otteniamo un caller con i nostri re. Il board per noi è abbastanza schifoso e, come temevamo, Villain ha fatto un check raise del flop. Ora noi abbiamo ovviamente tre alternative: fare fold, vedere o fare una 3-bet.
L’opzione di vedere purtroppo viene esclusa; a noi ci farebbe comodo perché con questo board non vogliamo giocare degli stack, però qui non possiamo difendere nessuna free card. Al turn non vogliamo né vedere una carta
, né 3,4,8 o 9 e naturalmente nemmeno un asso. Con oltre 20 carte che non ci piacciono un call al flop non ci fa avanzare.
Se facciamo una 3-bet rischiamo di finire eventualmente fuori dalla mano con un push. La questione quindi è vedere con cosa Villain ha fatto un check raise. Se gioca il suo draw in maniera aggressiva e quindi fa push con questo dovremmo comunque passare la mano. Mani come 55/66/77/89s sono naturalmente tutte nel suo range e contro queste noi siamo quasi drawing dead (progetto perdente) o avremmo un 2 outer.
Qui un read sarebbe redditizio: Villain in questo caso è in grado di fare un semi-bluff considerati i nostri stack? Le nostre statistiche ci dicono che Villain è un TAG piuttosto solido che non tende necessariamente a bluffare.
Vorrei menzionare a questo proposito che la linea 3-bet/fold è assolutamente possibile, poiché così mettiamo sotto pressione Villain che dovrà abbandonare alcune mani. Tuttavia anche un fold diretto non è sbagliato, perché in questo modo ci risparmiamo di prendere delle eventuali difficili decisioni al turn nel caso in cui Villain dovesse vedere con un (monster) draw o magari una made hand forte e dovesse capitarci una brutta carta al turn.
Mano 2
PartyPoker $25 NL Hold'em (6 mani) HandRecorder v0.9b
Stack
& statistiche
BU ($24)
CO ($25)
UTG ($61)
(15/13/1.2/22/734)
BB ($32)
SB ($26)
Hero ($54)
Preflop:
Hero è MP con 3

UTG
rilancia a $1.25, Hero vede $1.25, 4 passa la mano
Flop:
($2.85) 2


UTG
punta $2.25, Hero rilancia a $7.00
Al preflop con le nostre piccole pocket pair in middle position noi vediamo un rilancio di un giocatore piuttosto tight. Al flop non peschiamo niente di utile, ma abbiamo posizione e otteniamo come previsto la continuation bet.
Proprio l,a problematica che abbiamo trattato nella mano 1, ora la utilizziamo a nostro vantaggio. Rilanciamo il flop e costringiamo Villain a prendere una decisione difficile.
Villain, come abbiamo detto, è un giocatore piuttosto tight-aggressive che non può facilmente vedere il nostro raise per gli stessi motivi per cui per noi alla mano 1 era consigliabile un fold. Il board per questo è troppo draw heavy.
Anche lui deve decidere se farci una 3-bet o passare la mano. Per una 3 bet ha bisogno di una mano incredibilmente forte perché anche lui sa quanto può diventare consistente il piatto. Quindi anche lui verrà spesso costretto a buttare via una overpair (e quindi naturalmente anche tutti i bluff).
Mano 3
PartyPoker $25 NL Hold'em (6 mani) HandRecorder v0.9b
Stack
& statistiche
BU ($59)
(22/8/3.4/25/831)
CO ($32)
UTG ($12)
BB ($63)
SB ($24)
Hero ($71)
Preflop:
Hero è MP con A

1
passa la mano, Hero rilancia a $1.00, 3
passa la mano, BB vede $1.00
Flop:
($2.50) 3


BB
punta $2.50, Hero rilancia a $9.00
Dopo avere rilanciato il nostro AK al preflop, al flop riceviamo una donk bet. Le le donk bet negli heads-up dipendono soprattutto dall’avversario e dalla situazione. Qui Villain è un giocatore piuttosto aggressivo al postflop, quindi questa donk bet non significa poi molto. br>
Anche qui sfruttiamo la consistenza del nostro stack a nostro vantaggio; rilanciamo la donk bet e nella maggior parte dei casi obblighiamo Villain a fare fold. Con un set lui almeno vedrà o rilancerà, e noi saremmo fuori dalla mano.
Se però noi partiamo dal presupposto che Villain qui bluffi o semi-bluffi spesso (e per questo dobbiamo basarci sulle sue statistiche), allora risulta adatto in questo caso il (semi-)bluff raise. Per più di due stack Villain non vedrebbe redditizio continuare a bluffare.
Conclusioni
Al flop decidiamo se vogliamo giocare per un piatto consistente o se preferiamo non correre rischi. Con dei grossi stack è chiaro che la fold equity aumenta, perché una 3-bet fa crescere così tanto il piatto che dovendo partire da due straight si va comunque all-in.
Contro avversari tight sarebbe meglio non correre nessun rischio e nel dubbio meglio semplicemente lasciare perdere la nostra mano invece di farci coinvolgere in un oltre 400BB+ con una mano piuttosto marginale.
Dall’altra parte possiamo bluffare vantaggiosamente e approfittare della maggiore fold equity . Qui è comunque importante sempre sapere contro chi stiamo giocando. Contro uno sconosciuto bisogna evitare sempre dei grandi piatti con delle mani indefinite.