Aggiornato il 13 Mar 26 da

Heads-up IP: raise turn o raise flop?

Introduzione

In questo articolo

  • Perché non si rilancia al flop
  • Perché si rilancia al turn
  • Quando si rilancia al flop

In questo articolo si analizza la situazione particolare in cui ci si trova in posizione al flop e l'avversario possiede l'iniziativa. Questa situazione si realizza, ad esempio, quando si rilancia al preflop e si riceve un controrilancio dai blind oppure quando ci si trova nel BB e si vede uno stealraise da parte dello SB.

Punto di partenza di questo articolo è che voi possediate una mano abbastanza forte per pensare seriamente a un rilancio da effettuare in una delle successive strade. Vengono tralasciate quindi quelle situazioni in cui si fa direttamente fold oppure si gioca soltanto un calldown legato puramente all'equity con uno showdownvalue marginale.

Questo articolo si prefigge di chiarire se in una determinata situazione bisogna scegliere il rilancio diretto al flop oppure il call al flop con la possibilità di un rilancio al turn.

Tenete in mente che la linea di gioco "call flop, raise turn" non prevede necessariamente il rilancio al turn. A seconda della turncard, è possibile ovviamente optare anche per un calldown o persino per un fold diretto. Ciò potrebbe risultare logico e ovvio, tuttavia in questo articolo assume un ruolo importante.

Per soddisfare le condizioni sopracitate, bisogna innanzitutto trovare una risposta alla domanda: a partire da quale momento una mano risulta rilanciabile?

Da che momento una mano risulta rilanciabile?

In un primo momento si potrebbe pensare: non appena si possiede una certo vantaggio di equity, è possibile rilanciare la mano. Di seguito, però, verrà dimostrato che questa corrispondenza non è automaticamente corretta.

Per rispondere a pieno a questa domanda, verranno analizzati diversi scenari. Innanzitutto uno scenario svantaggioso: l'avversario controrilancerà con qualsiasi mano migliore in risposta al vostro raise e farà solo calldown con tutte le mani più deboli.

Di seguito vengono riportati i costi e i profitti per ciascuna linea di gioco (raise flop; call flop, raise turn; calldown):

Raise Flop
Profitti (postflop): 3 BB
Perdite (postflop): 3,5 BB

Raise Turn
Profitti (postflop): 3,5 BB
Perdite (postflop): 4,5 BB

Calldown
Profitti (postflop): 2,5 BB
Perdite (postflop): 2,5 BB

Questi valori non richiedono sicuramente ulteriore spiegazione. Dopo un rilancio al flop e un calldown dell'avversario si vincono 3 BB al postflop. Se invece l'avversario controrilancia e voi fate calldown, perderete 3,5 BB. La stessa cosa succede con la linea raise turn e calldown.

Come si presenta quindi il valore atteso EV al postflop per ciascuna linea di gioco in relazione ai diversi valori di equity = p(win) della vostra mano?

EV in relazione alla probabilità di vincita

Line
p(win) = 0,51
p(win) = 0,54
p(win) = 0,67
Raise Flop -0,185 0,01 0,855
Raise Turn -0,42 -0,18 0,86
Calldown 0,05 0.2 0,85

I valori indicati sopra sono stati calcolati mediante un foglio di lavoro Excel relativamente semplice, che serve per calcolare l'EV di una linea in relazione ai valori di equity e al rapporto Profitti/Perdite.

Scarica il foglio di lavoro Excel

Nella prima colonna la vostra mano presenta un'equity del 51%. Sebbene abbiate qui un vantaggio di equity, sia la linea raise flop che la linea call flop, raise turn presentano un valore atteso negativo, in quanto in base alle condizioni date l'avversario controrilancerà con qualsiasi mano migliore. Questa previsione è sì molto pessimistica, tuttavia illustra chiaramente la tendenza per cui un vantaggio di equity risicato non giustifica automaticamente un rilancio.

Nella colonna centrale la mano possiede un'equity del 54%. Questa è la prima volta che, in questa situazione, un rilancio, in particolare il rilancio al flop, presenta un valore atteso positivo. Ciò nonostante, si può chiaramente notare che qui il semplice calldown possiede pur sempre un valore atteso superiore.

Nella terza colonna la mano possiede un'equity del 67%. Soltanto in questo momento il rilancio al turn diventa la scelta migliore in virtù dei presupposti pessimistici.

Questo esempio dovrebbe chiarire l'importanza dei Reversed Implied Odds (RIO) e la necessità di tenerli sempre in considerazione. I reverse implied odds si generano quando, nonostante un controrilancio avversario, non si può fare fold e si finisce per dover pagare profumatamente l'avversario con una mano più debole. A quel punto, si perde di più con una mano più debole rispetto a quanto si potrebbe vincere con una mano più forte. In particolare nella linea "call flop, raise turn" ciò fa sì che venga richiesta una maggiore equity per poter giocare questa linea for value in maniera redditizia.

Perché la linea standard "call flop con eventuale raise al turn" è la più indicata

Finora la linea "call flop, raise turn" è stata presentata come la cosiddetta linea standard e a buon motivo. Di seguito, verrà chiarito perché la linea call flop, con la rivalutazione al turn e la possibilità di un rilancio è da preferire come linea standard al raise diretto al flop.

Bilanciamento
IL CALL FLOP È BILANCIATO

Un punto fondamentale che è nella linea "call flop, raise turn" il call al flop è perfettamente bilanciato. Se, ad esempio, decidessimo di rinunciare completamente alla linea "call flop, raise turn" e al suo posto rilanciassimo subito al flop con qualsiasi mano rilanciabile, l'avversario si renderebbe subito conto che dopo un flopcall possediamo soltanto una mano marginale, con la quale intendiamo portare avanti un progett in modo economico oppure arrivare allo showdown. In questo modo, saprà anche che dopo una turnbet non sussiste il pericolo di rilancio. Inoltre, a quel punto l'avversario effettuerà molto spesso un 2nd barrel, in quanto il nostro handrange risulta molto debole e faremo spesso fold al turn dopo un'altra bet.

Se invece decidessimo di fare solo call al flop con qualsiasi mano rilanciabile e di riconsiderare tutto al turn, allora il nostro flopcall non svelerà alcuna informazione sulla nostra mano.

In questa situazione, il nostro handrange è così ampio che l'avversario non riuscirà a formulare read precisi sul nostro gioco. Dall'altro lato, potremmo essere orientati a un calldown basato sull'equity con una mano debole oppure A-high e potremmo avere anche un draw, che giocheremo passivamente in quanto non si intravede alcuna foldequity.

Potremmo rilanciare anche con un draw o con una made hand in seguito a un'altra turnbet avversaria. In breve, è possibile effettuare qualsiasi azione. L'avversario non potrà escludere un nostro rilancio. A quel punto, l'avversario ci penserà probabilmente due volte se effettuare un 2nd barrel oppure eventualmente fare solo check. Ciò ci risulta vantaggioso solo se abbiamo un draw e possiamo prenderci una freecard oppure se effettuiamo un bluffcall, per cui possiamo bluffare in seguito al check.

RILANCIARE TUTTO AL FLOP RENDE QUASI IMPOSSIBILE UN CORRETTO BILANCIAMENTO

In un primo momento si potrebbe pensare che non c'è nulla di male a rilanciare al flop con tutte le mani giocabili. Al flop si potrebbe rilanciare con un mix di made hand, semibluff o persino bluff veri e propri, assicurandosi un sufficiente bilanciamento del rilancio al flop e impedendo all'avversario di attribuirvi una mano precisa. Il problema del bilanciamento si presenta qui con i call al flop.

Persino nel caso in cui i vostri rilanci al flop siano perfettamente bilanciati, incontrerete alcune difficoltà a bilanciare i call al flop inevitabili in una strategia di poker intelligente. Poiché in questo caso la linea "call flop, raise turn" non dovrebbe quasi esistere per voi, un call al flop significherebbe subito che avete una mano non abbastanza forte per un rilancio e con la quale state facendo un peel al turn oppure state progettando un calldown per equity.

Un giocatore esperto se ne renderà conto e di conseguenza sfrutterà la situazione a suo vantaggio. A quel punto, saprà che al turn o passerete la mano dopo un'altra puntata oppure al massimo effettuerete un calldown. In questo caso, potrebbe effettuare valuebet molto ridotte contro di voi, in quanto è consapevole che avreste già rilanciato al flop tutte le mani forti.

Giungiamo quindi alla conclusione: se al flop aveste la scelta o di rilanciare sempre con tutte le mani rilanciabili oppure di fare sempre call, allora sarebbe sicuramente meglio fare sempre call.

Quasi tutti gli avversari hanno difficoltà a giocare al turn OOP con iniziativa

In linea del tutto generale, si dice che numerosi giocatori implementino una debole strategia di gioco al turn quando si trovano out-of-position (OOP) e possiedono l'iniziativa. Considerando il fatto che con la linea "call flop, raise turn" si trasferisce l'azione al turn, si può attaccare questo punto debole nella strategia avversaria e costringerlo a sbagliare. I punti deboli della maggior parte dei giocatori sono i seguenti:

MEGLIO LA BLUFFINDUCTION CHE FAR FOLDARE MANI CON OUTS

Per lo meno teoricamente, con un rilancio al flop si ha la possibilità di indurre l'avversario a passare la mano dotata di outs. Se invece si fa solo call al flop, l'avversario farà molto spesso bet al turn, grazie alla quale vincerete un BB in più rispetto al fold al flop. Dall'altro lato, però, l'avversario ottiene la possibilità di vedere il turn quasi gratuitamente dopo la sua bet. Cos'è meglio? La possibilità di un bluffinduce oppure portare al fold gli outS ed evitare un suckout? Facciamo un esempio a tal riguardo:

Preflop: Hero is BB
SB raises, Hero calls.

Flop: (4SB)
SB bets, Hero?

Piatto: 4 SB + Conti-Bet = 5 SB

Ammettiamo che l'avversario abbia esattamente 6 outS al flop, che potrebbe passare al flop dopo un rilancio. Un out corrisponde a 2,2%, per cui la possibilità di pescarne al turn è di circa 13%.

Il valore atteso EV del rilancio è, in questo caso, facilmente calcolabile; se l'avversario fa fold sarà pari a 5 SB.

Se invece fate call al flop e ricevete un'altra puntata dall'avversario, allora il piatto conterà 7 SB (lA SB ancora presente nel piatto, in quanto avete fatto call al flop, viene ignoratA, poiché non rappresenta qui alcun profitto) e voi avete un'equity dell'87%. In questo caso si origina un EV di


EV (Call Flop) = 0,87 x 7 SB - 0,13 x 3 SB = 5,7 SB

Se quindi al turn ricevete la bluffbet, è più redditizio ricevere un'altra BB da un 6-outer in un piatto così piccolo che portarlo direttamente al fold al flop.

Dal punto di vista empirico, in circa il 70% dei casi si gioca una continuationbet al turn. Persino in tal caso, però, l'EV(Call Flop) sarebbe pari a
5,2 SB.
6 outs sono pertanto un limite approssimativo. Se l'avversario passa più outs, allora sarete contenti del fold. Se l'avversario passa meno outs, allora avreste preferito la bluffbet al turn.

La situazione diventa più problematica se l'avversario possiede, ad esempio, solo 3 out (~7%). In tal caso, si avrebbero i seguenti valori


EV (Call Flop) = 0,93 x 7 SB - 0,07 x 3 SB = 6,3 SB
EV(Call Flop / 70% BluffBet Turn) = 0,93 * 6,4 – 0,07 * 3 = 5,7SB

In questo caso, il valore di una bluffbet è logicamente maggiore.

Si capisce quindi che può essere del tutto appropriato evitare di portare al fold le mani dotate di outs al fine di ricevere un'altra puntata al turn. La quantità che si perde nel momento in cui Villain riesce a vedere il turn è inferiore rispetto alla bet in più che Villain effettuerà al turn.

Di norma, gli avversari non passeranno quasi mai al flop mani con 6 o più outs, per cui quando l'avversario fa fold, si tratterà di solito di una mano con pochissimi outs. In generale, si può affermare che, in presenza di avversari che presentano una naturale tendenza elevata a puntare al turn, il valore della bluffinduction supera il valore di "l'avversario deve passare gli outs". Per contro, un rilancio al flop è meglio se l'avversario presenta una tendenza molto ridotta a puntare al turn e passa direttamente numerose mani trash.

Nella pratica, però, la maggior parte di giocatori (TAG compresi) si contraddistingue per un valore di continuationbet al turn tendenzialmente troppo elevato piuttosto che troppo basso. Questa è una strategia di gioco molto diffusa, che fa sì che il gioco al turn OOP diventi un tallone d'Achille per numerosi avversari. In molti casi si verifica che i giocatori decidano di puntare nel momento in cui il board e/o l'avversario non consentono praticamente più alcuna puntata.

Nei 3 esempi riportati di seguito (Button = BB), SB possiede un range del 70%, con cui fa openraise.

ESEMPIO 1

Preflop: Hero is BB with Q, 5
SB raises, Hero calls.

Flop: T, 3, 2 (4SB)
SB bets, Hero folds.

Flop-equity: 34,7%

Considerando che Villain effettua qui un 2nd barrel con una parte molto ampia del suo range, in presenza di avversari aggressivi persino l'intero range, è necessario passare al flop le mani marginali con equity inferiore al 37% con le quali avreste forse fatto call, in presenza di altri avversari. Giocando contro simili avversari, potete stare sicuri che molto spesso, se non sempre, verrà effettuato un 2nd barrel, per cui il loose peel al flop diventa svantaggioso.

ESEMPIO 2

Preflop: Hero is BB with Q, 3
SB raises, Hero calls.

Flop: T, 3, 2 (4SB)
SB bets, Hero calls.

Turn: 2 (3BB)
SB bets, Hero raises (Hero calls è un'altra opzione)

In questo esempio, riuscite a trarre profitto dal fatto che Villain punterà con moltissime mani più deboli, che avrebbe eventualmente passato direttamente al flop dopo un raise oppure avrebbe passato dopo un vostro raise al flop e bet al turn. In entrambi i casi, riuscite a vincere di più con il flopcall. Dall'altro lato, dopo un controrilancio potete avere la certezza di essere in svantaggio rispetto a un avversario attento e pertanto potete fare fold. In caso di controrilancio al flop, la situazione sarebbe più complicata, in quanto l'avversario potrebbe controrilanciare un 3 più debole o persino un 2 più debole oppure giocare quello che per lui sarebbe un rebluff.

Qui va aggiunta la necessità di bilanciare ovviamente il flopcall. Se al flop faceste soltanto equitycall* e call con mani monster, allora la linea non risulterebbe ben bilanciata, in quanto non rilanciate gli equitycall se rimanete unimproved al turn né fate call con la mano monster al turn. In questo modo, l'avversario avrebbe un easy fold con praticamente tutte le mani dopo un rilancio al turn. Solo includendo nella linea made hand e made hand deboli, riuscite a costringere l'avversario a effettuare un calldown con mani deboli e a pagarvi.

*Equitycall: per equitycall si intende un call con una mano marginale (di solito senza coppie), che viene effettuato per via dell'equity sufficiente contro il raisingrange dell'avversario. Ulteriori informazioni in merito sono disponibili ai seguenti link:

Heads-up al flop OOP: C/C flop senza iniziativa - con showdownvalue
Gioco al turn OOP senza iniziativa con showdownvalue

ESEMPIO 3

Preflop: Hero is BB with T, 2
SB raises, Hero calls.

Flop: T, 3, 2 (4SB)
SB bets, Hero calls.

Turn: 2 (3BB)
SB bets, Hero raises

Si tratta di una valueline standard. Al flop avete formato una twopair, che al turn è diventata addirittura un full house. Il vostro flopcall induce l'avversario a effettuare un'altra puntata con la maggior parte del suo range. Inoltre, il board è del tutto innocuo per l'avversario. Questi vi attribuirà spesso T e vi farà addirittura un controrilancio con un T forte e sicuramente con una overpair, dopo di cui potrete fare cap.

NUMEROSI AVVERSARI SI FANNO FACILMENTE INTIMIDIRE DA UN RILANCIO AL TURN

Se con una stessa mano, su uno stesso board e contro gli stessi avversari, giocate talvolta la linea "call flop, raise turn" e talvolta la linea "raise flop", vi renderete conto che riceverete un controrilancio al flop molto più spesso che al turn. È una cosa del tutto logica, in quanto al flop l'avversario deve proteggere contro eventuali draw ed evitare di distribuire freecard. In altre parole, controrilancerà con molte più mani rispetto a quanto farebbe in seguito a un raise al turn.

Ciò nonostante, è vero che numerosi avversari controrilanciano al turn con troppe poche mani. Si fanno facilmente intimidire da un vostro rilancio al turn apparentemente forte e osano un controrilancio for value solo con mani molto forti. Pertanto le vostre perdite contro una mano più forte non sono spesso superiori rispetto a quelle subite in caso di rilancio diretto al flop. Al contrario, i vostri profitti contro mani che vi fanno calldown sono invece maggiori a causa del rilancio al turn.

ESEMPIO 4a

Preflop: Hero is BB with Q, 7 Villain is SB with T, 7
SB raises, Hero calls.

Flop: T, 8, Q (4SB)
SB bets, Hero raises, Villain calls down.

Win: 3 BB

Preflop: Hero is BB with Q, 7 Villain is SB with T, 7
SB raises, Hero calls.

Flop: T, 8, Q (4SB)
SB bets, Hero calls.

Turn: 5 (3BB)
SB bets, Hero raises, SB calls down.

Win: 3,5 BB

ESEMPIO 4b

Preflop: Hero is BB with T, 7 Villain is SB with Q, 7
SB raises, Hero calls.

Flop: T, 8, Q (4SB)
SB bets, Hero raises, Villain 3-bets, Hero calls down.

Loss: 3,5 BB

Preflop: Hero is BB with T, 7 Villain is SB with Q, 7
SB raises, Hero calls.

Flop: T, 8, Q (4SB)
SB Bets, Hero calls.

Turn: 5 (3BB)
SB bets, Hero raises, SB calls down.

Loss: 3,5 BB

Stesso board, stesse mani ma due linee di gioco diverse. Nell'esempio 4a siete riusciti a dominare un avversario con una toppair contro una midpair. Dopo un rilancio al flop, la maggior parte degli avversari farà calldown. Dopo un call flop, invece, la maggior parte degli avversari giocherà bet/calldown al turn. In questo caso, con la linea "call flop, raise turn" si vince di più rispetto al rilancio diretto al flop.

Nell'esempio 4b, le carte vengono invertite. Questa volta siete voi ad essere dominati. Se rilanciate al flop, riceverete di solito un controrilancio da una toppair, contro il quale effettuerete di norma un calldown. Se invece rilanciate al turn, numerosi giocatori con in mano una toppair/kicker debole si faranno spaventare e non avranno più il coraggio di controrilanciare, per cui un rilancio al turn vi comporta la stessa perdita di un rilancio al flop. Ovviamente, in questi casi gli avversari e la vostra immagine al tavolo risultano sempre determinanti. Tuttavia, nella prassi, succede molto spesso di ritrovarsi con dei setup, grazie ai quali si riesce a vincere di più con la linea "call flop, raise turn" che con un raise al flop, mentre si perde la stessa somma se ci si trova in svantaggio. Ne consegue, quindi, che in media il call al flop è da preferire al raise al flop.

A tal proposito facciamo un altro esempio:

ESEMPIO 5a

Preflop: Hero is BU with Q, J
Villain is SB with Tx, 8x, Gutshot oppure OESD
Hero raises, SB 3-bets, Hero calls.

Flop: T, 8, Q (7SB)
SB bets, Hero raises, SB calls (down).

In questo caso, Villain farà calldown con T oppure 8 mentre con il gutshot o l'OESD procederà probabilmente al river dove farà poi fold.

Contro la made hand riuscite a vincere quindi 3 BB, mentre contro il draw 2BB.

Win: 2BB-3BB

ESEMPIO 5b

Preflop: Hero is BU with Q, J
Villain is SB with Tx, 8x, Gutshot oppure OESD
Hero raises, SB 3-bets, Hero calls.

Flop: T, 8, Q (7SB)
SB bets, Hero calls.

Turn: 4 (4,5BB)
SB bets, Hero raises, SB calls (down).

Facendo call al flop e raise al turn si perde quindi contro le mani più forti, che però al turn non controrilanceranno più tanto spesso quanto farebbero con un raise al flop e un calldown dopo una 3-bet. Si riesce però a vincere di più dalle mani più deboli che vi fanno calldown, in quanto si sposta l'action alla street più cara, il turn appunto.

Win: 2,5BB-3,5BB

FARE CHECK AL TURN COMPORTA C/C OPPURE C/F, MA QUASI MAI C/R

Un ulteriore punto debole riscontrabile negli avversari che giocano OOP al turn è che la linea checkraise al turn con iniziativa non è praticamente quasi mai fattibile. Facendo, ad esempio, call al flop si ottengono numerose informazioni utili. In effetti, se l'avversario fa check al turn, allora ciò comporterà quasi sempre o check/fold oppure check/call(down). Se l'avversario non riesce a bilanciare il check al turn con un checkraise, dichiarerà necessariamente di avere un punto di debolezza. Ciò vi consente di effettuare più spesso un bluffcall oppure di fare valuebet minimali in risposta a un check.

ESEMPIO 6

Preflop: Hero is BB with 8, 3 / 4, 4 / 2, 2
SB raises, Hero calls.

Flop: J, 3, 6 (4SB)
SB bets, Hero calls.

Turn: 5 (3BB)
SB checks, Hero bets

ESEMPIO 7

Preflop: Hero is BB with 8, 7 / 9, 8 / 7, 4
SB raises, Hero calls.

Flop: J, 3, 6 (4SB)
SB bets, Hero calls.

Turn: 2 (3BB)
SB checks, Hero bets

Su questo board potete stare più che sicuri che qualora l'avversario faccia check al turn possiede una mano debole. Voi potete quindi effettuare due piccole valuebet con mani del tipo 33 oppure una piccola pocket, e ciò nonostante avere una certa sicurezza di trovarvi in vantaggio.

Il tutto viene ad esempio bilanciato mediante bluffcall, con i quali giocate esattamente la stessa linea. In questo modo, sarà molto difficile per l'avversario giocare qui in maniera ottimale contro di voi e sarà costretto a fare calldown anche con A-high/K-high e quindi a pagare le vostre due piccole valuebet.

Questa strategia ha senso solo contro un determinato tipo di avversario. Un avversario che farà sempre calldown dopo un check al turn non è certo indicato per una bluffbet. Se però la strategia dell'avversario presenta una lacuna così evidente, si può tranquillamente rinunciare al bilanciamento e sfruttare tale difetto effettuando valuebet minimali dopo i check al turn oppure prendendo la freecard nel momento del bisogno.

GLI AVVERSARI FANNO PIU' SPESSO FOLD AL TURN

Un rilancio al turn risulta tendenzialmente più forte rispetto a un rilancio al flop e produce una maggiore foldequity con la maggior parte degli avversari. È un paradosso considerando che l'avversario riceve odds persino migliori con la linea "call flop, raise turn" rispetto alla linea "raise flop, bet turn". Con la linea "call flop, raise turn", l'avversario riceve odds di 1:6 in un piatto rilanciato e addirittura di 1:7 in un piatto controrilanciato. Con la linea "raise flop, bet turn", l'avversario riceve odds di 1:5 in un piatto rilanciato e di 1:6 in un piatto controrilanciato.

Sebbene gli avversari ricevano odds migliori in seguito al raise al turn, molti di essi tendono a foldare molto più spesso dopo un raise al turn che dopo un raise al flop e un'altra bet al turn. A questo punto, si può sfruttare questa percentuale maggiore di foldequity facendo solo call al flop con i draw e rilanciando in presenza di turn accettabili.

ESEMPIO 8

Preflop: Hero is BB with J, 9
Villain is SB with A, 2
SB raises, Hero calls.

Flop: 2, T, Q (4SB)
SB bets, Hero calls.

Turn: 7 (3BB)
SB bets, Hero raises, SB folds.

ESEMPIO 9

Preflop: Hero is BB with J, 9
Villain is SB with A, 2
SB raises, Hero calls.

Flop: 2, T, Q (4SB)
SB bets, Hero raises, SB calls (down).

L'avversario sarà incline a passare la sua lowpair dopo un rilancio al turn, più che dopo un rilancio al flop. In risposta a quest'ultimo, opterà di solito per un calldown sempre che non scendano carte troppo negative per lui.

Se l'avversario è quindi in grado di passare una coppia al turn, allora dovreste spostare al turn la vostra azione aggressiva con i draw. Se invece la possibilità che l'avversario passi una coppia è solo frutto della vostra immaginazione, allora dovreste chiaramente ridurre la frequenza dei bluff e rilanciare quasi esclusivamente for value. Tenete presente, tuttavia, che con J, 9
il rilancio al turn risulta appropriato anche contro un avversario vincolato allo showdown, in quanto potrebbe passare eventualmente un A-high o in particolare un K-high.

Rinunciare ai flopraise per paura di turncard scarse

L'argomentazione "visto che al turn possono scendere tantissime carte scadenti con cui non si può rilanciare, allora preferisco rilanciare direttamente al flop" è del tutto infondata. Sicuramente da qualche parte avrete letto questa affermazione o l'avete persino applicata. La logica alla base di questa affermazione supporta un errore fondamentale. Mentre nel No-Limit rilanciando al flop si può impedire che l'avversario veda il turn, nel FL raramente si fa fold dopo un flopraise, in particolare nel caso in cui al preflop ci siano state più di tre bet.

La linea "call flop, raise turn" contiene sì il rilancio al turn nella sua denominazione, ma non lo prevede necessariamente. Applicando questa linea, si fa call al flop con l'obiettivo di rilanciare al turn. Se però scendono carte particolarmente negativa, allora si può chiaramente rinunciare a questo obiettivo e optare per un calldown o persino in rari casi fare direttamente fold. Se quindi al turn scende una carta così negativa da rendere impossibile il raise pianificato, allora potete persino rallegrarvi di non aver rilanciato al flop, in quanto la situazione è drasticamente peggiorata e possibilmente non siete più i favoriti. Grazie alle maggiori informazioni che si ottengono vedendo la turncard, sarete anche in grado di prendere decisioni più precise e appropriate.

L'AUMENTO SOSTANZIALE DI EQUITY VI FORNISCE MAGGIORI INFORMAZIONI

Se una mano registra un aumento considerevole di equity passando dal flop al turn, allora la linea "call flop, raise turn" risulta più efficace. Grazie al massiccio aumento di equity al turn si possono prendere decisioni più adeguate invece di rilanciare al flop. In questo modo, non si corre il rischio di pentirsi del rilancio effettuato al flop nel momento in cui al turn scende una carta particolarmente negativa.

Un esempio in merito è rappresentato dalla seguente mano:

Hero: 88
Villain: TT+,AJs+,KJs+,AJo+,KJo+

Preflop: Hero (CO) raises, Villain (BB) 3-bets, Hero calls.
Flop: 267r

Vi trovate dinanzi a un flop a voi propizio. Grazie al 58,3% di equity vi trovate momentaneamente in vantaggio, ma non si tratta di un vantaggio così netto.

In pratica, ciascun turn comporta un aumento di equity:

Turn: Blank (2,3,6,7) Equity: 64%
Turn: Carte buone (4,5,9,T) Equity: 66%-69%
Turn: Carte ottime (8) Equity: 98%
Turn: Carte scarse (J,Q,K,A) Equity: 42% (J,Q) e 32% (K,A)

In ogni caso la turncard comporta quindi un aumento di equity. Se scendono blank oppure carte buone, la decisione da prendere è ovvia: si rilancia al turn, così come si era programmato dopo il flopcall.

Se invece scende una carta scadente, del tipo J, Q, K,
A, allora non sarà più possibile rilanciare al turn bensì soltanto fare call. Dipenderà poi concretamente dall'avversario se riuscirete ad effettuare un fold al turn con un A o K. Il punto fondamentale è che, come sì è detto, non si può evitare la turncard. Dopo un raise al flop, la foldequity tende quasi a zero.

Riepilogo della linea standard call flop con possibile raise al turn

La linea call flop con la possibilità di rilanciare al turn è pertanto da considerare come linea standard per i seguenti motivi:

  • Non si rivelano informazioni sulla propria mano, né dopo il call al flop né dopo il raise al turn.
  • Al turn non bisogna necessariamente rilanciare. Si può decidere in base al turn con la possibilità di fare, grazie alle maggiori informazioni, scelte più appropriate.
  • Si sfruttano meglio le lacune presenti nella strategia di gioco OOP degli avversari.
  • La linea "call flop con possible raise turn" riduce al minimo il rischio di exploitation.

Quando è opportuno rilanciare anche al flop

Anche se la linea "call flop, (raise) turn" è da preferire come linea standard rispetto al rilancio al flop, non bisogna certo escludere completamente la possibilità di rilanciare direttamente al flop. Anche se, in base alle teorie di gioco, un raise al flop non è assolutamente indispensabile, questo consente di sfruttare determinati punti deboli dell'avversario e applicare una strategia di gioco incentrata sull'exploitation contro determinati tipi di avversari. Si gioca quindi una linea di exploitation nel momento in cui si crede di essere più scaltri dell'avversario. Di seguito verranno riportate alcune falle tipiche presenti nella strategia di gioco degli avversari, che possono essere sfruttate in modo mirato mediante un rilancio al flop.

L'avversario punta molto raramente al turn

Se l'avversario non è incline a puntare al turn troppo spesso, allora, il vostro piano di rilanciare la turnbet viene annientato. Se vi trovate di fronte un avversario che punta al turn solo con made hand, allora è di solito più appropriato rilanciare direttamente al flop con le mani forti nell'intento di vincere un SB in più.

Un esempio in merito è rappresentato dalla seguente mano:

ESEMPIO 10

Preflop: Hero is BU with 7, 7
Hero raises, BB 3-bets, Hero calls.

Flop: 4, 2, 3 (6,5SB)
BB bets, Hero calls.

Turn: 3 (4,25BB)
BB checks, Hero bets, BB calls.

Un avversario passivo potrebbe benissimo fare solo check al turn con A-high. L'avversario è consapevole di avere fin troppi outs per fare fold e pertanto vuole evitare di rincarare eccessivamente il suo presunto draw. In questo caso, un raise al flop sarebbe più indicato per vincere un SB in più.

Preflop: Hero is BU with 7, 7
Hero raises, BB 3-bets, Hero calls.

Flop: 4, 2, 3 (6,5SB)
BB bets, Hero raises, BB calls.

In questo caso, la differenza è costituita da una SB. Se voi rilanciate al flop e l'avversario vi fa calldown con A-high, riuscirete a spillargli 3 BB al postflop. Se invece temporeggiate fino a turn dove potrete solo puntare, poiché Villain non punterà più bensì farà check, allora riuscirete a vincere soltanto 2,5 BB.

L'avversario presenta un valore "fold to floparaise" particolarmente elevato

Questo punto non richiede quasi alcuna spiegazione. Se il valore "fold to flopraise" dell'avversario è elevato, allora è decisamente meglio rilanciare direttamente al flop anziché aspettare il turn, premesso che abbiate una mano con la quale intendete realmente generare foldequity. Con una made hand, con la quale intendete raggiungere un calldown da parte di una mano più debole, sarebbe sbagliato rilanciare al flop, se esiste una maggiore probabilità di ricevere un calldown rilanciando al turn.

Un valore "fold to flopraise" standard è pari a 15%-20%,
tutti i valori chiaramente superiori possono essere indicativi di una falla e pertanto essere attaccati. Ciò nonostante, il valore dovrebbe essere sensibilmente superiore; a partire da un valore "fold to flopraise" pari o superiore al 30%, si può già pensare di rilanciare con any two card al flop.

L'avversario effettua al turn dei fold deboli 

Se in seguito a un rilancio al flop, l'avversario, senza neanche pensarci, effettua un calldown con A-high, mentre fa fold in seguito a un vostro rilancio al turn, allora è vantaggioso rilanciare direttamente al flop con una made hand al fine di ottenere il citato calldown da A-high.

Il fatto che l'avversario effettui al turn weak fold indica semplicemente che il valore "fold to turnraise" è decisamente superiore rispetto al valore "fold to flopraise". Al turn l'intervallo standard è pari a 20%-25%. Anche in questo caso, il valore deve essere chiaramente superiore, ossia oltre il 30% o persino il 35%, per costituire un motivo valido. Questo punto si applica tuttavia solo in relazione a una made hand. In queste circostanze, un semibluffraise verrebbe giocato al turn.

Villain effettua spesso checkraise al turn con iniziativa

Si tratta sicuramente di un caso meno frequente in quanto l'avversario effettua molto raramente un checkraise con iniziativa al turn. Ciò nonostante, questa variante ricorre e vi crea problemi se state applicando la linea "call flop, raise turn".

Di seguito vengono riportati i cambiamenti che vi interessano:

È PIU' DIFFICILE EFFETTUARE VALUEBETS CON MANI MARGINALI

Ammettiamo che abbiate fatto call al flop con una made hand debole e che il PFA vi faccia check al turn. In questo caso, potrete molto spesso essere certi di avere ancora la mano migliore e pertanto effettuare 2 piccole valuebet contro il suo A-high o una mano simile.

Se invece Villain, oltre alla linea C/F e C/C, gioca spesso al turn anche la linea C/R con iniziativa, vi sarà molto più difficle puntare con una made hand debole. Il rischio di un checkraise è elevato e voi avete reverse implied odds. Per questo motivo, sarete costretti a fare checkbehind con le made hand deboli nonostante il vostro vantaggio di equity.

Villain giunge quindi al river investendo appena 1SB.

AL TURN VILLAIN NON FARA' COSI' SPESSO CHECKRAISE DOPO UN FLOPRAISE

Dopo un flopraise Villain tenderà più che altro a controrilanciare direttamente al flop invece che fare solo call con l'intento di fare checkraise al turn. Da un lato, questa linea risulta molto potente, per cui Villain dovrà aspettarsi che al turn passerete le made hand deboli; dall'altro, Villain rischia delle freecard tentando di fare checkraise al turn. Se tuttavia giocate contro un avversario che anche dopo un flopairse fa spesso checkraise al turn, allora dovreste cogliere l'occasione per un raise for freecard.

È PREFERIBILE SOSTITUIRE UN BLUFFCALL CON UN FREECARDCALL

Un avversario facilmente incline al checkraise al turn non è propriamente indicato per un bluffcall al flop. La teoria alla base del bluffcall prevede che, qualora Villain abbia fatto check al turn, passerà la mano per un numero molto elevato di casi.

Se però si gioca contro un avversario che in seguito a un check al turn con iniziativa raramente fa fold mentre spesso e volentieri fa checkraise, allora effettuando un bluffcall vi ritroverete in situazioni difficili da gestire.

Come tecnica di adaptation dovreste procedere nel seguente modo: se intendete effettuare bluff veri e propri, dovreste farlo al flop, in quanto un bluff puro con 2 SB è più vantaggioso rispetto a un bluffcall fallimentare. Con i draw decenti, invece, si può nuovamente pensare a un cosiddetto freecardcall.

ESEMPIO 11

Preflop: Hero is BB with 9, 6 oppure 7, 3
SB raises, Hero calls.

Flop: J, 8, 5 (4 SB)
BB bets, Hero???

Se pensate di riuscire a portare l'avversario a passare una mano come A2o, allora sarebbe meglio rilanciare al flop con 7, 3, in quanto a causa del rischio elevato di C/R un bluffcall potrebbe diventare inutilmente caro.

Con 9, 6, invece, sarebbe ottimale fare semplicemente call al flop. Se l'avversario punta al turn, allora potete fare semibluff. Considerando che gioca diverse made hand forti secondo lo schema C/R turn, il suo bettingrange ne viene indebolito e contiene più mani che potrebbe passare dopo un rilancio. Se invece l'avversario fa check al turn, gli sarete grati per la freecard e avrete la speranza di migliorare al river.

Turn: 2 (6 SB)
BB checks, Hero checks behind dopo call flop con 9, 6
BB bets, Hero raises

Attenzione: se dopo un vostro checkbehind al turn l'avversario effettua comunque un check al river, dovrete fare attenzione con i bluff. Avrete dei problemi di bilanciamento, in quanto il vostro checkbehind al turn molto raramente è sinonimo di made hand. In questo modo, un avversario scaltro potrebbe effettuare al river efficaci herocalls contro di voi.

Raise for Information

Il rilancio effettuato al flop contro avversari dalla strategia semplice può essere un'occasione ottimale, ma soprattutto conveniente, per ottenere informazioni su come si è messi con la propria mano. La cosa importante è che potete sfruttare al meglio le informazioni acquisite. Spesso i giocatori rilanciano for information al flop oppure per stabilire come sono messi. In molti casi se ricevono un controrilancio sapranno come sono messi, però non potranno fare fold al turn a causa dei pot odds e faranno quindi call al river per via delle dimensioni corpose del piatto. In questo caso, Hero ha pagato qualcosa per ottenere le informazioni richieste senza però poterle realmente sfruttare. Nella maggior parte dei casi, sfruttare un raise for information significa eventualmente trovare una buona via d'uscita per fare fold. Esempi:

ESEMPIO 12

Preflop: Hero is BB with 4, 4
SB raises, Hero calls.

Flop: 7, K, 3 (4SB)
SB bets, Hero raises

In questo esempio, in base alla reazione dell'avversario al vostro raise, potete ottenere ottime informazioni sulla reale forza della vostra mano. Se ricevete un controrilancio, allora potrete effettuare direttamente un fold su questo board contro avversari attenti. Questo fold vantaggioso vi costa appena 1 BB.

Preflop: Hero is BB with 4, 4
SB raises, Hero calls.

Flop: 7, K, 3 (4SB)
SB bets, Hero raises, SB 3-bets, Hero folds.

Se invece l'avversario vede soltanto il rilancio, con molta probabilità avrete la mano migliore e potrete effettuare piccole valuebet al turn e al river, finché non scende una carta particolarmente meschina.

Preflop: Hero is BB with 4, 4
SB raises, Hero calls.

Flop: 7, K, 3 (4SB)
SB bets, Hero raises, SB calls.
Bet se Turn & River sono favorevoli.

A questo punto, ipotizziamo che la vostra mano sia 53. Anche in questo caso un raise for information al flop risulta appropriato. L'unica differenza è che in seguito a un controrilancio non potrete fare direttamente fold al flop.

ESEMPIO 13

Preflop: Hero is BB with 5, 3
SB raises, Hero calls.

Flop: 7, K, 3 (4SB)
SB bets, Hero raises, SB 3-bets, Hero calls.

Turn: 2/7/8/9/T/J/Q/K/A
SB bets, Hero folds.

Turn: 4/6
SB bets, Hero calls.

Turn: 3/5
SB bets, Hero raises

Considerando che al flop avete ancora gli outs utili per una twopair, trip e backdoorstraight, dovete fare di nuovo call al flop. Se al turn scendono carte che non vi aiutano, allora potrete fare fold. L'azione raise/fold al flop vi costa esattamente quanto la linea "call flop, call turn", con la differenza però che potete valutare decisamente meglio la vostra posizione e contemporaneamente dare all'avversario la possibilità di passare un 6-outer. Se l'avversario fa call al flop, si tratta esattamente dello stesso giochetto usato con 44.

Preflop: Hero is BB with 5, 3
SB raises, Hero calls.

Flop: 7, K, 3 (4SB)
SB bets, Hero raises, SB calls.

Bet se Turn & River sono favorevoli.

Effettuando un raise for information, bisogna chiaramente fare attenzione a non giocare proprio contro un maniac, in quanto questa tipologia di giocatori potrebbe notoriamente rilanciare con qualsiasi mano in qualsiasi situazione. In questo caso, non ricavereste alcuna informazione e nella peggiore delle ipotesi avrete soltanto dei RIO molto elevati, e, nonostante l'ulteriore azione avversaria, sarete costretti a fare calldown.

In questo caso è essenziale che l'informazione ricavata dal raise sia anche utilizzabile proficuamente. Nella maggior parte dei casi significa riuscire a fare fold in seguito a una determinata azione avversaria.

Se in questo esempio aveste un 93s anziché 44 e oltre alla coppia di 3 anche un flushdraw, allora il raise for information risulterebbe inappropriato, in quanto dopo un controrilancio da parte dell'avversario saprete di essere in svantaggio ma non potrete neanche fare fold (o meglio non prima del river) avendo ancora il flushdraw.

Ciò nonostante, il rilancio può essere corretto anche per altri motivi, ma non si tratterebbe di un raise for information in senso stretto.

Villain tende a controrilanciare al turn

Un buon motivo per cui, nella maggior parte dei casi, è appropriato giocare la linea "call flop, raise turn" è che moltissimi avversari controrilanceranno al turn solo con mani molto forti e faranno solo calldown persino con le mani più forti rispetto a quella con cui avete appena rilanciato al turn.

Dall'altro lato, però, ciò significa anche che, proprio nel momento in cui l'avversario si dimostra incline a controrilanciare al turn, il rilancio al flop risulterà più efficace. In questo caso, il problema è essere spesso costretti a pagare il massimo se l'avversario controrilancia con mani semiforti. Se poi una parte non sfruttabile di tali controrilanci al turn sono anche bluff, allora non potrete effettuare fold efficaci in risposta a una 3-bet. In questo modo, con le mani marginali favorite dovreste evitare di avere RIO elevati, che scaturiscono rilanciando al turn e ricevendo un controrilancio da qualsiasi mano migliore. A tal proposito, date un'occhiata ai fogli di lavoro Excel.

Per ovviare a questo problema, è meglio, come si è detto, rilanciare al flop anziché giocare la linea "call flop, raise turn".

Ciò non significa ovviamente dover rilanciare al flop con una mano rilanciabile contro una avversario molto aggressivo. Se ad esempio avete una mano molto forte, con la quale volete avere la massima azione possibile, potrete sfruttare al meglio proprio questa caratteristica dell'avversario e, rilanciando al turn, indurlo a un controrilancio, a cui voi potrete poi fare cap e ottenere così il massimo value possibile contro la mano avversaria.

Con le mani marginali, che sarebbero rilanciabili contro un avversario standard, contro simili avversari, è possibile persino rinunciare completamente a un rilancio. Considerando che contro avversari di questo tipo, nonostante il loro controrilancio, non potrete mai avere la certezza di essere in svantaggio, riuscite a scansare i reverse implied odds (RIO) elevati.

ESEMPIO 14

Preflop: Hero is BB with J, T
SB raises, Hero calls.

Flop: Q, 8, T (4SB)
SB bets, Hero raises

In questo esempio, sarebbe sbagliato applicare la linea "call flop, raise turn" contro un avversario che spesso e volentieri controrilancia al turn. Oltre a una middlepair, JT vi assicura anche un gutshot e in ogni caso sareste costretti a vedere la 3-bet al turn. A quel punto, effettuare un fold al river è praticamente impossibile. In questo caso, vi trovate quindi a pagare completamente l'avversario e considerando la sua tendenza a controrilanciare, dovrete presumibilmente pagare profumatamente qualsiasi mano migliore.

ESEMPIO 15

Preflop: Hero is BB with A, K
SB raises, Hero 3-bets, SB caps, Hero calls.

Flop: T, K, 3 (8SB)
SB bets, Hero calls.

Turn: 6
SB bets, Hero raises, SB 3-bets, Hero caps, SB calls.

In questa mano, potete invece trarre vantaggio dalla tendenza di Villain a controrilanciare e fare cap in un punto in cui altrimenti fareste di norma solo calldown. In questo caso, Villain potrebbe anche controrilanciare con QQ/JJ/KQ, pensando che abbiate eventualmente T o un draw e sperando di farvi pagare il massimo.

Riepilogo sul raise flop:

Come si è notato, esistono una serie di motivi per rilanciare direttamente al flop. È importante però sottolineare che si tratta di solito di linee di exploitation, con le quali si riesce a trarre vantaggio dalle lacune avversarie. In questo caso, dovreste trovarvi un gradino più in alto rispetto agli avversari, in quanto tali linee sono sfruttabili a loro favore se le supposizioni sugli avversari si rivelano sbagliate.

Bilanciamento del call turn

Dopo un call al flop, in caso di un call al turn, si presenta il problema fondamentale del bilanciamento del range. Se in quanto TAG fate call al turn (dopo un flopcall), significa quasi sempre che avete una mano piuttosto marginale con la quale intendete in qualche modo giungere allo showdown. Cosa si può fare quindi per bilanciare il call al turn?

Le due principali opzioni in posizione sono:

  • Delayed riverraise (raise posticipato al river)
  • Draw giocato passivamente con bluffbet al river

Come si è già detto, un turncall è spesso indice di debolezza. Per rafforzare un po' il turncall, è importante, effettuare di tanto in tanto un delayed riverraise.

Un esempio in merito è rappresentato dalla seguente mano:

ESEMPIO 17

Preflop: Hero is CO with Q, K
Hero raises, SB 3-bets, Hero calls.

Flop: T, Q, 5 (7SB)
SB bets, Hero calls.

Turn: 7 (4,5BB)
SB bets, Hero calls.

River: 2 (6,5BB)
SB bets, Hero raises, SB calls.

In questo caso, Villain potrebbe effettuare alcune valuebet al river in quanto esclude abbiate una mano forte. Punterà sicuramente con qualsiasi Q e qualsiasi T ed eventualmente con qualcosa tipo pocket di 8 o di 9.

Agli occhi dell'avversario il vostro rilancio non ha molto senso; potrebbe benissimo pensare abbiate un buster draw, visto che dopotutto entrambi i draw non sono stati completati, e potrebbe anche vedere il rilancio.

La seconda possibilità per bilanciare il turncall è giocare un draw passivamente con una bluffbet al river. In questa situazione, Villain vi attribuirà spesso una made hand debole, con cui non volevate rilanciare, ma con cui fate una valuebet in seguito a un check.

Un esempio in merito è rappresentato dalla seguente mano:

ESEMPIO 18

Preflop: Hero is BB with T, 7
Villain is SB with A, 7
SB raises, Hero calls.

Flop: 9, 8, 2 (4SB)
SB bets, Hero calls.

Turn: 5 (3BB)
SB bets, Hero calls.

River: 4 (5BB)
SB checks, Hero bets, SB folds.

In questo caso, la linea "call turn, bet river" presenta di norma la stessa foldequity della linea "raise turn, bet river", però costa un BB in meno. Sarebbe una catastrofe rilanciare al turn e fare però fold al river nel punto in cui l'avversario aveva già il cursore puntato sul pulsante fold.

Un altro effetto del bilanciamento della linea "call turn" è che Villain non effettuerà in futuro più valuebet così piccole. L'avversario potrebbe in futuro rinunciare alle valuebet giocando contro di voi. È importante però sottolineare che posticipare l'azione al river non dovrebbe diventare una strategia standard, bensì essere applicata in piccole dosi, in modo da dare all'avversario meno informazioni possibili in caso di call al turn. L'obiettivo è ridurre le azioni aggressive in modo da dare all'avversario un'impressione permanente, per cui in futuro rinuncerà alle valuebet in maniera decisamente superiore alla media.

Conclusione

Come si è potuto notare, non è propriamente facile determinare se sia appropriato rilanciare IP con una mano giocabile al flop o al turn (o persino non prima del river). In questo articolo, sono stati innanzitutto presentati i motivi per cui nel dubbio la linea "call flop con eventuale raise al turn" è da preferire al raise al flop come strategia standard.

Ciò nonostante, esistono anche numerose situazioni in cui, in presenza di determinati avversari e di opportune circostanze, un rilancio al flop può essere la linea con il valore atteso EV più elevato.

Questo articolo getta le basi per poter tradurre le proprie supposizioni sugli avversari nella scelta della linea giusta. A questo punto dovreste poter reagire in maniera decisamente più flessibile alle strategie di gioco dei singoli avversari, attaccare in modo più mirato le loro lacune e trarne quindi vantaggio.