	{"id":24480,"date":"2014-10-04T10:00:00","date_gmt":"2014-10-04T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pokerstrategy.com\/it\/editoriale-un-attizzatoio-rovente\/"},"modified":"2026-02-28T02:37:43","modified_gmt":"2026-02-28T02:37:43","slug":"editoriale-un-attizzatoio-rovente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pokerstrategy.com\/it\/news\/world-of-poker\/Editoriale-Un-attizzatoio-rovente_87351\/","title":{"rendered":"Editoriale - Un attizzatoio rovente"},"content":{"rendered":"<?xml encoding=\"utf-8\" ?><figure class=\"modulRight\"> <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pokerstrategy.com\/wp-content\/uploads\/cdn-origin\/2014\/10\/04\/adventurer.jpg\" alt=\"Avventuriero\" title=\"George Cowell\" width=\"550\" height=\"576\" style=\"margin-left: 12px; margin-bottom: 6px;\"><figcaption>Vogliamo immaginarlo cos&igrave;?<\/figcaption><\/figure><p>C'era un vecchio avventuriero inglese, tale <strong>George Cowell<\/strong>, che aveva due grandi <strong>passioni<\/strong>. La prima era <strong>viaggiare<\/strong>. E dato che il buon Cowell era nato nel 1800, non c'era molto da interrogarsi su quale fosse il viaggio pi&ugrave; stimolante possibile per un inglese di quell'epoca. Fu questa la ragione per cui George, un bel giorno, decise di attraversare l'<strong>Oceano Atlantico<\/strong> e approdare in <strong>America<\/strong>, un continente nuovo, ricco di fascino, di avventure e di occasioni pronte per essere acchiappate al volo. Un mondo che stava nascendo, o - meglio - <strong>rinascendo<\/strong>, dopo che i <em>conquistadores<\/em> avevano terminato di distruggere quello che c'era gi&agrave;.<\/p><p>Cos&igrave; George Cowell, una volta giunto nello smisurato continente americano, dovette cercare subito un modo per poterlo visitare pi&ugrave; velocemente possibile. E considerato che all'epoca non c'erano <strong>aerei <\/strong>e i <strong>treni <\/strong>erano ancora una scommessa tutta da verificare, l'unico modo per poter viaggiare attraverso l'America era il caro vecchio <strong>vaporetto<\/strong>. A Cowell non restava che scegliere un <strong>fiume <\/strong>abbastanza grande da permettergli di perlustrare il territorio nel modo pi&ugrave; profondo possibile. Scelse il <strong>Mississippi<\/strong>, il lunghissimo corso d'acqua che attraversa verticalmente dieci diversi stati confederati.<\/p><p>La seconda passione di Cowell era <strong>osservare<\/strong>. L'avventuriero si rese presto conto che l'America era un mondo nuovo in tutti i sensi, compresa la <strong>noia<\/strong>. I paesaggi si susseguivano, sempre uguali, e non dev'essere stato piacevole per un uomo come lui dover trascorrere mesi interi tra <strong>paludi<\/strong>, <strong>deserti <\/strong>e <strong>campi di cotone<\/strong>, senza poter vedere monumenti, opere d'arte o citt&agrave; che trasudano storia da ogni muro.<\/p><h3>Una storia di copiature<\/h3><figure class=\"modulLeft\"> <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pokerstrategy.com\/wp-content\/uploads\/cdn-origin\/2014\/10\/04\/missi.jpg\" alt=\"Mississippi River\" title=\"Mississippi\" width=\"600\" height=\"450\" style=\"margin-right: 12px; margin-bottom: 6px;\"><figcaption>Il sinuoso fiume Mississippi<\/figcaption><\/figure><p>Presto George Cowell dovette <strong>pentirsi <\/strong>di essere finito in America, ma fu proprio allora che il suo <strong>entusiasmo <\/strong>venne rinvigorito di colpo, come fosse un fuoco mosso dall'<strong>attizzatoio<\/strong>. Metafora pi&ugrave; che attinente, visto che il gioco che l'aveva appassionato cos&igrave; tanto si chiamava proprio in questo ridicolo modo: \"<em>attizzatoio<\/em>\".<\/p><p>\"<em>Poker<\/em>\", in inglese, ma d'inglese doveva avere poco o nulla perch&eacute; chi l'aveva importato nella <strong>Louisiana Francese<\/strong>, e poi da l&igrave; viralmente sui battelli che ne solcavano i fiumi, lo chiamava \"<em>poque<\/em>\". Un termine francese, che deriva dal verbo \"<em>pocher<\/em>\" (pronunciato: posc&eacute;), e che significa \"ingannare\". <\/p><p>Ma anche questo &egrave; un <strong>inganno<\/strong>, perch&eacute; gli stessi francesi non avevano fatto altro che copiarlo dal gioco tedesco del '700 \"<em>pochen<\/em>\", che nella lingua teutonica ha lo stesso significato. E che, a sua volta, in un grottesco gioco di <strong>scopiazzature<\/strong>, era stato preso da un passatempo italiano chiamato \"<em>zarro<\/em>\", parola che oggi non a caso significa <strong>tamarro <\/strong>e <strong>losco figuro<\/strong>, dato che gi&agrave; allora chi giocava a poker - in quanto ingannatore di professione - non era poi cos&igrave; ben visto dalla comunit&agrave;.<\/p><figure class=\"modulFull\"> <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pokerstrategy.com\/wp-content\/uploads\/cdn-origin\/2014\/10\/04\/zarro.jpg\" alt=\"Zarro\" title='\"I Bari\" - Caravaggio' width=\"100%\"><figcaption>Nel suo dipinto \"I bari\", Caravaggio descriveva proprio il gioco dello zarro<\/figcaption><\/figure><p>Cowell nel <strong>1829 <\/strong>appunt&ograve; su un taccuino le primitive regole del poker. Si giocava in quattro, con un <strong>mazzo da 20 carte<\/strong> (dal 10 all'asso) che venivano distribuite cinque a testa. Non rimaneva nulla, nel mazzo, semplicemente perch&eacute; nessuno cambiava le proprie carte, e la <strong>fortuna <\/strong>- ovviamente - la faceva abbastanza da padrona.<\/p><p>Ma Cowell non era un fesso, e intu&igrave; subito le potenzialit&agrave; di quello strano gioco che aveva silenziosamente attraversato <strong>secoli <\/strong>e <strong>continenti <\/strong>(le regole dello zarro erano pi&ugrave; o meno le stesse). Tanto che 29 anni dopo, proprio grazie agli appunti di Cowell, nasceva il primo <strong>Regolamento Ufficiale<\/strong>. I giocatori, ancora, non potevano cambiare le proprie carte, ma erano state definite <strong>puntate<\/strong>, limiti di <strong>rilancio <\/strong>e una prima <strong>terminologia <\/strong>spicciola che evitasse di sentir dire frasi come: \"<em>Io ne ho due uguali, tu quante?<\/em>\".<\/p><h3>Parole dalle mille radici<\/h3><figure class=\"modulRight\"> <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pokerstrategy.com\/wp-content\/uploads\/cdn-origin\/2014\/10\/04\/verbluffen.jpg\" alt=\"Verbluffen\" title=\"Verbluffen\" width=\"842\" height=\"1090\" style=\"margin-left: 12px; margin-bottom: 6px;\"><figcaption>Verbluffen!<\/figcaption><\/figure><p>Proprio quella nomenclatura che noi diamo quasi per <strong>scontata <\/strong>&egrave; in realt&agrave; il frutto di un albero secolare che affonda le radici in un'incredibile variet&agrave; di lingue diverse. <strong>Flush<\/strong>, per esempio, termine con cui oggi anche in Italia definiamo il <strong>colore<\/strong>, deriva addirittura dal latino <em>fluxus <\/em>(flusso continuo), e chiss&agrave; che non sia stato qualche arguto <strong>prete <\/strong>appassionato di poker a chiamarlo in questo modo per la prima volta.<\/p><p>Oppure, ancora, la parola <strong>bluff<\/strong>, che nell'inglese ha assunto il significato di <strong>inganno<\/strong>, riceve i natali da un aggettivo olandese, \"<em>verbluffen<\/em>\", che significa <strong>stupefatto<\/strong>, e che allude probabilmente alla faccia dei giocatori che - dopo aver foldato la mano - si scoprivano raggirati dal bluffatore di turno.<\/p><p>A partire dal primitivo poker del 1830, per arrivare a quello incredibilmente profondo dei giorni nostri, sono in realt&agrave; tantissime le <strong>parole strane<\/strong> di cui non ci siamo mai chiesti la provenienza. Alcune sembrano <strong>ovvie<\/strong>, per esempio pare abbastanza naturale che l'improvvisa calata di tre carte sul tavolo sia chiamata <strong>flop<\/strong> (tonfo). <\/p><p>Altre sono meno comprensibili, ma pur sempre ipotizzabili: &egrave; il caso di <strong>turn <\/strong>(svolta), che rappresenta certamente una <strong>svolta <\/strong>importante nel gioco, o pi&ugrave; semplicemente una carta che viene <strong>girata<\/strong>. Anche se entrambe le soluzioni etimologiche non soddisfano completamente e c'&egrave; chi trova attinenze con il linguaggio dei <strong>prestigiatori<\/strong>, i cui numeri di magia si suddividono in tre fasi: \"<em>pledge<\/em>\" (promessa), \"<em>turn<\/em>\" (svolta) e \"<em>prestige<\/em>\" (prestigio). Lo saprete certamente se avete letto il romanzo di <strong>Christopher Priest <\/strong>\"<em>The Prestige<\/em>\", da cui &egrave; stato tratto un <strong>film <\/strong>che vi consiglio assolutamente di vedere.<\/p><h3>Chicche ineguagliabili<\/h3><figure class=\"modulLeft\"> <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pokerstrategy.com\/wp-content\/uploads\/cdn-origin\/2014\/10\/04\/ruota.jpg\" alt=\"ruota\" title=\"Ruota del carro\" width=\"683\" height=\"1024\" style=\"margin-right: 12px; margin-bottom: 6px;\"><figcaption>Now give me the nuts!<\/figcaption><\/figure><p>Infine, ci sono termini che rappresentano dei veri e propri <strong>miracoli <\/strong>linguistici ed etimologici, e che andrebbero probabilmente conservati per sempre all'interno del vetro di una <strong>teca<\/strong>. Molte di queste parole le utilizziamo quotidianamente, magari senza mai esserci domandati quanto abbiano dovuto <strong>viaggiare <\/strong>attraverso il tempo e lo spazio per incarnare il significato che rappresentano.<\/p><p>&Egrave; il caso della parola <strong>nuts<\/strong>, che come tutti sappiamo rappresenta <strong>il punto pi&ugrave; alto possibile<\/strong>, quello che pretende di non poter essere battuto. Chiariamo subito che le <strong>noccioline <\/strong>non c'entrano niente, e che va totalmente fuori strada chi pensa che il possessore di un punto imbattibile gettasse sul piatto - oltre alle chips - anche le <strong>arachidi <\/strong>del proprio vassoio da saloon.<\/p><p>Il significato corretto, invece, &egrave; quello di <strong>bulloni<\/strong>, ovvero le giunture metalliche che nel <em>Far West<\/em> <strong>tenevano ancorate le ruote ai mozzi del carro<\/strong>. E dato che all'epoca <strong>non esistevano chips <\/strong>e non sempre i soldi bastavano a coprire completamente la puntata, toccava spesso <strong>fidarsi <\/strong>della parola di chi si giocava tutto - ma proprio tutto - comprese casa, moglie e attivit&agrave;.<\/p><p>Dopo aver vinto un <strong>megapot <\/strong>all'avversario, il compito del bravo pokerista <strong>non era ancora finito<\/strong>, in quanto ora bisognava riuscire a<strong> farsi pagare<\/strong>, evitando che l'oppo se la svignasse per non tornare mai pi&ugrave; in citt&agrave;. Proprio per questo motivo, quando la puntata superava il denaro nelle tasche di un giocatore, l'usanza era quella di <strong>pretendere che venissero svitati i bulloni<\/strong> (\"<em>the nuts<\/em>\", per l'appunto) dal suo carro, scongiurando cos&igrave; il pericolo di una precipitosa fuga.<\/p><h3>A mollo nel Mississippi<\/h3><figure class=\"modulRight\"> <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pokerstrategy.com\/wp-content\/uploads\/cdn-origin\/2014\/10\/04\/falling.jpg\" alt=\"baro\" title=\"Baro\" width=\"407\" height=\"529\" style=\"margin-left: 12px; margin-bottom: 6px;\"><figcaption>\"Stavo solo a scherz&agrave;&agrave;&agrave;&agrave;&agrave;&agrave;...!\"<\/figcaption><\/figure><p>Per chiudere questo romantico editoriale non ho trovato nulla di meglio che ritornare \"<em>on the Mississippi river<\/em>\", accanto al nostro amico <strong>Cowell<\/strong>, che nel frattempo sta osservando una partita e appuntandosi tutto sull'immancabile <strong>taccuino<\/strong>.<\/p><p>Il piatto, questa volta, &egrave; veramente grosso e i giocatori rischiano diverse centinaia di dollari. Cowell osserva con attenzione e prova una lieve eccitazione nell'attesa dello <strong>showdown<\/strong>, che riveler&agrave; finalmente chi ha vinto quella ricchissima mano. Ma ecco che accade <strong>qualcosa<\/strong>: uno dei giocatori, con una mossa fulminea, blocca il braccio dell'avversario alla propria destra.<\/p><p>Dalla manica di quest'ultimo cade un <strong>asso<\/strong>, che il mascalzone stava tentando goffamente di inserire come <strong>quinta carta del proprio punto<\/strong>, in modo da ottenere un full che gli avrebbe certamente garantito la vittoria. Scoppia ovviamente un <strong>putiferio<\/strong>: qualcuno cerca di prendere le difese del baro, tentando la strada della <strong>seminfermit&agrave; mentale<\/strong> e chiedendo piet&agrave;.<\/p><p>Di sicuro, per barare con 20 carte devi essere veramente un <strong>cretino<\/strong>, ma i gambler dell'epoca (e pure quelli di oggi) non amano andare tanto per il sottile. E cos&igrave; lo scalcagnato baro viene afferrato di peso, portato sul ponte dell'imbarcazione e <strong>gettato nel fiume Mississippi<\/strong>, dove dovr&agrave; sudare parecchio per riuscire a raggiungere la riva sano e salvo.<\/p><p>&Egrave; proprio questo il motivo per cui, ancora oggi, l'ultima carta - quella <strong>decisiva <\/strong>- &egrave; chiamata <strong>river <\/strong>(fiume). Una carta che pi&ugrave; di ogni altra muove i destini, cambiando alle volte radicalmente <strong>l'intera vita<\/strong> di un professionista (pensate a <strong>Sergio Castelluccio<\/strong> e al \"<strong><a href=\"https:\/\/www.pokerstrategy.com\/it\/news\/world-of-poker\/Editoriale-Il-maledetto,-miracoloso-river_74777\/\">maledetto, miracoloso river<\/a><\/strong>\" che decise il suo <strong>Main Event 2013<\/strong>).<\/p><figure class=\"modulFull\"> <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pokerstrategy.com\/wp-content\/uploads\/cdn-origin\/2014\/10\/04\/sergio.jpg\" alt=\"Sergio Castelluccio\" title=\"Sergio Castelluccio\" width=\"100%\"><figcaption>Un ricordo agrodolce che rimarr&agrave; indelebile nella nostra memoria<\/figcaption><\/figure><p>Il <strong>fiume<\/strong>, la carta finale, una vera sentenza. Che per&ograve;, per pura coincidenza, ci riporta agli <strong>albori <\/strong>di questo gioco d'epoca moderna, cullati dal rollio e dal beccheggio di un <strong>vaporetto <\/strong>che lentamente avanza attraverso la <strong>Louisiana<\/strong>. E a pochi metri da <strong>George Cowell<\/strong> e i suoi taccuini pieni di entusiastici appunti, che avrebbero dovuto raccontare le meraviglie del <strong>Nuovo Continente<\/strong>, e che invece finiscono per descrivere soltanto la nascita di un nuovo, meraviglioso <strong>gioco<\/strong>.<\/p><p>Un gioco che - il giovane Cowell ne &egrave; sicuro - far&agrave; davvero tanta strada.<\/p><p><em>by <\/em>n10juan<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa lega il fuoco appassionato del caminetto di un saloon e l'acqua gelida del fiume Mississippi? 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