Aggiornato il 13 Mar 26 da

S3R | gioco preflop (2) – Concetti generali

La posizione

Ci sono dei giocatori che quando hanno posizione giocano praticamente tutto, e che senza foldano tantissimo. Sembra che abbiano paura ad essere i primi a parlare o di non poter decidere di checkare all'ultima street. Si tratta di un concetto che spesso è molto sopravvalutato. Vero, essere gli ultimi a parlare presenta alcuni vantaggi, però siamo realisti...ci sono molte altre cose nella vita.

Giocando con la S3R, la verità è che il fatto di avere o no la posizione spesso è del tutto indifferente. Si tratta di un'affermazione molto forte rispetto alla teoria generale del poker, quindi lo spiegheremo più nel dettaglio. Come sempre, la cosa migliore è cominciare con un esempio.

Il piatto preflop è di 10bb e vengono girate le carte comuni. Sia noi che il nostro avversario abbiamo 10bb. Che importanza ha, qua, la posizione? Nessuna. Abbiamo tre street per decidere che linea tenere e quasi tutte le mani possono pagare un all-in, perché basta avere il 33% di equity se l'altro punta. In più non ci saranno bluff perché la decisione è triviale (call/fold: senza stack dietro non c'è niente da pensare per le street successive).

Sostanzialmente i vantaggi della posizione (controllare la dimensione del piatto, rubare con più facilità in quanto ultimo a parlare, o comunque avere più informazioni sulla mano dell'avversario) diminuiscono di molto quando lo stack è più corto, perché non siamo in condizione di approfittarne.  Giocando S3R, quindi, con 20bb di stack effettivo, la posizione passa in secondo piano (e, lo ribadiamo, conta molto più l'equity preflop).

 

Strategie di dominio

Se, come abbiamo detto, chiamare di solito non è una buona mossa, a volte può essere l'unica, per esempio se abbiamo 99 o AJs contro un avversario tight e dopo di noi ci sono altri che devono ancora parlare. L'equity della nostra mano è attorno al 50% contro il range dell'avversario, ma non basta per andare all-in con una 3bet. In questi casi la migliore opzione è, appunto, chiamare. Le mani dell'esempio sono abbastanza buone per poter chiamare con tranquillità un eventuale squeeze, perché i range di 3bet generalmente sono più larghi e la nostra mano è forte. In casi marginali, invece, è più pericoloso.

Se l'avversario apre con un range del 25% noi (secondo il gioco ottimale e senza tenere conto delle stat) dovremmo 3bettare con il 6% superiore, circa (AJs+, AQ+, 77+). C'è però un ulteriore 10% che ha buona equity contro queste mani (nel concreto 44-66, A8o, KJo, QJs, KTs+, Axs).

Di questo range di call, se ci fanno uno squeeze potremo chiamare con pochissime mani, quindi se combiniamo la possibilità di uno squeeze con l'equity dell'open-raiser viene fuori che stiamo bruciando denaro. Per questo motivo può essere che chiamare sia corretto contro un rilancio dell'avversario, ma che in generale non lo sia a causa dell'alto rischio di squeeze e della nostra impossibilità a chiamarlo. In questa situazione è meglio foldare, ed in generale, considerando tutti i fattori assieme, la strategia di foldare domina su quella di chiamare. Dato che sui tavoli con stack corti di solito i range di 3bet sono più larghi, chiamare sarà per lo più una scelta sbagliata. Più avanti parleremo dei range di call corretti sulla base di tutte le informazioni che abbiamo.