Aggiornato il 13 Mar 26 da

Downswing - Solo sfortuna? No Limit BSS

Prefazione

Questa settimana vorrei affrontare un argomento che prima o poi riguarda tutti: il downswing. Chi di noi non si augura di incrementare continuamente il proprio bankroll. Tuttavia a volte giochiamo una marea di mani a intermittenza – oppure ancora peggio: perdiamo per un lungo periodo di tempo in quasi tutte le sessioni.

Sia
gli upswing che i downswing sono elementi intrinsechi al poker. Si
può influenzare l’intensità (per es. in alcune
varianti tipo Heads-up ci sono maggiori variance; si può andare
all-in in 51-49 situazioni ovvero aumentare la winrate, ma bisogna
convivere anche con molte più variance rispetto ad un tipo di
gioco conservativo), ma non è possibile evitare gli swing.
Dato che un upswing non ci disturba tanto come un downswing, ci
occupiamo di quest’ultimo analizzando le argomentazioni pro
downswing e cosa si possa fare quando ci si trova in un downswing.

 

 

Si
tratta solo di sfortuna?

 

La
maggior parte dei giocatori (sia principianti che non) motivano il
loro downswing con "la sfortuna mi perseguita". "Sfortuna"
è quasi il lato negativo della variance. Conosciamo tutte le
situazioni come illustrato di seguito:

  • abbiamo KK, rilanciamo al pre-flop, un giocatore rilancia ulteriormente e
    si arriva a un all-In preflop – naturalmente il nostro avversario
    mostra AA. Eravamo in svantaggio ma il setup non ci è stato
    affatto d’aiuto.
  • abbiamo AA e giungiamo all-in al pre-flop, l’avversario mostra KK –
    natu
    ralmente un K finisce sul board. Eravamo favoriti all’ 80%
    (l’avversario non ha comunque commesso errori) e sfortunatamente
    soccombiamo.
  • abbiamo formato un set al flop
    e si ha un all-in. L’avversario ha pochissimi outs ma chiude
    miracolosamente la sua combinazione. Anche in questo caso eravamo
    favoriti e il nostro avversario pur giocando malissimo vince il piatto.

Ultimamente
in quasi tutte le sessioni più lunghe si hanno le seguenti
situazioni. Si è strafavoriti ma si perde oppure giustamente
si va all-in con tutte le chip nel mezzo con una mano forte per poi
constatare di essere finito in un setup sfavorevole. La maggior parte
delle volte vinciamo essendo bravi giocatori ma più spesso
perché favoriti dalla situazione e raramente andiamo all-in
con tutte le chip nel mezzo nel ruolo di sfavorito. Facciamo dei
guadagni a medio-lungo termine.

 

All’ultimo
momento ci possono essere anche sessioni con perdite consistenti.
Ancora peggio è però se queste sessioni negative
persistono a lungo. Naturalmente teoricamente è anche
possibile in qualità di giocatore vincente di avere un
downswing superiore a 100.000 mani – ma è molto improbabile.

 

In
caso di downswing persistente vi dovete chiedere il perchè. E´
comprensibile attribuire la "colpa" di sessioni negative
alla fortuna dell’avversario o ad altre circostanze esterne – ma
senza esaminare le proprie responsabilità. Ma è proprio
questo atteggiamento che impedisce al giocatore di crescere.

 

Spesso
un downswing non è solo questione di sfortuna...

 

A
mio avviso la “colpa” maggiore per un downswing è
attribuibile al proprio modo di giocare piuttosto che alla malasorte
(l’autore parla per esperienza personale ;)). Consiglio di non dare
tutta la colpa alla sfortuna per situazioni tipo "Set over Set
al Flop". Contro la sfortuna non si può fare niente ma
queste situazioni non sono interessanti. Piuttosto dovete analizzare
se tutte le altre mani siano state giocate correttamente – infatti
come detto inizialmente le situazioni negative sono presenti in quasi
tutte le sessioni. Ciononostante lasciate il tavolo da vincitori...

L’esperienza
mi porta ad affermare che le perdite maggiori sono riconducibile a
delle giocate infelici – non a situazioni sfortunate. In
particolare in una fase dove si registrano più spesso perdite,
si accumulano queste giocate poco felici:


 

  • Tilt

 

Chi
non vi è mai passato: una sessione nella quale tutto va
storto. Ogni continuation bet viene rilanciata, quando rilanciamo
al pre-flop con AQ oppure AJ riceviamo sempre una 3-bet e quando abbiamo
una mano veramente forte nessuno ci segue. Il problema è
maggiore se ci troviamo ad affrontare sempre un certo tipo di
giocatore (che secondo noi è un tipo sveglio). Ci arrabbiamo,
ci infuriamo prendendo decisioni errate – che spesso ci costano uno
stack intero.

 


 

  • Grinding, Multitabling e Leak

 

Se
giocate a lungo a un limit giocate a diversi tavoli contemporaneamente. Molti giocatori giocano contemporaneamente a 9-12 tavoli
– a secondo di quanti ce ne sono a disposizione. Deve essere chiaro
che non giocate mai il vostro A-Game. Non avete tempo di pensare 10
secondi a mossa, perché ci sono di nuovo già 5 tavoli
che lampeggiano a più non posso. Il multitabling è un
gioco come la modalità pilota automatico. Riconoscete
velocemente la mossa standard “ normalmente” corretta ma non
potete adattare il vostro modo di gioco ad ogni singolo avversario né
analizzare il suo modo di giocare.

Inoltre
spesso modificate col tempo (senza volerlo) il vostro modo di giocare
– all’inizio qua e là suited connector viene rilanciato da
posizione intermedia o diventa

standard. Oppure avete chiamato
ultimamente minraise continuamente e spesso avete visto un bluff e li
chiamate pertanto costantemente. Queste variazioni sono ottimali a
breve termine ma a lungo andare sono svantaggiose. Utilizzando "
mosse standard"
a più tavoli possono emergere leak,
ovvero lacune nel proprio gioco, che alla distanza comportano
perdite.

  • Scared Money Soprattutto
    se avete un misero bankroll per un determinato limit si materializza
    l’effetto "scared money".
    Vorreste contenere le perdite evitando quindi di giocare piatti
    consistenti o giocare solo con il nut. Ad esemio potresti giocare in
    modo passivo un monster-draw al flop di fronte a una puntata, anche se
    un rilancio spesso è più vantaggioso. Non avete ancora una mano
    completata e volete evitare di rischiare – che errore grossolano
    pensare in questi termini!

 

Cosa
posso fare?

Come
già detto: contro il fattore "sfortuna" non potete
fare niente. Ma è proprio in un downswing che dovremmo
affidarci al nostro modo di giocare assicurandoci di giocare bene a
poker.

 

  • Tilt 

Non
è affatto facile dare consigli contro il tilt trattandosi di
una cosa molto soggettiva. Ci sono giocatori che non sono mai andati
in “tilt”. Altri invece iniziano a sudare se perdono un coinflip.

Se
mi accorgo di non giocare bene e di essere andato in tilt spengo
subito "Autopost Blinds" e conduco in porto le partire ai
tavoli giocando in maniera “tight”. Allo stesso tempo presto
attenzione a lasciare fuori la mia rabbia dai tavoli – sia che si
tratti di rabbia causata dal poker o per altri motivi. Nel dubbio
consiglio caldamente di non giocare a poker per qualche giorno per
ritrovare quella voglia di giocare.

 

  • Multitabling

 

A
mio parere un altro aspetto da considerare in un downswing è
giocare a pochi tavoli. Chi pensa di poter giocare in maniera
ottimale anche a 10 tavoli dovrebbe sedersi semplicemente a 2 tavoli.
Così constaterà che come si possano “leggere” molte
più informazioni dagli avversari riuscendo così a
prendere decisioni più adeguate. Inoltre si potrà
disporre di maggior tempo per riflettere per ogni mossa:

"A
quale range colloco il mio avversario?
", "Qual è la
mia mossa standard?", "Non avrebbe più senso un
altro tipo di giocata?", "A quali condizioni conviene
giocare?". Tutto questo non è possibile giocando
contemporaneamente a più tavoli.

 

  • Analisi della mano

 

Alla
stessa stregua dovreste analizzare intensamente le mani giocate per
identificare eventuali leak oppure mani opinabili. Consiglio di non
fare la disamina subito dopo la partita, bensì il giorno
seguente. Da un lato vedo quali mani mi hanno portato il maggior
guadagno e quali le perdite più consistenti.

"Ho giocato
correttamente le mani?", "Ho collocato l’avversario al
giusto range?", "Ho protetto bene le mie carte? La chiamata
dopo gli odd era corretta?" – sono tutte domande che vi
dovreste porre. Ma consiglio anche di prendere 100 mani consecutive
dalla sessione e analizzarle: "Passo eventualmente mani al pre-flop,
con le quali posso effettuare un limp vantaggioso?", "Ha senso
giocare sempre limp/call per poi doversi ritirare al flop?",
"Gioco la maggior parte delle mani in posizione o gioco troppo
out of position?".


La
disamina post-partita è un aspetto fondamentale perchè
durante la partita molte mani opinabili non vengono riconosciute.

  • Scared Money

 

Per
non giocare con scared money dovreste cambiare al limit inferiore più
vicino. Ha due effetti positivi: da un lato avete un vero e proprio
bankroll (ovvero il numero dei Buyin per il limit si è
raddoppiato) e non giocate più per ottenere scared money.
Dall’altro lato a un limit inferiore avete di norma di fronte
avversari più deboli- la situazione ideale per farsi una bella
iniezione di autostima in un downswing, per tornare alla propria
autoconvinzione e passare poi al limit successivo.

 

Conclusione

Il
successo e insuccesso a lungo termine dipende dalle proprie
decisioni. E’ ovvio che pur giocando in maniera ineccebile possiate
perdere – ma la maggior parte delle volte un downswing non è
da ricondurre alla sfortuna.Spesso
in una partita si insinuano carenze per un certo periodo di tempo (le
carenze sono da sempre presenti), che emergono fortemente in un
downswing. In tali casi non serve a niente imprecare contro la
malasorte per delle situazioni sfortunate, bensì dovreste
cercare di prendervi del tempo per analizzare la propria partita.