Concetti: Protection
Introduzione
In questo articolo
- Quando dovete proteggere la vostra mano
- Protection in piatto raised e unraised
Cosa è la protection?
Come appare evidente "protection" significa "protezione; proteggere". Una definizione generale del principio della protection è il seguente: "Bisogna proteggere le proprie mani forti con delle puntate e dei rilanci. Ci si vuole assicurare il piatto, ridurre gli avversari e non offrire loro una possibilità di far completare i loro draw deboli".
Quando bisogna proteggere?
Bisogna tentare di proteggere la propria mano nel migliore dei modi possibili quando si ha una legittima supposizione che si potrebbe avere la mano migliore. Grosso modo si può partire da questo presupposto con una top pair o meglio. Con pochi avversari si può essere in vantaggio anche con delle mani peggiori. Pertanto, NON ha senso proteggere una mano che probabilmente non è la mano migliore!
Naturalmente c'è l'inganno. Infatti, io non influenzo l'azione dell'avversario. Se non vuole passare non lo fa e io non posso impedirgli di vincere con una scala runner runner mandando a farsi benedire i miei due assi. Tuttavia, non deve necessariamente passare, dal momento che perderà indipendentemente da quello che decide di fare, come edremo in seguito.
Perché la protection è così importante?
Tutti quelli che hanno imparato il Limit Hold’em su PokerStrategy si sono sentiti dire di lasciare perdere lo slowplay e di proteggere le proprie mani. La maggior parte dei giocatori probabilmente segue questa regola, ma forse in molti si sono chiesti perché cacciare dalle mani potenziali clienti paganti.
Scegliamo un esempio dando note tutte le mani degli avversari: tutti passano fino al MP1 che è molto loose e vede con 9 












Se si inseriscono le mani corrispondenti in Equilator, al flop vengono calcolate le seguenti pot-equities:
- MP1: 21 %
- Hero: 62 %
- Button: 17 %
Naturalmente i soldi nel piatto non ci appartengono più e a partire dal flop dobbiamo calcolare da capo il provento del nostro investimento. Eseguiamo il tutto con 3 scenari. Al flop nel piatto ci sono 7,5 SB.
- MP1 bet, Hero call, Button call
- MP1 bet, Hero raise, Button call, MP1 call
- MP1 bet, Hero raise, Button fold, MP1 call
Ora osserviamo l'entità del piatto per gli scenari corrispettivi, le pot-equities eventualmente modificate, i nostri investimenti ed il valore atteso di questa puntata.
Per a) Non abbiamo rilanciato e abbiamo sbagliato. Il piatto resta a tre. Il button ha soltanto delle overcard, ma pot odds pari a 9,5:1 e dal momento che conclude l'azione può dare correttamente uno sguardo al turn. La nostra pot-equity resta del 62%. L'entità del piatto è di 10.5 SB. Dal punto di vista statistico ci appartengono 10,5 x 0,62 = 6,5 SB. Abbiamo già pagato 1 SB, quindi in questa variante abbiamo un EV di + 5,5 SB.
Per b) Rilanciamo ed entrambi vedono. Il button fa un call corretto in base al Teorema fondamentale del poker. I suoi pot odds corrispondono a 10,5:2. L'EV del button è di (0,17 x 10,5) - 0,83 x 2 = 0,13 SB (Non consideriamo gli implied odds, dal momento che il button non ha un draw per il nuts e spesso non avrà nemmeno la mano più forte, anche se migliora la propria combinazione. Non ho calcolato la seconda puntata di MP1 al flop poiché si bilancia con il pericolo di una 3-bet oppure un cap). Naturalmente nella vita reale questo call lascia dei dubbi, perché il button non sa di avere 6 outs e in genere ne ha all'incirca 4. Visto che nessuno ha passato la mano, le pot equites non cambiano nemmeno. L'entità del piatto corrisponde a 13,5 SB e a noi appartiene il 62 % di equity (13,5 x 0,62 = 8,4 SB). Con un investimento di 2 SB al flop il nostro EV è di + 6,4 SB.
Per c) Abbiamo protetto con successo. Il numero degli avversari si è ridotto, il button ha effettuato un fold non corretto dal punto di vista del teorema fondamentale del poker. Quali ripercussioni ha sulle pot equities?
In base a PokerStove la pot equity è del 78 % per noi. Se confrontiamo i valori prima del fold del button (Hero aveva il 62 % ed il button il 17 %) possiamo vedere che l'equity, alla quale il button ha rinunciato passando, si è aggiunta quasi interamente alla nostra pot equity. Bisogna sempre tenere a mente che l'equity delle persone che passano non viene quasi mai distribuita in modo simmetrico alle persone rimaste in gioco. Infatti, la parte del leone viene trasferita sulla mano migliore. (Il maestro Sklansky (senza voler infangare Sua maestà!) non lo descrive in modo corretto sulle pagine 25 e 26 del libro "Theory of Poker"). Calcoliamo ancora una volta: 11,5 SB nel piatto, la nostra equity è del 78%. Il nostro EV è di 11,5 SB x 0,78 - 2 SB = + 7,0 SB.
Il tutto è stato spiegato con l'aiuto di un esempio e naturalmente bisogna dire che la questione di un fold o call da parte dell'avversario di Hero deve avere una risposta individuale per ogni mano. Per noi vale che un call debole è ancora più vantaggioso, dal momento che la pot equity del caller è ancora più esigua.
Tuttavia, questo non cambia il dato di fatto che un modo di giocare imperniato sulla protection risulta SEMPRE corretto. Nella situazione sopra descritta sarebbe un errore colossale non rilanciare. Non dipende da Hero se l'avversario volente o nolente decide di vedere due puntate in un colpo solo o fare fold.
Ci si dovrebbe ricordare a tutti i costi la seguente cosa:
- Se un giocatore passa, la sua pot equity non viene distribuita simmetricamente sui giocatori restanti, ma il più delle volte gran parte di essa, se non tutta, viene trasferita alla mano migliore.
Risulta chiara una cosa: il raise al flop mette Hero in una posizione di gioco a somma positiva. Indipendentemente da cosa decida il button, Hero avrà sempre un EV maggiore rispetto alla situazione in cui Hero non rilancia. Tutti i giocatori che vorrebbero avanzare di limite dovrebbero imprimersi questo concetto nel cervello.
Come si protegge meglio?
Per scegliere la strategia di protection migliore bisogna chiedersi alcune cose al flop:
- Potrei avere la mano migliore?
- Quale azione c'è stata al pre-flop?
- Qual è la mia posizione nei confronti di un eventuale pre-flop aggressor?
- Quanto minaccioso e soggetto a draw è il board?
Naturalmente la prima domanda è essenziale se bisogna provare a proteggere la propria mano. Per rispondere a questa domanda ci vorrebbe troppo tempo in questa sede. Approfondiremo questo argomento nella sezione del post-flop per gli advanced.
Per l'argomento dell'azione al pre-flop ci si dovrebbe porre le seguenti domande:
- Qualcuno ha rilanciato?
- Se non siamo stati noi, chi è stato?
- Risulta più probabile che siamo seduti a sinistra o a destra del raiser al pre-flop?
- Quali draw offre il board?
- A quali draw possiamo rendere la vita difficile se vengono affrontati con due puntate anziché con una?
In genere si cerca di affrontare il maggior numero di avversari possibile con il maggior numero di puntate possibile per farli passare. Molti avversari vedono una puntata senza pensarci due volte. Nel caso di due puntate, invece, riflettono se forse non è meglio passare. Esempi classici sono i gutshot oppure i 5-outer per una two pair, ai quali si vorrebbero guastare volentieri i pot odds. Ci si dovrà porre sempre la domanda se è preferibile puntare oppure fare un check-raise. Un check-raise ha il vantaggio di dare uno sguardo all'azione, ma lo svantaggio di poter regalare fatalmente una free card. Per tale motivo si dovrebbero sempre avere dei buoni motivi per effettuare un check-raise. Presentiamo ora alcuni scenari:
Protection in un unraised pot
I pot unraised non sono particolarmente sostanziosi. Se si crede di poter avere la mano migliore si dovrebbe puntare SEMPRE. In caso di piatti piccoli basta quasi sempre una singola puntata per difenderci contro i draw deboli! Quasi SEMPRE un tentativo di check-raise in un pot unraised rappresenta un errore! Se c'è una puntata prima si dovrebbe rilanciare naturalmente (se si considera la propria mano sufficientemente forte) per poter affrontare degli avversari con 2 puntate.
Protection in a raised pot
Quando state giocando un piatto rilanciato dovete sempre stare attenti su chi è l'aggressore preflop (assumendo che non siate voi) e stare attenti sulla vostra posizione relativa nei suoi conferonti.
Siamo stati l'aggressore; qui esiste soltanto un approccio: continuate ad essere l'aggressore e puntate. Se un giocatore punta prima di voi rilanciate se pensate di avere ancora la mano migliore.
Non siamo stati il raiser e agiamo subito prima dell'aggressore: ora diventa interessante perché qui la posizione del pre-flop raiser assume importanza.
| ESEMPIO |
Pre-flop: Hero è BB con T 

3 fold, MP1 (TAG) raise, 3 fold, CO call, button call, 1 fold, Hero call
Flop: (8 SB) 4 

(4 giocatori)
Hero ???
Siamo seduti a destra dell'aggressore, quindi agiamo poco prima di lui: il modo corretto di giocare è quella di puntare! Dobbiamo partire dal presupposto che l'aggressivo MP1 punta al flop se facciamo check. I nostri avversari loose vedranno una puntata con molte mani al flop, in modo tale che in genere non riusciamo ad affrontare un avversario con due puntate. Se gli avversari hanno pagato una puntata al flop, non passeranno nemmeno per un'altra. In questo esempio non possiamo proteggere la nostra top pair. Per tale motivo proviamo a sfruttare l'aggressore puntando prima di lui. Non di rado un TAG rilancia al flop con delle overcard e forse un backdoor flush draw riuscendo in tal modo ad eliminare gli avversari ed eventualmente protegge per noi la nostra mano.
Se al flop tocca a noi poco prima del pre-flop aggresssor, spesso una puntata è la soluzione migliore per proteggere la nostra mano!
Non siamo stati il raiser, siamo seduti alla sua sinistra e agiamo quindi direttamente dopo di lui.
In questo esempio siamo seduti dall'altra parte rispetto al pre-flop raiser.
| ESEMPIO |
Pre-flop: Hero è BB con J 

2 fold, UTG+2 call, 1 fold, MP2 call, 2 fold, Button raise, 1 fold, Hero call
Flop: (8,5 SB) 5 


Hero ???
Il flop è rainbow ma coordinato, in modo tale che i giocatori possono avere in mano dei gutshot. Tuttavia, un TAG punterà probabilmente anche con delle overcard. La migliore strategia di gioco sarebbe: Hero fa check con l'intenzione di effettuare un check-raise di fronte ad una puntata in late position. Crediamo che gli avversari facciano check ed il button punterà. Qui possiamo tentare un check-raise ed affrontare gli avversari direttamente con due puntate.
Se l'aggressore al pre-flop è seduto alla nostra destra e possiamo partire dal presupposto che punterà al flop, allora il miglior modo di proteggere la propria mano è quello di fare un check-raise!
Non siamo stati il raiser e siamo seduti di fronte all'aggressore: qui intendiamo uno scenario secondo il quale tocca prima a voi con una mano decente in un piatto con 4 giocatori. Sia prima dell'aggressore che dopo di lui deve agire ancora un giocatore. Ora la questione è se si vuole puntare al flop oppure fare un check-raise. Come spesso accade, la risposta è: dipende! Proponiamo due esempi:
| ESEMPIO |
Pre-flop: Hero è BB con 7 

3 fold, MP1 call, 2 fold, CO (Tight-Passive) raise, button call, 1 fold, Hero call
Flop: (8,5 SB) 2 


Hero ???
Dovremmo puntare o tentare un check-raise? Qui Hero dovrebbe puntare! Con la sua overpair ha buone probabilità di avere la mano migliore, al board vi sono soltanto rag ed è rainbow, quindi non offre molti draw. In questo esempio valgono due cose. Innanzitutto potrebbe bastare una puntata per far passare gli avversari. Inoltre, con un giocatore passivo al post-flop che ha rilanciato al pre-flop non possiamo essere sicuri che punterà del tutto al flop. Ovviamente una free card sarebbe una catastrofe.
| ESEMPIO |
Pre-flop: Hero è BB con 7 

3 fold, MP1 call, 2 fold, CO (LAG) raise, Button call, 1 fold, Hero call
Flop: (8,5 SB) 4 


Hero ???
Partiamo dalla stessa situazione di 3) e abbiamo nuovamente i nostri due sette. Questa volta il pre-flop raiser è MOLTO aggressivo e ha effettuato già diverse volte delle continuation bet con delle overcard. Questa volta al flop arriva 4h, 6h, Jc. Una overcard nella playing zone ed un two-suited board. Non rappresenta il massimo per i nostri sette. Hero dovrebbe fare prima check per attendere. L'eventuale check-raise non ha soltanto l'obiettivo di proteggere a tutti i costi, ma serve anche a sapere se una protection ha senso e non si è già battuti. Se MP2 fa check, l'aggressore al pre-flop punta ed il button passa, ALLORA si può effettuare un check-raise per eliminare MP2 ed affrontare soltanto il CO che potrebbe avere delle overcard. Se però dopo il nostro check MP2 punta, il CO ed il button fanno call, o se addirittura c'è un raise, allora si può essere sicuri di essere in svantaggio e si può passare.
Riepiloghiamo gli elementi a favore di una bet o di un check-raise al flop:
Bet al flop:
- Non siamo sicuri che qualcuno punterà
- Vediamo una buona possibilità che un giocatore aggressivo rilanci dopo di noi proteggendo eventualmente la mano per noi
- Una freecard sarebbe una catastrofe
- Un'unica puntata potrebbe essere sufficiente per far passare gli avversari
Check/raise al flop:
- Possiamo essere quasi sicuri che un giocatore alla nostra destra punti (importante!!!!!)
- Una free card non sarebbe necessariamente una catastrofe (piuttosto raro per mani che si vuole proteggere con un check-raise)
- Non si è sicuri se si ha la mano migliore e si vuole vedere se una protection-move abbia senso
- In base alla struttura del board si crede sia possibile far passare delle mani affrontate con una doppia bet che farebbero un call corretto per una puntata soltanto
Protection al turn
Premettiamo che qui vengono discusse delle situazioni rare nelle quali si interrompe un tentativo di protection al flop per proseguire con esso al turn. Aspettare con la protection fino al turn è QUASI SEMPRE un errore e per tale motivo si dovrebbe ignorare il capitolo "When the pot is extremely large" da pag. 163-166 di "Small Stakes Hold'em", poiché la teoria è fallace. Per spiegare cosa intendiamo con protection al turn presentiamo una mano da "How good is your Limit Hold'em?"
| ESEMPIO |
Pre-flop: Hero è UTG con K 

Hero raise, 2 fold, MP1 call, 1 fold, MP3 call, 3 fold, BB (aggressive) call.
Flop: (8,5 SB) Q 


BB check, Hero bet, MP1 call, MP2 call, BB raise, Hero ???
Hero calls.
In questa situazione è consigliabile fare soltanto call ed aspettare cosa porta il turn. Con un raise si potrebbero affrontare entrambi gli avversari con due bet, ma hanno già visto al flop e avrebbero pot odds di almeno 15:2, anche in caso di una nostra 3-bet. A ciò si aggiunge che ai giocatori non piace passare al flop se hanno già investito dei soldi. Dal momento che il BB è un giocatore aggressivo, possiamo partire dal presupposto che punterà anche al turn. Avremo la posizione ottimale per affrontare i nostri avversari con 2 bet. Se vediamo il check-raise del BB al flop, il piatto sarebbe di 9,25 BB dopo una sua puntata al turn. Se rilanciamo ora gli avversari ricevono pot odds di soli 11.25:2, il che potrebbe rappresentare un motivo migliore per passare rispetto ai pot odds di 8:1 che i nostri avversari avrebbero in seguito ad una nostra 3-bet al flop, anche perché si tratta "soltanto" di small bet. Qui abbiamo una situazione tipica nella quale possiamo eliminare un giocatore con un gutshot o un two pair draw. Come già detto nella sezione teorica: se non dovessero passare riusciamo ad trarre il massimo valore dalla nostra mano, dal momento che qui in genere Hero ha la pot-equity maggiore.
Tuttavia, come già accennato, questi casi sono rari e necessitano delle seguenti condizioni:
- Gli avversari, l'entità del piatto ed il board ci fanno pensare che anche altri raise al flop non farebbero passare alcun avversario
- Si è relativamente sicuri che al turn punterà un avversario nei confronti del quale siamo in posizione per poter affrontare gli avversari con 2 puntate
L'ultimo punto è particolarmente importante e senza queste condizioni il tutto non avrebbe senso.