S3R | Gioco preflop (3) – Tabelle di OR UTG/MP/CO
Per gli impazienti, vediamo prima le tabelle e poi le loro rispettive spiegazioni.
Tabella di Openraise da UTG, MP e CO:

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Tabella di Openraise da UTG, MP e CO:
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Il range è stato tirato fuori mediante calcoli matematici. Come abbiamo accennato negli articoli precedenti, il nostro obbiettivo è rubare i bui, per cui ci serve una fold equity del 58%, quindi abbiamo calcolato i diversi open-raise e li abbiamo combinati con la 3bet o il call degli avversari che devono ancora parlare. In questo modo abbiamo adattato al meglio i nostri rilanci.
Range anelastici:
Possiamo osservare che la differenza tra il range delle prime posizioni e quello del CO è relativamente piccola (dieci punti). Ciò è dovuto al fatto che il gioco si sviluppa praticamente solo preflop e quindi la giocabilità della mano passa in secondo piano: a noi interessa vincere grazie alla fold equity e all'equity (in caso di all-in). Il range ottimale di 3bet dell'avversario, quindi, aumenta solo di due punti se apriamo da UTG o da CO. Il nostro range di OR, invece, varia molto di più, ed è facile capire che in tal modo estraiamo valore. Se includiamo il range di call degli avversari la differenza è di 4,5 punti: la prima osservazione, quindi, è che anche se noi abbiamo un 10% in più di mani, l'avversario reagisce giocandone solo un 5% in più.
D'altra parte, esistono diverse maniere di calcolare l'equity di una mano. L'equity, infatti, si basa sempre su un range di call che facciamo all'avversario. Se apriamo da UTG ci sono più avversari che devono ancora parlare, quindi ha più senso calcolare la forza della nostra mano contro tre avversari e fare una media. Quando invece apriamo da CO (o BTN), dato che abbiamo meno avversari, è meglio calcolare il valore della nostra mano contro un avversario (cioè contro una mano random) che contro tre. Infine bisogna aggiungere che quando apriamo da UTG ci chiameranno di meno per il rischio di squeeze, mentre se siamo nelle ultime posizioni capiterà molto più spesso. Il big blind, ad esempio, avrà difficoltà a foldare se noi apriamo molto spesso da CO o BTN. Per questo è consigliabile, in alcuni casi specifici, foldare con K8s e rilanciare con T8s, perché, in certe situazioni, ci serve un po' più di giocabilità (e con T8s sarà più facile arrivare allo showdown rispetto a K8s). Insomma, i fattori discussi in questo paragrafo fanno sì che i range che abbiamo definito non siano quelli che vengono fuori da un calcolo matematico fatto con un software, ma un loro adattamento.
Per concludere dobbiamo far presente che la tabella non è scritta nella pietra: se alcuni avversari sono particolarmente tight ai bui, il range di open-raise da CO può allargarsi molto, ed analogamente se invece ci 3bettano moltissimo e abbiamo difficoltà ad adattarci possiamo foldare un po' di più. L'ultima puntualizzazione riguarda i fish: il nostro gioco post-flop li distrugge (così come il loro stesso range random), quindi contro di loro possiamo allargare un po' i range.
Esempio di range determinato per MP (per chi vuole adattarsi agli specifici avversari):
Se apriamo con il 22% delle mani, l'avversario dovrebbe 3bettare circa il 7,5% (55-66, A9s+, KQo, KJs, ATo, mani con più del 45% di equity). In totale ci resisteranno il 7,5+5,5=13% delle volte. Siccome in gioco ci sono ancora quattro avversari, vinceremo il piatto senza preflop il 56% ((1-0.13) ^4). 56% è meno del 58% che ci serve, però bisogna tenere presente che questo è il range di call di un avversario solo se dopo di lui non deve ancora parlare nessuno. Se apriamo da MP con questo range, CO dovrebbe foldare A9s (in questo esempio) se gli avversari 3bettano spesso, dato che non potrà difendersi in caso di squeeze. Restringendo quindi un po' il range di call arriveremo al 58% di cui abbiamo bisogno.
