La Divina Commedia - quarto canto
Il nostro eroe e il suo duca Traxxer giungono oggi nel girone dei moderatori e fanno la conoscenza di alcuni importanti membri dello staff. Vieni a seguire l'ennesima avventura dal manoscritto di PokerStrategy.com!
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| cerberum terrorizza il protagonista nel terzo canto |
Non hanno pace il nostro antenato di PokerStrategy.com e il suo vate , le cui gesta - raccontate nel manoscritto che abbiamo trovato nelle segrete di Gibilterra - stiamo faticosamente traducendo per voi e riportando ogni quindici giorni.
Ecco le precedenti puntate della Divina Commedia di PokerStrategy.com:
Nell'avventura di oggi i due approdano nel girone dei moderatori e devono sottostare alle bizze di questi esseri mitologici che spesso vediamo imperversare all'interno del forum.
Ma non ci dilunghiamo in inutili descrizioni. Facciamo invece parlare la penna del nostro antenato, che ci racconta in versi questo agghiacciante incontro. Buona lettura!
tra 'l muro de la terra e li martiri,
lo mio maestro, e io dopo le spalle.
Stanco che fui di tal noiosi giri
tirai uno rutto a modo d'obiezione
e disse a me: "Quel che ora ammiri
è 'l loco de la sobria perdizione,
di quei che combattevan la gazzarra:
de li moderatori è lo girone".
Ma non poté finir ciò di cui narra
che imbottigliati fummo ne l'ingorgo,
con gl'altri in coda a un'abbassata sbarra.
In un vociar di grida allor mi sporgo
e guardo di qual blocco siamo ostaggio:
quand'ecco, dal casello appar
e dice: "Se vi preme lo passaggio
per camminar di tal cammino andando
allor dovete darmi lo pedaggio".
E 'l duca mio: "Ma che, stiamo scherzando?
Io sono il boss, e questo analfabeta
soldi da me, impunito, va cercando?"
Ma quello più rispondi e men s'accheta
e poiché 'l duca non vuol dar la grana
pagar a me tocca anco sua moneta.
Poscia che superammo la dogana
lo vate mio a 'l sentiero s'accedette
che ne la valle del girone spiana.
Vidi in quel loco coar87:
piangea lacrime amare il pokerista,
e volea fuggir via, ma poi ristette.
"Cosa ti cruccia, amico romanista?
Quale castigo atroce ti fu dato?
Forse che t'han levato udito e vista?"
"Peggio!", rispose lo malcapitato,
"al sol paragonarlo a la mia pena
ciò che tu dici nulla saria stato".
"Addirittura! Qual tragedia piena!"
rispos'io ribollendo di terrore,
"t'han rotto denti, braccia, gambe, schiena?"
"Sarebbe stato, quel, quasi un favore,
se confrontato a lo mio orrendo strazio,
che mi condanna a viver nel dolore".
"Orbene, fa' capir qual è tuo dazio!
Lebbra? Colera? Gotta? Peste nera?".
"Indosso la maglietta de la Lazio!".
Poi corse singhiozzando nella sera,
e a seguir lui, spostando li suoi ossi
vidi anco un'altra alma trista e nera:
era l' buon sarchio: andava in fra li fossi,
e mentre in vita avea laziale vanto
portava or la maglietta di De Rossi.
Quand'ecco apparir che d'un canto
urlava: "CoZa Tici? Zei un kretino!"
apostrofando lmig che gli era accanto.
L'un di Reggio Calabria e l'un trentino
fuor condannati da chi qui soggiorna
ad insultarsi sera e poi mattino.
"Terronen!", lo atesino stizzo sforna
e l'altro con accento ancor men chiaro
gli fa: "Mannaja... Mo' t' spasciu i corna".
Fuggito ratto e lesto qual giaguaro,
di nuovo m'apparì proprio di fronte
un'altra alma che chiedea denaro.
Chiamasi karitao e fin dal Piemonte
per carità dimanda a tutti 'l fio.
Ma ecco là sbucar tetro 
dimonio cui avevamo dato addio
ne 'l primo canto, e fa: "Non hai 'l permesso
di ricever monete. Solo io,
che a l'infernale loco rendo accesso,
posso denareggiar chi qui riposa!".
"Non solo lui, ma anco lì a l'ingresso"
feci io la spia, stizzito e sanza posa,
" a li passanti chiede dote"
e quei: "Chi? Come? Quale? Perché? Cosa!??!",
e non fur chete le lanose gote
poi che 
cadde svenuto ed io fuggii a man vuote.
Fine del quarto canto.
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