	{"id":26838,"date":"2008-06-23T16:39:00","date_gmt":"2008-06-23T16:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pokerstrategy.com\/it\/strategy\/teorema-fondamentale-poker\/"},"modified":"2026-03-13T08:00:37","modified_gmt":"2026-03-13T08:00:37","slug":"teorema-fondamentale-poker","status":"publish","type":"strategy","link":"https:\/\/www.pokerstrategy.com\/it\/strategy\/fixed-limit\/teorema-fondamentale-poker\/","title":{"rendered":"Teorema fondamentale del poker"},"content":{"rendered":"<?xml encoding=\"utf-8\" ?><h1>Teorema fondamentale del poker<\/h1><h1>1.Introduzione<\/h1><p>\n<b><i>In questo articolo<\/i><\/b>\n<\/p><ul>\n<li><i>Evitare gli errori e indurre gli avversari a commetterli<br>\n\t<\/i><\/li>\n<li><i>Come il Teorema Fondamentale del Poker &egrave; rilavante per il vostro gioco<\/i><\/li>\n<\/ul><div style=\"text-align: center;margin-bottom: 12px\">\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pokerstrategy.com\/wp-content\/uploads\/download\/content\/bilder\/ps_trennlinie.jpg\" width=\"100%\" height=\"1\">\n<\/div><p>\n&nbsp;\n<\/p><p>Il<br>\nfamoso giocatore di poker americano, teorico e autore di libri David<br>\nSklansky, presenta nel libro <i>The<br>\nTheory of Poker<\/i> quello che a suo avviso &egrave; il fondamento pi&ugrave;<br>\nimportante del poker, il cosiddetto<i> Fundamental<br>\nTheorem of Poker<\/i> (FToP): <\/p><div class=\"news_infobox full\">\n<div class=\"news_infoboxTop\">\n<div class=\"news_infoboxTitle\">\nThe Fundamental Theorem of Poker<br>\n\n<\/div>\n<div class=\"tr_round\">\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"news_infoboxMain\">\n<p>\n<i>Ogni volta che giochiamo la nostra mano in un<br>\naltro modo rispetto a come giocheremmo se potessimo vedere le<br>\nmani degli avversari, ne traggono vantaggio gli avversari, e ogni<br>\nvolta che giochiamo le mani esattamente come avremmo fatto<br>\nconoscendo le mani degli avversari ne traiamo vantaggio noi<br>\nstessi.<\/i>\n<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"news_infoboxBottom\">\n<div class=\"br_round\">\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><p>In altre parole: ogni<br>\nvolta che gli avversari giocano le loro mani diversamente da come le<br>\ngiocherebbero se conoscessero le nostre carte, ne traiamo vantaggio e<br>\nogni volta che giocherebbero esattamente come hanno giocato se<br>\nconoscessero le nostre carte, sono loro a trarne vantaggio.<\/p><p>Questo<br>\narticolo cerca di spiegare le implicazioni e le deduzioni del FtoP di<br>\nSklansky e mostra come trova applicazione nel gioco e nella scelta<br>\ndel proprio stile di gioco. Analizza situazioni standard come il<br>\nsemibluff o il freecard-raise e spiega la rilevanza e l'utilit&agrave;<br>\npratica del FToP in queste situazioni.<\/p><h1>2. La rilevanza del FToP per il<br>\nproprio gioco<\/h1><p>Quando ho letto il<br>\nteorema di Sklansky per la prima volta, due riflessioni hanno preso piede tra i miei pensieri: innanzitutto non capivo la sua importanza riferita al gioco,<br>\nvisto che il poker &egrave; un gioco con informazioni incomplete e quindi<br>\nla frase relativa alle situazioni di gioco concreto non mi sembrava<br>\ndirettamente applicabile. Mi sembrava un costrutto teorico senza<br>\nrilevanza pratica. Inoltre pensavo che questa frase fosse triviale e<br>\ncos&igrave; banale che ci sarei tranquillamente potuto arrivare da solo. <\/p><p>Solo<br>\ndopo ho compreso che con le mie obiezioni non avevo colto il<br>\nnocciolo della questione. Non si tratta di applicare questo<br>\nfondamento in tutte le situazioni concrete. Al contrario,<br>\ntalvolta siamo quasi obbligati ad andare contro questo principio a<br>\ncausa delle probabilit&agrave;. Se tutte le carte fossero scoperte il gioco<br>\ndel poker non esisterebbe. Tramite calcoli matematici potremmo<br>\ncalcolare in maniera precisa l' EV di qualsiasi mano e giocare cos&igrave;<br>\nsempre in maniera corretta. Se un giocatore devia da questa linea di<br>\ngioco diminuisce il suo EV aumentando quello dell'avversario. <\/p><p>Ma<br>\nper agire in maniera perfetta mancano spesso le informazioni necessarie<br>\ne quindi dipendiamo dalle probabilit&agrave;. Per questo<br>\n(involontariamente) si possono avere azioni che vanno contro il FToP.<br>\nBasta un esempio semplice per comprenderlo. Se abbiamo KK dovremmo<br>\novviamente rilanciare al preflop. Se un avversario ha AA abbiamo<br>\ngiocato la mano cos&igrave; che il nostro avversario ne approfitti. Se<br>\ninfatti avessimo saputo che l'avversario aveva AA avremmo fatto<br>\nfold. Ci&ograve; ci indurrebbe a giocare la mano diversamente da come<br>\nl'avremmo giocata se conoscessimo le carte dell'avversario.<\/p><p>Tuttavia la nostra modalit&agrave; di gioco era ovviamente<br>\ncorretta. Sulla base di calcoli delle probabilit&agrave; &egrave; redditizio<br>\nrilanciare con KK. In altre parole: il seguire questo principio e la<br>\ncorretta gestione della mano possono essere tranquillamente in<br>\ncontrapposizione. Il concetto \"<i>errori<\/i>\" viene quindi in questo<br>\nsenso relativizzato. Come vedremo in seguito in date situazioni agire<br>\nconsapevolmente contro il FToP &egrave; promettente se non addirittura<br>\nnecessario per ottenere altri vantaggi strategici. Inoltre Sklansky<br>\nnon ha formulato il suo principio e da questo dedotto degli<br>\nstili di gioco, bens&igrave; al contrario questo fondamento &egrave; la<br>\nquintessenza di moltissime strategie di gioco. Quasi &egrave; il riassunto,<br>\nil fondamento comune e la <i>sovrastruttura teorica<\/i> di concetti<br>\ntipo bluff, semibluff, hand reading, value bet al river e cos&igrave; via.<br>\nL'obiettivo di questo articolo &egrave; mostrare questi nessi ed<br>\nevidenziare che il FToP &egrave; l'elemento di giunzione di questi<br>\nconcetti. Vedremo che rappresenta una sorta di filo conduttore di<br>\ntutte le decisioni relative al gioco del poker.<\/p><p>Il poker &egrave; un<br>\ngioco \"a somma zero\". Le vincite di uno sono le perdite<br>\ndell'altro. Si tratta di un principio cardine e deve essere la base<br>\ndi partenza per ulteriori considerazioni. Se tutti giocano<br>\nperfettamente alla lunga nessuno vince (tranne la room che vince<br>\nsempre). Significa che vinciamo al poker se gli altri commettono o molti piccoli errori o errori davvero grossolani, in queste situazioni dopo aver sottratto<br>\nil rake resta qualcosa anche per noi. In questa ottica il principio di Sklansky<br>\nrecita anche <i>\"evitate di commettere errori e inducete il vostro<br>\navversario a commetterne\"<\/i>. <\/p><p>Si tratta chiaramente di una<br>\ncosa ovvia ma &egrave; l'unica fonte di guadagno. Stante queste<br>\nconsiderazioni verranno qui di seguito analizzati in maniera<br>\ndettagliata concetti che mirano a mettere in pratica gli imperativi<br>\ndi Sklansky:\"<i>Evitate di commettere errori e inducete gli avversari<br>\na commetterne<\/i>\".<\/p><h1>3. Hand reading<\/h1><p><i>Evitare di<br>\ncommettere errori <\/i> vuol dire cercare di<br>\ndeterminare la mano dell'avversario per poter adeguare il proprio<br>\nstile di gioco. Innanzi tutto farete differenti valutazioni in relazione alle carte del board e a quelle che avete in mano. Nella letteratura del<br>\npoker troviamo esempi nei quali la mano avversaria &egrave; determinata in<br>\nmaniera esatta (ad es. Sklansky, Hold'em Poker, p.89 e seguenti).<br>\nNella vita di tutti giorni non &egrave; possibile ma non &egrave; neanche<br>\nnecessario. Si tratta di un grande aiuto per poter classificare le<br>\nmani degli avversari, un'impresa complessa che pu&ograve; essere perfino<br>\nperfezionata a proprio piacimento. Se conoscere il range di mani<br>\ndell'avversario influenza il nostro modo di giocare, dobbiamo<br>\ncercare di avvicinarci comunque al FToP. La capacit&agrave; di attuare ci&ograve;<br>\nda parte di un giocatore &egrave; sicuramente un criterio per valutarne le le sue capacit&agrave;. Per il momento non entriamo nei dettagli, tuttavia<br>\nvorrei mostrarvi cosa intendo tramite un esempio.<\/p><div class=\"emoSubheadbig\">\n3.1. Primo esempio di reazione dopo<br>\naver valutato l'avversario\n<\/div><p>Un avversario non ha mostrato<br>\nparticolare forza ma punta al turn e al river. Se abbiamo una mano<br>\nmedio-forte dovremmo considerare l'opzione call al river se il board al turn<br>\nrende possibile alcuni draws. L'avversario potrebbe aver atteso un<br>\ndraw che non &egrave; arrivato e adesso ricorre alla bluffbet al river.<\/p><p>Se al turn non erano possibili draws siamo portati a credere<br>\nche l'avversario abbia semplicemente fatto un pure bluff sia al<br>\nturn che al river. <br>\nNel primo caso quindi un bluff &egrave; pi&ugrave; probabile dato che<br>\nper un giocatore &egrave; pi&ugrave; facile che fare un semibluff. Se per via di<br>\nosservazioni dirette del suo modo di giocare, dati di analisi o note<br>\nsul giocatore, potrebbe essere possibile che egli effettui un bluff al<br>\nriver con un progetto di colore mancato, si pu&ograve; fare call. Questo call sar&agrave; ancora pi&ugrave; facile rispetto al caso in cui il turn non offra possibili draws.<\/p><p>Se nel pot ci sono 5 BB basta<br>\nessere in vantaggio in un caso su cinque per avere un EV positivo (giocando questa situazione cinque volte paghiamo 5 BB e in media in un caso<br>\nvinciamo 6 BB, quindi in media 0,2 BB per mano; se siamo in vantaggio<br>\nin un caso su 6 non importa se facciamo call o meno; se pensiamo di<br>\nessere in vantaggio pi&ugrave; raramente dovremmo fare fold avendo un EV<br>\nnegativo). <\/p><p>Se quindi riteniamo che l'avversario potrebbe<br>\npuntare nel 20% dei casi un busted draw, da un punto di vista<br>\nstatistico &egrave; indifferente se ha una buona mano o meno visto che la<br>\nvincita media &egrave; 0,2 BB. Se perdiamo siamo andati contro il FToP ma<br>\nfare call alla lunga &egrave; redditizio perch&eacute; l'entit&agrave; della vincita<br>\nnel caso in cui l'avversario bluffa compensa ampiamente le molte<br>\nperdite. Credere che un avversario punter&agrave; su un possibile draw al<br>\nturn e ad un busted draw al river &egrave; impreciso e spesso sbagliato, ma &egrave; almeno un tentativo di analizzare il range, ed &egrave; certamente un modo per migliorare il nostro gioco.<\/p><div class=\"emoSubheadbig\">\n3.2. Gioco preflop\n<\/div><p>Oltre alle<br>\nreazioni dell'avversario e al board abbiamo di solito ulteriori<br>\ninformazioni via pokertracker o attraverso un'attenta analisi. <i>Se<br>\nsappiamo<\/i> che egli rilancia preflop il<br>\n40% delle proprie mani (ad es. in stealposition) abbiamo ad es. con 66<br>\nun vantaggio equity e quindi un chiaro reraise. Contro la maggior<br>\nparte delle sue mani siamo in vantaggio. Ovviamente possiamo<br>\ntrovarci anche contro AA o combinazioni simili, cosa per&ograve; piuttosto<br>\nimprobabile. Il nostro raise field dell'avversario richiede quasi<br>\nobbligatoriamente un reraise. Se siamo andati contro il FToP o l'ha<br>\nfatto l'avversario, si vedr&agrave;. Sulla base del read &egrave; tuttavia pi&ugrave;<br>\nprobabile che sia stato l'avversario a commettere l'errore. <\/p><p>Se<br>\nl'avversario invece effettua un preflopraise solo con il 10% delle sue mani<br>\ndobbiamo fare fold immediatamente. Ovviamente tra le possibili mani<br>\ndegli avversari ci sono anche mani contro cui abbiamo un vantaggio di<br>\nequity ma sono troppo poche. Non ne vale la pena. La probabilit&agrave; di<br>\nandare contro il FToP &egrave; troppo alta. Ma dobbiamo sottolineare che in<br>\nprimo luogo non si tratta di andare contro il FToP concretamente,<br>\nbens&igrave; si tratta di valutare quante probabilit&agrave; ci siano di<br>\ninfrangerlo. Il poker &egrave; e resta un gioco con informazioni<br>\nincomplete.<\/p><div class=\"emoSubheadbig\">\n3.3.<br>\nValue-Bet al river\n<\/div><p>In questo contesto<br>\nentra in gioco anche la value-bet al river. Se un avversario loose che<br>\nspesso giunge allo showdown non ha mostrato forza finora dovremmo<br>\neffettuare una value bet anche con un mano medio-forte, ad es. TT con<br>\nun board J9643. L'avversario pu&ograve; avere un J o un set. Sono tuttavia nel suo range anche 9x, 6x, 88, 77, 55, 22, Ax. Dato che<br>\n&egrave; un giocatore loose e va spesso fino allo showdown spesso far&agrave; call.<br>\nAnalizzando il tipo di avversario che abbiamo di fronte arriviamo<br>\nalla conclusione di essere in vantaggio rispetto alle sue mani<br>\npossibili, e che l'avversario vedr&agrave; anche con una mano peggiore. Per<br>\nquesto conviene effettuare una value bet. <\/p><p>Se riteniamo che il<br>\nnostro avversario sia tight il rischio che abbia un J &egrave; maggiore.<br>\nNon vedrebbe pi&ugrave; una puntata al river con mani come A6. Significa che una bet ha<br>\nmeno possibilit&agrave; di vittoria poich&eacute; o siamo in svantaggio o l'avversario folder&agrave; comunque. <\/p><p>La regola pratica &egrave;: Al river conviene<br>\neffettuare una value bet se siamo in vantaggio in circa il 55% di<br>\nquei casi in cui l'avversario fa call. La decisione di puntare<br>\ndipende dalla tipo di mano che crediamo il nostro avversario<br>\nabbia.<\/p><h1>4. Indurre l'avversario a<br>\ncommettere errori<\/h1><div class=\"emoSubheadbig\">\n4.1. Bilanciare le bet sequences\n<\/div><p><i>Indurre<br>\nl'avversario a commettere errori <\/i>presuppone che spesso offriate all'avversario la possibilit&agrave; di sbagliare. Per fare questo &egrave;<br>\nindispensabile mascherare la forza della propria mano. Ci sono a<br>\nquesto proposito due possibilit&agrave;: <\/p><ul>\n<li>Giocare una<br>\n\tmano forte inizialmente come se fosse debole (slowplaying)<\/li>\n<li>Giocare una mano debole come se<br>\n\tfosse forte (bluff)\n\t<\/li>\n<\/ul><p>\nE' fondamentale usufruire di entrambe<br>\nle opzioni durante la partita perch&eacute; &egrave; troppo facile puntare e<br>\nrilanciare solo le mani forti e fare check e vedere solo quelle<br>\ndeboli. L'avversario riesce ad adattarsi agevolmente e non<br>\ncommetter&agrave; azioni che vadano contro il FToP. In altre parole alla lunga saremo certamente in perdita. <\/p><p>In che misura sfruttiamo queste possibilit&agrave;<br>\ndipende dall'avversario ed &egrave; una questione di stile di gioco<br>\nindividuale. Il punto saliente tuttavia &egrave; che a volte ne traiamo vantaggio e a volte no. Se riusciamo a sfruttarle alcune bet sequences diventano ambigue<br>\nper l'avversario, egli non sapr&agrave; che pesci prendere e spesso sar&agrave; portato<br>\nad infrangere il FToP. <\/p><p>Esempi di ambiguit&agrave; di bet sequences<br>\nsono presenti nelle raccomandazioni relative al gioco Heads-Up al<br>\nflop: facciamo check\/raise nei confronti dell'aggressore con una<br>\nmade hand e una drawing hand. L'aggressore rimane spiazzato (per<br>\nulteriori spiegazioni vedi semibluff). Se invece siamo aggressori vediamo un<br>\ncheck\/raise al flop con una mano forte per rilanciare al turn. Dopo il<br>\ncall il check\/raiser risulta disorientato.<\/p><div class=\"emoSubheadbig\">\n4.2. Free-card Raise\n<\/div><p>In questo contesto entrano in gioco il<br>\nfreecard raise. Rilanciamo il flop con un draw - abbiamo di regola<br>\npoco o niente - nella speranza che gli avversari facciamo check nel<br>\nsuccessivo giro di puntate in modo tale che potremo vedere gratuitamente il river se non completiamo il draw. <\/p><p>Il raise pertanto &egrave; (perlomeno)<br>\nambiguo. Dal punto di vista dell'avversario possiamo fare questa<br>\nmossa  con una drawing hand debole o con una forte hand per value. Ma &egrave;<br>\ninteressante l'approccio del raiser. Innanzitutto infrange il FToP<br>\ndato che investe un altro SB dopo il call. Se l'avversario sa che<br>\nsi tratta di un tentativo per ottenere una freecard ovviamente<br>\neffettuer&agrave; un altro rilancio, e in effetti &egrave; la giusta difesa da<br>\nopporre ad un presunto freecard raise. Ma forse ha buoni motivi per<br>\nfare call, in questo modo comunque ha gi&agrave; infranto il FToP non avendo<br>\nrilanciato. <\/p><p>Se otteniamo la freecard abbiamo risparmiato al<br>\nturn 1 SB (1 BB - 1 SB che &egrave; stato investito prima).<br>\nSe l'avversario rilancia, allora questa mossa diventer&agrave; costosa. Ne consegue<br>\nche dobbiamo analizzare attentamente contro quale tipo di avversario<br>\neffettuare questo tentativo. Ma sulla base di questo semplice esempio<br>\nil principio diventa chiaro: investiamo una piccola somma per indurre<br>\nall'errore l'avversario. Il fatto che questo tentativo possa<br>\nanche andare male poco importa. L'avversario viene messo sotto<br>\npressione e gli abbiamo fornito la possibilit&agrave; di commettere un<br>\nerrore. In fin dei conti pu&ograve; essere stato anche un raise for value.<br>\nIn quel caso il suo reraise sarebbe un errore e verrebbe<br>\npunito.<\/p><div class=\"emoSubheadbig\">\n4.3. Slowplay\n<\/div><p>Ci sono poche<br>\npossibilit&agrave; di ricorrere ad un intelligente slowplay visto che<br>\ndovremmo optare per questa scelta solo con mani relativamente forti (in<br>\nbase al numero degli avversari, il tipo, l'entit&agrave; del piatto e il board). Dobbiamo essere consapevoli che offriamo agli avversari la<br>\npossibilit&agrave; di giocare a buon mercato i propri draws. Ha senso<br>\nse questi draws possono diventare la seconda mano migliore, cio&egrave; se<br>\nla nostra mano batte la maggior parte dei draws che eventualmente si<br>\ncompletano. Esiste anche la possibilit&agrave; che gli avversari giochino<br>\nlo stesso i loro draws di fronte a nostre puntate, infrangendo il FToP<br>\nperch&eacute; non l'avrebbero mai fatto se conoscessero la nostra mano.<br>\n<br>\nLa Protection &egrave; in un certo senso la strategia inversa (vedi paragrafo 5.2).<\/p><div class=\"emoSubheadbig\">\n4.4. Bluff\n<\/div><p>La seconda possibilit&agrave; &egrave; quella mascherare<br>\nil proprio gioco, in altre parole bluffare nel senso pi&ugrave; stretto,<br>\ncio&egrave; facendo bet e raise con una mano che probabilmente non &egrave; al<br>\nmomento la migliore. Lo slowplaying e i bluffcall possono essere<br>\ndefiniti come bluff in senso lato. Ma non intendiamo qui questo tipo<br>\ndi bluff. I bluff devono essere integrati nella propria partita.<\/p><p>Ripetiamo: Se effettuiamo una bet e raise solo con mani<br>\nobiettivamente appropriate (con mani con le quali giocheremmo allo<br>\nstesso modo se noi e l'avversario conoscessimo tutte le carte),<br>\nl'avversario si adatta agevolmente. Vinciamo poco ma perdiamo<br>\nmolto. Sarebbe come far vedere all'avversario le nostre carte, egli<br>\nnon andrebbe contro il FToP e quindi ne trarrebbe vantaggio. <\/p><p>Se<br>\nil nostro bluff venisse <i>smascherato<\/i> perderemmo dei soldi ma<br>\nrenderemmo l'avversario insicuro. Non sa pi&ugrave; come interpretare i<br>\nsegnali, tutte le azioni gli appariranno ambigue e commetter&agrave; errori<br>\nandando contro il FToP.<\/p><p>Bluffare ha senso in diverse forme e<br>\ncontesti. Anche il raise for freecard sopra descritto ne fa parte.<br>\nQui di seguito altri esempi.<\/p><table style=\"border-top: 1px solid #d2d2d2;border-bottom: 1px solid #d2d2d2;margin-bottom: 12px;margin-top: 12px\" border=\"0\" cellspacing=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"padding-top: 1px;padding-bottom: 1px\"><b>4.4.1. Pure bluff<\/b><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table><p>\nIl <i>pure<br>\nbluff<\/i> - bluffare nel vero senso della parola -ovvero effettuare<br>\nuna bet con una mano che non &egrave; probabilmente la migliore e che ha<br>\npoche possibilit&agrave; di diventarlo. Se l'avversario vede la nostra<br>\nmano abbiamo perso. Dobbiamo pertanto capire se l'avversario fa<br>\nspesso fold affinch&eacute; il bluff sia redditizio e non resti una mossa<br>\nche rende semplicemente insicuro l'avversario. Contro avversari<br>\ndeboli e giocatori che vedono con tutto, il bluff spesso ha poco<br>\nsenso. Ma questo tipo di avversario infrange costantemente il FToP<br>\ndato che fa sempre call e quindi &egrave; abbastanza prevedibile. Come<br>\naffrontarlo &egrave; stato trattato nel paragrafo <i>Value-bet<br>\nal river<\/i> (vedi 3.3).<\/p><p>A primo impatto<br>\nil pure bluff sembra essere il modo pi&ugrave; lampante di andare contro il<br>\nFToP. Sorprendentemente secondo la teoria del gioco, bluffare con la<br>\ngiusta frequenza &egrave; redditizio. Il rapporto tra made hand-bet e bluff<br>\ndeve corrispondere ai pot odds dell'avversario. Facciamo un esempio<br>\nsemplice: <\/p><p>Il pot ammonta a 8 BB, il giocatore A fa una bet e<br>\nil giocatore B pu&ograve; vincere solo in caso di bluff. Il giocatore B ha<br>\nadesso 9:1 pot odds visto &egrave; stato messo un altro BB nel piatto. Se<br>\nil giocatore A bluffa solo in 1 caso su 10 (secondo la scrittura<br>\ninglese 9:1) non importa se il giocatore B fa call o fold poich&eacute; ha<br>\ncomunque un EV pari a 0: <\/p><p><b>1. Caso, B fa sempre fold: <\/b><br>\nA<br>\nvince: investe dieci volte 1 bet (-10BB) e vince dieci volte 9 BB<br>\n(+90BB), in totale una vincita di 80 BB. <\/p><p><b>2. Caso, B fa<br>\nsempre call: <\/b><br>\nA vince: investe dieci volte 1 bet e vince nove<br>\nvolte 10 BB, in totale una vincita di 80 BB. <\/p><p>Se il giocatore A non bluffa mai<br>\n(effettua bet solo se &egrave; in vantaggio e check\/fold la sua mano se si<br>\ntrova in svantaggio) e B ne &egrave; consapevole, A vincerebbe solo in 9<br>\ncasi su 10 il piatto con 8 BB, ovvero 72 BB. Se A bluffasse con una<br>\nfrequenza minore rispetto ai pot odds dell'avversario effettuerebbe<br>\nun'ulteriore vincita ma non massimale. La sua vincita oscillerebbe<br>\ntra i 72 e 80 BB. Se A bluffa pi&ugrave; spesso riduce il suo valore<br>\natteso. Questo non &egrave; facile da calcolare. La bluff sequence ottimale<br>\ncorrisponde quindi ai pot odds dell'avversario. Il giocatore B non<br>\nha scampo. A pu&ograve; addirittura rivelargli la sua strategia bluff,<br>\ncomunque B non avrebbe scampo. La premessa &egrave; che A davvero bluffi<br>\nsecondo il principio della casualit&agrave; per non dare punti di<br>\nriferimento a B.<\/p><table style=\"border-top: 1px solid #d2d2d2;border-bottom: 1px solid #d2d2d2;margin-bottom: 12px;margin-top: 12px\" border=\"0\" cellspacing=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"padding-top: 1px;padding-bottom: 1px\"><b>4.4.2. Semibluff<\/b><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table><p>\nIl semibluff &egrave; un raise con una mano<br>\nche probabilmente non &egrave; la migliore ma ha molti outs che la possano<br>\nfar diventare la migliore. Anche in questo caso in un certo senso<br>\ncommettiamo un <i>errore,<\/i>  perch&eacute; diamo all'avversario la<br>\npossibilit&agrave; di rilanciare, cosa che farebbe sicuramente se<br>\nconoscesse tutte le carte. Con questa mossa facciamo finta di avere<br>\nuna mano migliore rispetto a quella che realmente possediamo e quindi<br>\nl'avversario si limiter&agrave; a fare call (difesa contro semibluff vedi<br>\nsotto). <\/p><p>Non effettuare un raise ma solo fare call &egrave; tuttavia<br>\ngi&agrave; un errore secondo il FToP. Fare fold sarebbe un errore ancora<br>\npi&ugrave; grossolano. Investiamo una somma relativamente contenuta<br>\ncon l'obiettivo di indurre l'avversario all'errore secondo il<br>\nFToP. Dato che con il semibluff avremmo diversi outs che possono<br>\nchiudere il nostro progetto, se l'avversario non fa fold, secondo il principio<br>\ndell'equity i costi sarebbero di fatto minori dell'investimento<br>\nimminente. L'ordine di grandezza nel quale l'avversario deve<br>\npassare una mano migliore affinch&eacute; il semibluff sia redditizio &egrave;<br>\nindicato con un esempio: <\/p><p>Se ad es. al turn abbiamo 12 outs e<br>\nnel pot ci sono 8 BB, siamo circa  3:1 underdog e secondo il<br>\nprincipio dell'equity ci <i>appartiene<\/i> il 25% (vinciamo in<br>\nmedia in 1 caso su 4) del pot, ovvero 2 BB. Fare call &egrave; indubbiamente +EV. Con un semibluff e quindi una bet attaccheremmo le 6 BB<br>\nrestanti nel pot (entit&agrave; del pot - equity). Secondo il principio<br>\ndell'equity gi&agrave; il 25% delle proprie bets appartengono ad un<br>\ngiocatore e il 25% di quelle avversarie nel caso in cui egli decida<br>\ndi fare call. Se fa fold invece siamo comunque contenti. Se<br>\nl'avversario fa call i costi di investimento ammontano alla met&agrave;<br>\ndelle bets pagate. <\/p><p>Nella pratica i costi sono effettivamente<br>\nmaggiori perch&eacute; dobbiamo mettere in preventivo un raise da parte<br>\ndell'avversario. In caso di call dell'avversario investiamo<br>\nquindi &frac12; BB per vincere 6 BB. Il rapporto investimento vincita<br>\nammonta a 0,5:6 = 1:12. L'avversario deve fare fold in circa l'8%<br>\ndei casi affinch&eacute; il semibluff sia +EV. (1:12 significa che<br>\nvinciamo 1 volta e perderemmo 12 se giocassimo 13 volte. La<br>\nprobabilit&agrave; di vittoria &egrave; quindi 1\/13. Riportata in centesimi abbiamo 1\/13 ~7,69\/100, quindi circa l'8%. Possiamo fare anche un calcolo<br>\ncon 100 partite: investiamo 100 BB e vinciamo +7,69*13 BB=~100 BB)<\/p><p>Un calcolo preciso &egrave; complicato perch&eacute; dovremmo<br>\nvalutare in maniera esatta con quale probabilit&agrave; l'avversario<br>\npassa, con quale rilancia e con quale uno degli avversari paga se fa<br>\notteniamo la nostra combinazione, per poter dire quanto un call o un semi-bluff siano redditizi. <\/p><p>In questo contesto calcolare in<br>\nmaniera precisa non serve a molto. Il calcolo esemplificativo mostra che la percentuale di fold dell'avversario non deve essere molto alta. Se generalizziamo l'esempio vediamo che pi&ugrave;<br>\nouts abbiamo e pi&ugrave; consistente &egrave; il piatto, tanto minore &egrave; la<br>\npercentuale di fold necessaria da parte dell'avversario. <\/p><p>Rimane da<br>\ndire che con un limitato investimento cerchiamo di indurre<br>\nl'avversario ad un errore grossolano. Non si pu&ograve; difendere<br>\nrilanciando ogni volta perch&eacute; deve considerare che non sempre siamo<br>\nin semibluff bens&igrave; talvolta avremo anche una made hand. Si delinea<br>\nun contesto che dobbiamo perseguire per rendere imprevedibile il<br>\nnostro modo di giocare. In caso di semibluff &egrave; auspicabile che un<br>\navversario faccia fold in modo tale che un semibluff aumenti<br>\nconsiderevolmente l'EV, almeno contro avversari migliori che<br>\nriflettono e riescono a passare anche mani non redditizie. Contro<br>\navversari loose che fanno sempre e comunque call, un semibluff non &egrave;<br>\nredditizio come si pu&ograve; dedurre dal calcolo sopra indicato. Manca la<br>\npercentuale di vincita risultante dai fold occasionali<br>\ndell'avversario.<\/p><p>Un ulteriore vantaggio del semibluff<br>\nconsiste nel fatto che, se formiamo una combinazione, vengono<br>\nraccolte ulteriori bets perch&eacute; l'avversario non capisce che la<br>\ncarta pescata ci ha aiutato, ad es.:difendiamo QTo contro uno<br>\nstealraise, il flop &egrave; K9x rainbow. In questo casi un check\/raise al<br>\nflop pu&ograve; essere buono come semibluff considerando che l'avversario<br>\ndeve passare molte mani del suo stealrange. Se ha K e al turn esce J<br>\nnon capisce facilmente di aver perso. &Egrave; quasi costretto ad<br>\ninfrangere il FToP. Non potete chiedere di meglio.<\/p><p>Dall'esempio<br>\ndi sopra abbiamo dedotto: maggiore &egrave; il pot e migliori sono i pot<br>\nodds, meno spesso gli avversari sono costretti a fare fold affinch&eacute;<br>\nun semibluff sia redditizio. Ne segue secondo la teoria del gioco che<br>\npi&ugrave; il pot &egrave; consistente meno frequentemente dovremmo bluffare, per<br>\nlo meno contro esperti. Nella pratica molti avversari<br>\nnon adattano correttamente la loro call strategy. Per questo motivo i<br>\nbluff e i semibluff sono redditizi solo se il pot &egrave;<br>\nconsistente.<\/p><p>Anche la difesa contro i semibluff pu&ograve; essere<br>\nvista sotto l'ottica del FToP. Dovremmo fare fold o raise. Fare<br>\ncall di regola non &egrave; redditizio perch&eacute; lasciamo che l'avversario<br>\ninsegua un draw a buon mercato. Prendiamo come esempio la 3-bet<br>\ncome la nostra standard-move OoP con una mano forte contro un<br>\navversario: <\/p><p><b>Preflop:<\/b><\/p><p>Hero ha UTG: <br>\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pokerstrategy.com\/wp-content\/uploads\/download\/content\/kartendeck\/as.jpg\" width=\"30\" height=\"40\" hspace=\"2\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pokerstrategy.com\/wp-content\/uploads\/download\/content\/kartendeck\/kh.jpg\" width=\"30\" height=\"40\" hspace=\"2\">, <\/p><p>Hero<br>\nrilancia, BU fa call.<\/p><p><b>Flop: <br>\n<\/b><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pokerstrategy.com\/wp-content\/uploads\/download\/content\/kartendeck\/kc.jpg\" width=\"30\" height=\"40\" hspace=\"2\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pokerstrategy.com\/wp-content\/uploads\/download\/content\/kartendeck\/6c.jpg\" width=\"30\" height=\"40\" hspace=\"2\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pokerstrategy.com\/wp-content\/uploads\/download\/content\/kartendeck\/2d.jpg\" width=\"30\" height=\"40\" hspace=\"2\"><\/p><p>Hero<br>\npunta, BU rilancia.<\/p><p>Hero legge<i><br>\n<\/i>qui il flushdraw avversario o un K<br>\npeggiore o qualcos'altro che &egrave; in svantaggio ed effettua una 3-bet<br>\nper far pagare il massimo ad un eventuale draw avversario. L'avversario ha infranto<br>\nil FToP e deve pagare: fare solo call significherebbe infrangere il FtoP. Se hero ha letto<i><br>\n<\/i>male e l'avversario ha doppia coppia<br>\no set, allora Hero &egrave; andato contro il FToP e deve pagare. Anche in questo<br>\ncaso vediamo la differenza tra modalit&agrave; di gioco 'sensata' e <i>giusta<\/i><br>\n(in base al FToP). Dato che la probabilit&agrave; che l'avversario abbia<br>\nsolo una drawing hand &egrave; di gran lunga maggiore, la 3-bet ha senso.<br>\nHero, che cerca di seguire fedelmente il FToP, finisce nella trappola<br>\nse l'avversario ha la mano migliore e viene costretto ad andare<br>\ncontro il FToP. Il poker &egrave; un gioco con informazioni incomplete dove<br>\nle probabilit&agrave; svolgono un ruolo chiave.<\/p><table style=\"border-top: 1px solid #d2d2d2;border-bottom: 1px solid #d2d2d2;margin-bottom: 12px;margin-top: 12px\" border=\"0\" cellspacing=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"padding-top: 1px;padding-bottom: 1px\"><b>4.4.3. Continuation Bet<\/b><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table><p>\nAnche la continuation-bet al flop deve<br>\nessere vista considerando il FToP. Se non abbiamo formato niente e<br>\nprobabilmente non possediamo la mano migliore, possiamo tentare<br>\neventualmente di aggiudicarci il pot tramite la continuation bet. In<br>\nun certo qual senso &egrave; un pure bluff (se non abbiamo quasi nessun<br>\nout) e\/o un semibluff (se ne abbiamo alcuni).<\/p><p>Se<br>\nnon facciamo una bet l'avversario non far&agrave; fold.<br>\nAndare contro il FToP ci serve per indurre l'avversario a<br>\ncommettere un errore ancora pi&ugrave; grossolano del nostro, foldando.<br>\nL'avversario sa solo che si trova contro una mano probabilmente<br>\n(relativamente) forte e viene messo sotto pressione tramite una bet.<br>\nPu&ograve; fare tranquillamente un errore visto che anche fare call sarebbe<br>\nerrato.<\/p><p>Al turn abbiamo una situazione pi&ugrave; complessa. King<br>\nYao (Pagina 208) offre il seguente esempio: <\/p><p><b>Preflop:<br>\n<\/b><br>\nHero<br>\nha:<br>\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pokerstrategy.com\/wp-content\/uploads\/download\/content\/kartendeck\/ak.jpg\" width=\"30\" height=\"40\" hspace=\"2\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pokerstrategy.com\/wp-content\/uploads\/download\/content\/kartendeck\/qh.jpg\" width=\"30\" height=\"40\" hspace=\"2\"> <\/p><p>Hero fa openraise, un<br>\ngiocatore loose al BB vede. <\/p><p><b>Flop:<\/b><br>\n<br>\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pokerstrategy.com\/wp-content\/uploads\/download\/content\/kartendeck\/kc.jpg\" width=\"30\" height=\"40\" hspace=\"2\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pokerstrategy.com\/wp-content\/uploads\/download\/content\/kartendeck\/7s.jpg\" width=\"30\" height=\"40\" hspace=\"2\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pokerstrategy.com\/wp-content\/uploads\/download\/content\/kartendeck\/6h.jpg\" width=\"30\" height=\"40\" hspace=\"2\"><\/p><p>BB check, Hero bet, BB call.<\/p><p><b>Turn: <br>\n<\/b><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pokerstrategy.com\/wp-content\/uploads\/download\/content\/kartendeck\/2d.jpg\" width=\"30\" height=\"40\" hspace=\"2\"><\/p><p>Se<br>\nHero effettua nuovamente una bet l'avversario vedr&agrave; con qualsiasi<br>\ncoppia. Tuttavia con una bet Hero evita che l'avversario veda inutilmente il<br>\nriver se non ha nessuna coppia. Inoltre con una bet offre al suo avversario loose di fare call con una gut shot, incrementando il suo EV. Il problema &egrave; parecchio interessante se visto dalla prospettiva dell'avversario.<br>\nSe egli ha T9 o T8, non sa quanti outs abbia realmente. Se ad es. Hero<br>\nha pescato KQ, egli ha solo 4 outs e fare call non sarebbe<br>\nredditizio. Se per&ograve; Hero non ha pescato niente (e non ha una pocket<br>\npair), egli ha 10 outs e fare call sarebbe redditizio. Non sa quindi<br>\nse ha 4 o 10 outs. Se pensa di avere 7 (discounted) outs gli<br>\nmancano i pot odds. La continuation bet di Hero al turn con AQo pu&ograve;<br>\nquindi indurlo a prendere una decisione sbagliata.<\/p><h1>5.<br>\nPot Odds e Implied Odds<\/h1><div class=\"emoSubheadbig\">\n5.1. Vincolare al pot\n<\/div><p>L'affermazione dal FToP di Sklansky<br>\nche se l'avversario vince noi perdiamo si riferisce soprattutto<br>\nalle situazioni heads-up. Se giocano pi&ugrave;<br>\ngiocatori ci possono essere situazioni nelle quali contro alcuni<br>\nperdiamo e contro tanti altri vinciamo e alla fine abbiamo quindi<br>\n+EV. Questo &egrave; vero soprattutto in caso di forti draws e starting<br>\nhands speculative perch&eacute; gli avversari hanno poche possibilit&agrave; di vincere se<br>\nleghiamo la nostra combinazione. Se anche loro la formano sono<br>\ncomunque in svantaggio rispetto a noi e hanno poche possibilit&agrave; di<br>\nredraw visto che abbiamo una mano forte. Guadagniamo molto dai nostri draws forti e perdiamo poco (a causa del basso redraw).<\/p><p>Come esempio Sklansky cita il raise con A8s contro avversari<br>\nloose se prima 5 giocatori hanno effettuato un limp (HPFAP, Pag.<br>\n173). Come mostrano i programmi di simulazione l'equity dei<br>\nA8s &egrave; sotto l'equity medio. Per questo un raise sembrerebbe<br>\nassurdo. Ma il punto saliente &egrave; che la sua equity aumenta<br>\ndrammaticamente se formiamo al flop almeno un flushdraw. Ci<br>\naggiudichiamo ca. 1\/3 del pot perch&egrave; in ca. 1\/3 dei casi completiamo<br>\nil nostro colore fino al river (9\/47 + 38\/47*9\/46 = ca. 0,35). I<br>\ngiocatori ad esempio con bottom pair che hanno almeno 12:1 pot odds<br>\nriducono l'equity di un giocatore con ad esempio top pair perch&eacute;<br>\nquesta mano non &egrave; molto forte e pu&ograve; essere facilmente superata.<\/p><p>La nostra equity rimane praticamente intatta dato che molto<br>\nprobabilmente vinciamo se formiamo una combinazione. Tramite un raise<br>\npreflop <i>miglioriamo <\/i>i pot odds per i draws deboli al flop cos&igrave;<br>\nche i giocatori restano pi&ugrave; a lungo nella mano. Se formiamo una<br>\ncombinazione abbiamo raggiunto l'obiettivo: vincolare i giocatori<br>\nloose alla mano e prendere loro soldi.<br>\nQuesto rende il raise preflop attraente nonostante un'equity<br>\ndeficitaria. Al preflop commettiamo un <i>piccolo errore<\/i> per<br>\npoter dopo indurre gli avversari a commettere errori grossolani. Alla<br>\nstessa stregua di Axs si pu&ograve; procedere con suited connectors e<br>\npocket-pair basse.<\/p><div class=\"emoSubheadbig\">\n5.2. Protection\n<\/div><p>Il concetto strategico di aumentare i<br>\npot odds avversari per vincolarli al piatto pu&ograve; valere anche al<br>\ncontrario. Riduciamo i pot odds per indurli a<br>\nlasciare. Questo procedimento &egrave; noto come <i>Protection<\/i>.<br>\nDovrebbe essere applicato se pensiamo di avere al momento la mano<br>\nmigliore ma ancora battibile, ad es. top pair con un buon kicker, con<br>\nqualsiasi board che consenta draws. Cerchiamo di spiegare il<br>\nprincipio con un esempio: <\/p><p>Se al flop ci sono ad es. 8 SB nel<br>\npiatto e l'avversaria fa una bet, un giocatore che crede di avere<br>\nla mano migliore fa raise. Gli altri giocatori che hanno draws deboli,<br>\nad es. un gutshot (11:1 necessari pot odds) e non hanno ancora fatto<br>\ncall, hanno vita dura. <\/p><p>Nel pot ci sono ora 8+1+2=11<br>\nSB ma dovrebbero pagare 2 SB e hanno quindi ancora solo 5,5:1 pot<br>\nodds. A loro conviene fare fold e cedere la quota di piatto che<br>\nspetterebbe loro secondo il principio dell'equity. Se fanno call<br>\ncomunque pagano troppo per i draws. Facciamo un paragone con il caso<br>\nin cui il giocatore in vantaggio fa call: <\/p><p>Adesso ci sono 10 SB<br>\nnel piatto e gli altri giocatori devono pagare un 1 SB ma hanno pot<br>\nodds di 10:1. Possono vedere in maniera redditizia e mantenere la loro<br>\nequity intatta. Un raise porta qundi il giocatore ad una win\/win<br>\nsituation: o soffia all'avversario la sua quota di piatto o lo<br>\ninduce ad un call non redditizio e quindi ad un errore. Anche<br>\nquest'ultima opzione gli andrebbe bene ovviamente.<\/p><div class=\"emoSubheadbig\">\n5.3. Bad Beat\n<\/div><p>In questo contesto vorrei fare una<br>\nconsiderazione relativa alle bad beat: il fatto che gli avversari<br>\ncommettano errori, nell'esempio di sopra fare call senza<br>\navere abbastanza pot odds, non implica necessariamente che perdano<br>\ntutte le mani, allo stesso modo se non hanno fatto errori non significa che<br>\ndebbano vincere nel breve periodo. <\/p><p>Ci siamo arrabbiati<br>\nparecchie volte quando fino al river avevamo la mano migliore, e, dopo<br>\naver creato un piatto consistente, abbiamo comunque perso perch&eacute;<br>\nl'avversario ha pescato una carta insperata. La<br>\nrabbia &egrave; comprensibile ma completamente fuori luogo. Se<br>\nl'avversario non avesse avuto i pot odds necessari, secondo il<br>\nprincipio di Sklansky avrebbe commesso un errore (oppure non si<br>\npreoccupa delle probabilit&agrave; ed &egrave; un fish).<\/p><p>Potete facilmente calcolare l'entit&agrave; dell'errore, cio&egrave; quanto improbabile fosse la<br>\nsua vincita rispetto all'entit&agrave; del piatto. Ciononostante lui ottiene<br>\nil pot. Questo significa per&ograve; che l'avversario ha vinto questa<br>\nvolta e noi perdiamo soldi pur giocando correttamente, ma se<br>\ncommetter&agrave; di nuovo quest'errore in futuro vinceremo contro di lui<br>\nmolti soldi nel lungo periodo. Dovremmo essere contenti di avere al<br>\nnostro tavolo un tale giocatore. Se al tavolo nostro non vediamo bad<br>\nbeats dovremmo considerare l'ipotesi di abbandonarlo perch&eacute; gli<br>\navversari commettono pochi errori.<\/p><h1>6. Conclusione<\/h1><p>Questo articolo vuole offrire<br>\nsemplicemente uno spunto di riflessione sul tema FToP e gli aspetti<br>\nad esso connessi. Questo tema pu&ograve; essere discusso<br>\nall'infinito. I dati di pokertracker e un'attenta analisi<br>\ndelle bet sequences avversarie ci possono far scoprire leaks degli<br>\navversari che dovremmo sfruttare in maniera cinica. <\/p><p>Alcuni<br>\napprocci a questo proposito sono stati gi&agrave; analizzati. Dobbiamo<br>\nricordare che alcune mosse hanno un unico punto di riferimento, il<br>\nFToP. Discostandoci dalla migliore line obiettiva risultante dalla<br>\nconoscenza di tutte le carte, quindi attraverso piccoli errori,<br>\ncerchiamo sempre di indurre l'avversario a commettere errori pi&ugrave;<br>\ngrossolani, oppure seguendo la line obiettivamente migliore cerchiamo<br>\ndi punire gli errori avversari. Non sempre vi riusciamo perch&eacute; il<br>\npoker - come sempre occorre sottolineare - &egrave; un gioco con<br>\ninformazioni incomplete dove le probabilit&agrave; hanno un ruolo chiave,<br>\nma cercare di pensare in quest'ottica e in queste categorie ci<br>\npermette di migliorare il nostro stile di gioco.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il famoso giocatore di poker americano, -teorico e autore di libri David Sklansky nel suo libro The Theory of Poker presenta il fondamento pi\u00f9 importante del poker a suo avviso, il suo Fundamental Theorem of Poker (FToP)<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"inline_featured_image":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"strategy_category":[149],"strategy_level":[112],"class_list":["post-26838","strategy","type-strategy","status-publish","hentry","strategy_category-fixed-limit-argento"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast 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