Editoriale - Essere liberi
Ecco la storia di ragazzi magnifici. Privati del primo fondamentale diritto dell'Uomo, quello del lavoro, hanno reagito traendo dal poker tutta la libertà che questo gioco è capace di offrire.
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| "Il possente" Bobby Charlton |
Da adolescente avevo due passioni: il calcio e la letteratura. Non sono passioni molto somiglianti, ma avevano il pregio di essere perfettamente intercambiabili: potevo giocare a pallone quando c'era il sole e chiudermi in casa a leggere quando invece era buio o pioveva. Naturalmente, in qualche modo, tentavo insanamente di coniugare i miei due amori, e spesso andavo a comprare infami libracci di terza serie sul gioco del calcio sperando di scovare un capolavoro.
Fu durante uno di questi tentativi che lessi il piccolissimo stralcio che sto per mostrarvi, scritto dal romanziere britannico Chris Pierson nel suo racconto "L'anno d'oro":
"In tutto il mondo, ci dicono, in ogni momento ci sono un tot di persone che nascono, muoiono, concepiscono un figlio, oppure si trovano una pistola puntata addosso. A me piace pensare che in ogni istante da qualche parte nel mondo un giocatore dilettante qualsiasi stia segnando un gol straordinario. È successo a chiunque abbia giocato a calcio. In qualche occasione, forse anche una volta sola, abbiamo spedito la palla in gol da 25 metri, lasciando di sale il portiere, oppure abbiamo incornato il pallone (a occhi chiusi ovviamente) spedendolo nel sette come una fucilata. Non tutti gli sport offrono questa emozione.
Quante volte può capitare, andando alla piscina comunale, che qualcuno batta il record del mondo? Eppure, per la legge delle probabilità, ogni domenica un panzone bolso che passa le giornate al pub segna un gol splendido quanto quelli dell'inarrivabile Pelé e del possente Bobby Charlton. Può accadere ovunque e se si sa aspettare abbastanza succederà praticamente dappertutto. È questo il bello del calcio: qualche momento sublime, molti episodi ridicoli, e tutto ciò che sta nel mezzo tra i due opposti".
Il potere della semplicità
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| Vendettaaaa... |
Se già mi piaceva il gioco del pallone, dopo aver letto tutto questo la freccia di Cupido scoccò dritta verso il mio sterno. Ecco, finalmente, spiegato da chi sapeva dirlo molto meglio di quanto non sapessi fare io, il motivo per cui giocare a calcio mi faceva stare così bene. Mi sentivo libero. Per un momento, anche solo per pochi attimi, non esistevano più problemi. E tutto, di colpo, era semplice. Semplice come può esserlo avere l'unico obiettivo di gettare una piccola sfera dentro un grosso parallelepipedo. Semplice.
Ora - lo dico con una certa nostalgia - seguire il calcio mi annoia. Ma ho ritrovato quella sensazione di libertà laddove non credevo affatto di poterla trovare: in un gioco d'intelligenza e di logica che la maggior parte della popolazione depreca senza capirne la forza. L'ho fatto, in tempi recenti, proprio pochi giorni fa, quando per caso mi sono imbattuto in un thread del nostro forum che mi ha molto colpito.
Il suo autore è blakangeldgl2, e l'argomento è estremamente complesso, pur nella sua semplicità. Questo ragazzo ha la mia stessa età, 34 anni, ha una moglie e un figlio di 12. Nemmeno sei mesi fa la vita gli ha tirato una mazzata che tanti di noi hanno già sperimentato, privandolo del posto di lavoro in un momento in cui riuscire a farsi assumere da over 30 è un'impresa che ha del titanico.
Saper ricominciare
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| Solo per schiene forti |
Lui, con la tipica forza di ogni giovane papà che darebbe la propria vita per un sorriso di un figlio, ha deciso di non piangersi addosso e di rimboccarsi le maniche. In un momento in cui il destino gli ha imposto legacci e corde, relegandolo fuori dal mondo del lavoro, lui ha preso in mano la propria vita, l'ha schiacciata sul palmo contro un mouse, ha raccolto tutti i mesi passati a studiare il poker e s'è dato da fare. Con grinta, con sacrificio, con dedizione. E, soprattutto, con il peso di un'intera famiglia sopra le spalle.
Quello che blakangeldgl2 sta facendo ha dello straordinario, perché la sua prova non è paragonabile a quella di chi gioca per divertirsi o di chi grinda la sera per arrotondare. Lui lo fa per vivere. Dai suoi click, dalle sue giocate, dal suo autocontrollo, dipende attualmente il futuro economico della sua famiglia. È qualcosa che non auguro a nessuno. Giocare con questo peso dev'essere distruttivo per il mindset. Occorrono una forza d'animo e una fiducia sconfinate, per fare tutto questo.
Poi, andando avanti a leggere il thread, scopro che questo ragazzo non è solo. Altri, come lui, hanno scelto di prendere la stessa strada. Nella maggioranza dei casi non è una scelta, ma un'arrampicata sull'unica pericolante scaletta trovata all'interno di un vicolo cieco. Ma tanti ragazzi hanno in comune la stessa incredibile storia: il poker ha dato loro una via d'uscita. Quello stesso gioco deprecato e infamato dalle masse, denigrato dalla gente per bene, osteggiato da professori e genitori. Quello stesso gioco che in mezzo mondo vorrebbero vietare, che fra gli americani (il popolo che l'ha inventato) è considerato un crimine paragonabile alla pedofilia, che i bempensanti hanno bollato come immorale.
Un mestiere duro
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| Il grande Stu Ungar |
Quello stesso gioco dà a un sacco di ragazzi la possibilità di vivere, in un mondo (quello serio, quello onesto, quello moralmente corretto) che ha deciso di estrometterli negando loro il primo fondamentale diritto umano: il lavoro. Il lavoro, che oggi somiglia più a un privilegio. Non il guadagno, si badi bene, e nemmeno una pensione d'invalidità, ma soltanto il lavoro: semplicemente l'essere in qualche modo utili a questo pianeta, nulla di più.
In questo vergognoso abominio che è la disoccupazione forzata, blakangeldgl2, zancle69, jama1969, m0rpheus81 e chissà quanti altri ragazzi stanno sperimentando la stessa prova di coraggio. Hanno scelto una strada in salita, irta di difficoltà. E non lo dico io: lo diceva il più grande di tutti, quel genio che rispose un giorno al nome di Stu Ungar.
"Il poker è un mestiere duro. Non permettere a nessuno di dirti che non è così. [...] E se non ci credi veramente, allora sarai tu il prossimo agnello condannato al macello".
Voi ci credete e lo state facendo davvero, e questo per me è del tutto degno di rispetto. E sono certo che la vita vi offrirà ancora tante chance, perché credo che in fondo in fondo esista una giustizia. Nel frattempo, continuate a trarre tutta la libertà possibile da un gioco libero, mentre la gente continuerà a ignorarlo, denigrarlo e seppellirlo nella mediocrità.
Siete magnifici, ragazzi, lo penso davvero.
[Forum] Il POKER come ancora di salvataggio
by n10juan



