Squeeze Play
Introduzione
Uno squeeze play
è un bluff al pre-flop nella forma di un controrilancio
sostanzioso, dopo che un giocatore ha rilanciato in precedenza e
almeno un altro ha visto il suo rilancio in seguito. Mentre nel
migliore dei casi il primo giocatore passa la sua mano perché
è intrappolato tra due avversari e non sa cosa faranno i
giocatori dopo di lui, il secondo giocatore non avrà spesso
una mano talmente forte da poter vedere sia un raise che un re-raise.
Questo articolo mostra i fattori da
cui dipende il successo o l'insuccesso di uno squeeze play e come
si procede se il re-raise dovesse essere visto o controrilanciato.
Fattori
La table-image al pre-flop
Uno degli elementi più
importante per il successo di uno squeeze play è la nostra
table-image. Più sembriamo tight, solidi, più passivi e
meno abbiamo destato attenzione al pre-flop, migliore sarà per
noi. Infatti, è più probabile che il nostro re-raise
venga interpretato come una mano forte e quindi rispettato.
Un
valore PFR relativamente basso sarebbe di aiuto per rafforzare la
nostra image. Se sono presenti dei regular (dei giocatori habitué
ai tavoli) sarebbe auspicabile raggiungere questo valore attraverso
un campione di mani elevato, ad esempio tramite mani ad altri tavoli
oppure sessioni precedenti. Se avete effettuato poco prima una 3-bet
al flop sarebbe di aiuto aver mostrato una monster come QQ+ o AK allo
showdown.
Una image selvaggia, ottenuta con un
valore PFR di almeno il 20%, ad esempio, oppure con dei controrilanci
continui non è molto vantaggiosa per il successo di uno
squeeze play, dal momento che gli avversari passeranno di meno.
La
table-image al post-flop
Questo aspetto non assume molta
importanza. Tuttavia, non si può certamente tralasciare del
tutto. Se venite considerati giocatori forti ed aggressivi al
post-flop, degli avversari potenziali vorrebbero evitare di giocare
dei piatti sostanziosi con delle mani marginali contro di voi.
Le domande importanti in
questo contesto sono le seguenti:
- Effettuiamo
abbastanza spesso una continuation bet in seguito ad un re-raise al
pre-flop? - Effettuiamo abbastanza spesso una
second barrel al turn? - Riusciamo ad uscire da un piatto
con una mano forte abbastanza spesso senza perdere il nostro intero
stack? - Effettuiamo abbastanza spesso
un check-raise?
Si dovrebbe rispondere in modo
affermativo a tutte queste domande. Sono di aiuto anche dei laydown
impressionanti oppure dei bluff su dei board stravaganti. Si tratta
di cose che restano impresse ai nostri avversari.
La posizione
Come accade spesso è un
enorme vantaggio essere in posizione nei confronti dei nostri
avversari, soprattutto se lo stack effettivo è sostanzioso.
Risulta difficile fare uno squeeze out of position. Spesso la
nostra puntata viene vista al flop e al turn ci troviamo di fronte ad
una situazione difficile con un piatto molto grande. In questa
situazione si possono commettere degli errori molto costosi. Per
evitarli bisogna avere degli ottimi read e molta esperienza.
Tuttavia, nemmeno questo rappresenta una garanzia.
L'entità degli stack
Risultano fondamentali sia l'entità
del proprio stack che di quelli degli avversari, del raiser
originario e del giocatore che ha visto il raise. Quanto più
grandi saranno i nostri stack, tanto più elevati saranno gli
implied odds della nostra mano e maggiori potranno essere i range per
uno squeeze play.
A ciò si aggiunge la
posizione. Se, ad esempio, abbiamo delle mani di forza media come
TT-QQ o AQ e abbiamo uno stack relativamente cospicuo, ad esempio con
uno stack effettivo di 150-200 BB, lo squeeze diventa molto meno
efficace OOP. Il motivo è che risulta spesso difficile
controllare l'entità del piatto. Se invece abbiamo una mano
con implied odds elevati (ad esempio pocket pair basse, connected
suitd card) e siamo al button possiamo rilanciare molto più
spesso, dal momento che possiamo controllare molto bene l'entità
del piatto con una mano ben definita, che ha quindi una giocabilità
molto alta.
L'effetto del tilt
Qui bisogna fare molta attenzione,
poiché la nostra mossa non dovrebbe sembrare una mossa da tilt
e bisogna anche evitare di fare uno squeeze contro un giocatore che è
in tilt. Sarebbe utile stare attenti a non avere appena perso un
piatto sostanzioso. Infatti, questo influenza la nostra table-image
temporaneamente e come conseguenza i nostri avversari potrebbero
pensare che stiamo per effettuare un move molto loose. Nemmeno un
altro giocatore coinvolto dovrebbe essere in tilt. Naturalmente non è
facile riconoscerlo. Tuttavia, se un giocatore molto solido tenta di
giocare molti piatti sostanziosi e sembra molto più aggressivo
del solito e/o ha appena sperimentato una bad beat costosa, allora
bisogna essere particolarmente attenti.
Inoltre, controrilanciando più
volte un giocatore, potremmo farlo indispettire molto. Non è
raro che un giocatore che normalmente non va mai all-in con una mano
I giocatori coinvolti: l'open-raiser
Dei read sufficienti e sicuri
riguardo all'open-raise rappresentano una premessa indispensabile.
Se non conosciamo bene questo giocatore, abbiamo bisogno di altre
condizioni ideali per giustificare uno sqeeze play. Più
conoscete il giocatore, più proficuo diventa il move,
soprattutto nel caso di un call.
Bisogna prendere in
considerazione le seguenti caratteristiche:
- PFR:
più è elevato e meglio è. Un PFR alto segnala
che questo giocatore rilancia con molte mani marginali. Se
l'open-raiser è un rock, invece, ha spesso una mano molto
forte che non vuole passare prima del flop (e spesso non dovrebbe
passare).
- Il VPIP, oppure il valore
Call-PFR: più è tight il giocatore prima del flop
e meglio è. Un VPIP alto segnala una grande propensione a
vedere molti flop. Un alto valore call-PFR indica molta fiducia e
autostima riguardo la propria competenza al post-flop. Entrambi
questi fattori non rappresentano delle condizioni particolarmente
buone.
Eccezione:
avete una mano mediocre. In questo caso dovreste preferire una
3-bet al call. Alcuni avversari possiedono un valore call-PFR enorme
e sono nel contempo anche dei raiser al pre-flop molto aggressivi. Se
un giocatore del genere vede al button è spesso proficuo usare
mani come TT/JJ o AQs per uno squeeze. Se l'avversario vede, la
vostra mano resta comunque solida.
- Read individuali
- L'avversario rilancia un monster
(AA, KK) e AK contro una 3-bet? IP? OOP? Oppure
usa una mano del genere per allestire una trappola - Come si comporta di fronte ad una
continuation bet? Vede al flop con delle coppie medie? Rilancia
a volte con niente? Oppure passa nella maggior parte dei casi
di fronte ad una bet al flop?
I giocatori coinvolti: il centrocampo (se esiste)
Spesso un raiser in posizione
iniziale avrà a che fare con più di un caller soltanto.
Poniamo il caso che UTG rilanci e che MP, CO e BU vedano. Hero è
SB. In questo esempio MP e CO rappresentano il centrocampo. Se
l'ultimo caller ha la possibilità di agire per ultimo anche
al pre-flop, i caller nel centro, come il raiser originario, si
trovano in una situazione di sqeeze: anche se non credono che il
raiser abbia una mano forte, non possono essere certi che le mani dei
giocatori dopo di loro non rendano un call oppure un raise
svantaggioso. Dal momento che questi giocatori si trovano in una
posizione strategica sfavorevole (si trovano nello squeeze e non
hanno dato segnali di avere una mano forte) sono anche coloro di cui
avere paura di meno.
Tuttavia, bisogna porre attenzione ai
seguenti fattori:
- PFR: Più
è alto, meglio sarà. I rock potrebbero aver scelto di
non controrilanciare con una mano forte come AK.
- VPIP,
ovvero Call-PFR-Wert:
vedi il paragrafo precedente l'"open-raiser"
- Reads individuali: Qui
si tratta soprattutto di tendere una trappola con delle coppie alte.
Alcuni giocatori hanno la tendenza a non effettuare una 3-bet
soprattutto in early position. Preferiscono fare call. Questo non
avviene molto spesso, ma quando accade modifica sostanzialmente la
nostra situazione. Per tale motivo sono cruciali gli appunti che si
hanno sui giocatori. Inoltre, è anche importante sapere se fa
solo call oppure una 4-bet (vedi sopra).
I giocatori coinvolti: l'ultimo caller
Questo giocatore ha una posizione
speciale e insieme all'open-raiser risulta il giocatore
fondamentale al tavolo. Da un lato è molto raro che questi, se
si trova in una posizione finale, abbia una mano forte; soprattutto
perché altri giocatori hanno già visto il rilancio.
L'opzione di rilanciare dovrebbe essere molto più
vantaggiosa rispetto ad un semplice call. Infatti, egli sa di essere
l'ultimo giocatore attivo e non deve "avere paura" di altre
mani. Per tale motivo ha la funzione dello "sceriffo del tavolo"
ed è l'ultimo che potrebbe mettere a nudo un eventuale
bluff.
Se tutti i giocatori passano e
l'ultimo giocatore fa call, dovremmo partire da tre
presupposti:
1. Questo giocatore non ha quasi mai una mano
molto forte come AK o QQ+ (naturalmente anche il valore PFR non è
da sottovalutare).
2. Raramente ha una mano debole come 22-66
oppure dei suited connector. Gli implied odds non sarebbero
sufficienti per vedere la 3-bet effettuata (naturalmente bisogna
conoscere anche gli stack size effettivi).
3. Spesso è
pronto a lottare per il piatto. Questa affermazione è ancora
più vera se egli ha visto un re-raise. Quasi sempre ci
troveremo di fronte ad una mano come KQs, AJ, AQ oppure (ancora più
amate) coppie medie come 88-JJ.
Osservazione: Qui è di
fondamentale importanza le conoscenza che abbiamo su questo
determinato giocatore. Se lo affrontiamo spesso e abbiamo fatto delle
giocate aggressive contro di lui, egli sarà propenso a
effettuare dei call marginali. Non di rado avrà modificato la
giocata ottimale per prenderci lo stack.
L'entità del re-raise
Nel processo decisionale riguardante
l'entità del nostro rilancio bisogna prendere in
considerazione molti fattori sopra menzionati. Come regola generale,
consiglio un rilancio pari a 3-4 volte il rilancio originario.
Dovreste rilanciare sempre un po' meno in posizione e di più
fuori posizione. Se volete far passare tutti i vostri avversari al
pre-flop dovete rilanciare abbastanza per non garantire degli implied
odds vantaggiosi ai vostri avversari, ovvero convincerli che pescano
poche volte una combinazione forte al flop per rendere il loro call
al pre-flop proficuo.
Se invece avete in mente di
mostrare molta forza al pre-flop per vincere il piatto nel caso di un
call con una continuation bet non c'è bisogno che
effettuiate un raise particolarmente sostanzioso. Già il fatto
che rilanciate mostra molta forza di per sé. Questo tipo di
giocata è molto proficuo quando diversi giocatori vedono molto
al pre-flop e passano molto spesso di fronte ad una continuation bet
oppure se gli stack effettivi sono talmente grandi che un re-raise al
pre-flop verrebbe visto comunque.
La frequenza della 4-bet
Più alti sono i limiti ai quali
giocate, più spesso si decideranno le mani già al
pre-flop per via dei continui rilanci. Mentre ai limiti bassi si
vedrà raramente una 3-bet, ai limiti alti una 4-bet non
rappresenta più una rarità. Se il vostro tavolo è
molto aggressivo le 4-bet sono più probabili e le 4-bet sono
il nemico naturale di ogni squeeze play. Per tale
motivo, diminuite drasticamente questo tipo di mossa!
Alcune categorie di mani specifiche
Monster AK/AA/KK: Con queste
mani dovreste sempre effettuare uno squeeze - anche se non si può
parlare di uno squeeze vero e proprio, dal momento che queste mani
sono troppo forti.
Coppie medie 88-QQ: Attenzione! A
dire il vero rilancio anche nelle partite tight malvolentieri con
Donne o Jack di fronte ad un open-raiser e un caller fuori posizione.
Tuttavia, rilancio ugualmente in situazioni simili, mentre nelle
altre (tranne nei cosiddetti blind-battle) vedo quasi sempre con
TT-88 sperando di formare un set al flop.
Il motivo è la pessima
giocabilità se il nostro squeeze viene visto. Spesso abbiamo
una mano di forza media e delle overcard al board e non possiamo
essere certi di affrontare una pocket pair più alta. Se la
nostra continuation bet viene vista o rilanciata da un giocatore
solido e forte la nostra mano vale all'incirca quanto un
22.
Inoltre se facciamo solo call abbiamo un alto valore di
"deception" e una giocabilità accettabile.
Coppie
basse 22-77: Queste mani sono le mie preferite. In seguito alla
continuation bet abbiamo una mano definita - monster o trash - e
possiamo agire di conseguenza.
Mani solide AQ, AJs/ATs,
KQs: Se effettuo uno squeeze con queste mani, lo faccio la
maggior parte delle volte contro un open-raiser loose dal CO oppure
dal BU e contro un caller loose con un valore PFR elevato. Infatti,
in questo contesto posso essere abbastanza certo della forza della
mia mano. L'open-raiser può avere molte mani e il loose
caller avrebbe rilanciato con una mano forte al pre-flop. Ciò
sono informazioni utili per noi. Mani offsuited inferiori a AQ non mi
piacciono per questa mossa. Un caller spesso ci dominerebbe e
raramente riusciremmo a completare un progetto con il quale poter
effettuare un 3-bet push al flop.
Suited Connectors +
1Gappers: Con queste mani avrei bisogno di condizioni generali
molto vantaggiose, come ad esempio un TAG molto aggressivo che ha
effettuato l'open-raise al pre-flop ed essere in posizione. Avere
degli stack cospicui è fondamentale. Credo che sia sbagliato
nella maggior parte dei casi effettuare uno squeeze OOP con dei
suited connector. Spesso viene detto che con queste mani formiamo o
un monster oppure una trash al flop, ma se analizziamo in modo più
approfondito questa asserzione ci rendiamo conto che non è
vera. Infatti spesso formiamo una coppia oppure dei progetti che
risultano difficili da giocare fuori posizione.
Trash, Ax: Queste due
categorie di mani li raggruppo nel modo seguente: prima di rilanciare
con una mano povera di value come 96o possiamo anche aspettare una
mano come Ax. Per tale motivo rinuncio completamente ad uno squeeze
play con delle mani trash assolute.
Le mani Ax, invece, hanno
due caratteristiche molto positive:
1. Le probabilità
che una mano forte farà call diminuiscono notevolmente.
2.
Abbiamo un'equity accettabile contro ogni mano che non sia AA e le
probabilità che ad un tavolo shorthanded un avversario abbia
due assi se noi ne abbiamo già uno sono inferiori all'1,5%.
Per tale motivo queste mani le apprezzo
maggiormente, dopo le coppie basse, per la nostra giocata.
Specialmente mani come A2s-A5s formano spesso una buona combinazione
al flop e ci rendono spesso la vita più facile con un push al
flop. Abbiamo un buon candidato per uno squeeze per via della buona
equity contro quasi tutte le mani (A3s vs. AKo: 31.5:68.5; A3s vs.
TT: 33.3:66.6).
Situazioni favorevoli per uno squeeze play
BB vs BU+SB
Si tratta della mia situazione
preferita per uno squuez eplay. Soprattutto ai limiti alti, i blind
steal aggressivi sono all'ordine del giorno. Tuttavia, ai limiti
bassi si dovrebbe sempre prendere in considerazione il valore Attempt
to Steal. Valori pari al 35-40% non sono rari.
Se un giocatore di questo tipo
effettua un open-raise dal button e un giocatore nello small blind
vede mentre voi state seduti nel big blind, abbiamo la situazione
perfetta per un re-steal. Il BU ha spesso una mano terribile come J7s
con la quale non può vedere un re-raise a prescindere dalla
sua posizione. Lo SB, invece, ha mostrato debolezza non rilanciando
sul giocatore al button di cui dovrebbe sapere che non ha una mano
forte in media. In una situazione del genere è difficile per
lui vedere un re-raiser. Spesso questo giocatore avrà mani di
forza media, ma non particolarmente forti come 22-99, AT/AJ, KQ o QJ.
Soprattutto fuori posizione, si tratta di un pessimo punto di
partenza per poter competere al post-flop in un piatto re-raised.
Provate a fare degli esperimenti con questi re-steal. Personalmente
mi è stato molto di aiuto.
SB/BB vs CO+BU
Questa situazione è
notevolmente più complicata, dal momento che giochereste fuori
posizione. Il principio base assomiglia a quello menzionato sopra:
anche dal CO si effettuano degli steal molto loose, anche se gli hand
range non possono essere paragonati a quelli del stealer dal BU.
Tuttavia, il BU ha mostrato molta debolezza. Essa
è superiore a quella del SB nell'esempio
precedente.
IMPORTANTE:
Queste analisi si basano sul fatto
che i vostri avversari dovrebbero avere un tasso di aggressività
per lo meno normale e sanno cosa fanno. Non mi aspetterei
necessariamente un mano debole da un giocatore con valori 15/5 che
vede dal button uno steal dal cut-off.
Se un giocatore decente ha TT al BU,
dovrebbe quasi sempre controrilanciare quando il cut-off effettua un
open-raise. Se fa solo call si tratta la maggior parte delle volte di
una mano che ha una certa giocabilità anche nei piatti
multiway e non ha una equity molto elevata, ad esempio coppie basse
oppure dei suited connector, anche JTo o T9o. Pertanto, anche in
questo caso gli indizi rafforzano l'idea che con un re-raise
potremmo far passare le loro mani. Tuttavia, in questa situazione
sono molto attento ad aiutare la giocata con una mano accettabile.
Limp/Squeeze UTG
Si tratta di una
mossa molto tricky e naturalmente
non dovreste usarla troppo. Tuttavia, se fate spesso anche dei
limp/raise con dei monster la situazione è appropriata per
diventare un po' tricky per fingere di avere una coppia alta.
Spesso vincete il piatto anche con la continuation
bet al flop.
L'EV di uno squeeze play
Ora mostrerò un esempio
concreto su come poter calcolare l'EV di uno squeeze play. Più
informazioni abbiamo a disposizione e più read sui singoli
avversari, più precisi potranno essere i valori
calcolati.
Situazione
Ci siamo seduti al tavolo con 100
BB; il BU e lo SB hanno più di noi e stiamo giocando il primo
giro ad un nuovo tavolo. Il BU ha un valore Att.
To Steal pari al 25% e un valore call-pre-flop-raise del 4%
dopo 1000 mani. Il giocatore nello small blind ha passato di fronte
ad uno steal in 7 casi su 11. Il suo valore PFR è pari al 7%
dopo 180 mani.
La nostra mano: A8o
Tutti passano fino
al BU che rilancia fino a 3,5 BB. Lo SB fa un call veloce.
Riconosciamo una situazione propizia per uno squeeze play e
rilanciamo fino a 14 BB. L'entità del re-raise mi piace. Non
rischiamo troppo e non offriamo implied odds particolarmente
vantaggiosi ai nostri avversari che potrebbero avere delle coppie
basse. Quanto dovrebbe essere elevata la nostra fold equity per
rendere questa giocata proficua, quindi senza proseguire nella
mano?
Diamo un'occhiata all'entità del piatto nel
momento in cui è il nostro turno.
3.5BB + 3.5BB +
1BB = 8BB (Tralascio il valore del rake in questo
esempio)
Credo che il call sia la mossa peggiore e lo
considero di valore atteso negativo. L'EV per un fold è pari
a 0. Pertanto, se la giocata di per
sé (!) sia +EV in relazione alle alternative EV deve essere >0.
EV(Squeeze)
= p(C) x (13BB) + p(F) x 8BB = p(C) x (-13BB) + (1-p(C)) x 8BB = 8BB
-21BB x p(C) =>
Questo è il caso se 21BB c
p(C)<8BB, ovvero: p(C)<0.38.
Dal momento
che il BU è uno stealer loose e mostra un valore call PFR
relativamente basso, credo che passerà la maggior parte delle
sue mani.
Diamo un'occhiata a tutto questo
con l'aiuto di un range open-raising concreto. Partiamo dal
presupposto che il giocatore al CO rilanci con il 35% 1 mano su 4. A
questo punto avremmo un valore ATS del 45% al button. Grossomodo a
questo valore corrisponde il seguente range di mani: 22+, A2s+,
K2s+, Q9s+, J8s+, 53s+, 43s+, A2o+, K8o+, Q9o+, T8o+, 54o+
Dallo
SB abbiamo un sample size molto piccolo, ma possiamo già
immaginarci che il nostro avversario farà call con un range
molto ampio (cosa pessima!). Tuttavia, dobbiamo dargli un range più
ristretto del 35%. Farà call con il 20% delle sue mani in
linea di massima, quindi con le combinazioni seguenti: 22+, A2s+,
KTs+, QTs+, 65s+, ATo+, KJo+, QJo, JTo.
Pertanto, le
probabilità che un avversario faccia call dovrebbero essere
inferiori al 38%. Questo è il caso quando le probabilità
che entrambi gli avversari passino sono superiori al 62%. Pertanto,
le probabilità che ognuno di loro passi al pre-flop dovrebbero
essere dell'80% per ognuno. Ciò corrisponderebbe al seguente
range per un re-raise call per il BU: 77+, ATs+, KJs+, AJo+, KQo.
A mio avviso si tratta di
un range molto loose.
Per lo SB più tight, il range
sarebbe più ristretto. All'incirca sarà il seguente:
TT+, AJs+, AKo.
Si tratta di una constatazione
ottimistica che uno SB loose passi così tanto di fronte ad un
re-raise. Fortunatamente, ci aiuta il dato di fatto che non è
stato lui a rilanciare. Per tale motivo le probabilità che
abbia un monster sono molto ridotte. Poniamo il caso egli
controrilanci con il 60% delle mani del range sopra menzionato. In
questo caso le probabilità che lo SB abbia una mano molto
forte sono ridotte di molto e possiamo definire un nuovo range
realistico per il call dello SB: 77+, AJs+, KQs, AQo+.
Credo che questo range possa
corrispondere grossomodo ai dati reali. Se così fosse, lo
sqeeze ha un valore atteso positivo. Senza avere il valore delle mani
non ha importanza se riceviamo un call o veniamo affrontati da un
raise. Inoltre, non abbiamo nemmeno preso in considerazione un
fattore importante: abbiamo un asso in mano. Ciò diminuisce le
probabilità, anche se non in modo netto, di trovarci di fronte
ad una mano forte abbastanza da fare call oppure raise.
In realtà il nostro EV
sarebbe nettamente superiore, dal momento che la nostra mano ha
sempre valore al post-flop. Contro i nuovi range assegnati al BU e
allo SB avremmo un'equity di almeno il 30%. Mentre
avremmo
una pessima situazione di partenza heads-up contro il BU o in un
piatto 3-handed, la
giocabilità ridotta della nostra mano può essere più
che compensata in posizione se dovessimo affrontare soltanto lo SB.
A ciò si deve aggiungere che
alcuni giocatori passano troppo di fronte a delle continuation bet,
anche nei piatti re-raised. Se l'avversario BU passa, ad esempio,
nel 50% dei casi contro una puntata pari a 2/3 pot size, abbiamo di
nuovo una situazione +EV. Nel nostro esempio l'EV (Contibet)
= = 0.5 x 31.5BB - 0.5 x 21BB = 5.25BB
Considerando
una fold-equity più pessimistica, >40% resta comunque
positivo senza considerare la forza della mano.
Risulta molto
complesso presentare tutti i calcoli dei fattori qui descritti e non
credo interessi alla maggior parte dei lettori. I calcoli
prenderebbero in esame la fold-equity al pre-flop, la fold-equity
della continuation bet, un possibile re-raise e un valore atteso
stimato della nostra mano nel caso di un raise al flop oppure al turn
considerando i tipi di giocatori e i read che si hanno di loro.
Per
tale motivo preciserò soltanto che avremmo fatto una mossa +EV
soltanto in base a determinate condizioni generali nel caso di una
fold-equity del 40%(!), se il nostro unico avversario passa in almeno
1/3 dei casi di fronte alla nostra continuation bet.
- Abbiamo a
disposizione una PP bassa. - I nostri avversari tendono delle
trappole al pre-flop con AA/KK e effettuano un push con queste mani
al flop. - Heads-up effettuiamo sempre una
continuation bet di 2/3 del piatto. - Se BU+SB hanno fatto soltanto
call, continuiamo nella mano soltanto con un set e ci assegniamo gli
impled odds di 1 x PS. - Se in una situazione HU riceviamo
un call o veniamo affrontati da un raise, abbandoniamo la mano ogni
volta se non abbiamo pescato un set. - Se abbiamo un set in
questa situazione considero degli implied odds del 60% del PS. - Se riceviamo un call al
pre-flop siamo in 2/3 dei casi in una situazione heads-up e in 1/3
dei casi siamo 3-handed. Tuttavia, è così per molti
giocatori e per questo motivo approfondiamo questo argomento in
seguito.
Allegato matematico
Per coloro di voi che sono
interessati alle formule, presentiamo dei calcoli relativi all'ambito
delle probabilità dei call al pre-flop e/o delle continuation
bet per la situazione menzionata:
EV(Squeeze) = p(F) x 8 +
p(C) x p(f|C) x 18.5 + p(CC) x 1/8 x 71 + p(C) x p(c|C) x 1/8 x 83.6
- p(C)p(c|C) x 7/8 x 34 - p(CC) x 13
Reads
Siamo partiti dal presupposto che
non veniamo mai affrontati da una 4-bet. Mentre questo è
sbagliato contro molti giocatori, altri seguono proprio questa
strategia. Se avete scoperto un giocatore di questo tipo avete un
monster-read. I vostri squeeze play avranno un valore atteso molto
più elevato, dal momento che non dovrete mai avere paura di
essere controrilanciati, pertanto, potete rilanciare con una vasta
gamma di mani, soprattutto deep-stacked e non sperare soltanto di
formare un set al flop e fare call. Naturalmente aumentate la
variance (come per ogni giocata aggressiva) della vostra mossa, ma
anche il valore atteso. In modo esponenziale.
Un altro read importante è
quello di passare troppo spesso di fronte a delle continuation bet.
Questo tipo di atteggiamento è riscontrabile soprattutto nei polli. Contro alcuni
giocatori potete fare uno squeeze con moltissime mani e vincere il
piatto con una continuation bet. Questi giocatori si possono definire
loose/tight. Sono disposti a pagare molto per vedere un flop, ma
hanno paura di proseguire senza una mano forte. È importante
che non esageriate con questa mossa, se c'è un giocatore
forte e aggressivo seduto a vostro tavolo che è pronto a fare
i re-raise come bluff.
Dovreste limitare molto i vostri
squeeze con bluff e semi-bluff contro dei giocatori loose/tight che
hanno un valore call-PFR particolarmente elevato. Al contrario,
dovreste rilanciare di più con le vostre mani medio-forti come
AQs o 99+. Questo vi farà entrare spesso in situazioni molto
complicate al post-flop nelle quali non siete sempre sicuri di avere
la mano migliore o meno, ma nel lungo termine si tratta della mossa
migliore, dal momento che siete in posizione e presumibilmente avete
la mano migliore.
Inoltre, è importante sapere come il vostro avversario gioca con AK, se effettua una 4-bet
con AK e se lo fa, da quale posizione; è anche importante
conoscere l'entità del rilancio dei vostri avversari con AK
e se questi rilanci sono più sostanziosi o meno. Se questo è
il caso, si possono fare call proficui con molte PP.
Come già
detto, prestate attenzione ai giocatori che effettuano le 4-bet al
vostro tavolo. Se la vostra vittima è un 4-bettor aggressivo
dal button, dovete stare attenti ed è meglio evitare qualche
bluff. Procuratevi il vostro valore aggiunto tramite i raise con le
vostre mani forti e medio-forti!
Conclusione
Gli squeeze play rappresentano un'altra
arma efficace nel nostro arsenale del poker, ma necessitano di un
gioco molto attento. Dovete sempre essere concentrati sugli
avversari, la vostra image, il modo di giocare degli avversari, la
posizione relativa nei loro confronti e l'entità degli stack
sono i fattori determinanti per il successo di questa giocata.
Un principio semplice è quello
per cui uno squeeze ha senso soltanto se gli avversari riescono a
passare. Dall'altro lato, il range degli avversari, in particolar
modo dell'open-raiser, deve essere abbastanza grande che potrebbero
avere una mano che scartano senza ripensamenti.
Se decidete di
effettuare uno squeeze play, dovete sempre prendere in considerazione
che nel caso di un call si è sempre coinvolti in un piatto
relativamente grande e dovete anche saper giocare in queste
condizioni. Considerare uno squeeze soltanto come un bluff che ha
come obiettivo quello di far passare tutti gli avversari con un
re-raise sostanzioso al pre-flop è un approccio troppo poco
lungimirante.