Aggiornato il 27 Feb 26 da

Non apre la Succursale del Casinò di Venezia.

Dopo che la data annunciata del primo luglio era saltata nemmeno per Ferragosto il mini casinò veronese sarà operativo.

Ne avevamo parlato in un articolo tempo fa. Era preannunciato come l'evento mondano dell'estate: l'apertura, all'interno dell'hotel Leon d'Oro di viale Piave, di una succursale del Casinò di Venezia.


Tavoli del Texas Hold'em Poker, per soddisfare la passione degli ospiti dell'albergo della catena Boscolo Group e qualche cliente esterno.


Oggi invece una notizia ha lasciato tutti carichi di meraviglia... Dopo che la data annunciata del primo luglio era saltata nemmeno per Ferragosto il mini casinò veronese sarà operativo.

«I lavori per attrezzare la sala sono fermi», fanno sapere dalla reception dell'albergo, «e la direzione generale di Padova non ha ancora dato ulteriori disposizioni in merito».

Agli appassionati dell'azzardo, insomma, non resta che rivolgersi alla casa madre, dove peraltro la clientela veronese non si fa desiderare. Sono infatti oltre 37mila i veronesi che entrano al Casinò di Venezia. Nella sede mestrina di Cà Noghera o in quella storica di Cà Vendramin Calergi sul Canal Grande, i giocatori veronesi (pari al 4,3% del totale) puntano soprattutto sulle slot machines, dove non mancano le opportunità di grosse vincite. Ai 37mila veronesi si debbono poi aggiungere 1056 cinesi, residenti in provincia.


Secondo dati diffusi dalla direzione del Casinò veneziano, il 67,8% dei  giocatori è di sesso maschile e le ore preferite per tentare la sorte sono quelle serali, tra le 20 e le 24. Il Casinò di Venezia fa poi sapere che il 46% dei giocatori ha un'età media compresa tra i 30 e i 49 anni, il 12% ha meno di 30 anni e gli over 70 costituiscono il 6% degli ingressi totali. Il 76,4% di chi entra al Casinò utilizza una tessera da 10 euro, mentre solo il 2,2% è in possesso di una tessera permanente e può quindi fregiarsi del titolo di "aficionado".

«Devo dire», chiarisce Mauro Pizzigati, presidente della casa da gioco lagunare, «che alcuni giocatori veronesi in realtà raggiungono Cà Vendramin solo per cenare al ristorante del Casinò, per partecipare a eventi, alcuni addirittura solo per visitare le stanze che furono di Richard Wagner. Nelle nostre due sedi», conclude Pizzigati, «in un anno entrano un milione e 60mila persone, di cui l'82,8% italiani. Ma la clientela straniera comincia a farsi sentire: il 10,5% arriva dalla Cina e a seguire contiamo giocatori americani, albanesi, rumeni e francesi».