Gioco al river - Principi teorici
Introduzione
In questo articolo
- Quali opzioni sono disponibili al river
- Come avete valutato la vostra mano
- Che ruolo svolge la vostra posizione
Nel corso di una mano ci sono 4 street da superare per giungere allo showdown. Ciascuna street presenta le proprie dinamiche e problematiche, ma in particolare il gioco al river non è da prendere sotto gamba.
Questo articolo si occuperà in primo luogo di illustrare le peculiarità del gioco al river e i punti su cui bisogna prestare attenzione. L'articolo successivo presenterà una serie di esempi che si focalizzeranno, oltre che sui diversi avversari e sulle situazioni di gioco, in particolare sulla vostra posizione.
Quali problemi si incontrano al river?
Come si è già detto, ciascuna street presenta le proprie problematiche, tuttavia proprio il river viene spesso sottovalutato da molti giocatori. È improbabile che la denominazione ne sia complice, tuttavia non pochi sottovalutano il fiume (River) per ritrovarsi poi alla fine alla deriva.
Il river presenta numerose peculiarità. Il cervello umano memorizza le situazioni standard e tenta di inserirle in un modello. I pokeristi sanno che questo processo può diventare pericoloso. Di conseguenza, esaminano il proprio gioco non solo in base ai risultati, ma tentano di analizzare anche se la loro strategia di gioco era corretta o meno. Se alla fine giungono alla conclusione che la propria tattica di gioco aveva un valore atteso positivo, allora potranno considerarsi soddisfatti.
Questo processo di apprendimento è ovviamente molto importante, tuttavia si rileva vantaggioso se da quel momento in poi si escogitano tattiche di gioco simili. Una volta sviluppata una certa dinamica di gioco, col tempo si diventa sempre più bravi, il che significa che sempre più spesso si prendono le decisioni giuste. Da lì in poi, si richiederanno tanta esperienza e tanta pratica.
Se analizziamo ora le diverse street, ci troveremo ovviamente sempre più spesso in quelle situazioni al preflop in cui la propria strategia di gioco viene determinata in stretta correlazione con gli avversari e col passar del tempo si evitano numerosi errori.
Alla fine giunge il river. È logico che rispetto alle altre street raramente si arriva all'ultimo giro. Se si considerano il proprio valore VPIP e il valore "Went to Showdown", ci si rende conto che molto raramente si devono prendere delle decisioni al river, ovvero più o meno in un rapporto di 1 a 25. In altre parole, rispetto alle altre street il river viene giocato molto meno di frequente e quindi l'esperienza è sicuramente minore.
È ovviamente molto irritante sapere che al river bisogna prendere le decisioni più costose in assoluto. Chiaramente il piatto è diventato nel frattempo molto grande e considerando che la maggior parte delle bet nel No-Limit Hold'em dipendono sempre dall'entità del piatto, in proporzione bisogna investire tanto al river.
Inoltre, esiste una sostanziale differenza tra il river e tutte le altre street: le mani sono completate e non viene distribuita più nessuna altra carta. Ci sono quindi due mani contrapposte, di cui una è di solito migliore dell'altra e per così dire ha la prerogativa sul piatto. Se poi questa mano vincerà, è ancora tutto da vedere, dato che c'è ancora una puntata da fare e la mano migliore potrebbe ancora foldare.
Spesso la mano al river viene considerata conclusa e non resta altro che portarla allo showdown. Se pensate che Villain possa avere un draw, allora o viene completato al river e a quel punto bisogna stare molto in guardia, oppure l'avversario manca l'obiettivo e voi vi trovate di solito in vantaggio. Già al turn avete deciso se al river passerete la mano, oppure tenterete di indurre un bluff o volete semplicemente puntare for value. Spesso però al river cala la concentrazione.
Chiaramente anche gli odds mutano. Sulle prime street, gli odds vengono considerati come una sorta di scommessa sulla probabilità con cui scenderà un carta utile sulle street successive. Nella maggior parte dei casi, ci si considera in svantaggio e si riesce a calcolare matematicamente con una certa precisione la probabilità che la carta carta successiva vi assicuri la mano migliore. Con i pot odds bisogna sì elaborare un calcolo un po' più difficile a causa dei possibili implied odds, tuttavia l'esperienza vi aiuterà a capire se un call con un draw al flop possa essere promettente nel lungo periodo.
Anche al river, in caso di bet da parte di Villain, si ottengono degli odds, con la differenza però che non si può ricorrere a nessuna formula matematica prestabilita ma bisogna solo capire se la propria equity è sufficente per fare call o meno.
PartyPoker $25 NL Hold'em (6 handed)
Stacks & Stats
MP ($25)
CO ($25)
UTG ($25)
BB ($25)
SB ($25)
Hero ($25)
Preflop: Hero is Button with A

UTG raises to $1.00 2 folds, Hero raises to $3.25, 2 folds, UTG calls $3.25
Flop: ($6.35) K


UTG checks, Hero bets $4.50, UTG calls $4.50
Turn: ($15.35) 5
UTG checks, Hero checks
River: ($15.35) 6
UTG bets $7.50, Hero ???
Fino al turn si tratta di una mano standard. Al turn però avete deciso di fare check behind per indurre un bluff. Ovviamente potete anche giocare bet/call al turn, dopotutto vi trovate in un piatto controrilanciato. Consideriamo ora però una possibile alternativa, dopo che avete fatto check behind al turn.
Ricevete una puntata. A questo punto, dovete versare 7,50$ per poter vincere 22,85$. Si tratta di odds di circa 3:1, ciò significa che in un caso su quattro dovete trovarvi in vantaggio per poter effettuare qui un call redditizio.
Riuscire a valutare questi odds vi risulta tuttavia piuttosto difficile. Vi trovate qui in vantaggio in un caso su quattro? Così su due piedi non riuscite a elaborare rapidamente un calcolo matematico di questo tipo.
Proprio in queste situazioni, si richiede esperienza. Bisogna però essere consapevoli che a questo punto è necessario prendere decisioni costose. Non è per niente sbagliato quindi studiare questo tema e ricorrere all'equilator per individuare i range particolari da attribuire all'avversario e verificare se rispetto a questo range ci si trova abbastanza spesso in vantaggio.
In altre parole, non bisogna cadere qui nei propri schemi mentali e avere in mente linee di gioco prestabilite. L'importo di una puntata o di un rilancio di Villain modifica talvolta drasticamente i vostri odds trasformando un call con valore atteso positivo in un call scadente.
Nell'esempio precedente, la situazione parla da sé. Al turn avete fatto check behind per indurre un possibile bluff. Considerando la piccola bet e la possibilità che Villain faccia qui bluff di tanto in tanto, il call con toppair/topkicker diventa per voi una scelta obbligata.
Sarebbe tuttavia sbagliato imporvi la linea checkbehind turn / call any river, senza prendere in considerazione gli odds. In caso di una puntata pari all'entità del piatto, sarebbero possibili diverse valutazioni. Un push non sarebbe sicuramente da vedere alla cieca.
Cosa si intende raggiungere al river?
In linea approssimativa, si hanno quattro diverse possibilità di gioco al river.
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BluffareAl river non vi considerate in vantaggio e volete tentare di indurre l'avversario a passare una mano migliore. Oltre allo svolgimento della mano e allo sviluppo del board, bisogna ovviamente conoscere i tratti generali dell'avversario così come una possibile cronologia delle mani ed elaborare l'analisi della vostra image al tavolo. Ovviamente, si può solo fare un bluff vero e proprio, i semibluff non sono più possibili visto che la mano è conclusa e non ci sono altre carte da scoprire per chiudere il vostro punto.
Obiettivo: portare al fold una mano migliore
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Arrivare allo showdown in modo convenienteAvendone la possibilità, si vuole arrivare allo showdown nel modo più conveniente possibile. Pensate sì di avere showdownvalue, tuttavia non vi vedete necessariamente molto in vantaggio e non volete investire più del necessario.
Obiettivo: ottenere uno showdown economico.
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Ottenere valueVi considerate in netto vantaggio, indipendentemente che il river vi abbia aiutato, avendo una mano forte. La vostra attenzione è focalizzata a capire come poter estrarre al meglio altri soldi da Villain.
Obiettivo: estrarre il massimo value per la vostra mano forte.
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Passare la mano
Vi considerate in netto svantaggio e passate la mano. Non pensate che l'avversario possa passare una mano migliore. Se ad esempio non viene completato un draw e voi pensate di non bluffare, allora potete semplicemente passare la mano.
Obiettivo: passare la mano ed evitare di investire altri soldi.
La forza della vostra mano è ovviamente decisiva per le opzioni a disposizione e gli obiettivi che si perseguono. Anche in questo caso, è possibile presentare una suddivisione approssimativa:
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Weak HandLa vostra mano è debole e non presenta alcun showdownvalue o comunque poco. Questo è ad esempio il caso di un busted draw, delle overcard unimproved o di un call con una middle pair al flop, che in seguito alla comparsa sul board di ulteriori overcard al turn e al river perde sensibilmente di forza giungendo come 4th pair.
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Made HandAvete una made hand, che è sì forte e presenta showdownvalue, tuttavia non è necessariamente la migliore. In questo caso si può trattare di overpair oppure toppair/topkicker. Altrettanto possibili sono ovviamente le mani che potrebbero eventualmente essere state superate da un altro draw, ad es. un set nel caso in cui si completi una straight o una twopair forte nel caso in cui si completi un flush.
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Strong made HandAl river, siete in grado di rappresentare una mano molto forte. Vi considerate così spesso in vantaggio, e volete essere pagati il più possibile. Vi attribuite per così dire i nut e intravedete solo una flebile possibilità che Villain possa avere una mano migliore.
Se ora confrontate le quattro opzioni con le vostre possibili mani, allora potete ovviamente di volta in volta associare i punti da uno a tre. Il punto quattro, il fold, è da prendere in considerazione solo con una weak hand.
Se avete in mano una weak hand, allora un bluff risulta ovviamente molto più indicato rispetto ad esempio ad una made hand. Se invece avete una made hand, allora dovreste evitare di investire inutilmente nella mano mediante un rilancio. Mentre con una strong made hand, dovreste evitare di tralasciare una valuebet.
L'azione di bluffinduce acquista ovviamente significato solo sulle ultime street. Spesso viene preventivato già al turn, dove si può fare check behind in position con l'intenzione di indurre una bluffbet al river.
Un significato simile viene attribuito al bluffinduce al river in out-of-position. Spesso si tenta mediante un check di indurre un bluff, con il quale si può giungere sì allo showdown in modo economico, tuttavia la bluffbet prevista presenta in complesso un valore atteso più alto. E' ovvio che questa opzione è da effettuare contro avversari particolarmente aggressivi, molto propendi al bluff.
In position
A questo punto, si pone ovviamente la questione della precisione con cui bisogna applicare queste opzioni. Consideriamo innanzitutto il gioco in position e come si possono applicare al meglio le varie opzioni chiaramente in relazione a Villain.
Indipendentemente dalla situazione in cui vi troviate, nel No-Limit Hold'em è sempre estremamente vantaggioso poter agire in posizione. Questo vale chiaramente anche per il gioco al river. Si ottengono decisamente molte più informazioni sull'eventuale forza della mano avversaria e si possono quindi ponderare più accuratamente le proprie decisioni.
In position sono possibili due scenari: Villain vi ha fatto check al river oppure Villain punta. Ogni volta avete tre possibili alternative di azione, che si basano sui ragionamenti illustrati in alto che bisogna accuratamente prendere in considerazione a seconda dei criteri sopraccitati.
Al river è fondamentale determinare come si è messi con la propria mano: se vi considerate in netto svantaggio, allora potete o bluffare o fare fold. Se invece vi vedete in una situazione way ahead / way behind con una made hand semiforte, allora bisognerà tentare di giungere allo showdown nel modo più economico possibile facendo solo call ad eventuali puntate. Se vi considerate chiaramente in vantaggio, allora tenterete di estrarre value per la vostra mano con una bet o con un raise.
Se Villain vi dovesse fare check, allora la suddivisione delle opzioni è piuttosto chiara. Se avete una mano media, con cui vi basta uno showdown economico, allora il checkbehind dovrebbe essere la tattica standard. Si parte dal presupposto di essere talvolta in vantaggio, ma non pensate che Villain possa vedere ancora una bet con una mano più debole.
Se invece vi considerate in vantaggio, allora dovrete chiaramente puntare anche se avete l'intenzione di bluffare.
Se invece Villain dovesse puntare, bisogna ponderare ulteriormente la situazione. Come si è già detto, si ha ora il vantaggio di agire in posizione e mediante la bet al river si sono ricavate informazioni aggiuntive.
In questo caso, per vedere lo showdown con una mano che ha un qualche showdownvalue, una possibile opzione sarebbe il call. La questione è soltanto capire se potrete vederlo in modo economico. Anche se è necessario prendere in considerazione in modo corretto l'entità della puntata e capire l'equity necessaria per fare un call profittevole.
La stessa cosa vale per un bluff. L'unica possibilità è rappresentata ora da un rilancio, nel caso di un piatto rilanciato si tratta eventualmente persino di uno shove. È chiaro che questa mossa deve riuscire abbastanza spesso, in quanto Villain lascia già pensare a una mano molto forte. Per stabilire se Villain passerà realmente la mano con una certa frequenza, sarebbe utile disporre di read appropriati. In linea generale, giocando contro avversari sconosciuti bisogna rinunciare a mosse che vi constringano a mettere al centro il vostro intero stack senza avere un made hand forte.
Rimane ora l'opzione rilancio con una mano molto forte. Anche in questo caso, non è sbagliato verificare ancora una volta la forza della propria mano. La vostra mano è davvero così forte e quindi quasi nut? Il range di Villain contiene abbastanza mani più deboli con le quali giocherà bet/call al river? In caso affermativo, il rilancio potrà realmente riuscire? Se nutrite qualche dubbio, allora per via delle nuove informazioni acquisite sulla mano di Villain si potrebbe anche pensare a un call come possibile azione.
Ovviamente il gioco al river non è particolarmente importante soltanto per voi, ma chiaramente anche per gli avversari. Tutto sommato, anche loro dovranno affrontare almeno gli stessi problemi.
Per poter inquadrare il gioco degli avversari trovandovi in posizione, è fondamentale suddividere le tipologie di avversari in diverse categorie.
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Tipologia standard:
Un giocatore standard presenta una suddivisione normale delle azioni aggressive e al river non tiene il piede costantemente premuto sull'acceleratore, dovuto anche al fatto che sulle street precedenti ha di solito puntato molto e ora passa di solito alla modalità c/c . Di norma si tratta di giocatori esperti, quali i TAG o i LAG che possiedono mani con cui intendono vedere lo showdown senza spendere troppi soldi. In questo caso, dovete riflettere attentamente se un bluff possa avere senso o meno e se la vostra foldequity sia sufficiente per questo tipo di azione. Se avete mani molto forti, dovreste qui effettuare una valuebet.
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Tipologia weak-tight:
Dinanzi a un piatto consistente, la tipologia di giocatori weak-tight comincia di solito a tremare al river. Se al flop e al turn ha potuto mostrare qualche flebile segno di aggressività, al river siamo già alla frutta. Anche in questo caso, adotta spesso la linea c/c, che alcuni giocatori avevano già esibito sulle street precedenti. Di solito si tratta di callingstation oppure rock. Anche in questo caso, è fondamentale stabilire se si possiede davvero una percentuale sufficiente di foldequity. La forza relativa della mano aumenta, persino con le presunte mani monster si fa qui spesso solo check. Una bet invece va presa sul serio e a quel punto bisogna chiedersi se con la vostra mano marginale sia opportuno lottare realmente per lo showdown per il prezzo offerto.
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Tipologia aggressiva:
La tipologia più problematica è quella aggressiva. Non soltanto perché in linea di massima bisogna prendere decisioni sensibilmente più costose, ma anche perché vi risulta spesso difficile riuscire a valutare questa aggressività. Una peculiarità di questi giocatori è un valore AF al river più elevato rispetto al turn.
L'aggressività può avere due interpretazioni: o si tratta di un giocatore che vuole sfruttare la vostra eventuale debolezza mostrata al turn per costringervi a passare la mano. Si tratta quindi di un bluffer.
In alternativa, è possibile che Villain voglia indurre spesso un bluff al turn e sia costretto poi a puntare for value al river in seguito al vostro checkbehind al turn. In tal caso, si ha a che fare con uno slowplayer.
I problemi connessi a questi due scenari dovrebbero essere palesi. Nel primo caso, avete a che fare con un bluff contro cui vi trovate ancora in vantaggio con numerose mani. Nel secondo caso, dovete fare i conti con una mano monster che solo ora incomincia a puntare. Risulta abbastanza difficile distinguere tra questi due casi a cui bisogna aggiungere altri indizi recuperati sul conto dell'avversario durante il gioco.
In particolare i maniacs dotati di un elevato VPIP così come un elevato PFR tenteranno sicuramente abbastanza spesso da farvi passare la mano, in quanto la forza relativa della mano di Villain è di solito di gran lunga inferiore alla vostra. Considerando che l'aggressività al river diminuisce sensibilmente in quasi tutti i giocatori, il river diventa un luogo ideale per questi giocatori per piazzare i bluff più assurdi. Un altro indizio in merito è un ridotto valore "Went to Showdown".
I maniacs, che hanno un elevato VPIP ma che non rilanciano particolarmente spesso al preflop, manifestano una leggera tendenza ad agire da callingstation. Un elevato valore "Went to Showdown" completa il quadro per cui in caso di eccessiva aggressività al river bisogna presupporre più che altro una mano monster giocata in slowplay.
Out-of-Position
Dovrebbe essere chiaro che giocando out-of-position si è fortemente svantaggiati e pertanto bisogna tentare il più possibile ad agire in posizione. Spesso però è inevitabile, in quanto anche nelle prime posizioni si vuole giocare aggressivamente le mani forti con la conseguenza che si ricevono alcuni call e ci si trova fuori posizione.
A seconda di come si sia sviluppata la mano fino al river, vi trovate ora dinanzi a una decisione difficile da prendere. Oltre alla questione se i bluff siano appropriati o meno, è ovviamente decisivo il modo con cui si può ricavare il massimo value con le mani forti.
Le opzioni standard a disposizione sono chiaramente check o bet. Si può aggiungere anche una terza opzione. Oltre alla valuebet standard pari a 2/3 dell'entità del piatto (che può essere modificata al river, in quanto nel frattempo non è più finalizzata alla protection), potete anche scegliere una blockbet.
La blockbet può svolgere diverse funzioni. Questa consente di bilanciare lo svantaggio di posizione e di ottenere informazioni preziose ad un prezzo relativamente conveniente. Il presupposto per questa azione è che pensiate che Villain non intenda fare un bluff raise.
Se oltre alla bet di importo standard e al check, valutate anche la possibilità di una blockbet, incominciate a pensare al momento in cui potreste teoricamente applicarla.
Secondo voi al river vi trovate in netto svantaggio, ossia pensate di non avere per niente showdownvalue. Inoltre, non intravedete alcuna possibilità di portare Villain al fold mediante una bet. Se pensate quindi di non avere sufficiente foldequity, allora un bluff non ha alcun senso. In tal caso, la mano va semplicemente passata.
La linea check/call vi mette per così dire nella situazione way ahead / way behind. Non intendete pagare le mani forti, ma se possibile volete giungere allo showdown in modo economico. Al river, questa situazione è un caso eccezionale a differenza ad es. della linea c/c al flop o al turn.
Non vi serve più proteggere, in quanto la mano è formata. Dovete ora analizzare la mano e tentare di capire se avete sufficiente showdownvalue. A differenza del gioco al turn, Villain effettuerà qui abbastanza spesso una bluffbet, e talvolta così spesso da consentirvi di vedere la bet con un valore atteso positivo.
A tal fine il board risulta chiaramente determinante. Se ad esempio non viene completato un draw, che avevate attribuito a Villain, allora la linea check/call risulta una soluzione adeguata premesso che abbiate una mano tipo TPTK. Se Villain dovesse essere abbastanza aggressivo, allora effettuerà spesso una bluffbet, in quanto potrebbe interpretare il vostro check come debole, sebbene sia anche consapevole di non avere alcun showdownvalue con un draw (se rimane unimproved).
La linea check/call è anche una possibile alternativa nel caso in cui si possiede una mano abbastanza marginale, come ad es. una toppair senza un buon kicker. Si vuole sì vedere lo showdown, però difficilmente si può pensare che una mano più debole faccia call.
Ciò nonostante, check/call non è un'opzione categorica, bensì come si è detto va considerata in relazione all'entità del piatto e della puntata. Si può benissimo vedere una puntata pari a ½ dell'entità del piatto, ma conviene passare in caso di push ad esempio.
Il checkraise è un'arma che o va sfruttata prima (al flop o al turn) oppure che va archiviata e non usata al river.
Il requisito fondamentale per un checkraise al river sarebbe una mano molto forte e un Villain molto aggressivo. Bisogna partire dal presupposto che Villain punterà (blufferà) quasi sempre al river e che vedrà abbastanza spesso il vostro raise (nella maggior parte dei casi un push all-in) persino con mani più deboli. Queste situazioni sono piuttosto rare e vengono di solito valutate erroneamente.
La linea bet/fold è un'opzione da applicare con cautela. È importante essere consapevoli dell'obiettivo che si intende raggiungere. Una bet forte al river vi costa una fortuna, in caso di rilancio, vi perderete lo showdown.
Bisogna quindi presuppore un call da parte di Villain, che deve essere disposto qui a portare allo showdown una mano più debole della vostra, con la quale tuttavia non avrebbe personalmente puntato. Dall'altro lato, in caso di raise dovete avere la certezza di avere solo la seconda mano migliore.
In linea di massima, questo tipo di gioco risulta appropriato più che altro in presenza di giocatori scarsi del tipo loose-passivi, ad esempio tipo callingstation, che non rilanciano al river quasi nient'altro che i nut.
La linea bet/call è una delle opzioni più semplici a disposizione. Se avete una mano molto forte con la quale non siete disposti ad abbandonare il piatto, dovreste puntare contro quasi tutti gli avversari, invece di tentare un checkraise (che nella maggior parte dei casi risulterebbe contraddittorio con il comportamento assunto sulle street precedenti).
In alto, si è accennato in breve alla blockbet. Se ad esempio si è mancato un flushdraw, allora l'opzione check/call è sicuramente consigliabile. In tal caso, si tenta di indurre un bluff. Ciò nonostante, è particolarmente importante che il vostro call sia effettuato in base agli odds disponibili.
Prendiamo come esempio il caso in cui venga completato un draw. Si possiede sì una buona made hand, del tipo TPGK o una debole twopair, però non vi considerate più tanto spesso in vantaggio. Il problema è che la linea check/call è diventata nel frattempo un'opzione plausibile, che non vi risulta però redditizia nel caso in cui, secondo voi non vi troviate tanto spesso in vantaggio da poter vedere una bet pari a 2/3 dell'entità del piatto. Tanto meno vorreste indurre un bluff, in quanto anche nel caso in cui si pensi ad alcune bluffbet, ci si considera in media ancora troppo in svantaggio.
Non intendete quindi pagare nessuna mano forte e dall'altro lato non volete uscire dal piatto a causa di un bluff. Di conseguenza, decidete di effettuare una blockbet.
Il ragionamento si basa sul fatto che Villain effettuerà molto più raramente un bluffraise rispetto a una bluffbet. Se intende bluffare al river con una trashhand, dopo una blockbet la passerà. Se invece nonostante tutto rilancia, allora è decisamente più probabile che abbia una made hand forte, abbastanza spesso da consentirvi di passare la vostra mano in tutta tranquillità.
Purtroppo questo ragionamento non funziona contro tutti i giocatori. In tal caso, è necessario avere giocatori scarsi indipendentemente dalla categoria a cui li assegnate. L'avversario non deve essere in grado di capire a quale obiettivo è finalizzata la vostra blockbet. In presenza di un callingstation, sperate persino di ottenere value dalle mani più deboli, in quanto questa tipologia di giocatori è nota per la tendenza a portare allo showdown anche mani molto scarse. Dall'altro lato, volete invece impedire che un giocatore aggressivo vi bluffi.
Considerando che questa blockbet vi assicura spesso abbastanza value e che in caso di rilancio ottenete buoni indizi su come siete messi con la vostra mano, allora la blockbet va considerata come un'arma utile contro i giocatori deboli.
La linea blockbet/call è un'opzione da considerare molto accuratamente. Di primo acchito sembra non avere molto senso, in effetti secondo la definizione di blockbet dopo un rilancio si passa la mano (altrimenti sarebbe una valuebet anziché una blockbet).
Esistono tuttavia due eccezioni:
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Ci sono situazioni in cui la vostra blockbet suscita come reazione un minraise. Come si è spesso detto, al river gli odds svolgono pur sempre un ruolo determinante. Se doveste ricevere un minraise e quindi buoni odds (in quanto la vostra blockbet è di solito pari a 1/4 o 1/3 dell'entità del piatto), allora si potrebbe scegliere un call se pensate che Villain voglia tentare di effettuare un re-bluff in modo economico. Ma fate attenzione perchè spesso questi miniraise servono per indurvi al call e farvi pagare il nut avversario.
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Allo stesso modo, una blockbet può essere utilizzata come reverse bluff, ad esempio contro un thinking player. Se siete convinti che Villain sia al corrente del significato di una blockbet e che sia in grado di capire che siete nelle condizioni di sfruttare quest'arma in modo mirato, allora potrebbe effettuare un bluffraise redditizio senza avere niente in mano con l'intenzione di farvi passare la vostra made hand. Di conseguenza, con le mani forti è talvolta consigliato effettuare una blockbet contro giocatori di questo tipo e tentare così di indurre un bluffraise, dopo il quale potrete poi fare call o push. A tal fine, è necessario possedere read precisi sul conto di Villain.
Riassunto
Al river bisogna di solito prendere decisioni difficili e costose. In base alla presunta forza della vostra mano, allo sviluppo del board e alle supposizioni sul conto degli avversari, bisogna decidere quali opzioni siano da prendere in considerazione.
Altrettanto decisiva è la posizione. Come descritto in alto, in posizione si hanno numerosi vantaggi e pertanto si può decidere se vedere lo showdown per il prezzo offerto oppure se si preferisce puntare for value o persino for bluff.
Se si è out-of-position la situazione diventa abbastanza difficile, in quanto Villain ha l'ultima parola. È necessario tenere sempre sott'occhio le opzioni illustrate in alto e chiedersi sempre quale sia l'obiettivo da raggiungere con una bet o un check.
Nell'articolo successivo verranno illustrati alcuni esempi pratici relativi al gioco al river.