Aggiornato il 06 Lug 26 da

La massimizzazione del value

Introduzione

In questo articolo

  • Come mandare il tuo avversario all-in
  • Importo delle puntate, sequenze di puntate, tipi di avversari e immagine
  • In generale: semplicemente bet o raise

Molti giocatori
commettono l’errore di pensare di aver giocato male se un
avversario non li paga. Spesso non è così. Un ruolo fondamentale lo
svolge la sorte che fa sì che un avversario non abbia una buona
mano
.


D’altro canto alcuni giocatori commettono a
loro volta l’errore di giocare in maniera troppo tricky influenzati
dal pensiero sopra menzionato, pensando che solo in questa maniera
potrebbero ottenere il massimo value possibile. Ma anche in questo
caso spesso non è così.

Il seguente articolo tratta questa
problematica e cerca di trovare una risposta alla seguente domanda:
come posso ottenere il massimo value dai miei avversari?

L’articolo
presenta i due differenti concetti che sono alla base
dell’ottimizzazione del value e i fattori che l’influenzano, per
aiutarvi a trovare in futuro la strada adeguata più semplice per
trarre il massimo profitto possibile dalle vostre mani.

Basi: Pot Building e Slowplay

Pot Building in
inglese significa
costruzione del
pot
nel senso di aumentare
il pot
e rappresenta una forma di pot
control. Spesso in relazione al pot control si parla di limitare il
pot, ma in questo caso è esattamente l’opposto. Il pot deve
diventare il più consistente possibile quando siamo in possesso di
una mano forte o molto forte.

Il principio del pot building è
un pilastro fondamentale per l’ottimizzazione del value. Infatti
vale quanto segue:

Se siete in
possesso di una mano forte, giocate per un pot più grande
possibile.

Pot minimi per mani
deboli, pot consistenti per mani forti – affermazione abbastanza
scontata. Se cercate di ottimizzare il value, dovreste sempre tenere
presente questo principio.

Esempio:

0,50/1,00
No-Limit Hold'em
(10
handed)

Preflop: Hero is MP3 with 3, 3
UTG calls $1,00, UTG+1 calls $1,00, UTG+2 folds, MP1 calls $1,00, MP2 folds, Hero calls $1.00, 3 folds, BB checks.

Flop: ($5,50) 9, A, 3 (4 players)
BB checks, UTG checks, UTG+1 checks, MP1 bets $3, Hero ???

Naturalmente
Hero in questo caso dovrebbe rilanciare. Se facesse solo call, gli
altri giocatori otterrebbero dei pot odds di almeno 3,8:1 e
potrebbero fare call tranquillamente con un eventuale flush draw. In
altre parole giocherebbero correttamente e Hero sbaglierebbe perché
lascerebbe loro la possibilità di rimanere nella mano per il giusto
prezzo. Ne consegue che deve proteggere la propria combinazione. Ma
cosa significa esattamente proteggere la propria combinazione?

Proteggere la propria combinazione è sinonimo di
ottimizzazione del value.

Proteggerla cioè da draw! Se
proteggiamo la mani alzando il prezzo che un avversario deve pagare
per inseguire un draw, dandogli dei pot odds errati, egli commette un
errore se decidesse nonostante ciò di vedere la puntata. Il suo
errore diventa automaticamente la vostra vincita e in questa maniera
ottimizziamo la nostra vincita contro i draw dell’avversario.

Proteggere contro i draw equivale a trarre il massimo
value possibile.

Collegato al tema della protezione della
mano è il tema pot building. Infatti se difendiamo la nostra
combinazione con un rilancio, il piatto aumenterà automaticamente in
modo tale che noi possiamo puntare un value maggiore in caso di scale
successive e alla fine al river.

Il contrario di pot building
è tenere volontariamente il più basso possibile e sotto controllo
il pot. Si verifica soprattutto se non abbiamo mani forte, ad es. la
top pair in un board privo di draw al turn.

Spesso però il
pot viene tenuto basso anche con una mano forte. In questo caso si
parla di slowplay e serve allo stesso modo per ottimizzare il value.
Si gioca fondamentalmente con basse aspettative di vincita per
ottimizzare in seguito il pot attraverso a vincite implied o detto in
altre parole: si sceglie il basso profilo con scale iniziali e si
punta poco per dare all’avversario la possibilità di formare una
combinazione buona ma inferiore alla vostra, per simulare una mano
terminata o semplicemente per commettere una sciocchezza.

Quindi
ci sono molte strade possibile per raggiungere l’obiettivo.Alla
base del pot building e dello slowplay vi sono principi diversi alla
cui fonte però risiede un unico obiettivo: ottimizzare il value.

Come costringe all'all-in il tuo avversario?

La questione
principale posta all’inizio di questo articolo recita: come posso
ottenere il massimo value possibile dai miei avversari? Da questo
quesito si può dedurre un ulteriore obiettivo
. Se
riformuliamo il quesito di prima ci troviamo di fronte al seguente
problema: Come posso far andare all-in il mio
avversario?

Se partecipate ad una mano nella quale le
vostre carte giustificano il fatto che giochiate degli stack, dovete
porvi questa domanda e in base alla risposta dovete prendere una
decisione. Il vostro comportamento dipende da diversi fattori:

  • entità degli stack (di tutti i giocatori coinvolti nella mano)
  • la vostra posizione
  • chi ha l'iniziativa
  • la forza della vostra mano
  • il tipo di avversario che affrontate
  • la tua immagine e la storia del tavolo
Fattore 1: entità delle puntate

Se perseguite
l’obiettivo di far andare all-in un avversario, siete costretti a
riflettere su come e quanto puntare evitando che passi la sua mano e
che voi manchiate il vostro obiettivo. Il vostro primo pensiero
dovrebbe essere quello di controllare l’entità dello stack
dell’avversario e il vostro chiedendovi fino a che punto conviene
spingervi.



Come seconda cosa dovete esercitarvi a calcolare il
pot.cioè calcolare quanto puntare o rilanciare con una determinata
scala in modo tale che il pot al river sia abbastanza consistente e
l’avversario abbia quanti meno soldi possibile così che non può
far altro che passare la mano.

0,50/1,00 No-Limit Hold'em (6 handed)

Hero: $100
MP2:
$100


Preflop: Hero is BU with 5, 5
MP2 raises to $3,00, 2 folds, Hero calls $3.00, 2 folds.

Flop: ($7,50) 5, 9, K (2 players)
MP2 bets $5,00, Hero ???

Il
board invita a ricorrere allo slowplay. Sono possibili pochi
draw e un rilancio indurrebbe al ritiro l’avversario. Vedere
semplicemente ha il vantaggio che l’avversario riceve l’opportunità
di migliorare la propria mano al turn che però è inferiore al
nostro set. Ma quale vantaggio ci comporta lo slowplay? Talvolta
l’avversario al turn migliora la mano, è vero. Ma dopo cosa
accade?

Il pot ammonta a $17.50 e l’avversario ha ancora
$92. Come indurre l’avversario ad andare all-in fino al river?
Spesso farà check al turn e passerà la propria mano. Talvolta
effettuerà una bet, ma in caso di rilancio passerà la mano. Un
turnraise su questo board non è quasi mai un bluff: quasi tutti gli
avversari lo capiscono.

Nella maggior parte dei casi farà
check e noi punteremo. Supponiamo di puntare $12, cosa giusta in
questo board. Se vede il pot al river sarà di $41.50 e avrà ancora
$80. Per indurre l’avversario ad andare all-in dovremmo puntare due
volte il valore del piatto. E’ abbastanza scontato che non vedrà
questa puntata nella maggior parte dei casi.

Se avessimo
puntato $17 al turn il pot al river sarebbe di $51.50 e l’avversario
avrebbe ancora $75. Dovremmo effettuare una bet due volte superiore
al pot. Anche puntando il valore del piatto al turn, che in questo
board non avrebbe senso, non ci avvicina certamente al nostro
obiettivo.

Di conseguenza uno slowplay al flop non è la cosa
giusta da fare in questa situazione.

Dovremmo rilanciare al
flop nell’ottica del pot building. In questo caso è vero che
passerebbe molte mani, ma se ha un re forte o AA non avremo
difficoltà a farlo andare all-in dal flop al river se vuole giungere
allo showdown.

Supponiamo di rilanciare il flop a $15. In tal
caso abbiamo un pot al turn di $37.50 e avrà ancora $82. Al turn
dovremmo puntare quindi $25. Il pot al river sarà di $87.50 e
l’avversario avrà ancora $57. Possiamo farlo andare all-in con una
2/3 pot bet, e così il nostro obiettivo sarebbe raggiunto.


0,50/1,00 No-Limit Hold'em (6 handed)

Hero:
$100
SB: $30

Preflop: Hero is BU with 5, 5
3 folds, Hero raises to $3,00, SB calls $2,50, BB folds.

Flop: ($7,00) 5, K, 9 (2 players)
SB bets $5,00, Hero ???

Ci
troviamo in una situazione simile alla precedente. Tuttavia
l’avversario ha uno stack inferiore. Se vediamo al flop, il pot al
turn sarà di $17 e l’avversario avrà ancora $22. Possiamo puntare
$8 e il piatto al river sarà di $33 con uno stack restante di $14.
Non è più un problema far andare all-in l’avversario. In questa
situazione uno slowplay risulta essere la migliore variante dal mio
punto di vista; meglio che un rilancio diretto al flop.

Vediamo
quindi come l’entità degli stack, il calcolo del pot e la betsize
influenzino profondamente le nostre decisioni. Un altro fattore da
non trascurare è la sequenza delle bet..

Fattore 2: le sequenze di puntate

Ci sono diverse sequenze di bet.
Alcuni loro vantaggi e svantaggi verranno analizzati qui. E’
importante che prima di prendere una decisione valutiate la forza
della vostra mano in relazione al board.


Per esempio una
freecard in alcuni board può essere letale. Azzeccare la sequenza
ottimale delle bet dipende da situazione a situazione. Qui di seguito
possiamo solo analizzare pro e contro generici. Il maggior numero di
possibilità si ha quando giochiamo out of position senza iniziativa.

OOP SENZA INIZIATIVA

Out of position senza iniziativa
implica ponderare diversi fattori. Uno di questi è la continuation
bet ovvero un’ulteriore bet dell’avversario quando facciamo
check. Ciò accade spesso se non abbiamo mostrato forza. Riceviamo
quindi value.

Sequenze di puntate
Vantaggi
Svantaggi
Buona mossa contro?
check/raise flop Il piatto diventa grande Spesso gli avversari passano la mano Preferibilmente contro fish con un WTSD
alto
check/call flop
donk bet turn
Gli avversari spesso restano nel pot Il piatto resta piuttosto basso +
gli
avversari ricevano quasi una freecard
Buoni avversari,ad es. TAG per bilanciare
la line check/call flop- bet/fold turn con mani deboli
Anche
contro rock
check/call flop
check/raise turn
Il piatto diventa grande Due potenziali freecard Solo contro avversari aggressivi tipo.
maniac o LAG che spesso ricorrono alla second barrel
bet/raise flop Il piatto diventa grande Nessuna vincita della contbet
Spesso
gli avversari passano in caso di ulteriore rilancio
Contro avversari molto aggressivi al
flop, preferibilmente LAG e maniac
bet/call flop
donk bet turn
Gli avversari spesso restano nel piatto Nessuna vincita della contibet Giocatori con un Flop-AF alto e che
tendono a rilanciare molte bet
OOP CON INIZIATIVA

Se si gioca out of position con
iniziativa si dovrebbe mantenere l’iniziativa nella maggior parte
dei casi. In veste di preflopaggressor si dovrebbe ricorrere
normalmente alla contbet al flop anche con una mano forte.
„Normalmente“ – è importante, perché fare check con il
tentativo di far rilanciare l’avversario o gli avversari sarebbe
assolutamente poco comune e leggibile come gesto di vera forza. Con
quale altra mano allora giocheremmo così? Un avversario in gamba se
ne accorge subito e un fish non fa una bet al flop ricevendo una
freecard. Il piatto resta piccolo e il nostro avversario può inoltre
ottenere una mano migliore al turn senza sborsare un euro.


Al
turn possiamo variare. Nella maggior parte dei casi dovremmo di nuovo
effettuare una bet. Contro avversari aggressivi si può tentare
comunque un checkraise. Naturalmente il board non dovrebbe offrire in
tal caso possibili draw. Prima di tutto una freecard in questo caso
potrebbe danneggiarci, e poi l’avversario vede con molte mani
peggiori in caso di ulteriore bet. Cedere l’iniziativa avrebbe
senso solo in caso di head-up. Se affrontiamo due giocatori al turn
con iniziativa e con una mano forte, dovremmo assolutamente puntare
di nuovo visto che c’è il forte rischio che i nostri avversari
facciano check behind se facciamo check.

IP SENZA INIZIATIVA

Giocare in position senza iniziativa implica
una facile gestione delle mani forti. Dobbiamo ricordarci solo delle
seguenti regole:

  • Se l'avversario fa check, puntiamo
  • Se l'avversario punta, rilanciamo

Vediamo la bet dell’avversario
solo se ...

  • ... il piatto è molto grande rispetto agli stack residui.
  • ... possiamo indurre altri giocatori dietro di noi a stare nel pot facendo overcall.

Nel secondo caso dobbiamo far
attenzione che il board non dia spazio a draw, dato che i giocatori
dopo di noi potrebbero ricevere i pot odds giusti per il loro draw.



0,50/1,00
No-Limit Hold'em
(6
handed)

Preflop: Hero is BU with 7, 8
MP2 raises to $3,00, 2 folds, Hero calls $3,00, SB calls $2,50, BB calls $2,00.

Flop: ($12,00) 7, 8, 8 (4 players)
SB checks, BB checks, MP2 bets $10,00, Hero ???

In
questo caso possiamo ricorrere allo slowplay dato che il board è
innocuo. Al massimo i nostri avversari hanno tre outs contro di noi e
proteggere la mano non ha senso. Vedendo diamo dei buoni odd ai
giocatori dopo di noi così che forse resteranno nel pot. Rilanciando
verrebbero passate tutte le mani peggiori. Un 8 o 77 saranno all-in
fino al river. E’ importante il fatto che quasi nessuna carta al
turn ci disturbi.

In quasi tutti gli altri casi nei pot
multiway ricorrere allo slowplay al flop sarebbe errato perché uno
degli avversari migliorerà la propria mano e noi dovremo mollare il
pot.

IP CON INIZIATIVA

Anche in position con iniziativa
abbiamo poche possibilità di variazioni. Se l’avversario o gli
avversari fanno check, dovremmo sempre puntare per far crescere il
pot. Non dovremmo mai giocare check behind con una mano forte
per indurre a bluff. Fare check è una mossa che tiene basso il
piatto ed è proprio quello che vogliamo evitare in presenza di mano
forte. Se l’avversario fa una bet prima di noi dovremmo rilanciare.
Se però il pot è già abbastanza grande in relazione agli stacksize
e possiamo far andare all-in l’avversario senza problemi fino al
river anche senza rilanciare al flop, allora conviene ricorrere allo
slowplay.


Un caso particolare è rappresentato dal checkraise
del nostro avversario. A secondo delle opportunità di draw conviene
normalmente vedere per poi effettuare un’altra bet.

Il
seguente esempio dovrebbe spiegare meglio questo concetto:

0,50/1,00 No-Limit Hold'em (6
handed)

Preflop: Hero is MP2 with A, Q
Hero raises to $3,00, 3 folds, SB calls $2,50, BB calls $2,00.

Flop: ($9,00) A, Q, 9 (3 players)
SB checks, BB checks, Hero bets $7,00, SB raises to $24,00, BB folds, Hero calls $17.00.


Vedere
al flop è meglio che andare direttamente all-in. In caso di all-in
il nostro avversario potrebbe scartare mani tipo AJ o AK,forse
persino Q9, anche se è improbabile. Inoltre su questo board c’è
poco da proteggere. Commettiamo un errore solo se il nostro
avversario ha JT. Nella maggior parte dei casi non avrà tuttavia
questa mano. Se andiamo all-in, vengono passate molte mani peggiori.
Le teniamo nel pot se invece vediamo per poi rilanciare al turn con
un’ulteriore bet in caso di check. Attraverso il checkraise al flop
il pot diventa molto grande così che non avremo problemi a far
andare all-in l’avversario fino al river.

Fattore 3: la forza assoluta della tua mano

Per ora abbiamo visto come massimizzare il value dal presupposto: vogliamo andare all-in entro il river. Ovviamente quest'obiettivo ha senso solo se abbiamo una mano forte. A questo punto dobbiamo porci la domanda: come viene influenzato il nostro gioco dalla forza assoluta della nostra mano? E questo porta a un altro concetto, che è:

Fare slowplay con il 3° o 4° nut è di solito meglio che fare slowplay con le absolute nuts.

Questo può sembrare contradditorio a prima vista, perché ci si può sempre permettere di fare check con le absolute nuts, senza preoccuparsi delle altre carte. Ma qui c'è una situazione che si deve evitare: fare slowplay contro il 2° o 3° nut. Ecco un semplice esempio in merito:

0.50/1.00 No-Limit Hold'em (6 handed)


Pre-flop:
Hero is BB with QQ

2 folds
, CO raises to $3.00, BU calls, SB folds, Hero calls.


Flop:
($9.00) AQQ
Hero checks, CO checks, BU checks.


Turn:
($9.00) K
Hero checks, CO checks, BU checks.


River:
($9.00) A
Hero checks, CO checks, BU checks.

CO holds AK
BU holds KT

Qui si vede esattamente come estrarre il minimo valore possibile. Abbiamo provato a fare un check/raise ad ogni street, ma nessuno ha deciso di puntare. Il tentativo di slowplay di CO voleva indurre una puntata di BU, per poi possibilmente intrappolare entrambi, ma è fallito. BU non si è mai sentito forte e non ha avuto ragione di puntare.

Se qualcuno avesse puntato in ogni momento, probabilmente saremmo riusciti ad andare all-in con CO prima del river.

Dovremmo evitare di fare slowplay con le absolute
nuts, poiché rischieremmo di perdere molto value contro il 3°/4° nut, che è esattamente quel che succede se l'avversario decide di fare slowplay a sua volta.

Naturalmente, questo è un esempio estremo e ci troveremo raramente in una situazione simile, ma rende l'idea dei concetti espressi.

Fattore 4: tipi di avversari

Parimenti importante per le nostre
decisioni sono le tipologie di avversari. I seguenti esempi servono
per chiarire questo punto:


0,50/1,00 No-Limit Hold'em (6
handed)


Preflop: Hero is BB with 4, 4
MP2 folds, MP3 raises to $3,00, 3 folds, Hero calls $2,00.

Flop: ($6,50) 4, 9, 8

Nel primo caso supponiamo che il nostro
avversario sia un fish (50/5/1/35). Qui conviene ricorrere ad un
checkraise al flop. Così il pot diventa molto consistente e
usufruiamo dei vantaggi di un checkraise contro questo avversario.
Non abbiamo il problema che il nostro avversario passerà molte mani
dato che ha un WTSD alto.

Contro lo stesso giocatore
giochiamo la seguente mano:

0,50/1,00 No-Limit Hold'em (6
handed)

Preflop: Hero is BU with A, T
MP2 calls $1,00, 2 folds, Hero raises to $5,00, 2 folds, MP2 calls $4,00.

Flop: ($11,50) K, Q, J (1 players)
MP2 bets $8,00, Hero ???


Anche
in questo caso dovremmo rilanciare direttamente al flop per aumentare
il più possibile il pot. Lo slowplay ha poco senso in caso di scala.
Tutti i dieci assi e tutte le carte che danno vita a coppie al board
riducono lo spazio di azione che ci offre un avversario con mani
peggiori.

Non dobbiamo necessariamente essere battuti ma il board
risulta essere più pericoloso per il nostro avversario se viene
pescata una di queste carte. Inoltre il nostro avversario qui vedrà
con molte mani peggiori in caso di rilancio. Pertanto dovremmo
giocare in maniera molto lineare tentando di mettere nel mezzo i
nostri soldi sin dal principio.

Cio cambia se giochiamo
contro diversi avversari.
Nel secondo caso supponiamo che siamo
di fronte ad un avversario molto aggressivo (ma anche bravo ed
attento) (33/22/3/20).

0,50/1,00
No-Limit Hold'em (6 handed)

Preflop: Hero is BB with 4, 4
MP2 folds, MP3 raises to $3,00, 3 folds, Hero calls $2,00.

Flop: ($6,50) 4, 9, 8
Hero
???

In questa situazione abbiamo più possibilità. Ad es.
possiamo effettuare una donk bet al flop sperando in un rilancio del nostro
avversario. Cio accadrà piuttosto spesso perchè normalmente non
crederà che con questo board abbiamo formato qualcosa. In
alternativa possiamo effettuare subito un checkraise al flop.
Possiamo anche ricorrere al check/call flop, effettuare un donk al
turn o check/call flop, check/raise turn. Tutto questo è possibile e
anche vantaggioso se consideriamo che: dobbiamo bilanciare
le line con le nostre mani forti contro giocatori attenti
.

In pratica significa: dobbiamo di tanto in tanto
rilanciare questi flop bluffando o ricorrendo al float, se lo faremmo
anche con le nostre mani forti. In questo caso ricorrere al float
significa vedere il flop e effettuare un donk al turn. Se con questo
board effettuiamo checkraise con una two pair o meglio, un giocatore
attento noterà ciò e logicamente in futuro avremo meno value dalle
nostre mani forti. Lo stesso vale per ogni altra line.

Questo
modo di pensare ha senso solo contro avversari attenti. Se i nostri
avversari sono scarsi, tipo fish o anche pessimi TAG, possiamo
giocare semplicemente straightforward senza preoccuparci più di
tanto.In altre parole dovremmo nella maggior parte dei casi ricorrere
al rilancio o alla bet al flop.

Fattore 5: la tua immagine

Un altro fattore importante è l’image
e l’history al tavolo. Con image si intende l’opinione che si
sono fatta di noi i nostri avversari. Viene ottenuta tramite la
history, ovvero „la storia “ al tavolo. Entrambi sono aspetti
fondamentali che spesso vengono tralasciati.


Esempio:

0,50/1,00
No-Limit Hold'em (6 handed)

Preflop: Hero is CO with K, K
2 folds, Hero raises to $3,00, BU folds, SB raises to $12,50, BB folds, Hero ???

Supponiamo
che abbiamo di fronte un avversario TAG attento. Senza ulteriori
informazioni risulta difficile decidere se sia più vantaggioso
vedere o fare una 4bet, ovvero quale delle due porti più value. Ed è
qui che entrano in gioco i concetti di image e la
table-history.

Analizziamo la statistica del tavolo e ci
accorgiamo di aver giocato molto loose con 27/20 fino adesso. Inoltre
ci ricordiamo di una situazione nella quale nello stesso spot contro
lo stesso avversario abbiamo effettuato una 4bet con AK e
l’avversario ha passato la mano. Queste informazioni sono
essenziali.

In questo caso dovremmo effettuare una 4bet. Il
nostro avversario crederà che tentiamo di nuovo di assicurarci il
pot preflop e quindi andrà all-in in modo più loose o vedrà. Con
mani tipo AK, AQ, TT+ potrebbe in teoria anche andare all-in preflop.
Si tratta di mani che non sarebbero andate broke postflop se avessimo
visto il reraise e poi avessimo rilanciato il flop.

Abbiamo
un’image loose e dovremmo approfittare di questo. Nelle successive
situazioni dovremmo tuttavia procedere con cautela e ricorrere alla
4bet solo per le nostre mani forti dato che non riceveremo alcun
credito per un monster. Se invece avessimo un’image tight non
dovremmo cominciare proprio in questa situazione a ricorrere alla
4bet con la seconda mano migliore possibile, bensì semplicemente
vedere per rilanciare il flop.

Esempi


In questo trafiletto tramite
esempi verrà spiegato se è meglio aumentare il pot o ricorrere allo
slowplay.

ESEMPIO 1

0.50/1.00 No-Limit Hold'em (6 handed)

Hero: $120
MP3: $80
MP2: $180

Pre-flop: Hero is BU with J, T
MP2 raises to $3.00, MP3 calls $300, CO folds, Hero calls $3.00, 2 folds.

Flop: ($10,50) 7, 4, Q (2 players)
MP2 bets $8.00, MP3 calls $8.00, Hero ???

Formiamo un flop con il 3 nutflush. C’è da
domandarsi se ci conviene rilanciare o limitarci a vedere. Se
scegliamo la 2 opzione il pot al turn sarà di $34. Confronto ai
nostri stack si tratta di un pot piuttosto consistente. Potremmo
effettuare una bet e far andare i nostri avversari agevolment all-in
fino al river.

Tuttavia dovremmo rilanciare il flop. Ci sono alcuni
mani peggiori che vedranno una bet. Una di queste è una mano come Ax
e Kx, ma anche ogni set o doppia coppia. Lo slowplay sarebbe
fuori luogo in questa situazione, dato che regaleremmo value in
presenza di mani che vedrebbero un rilancio. Alla luce di questa
considerazione al flop dovremmo rilanciare fino a circa $30.

ESEMPIO 2

0.50/1.00 No-Limit Hold'em (6 handed)

Hero: $100
MP3: $100

Pre-flop: Hero is BU with K, K

MP2 raises to $3,00, 2 folds, Hero raises to $10,00, 2 folds, MP2 calls $7,00.

Flop: ($21,50) A, K, 7 (2 players)
MP2 checks, Hero bets $15,00, MP2 raises to $30,00, Hero ???

Formiamo
un flop con il 2 nut in un pot rilanciato – situazione ottimale –
e il nostro avversario ricorre al checkraise. Non ci resterebbe che
vedere. C’è sì un flushdraw ma non lo avrà in mano nella maggior
parte dei casi, bensì avrà un asso che potrebbe scartare in caso di
rilancio. Con un all-in indurremmo al ritiro quasi tutte le mani
peggiori che teniamo invece in gioco vediamo e basta al flop per
rilanciare/puntare al turn. Al turn il pot ammonterà a $100 e sarà
un gioco da ragazzi indurre il nostro avversario ad andare all-in nei
due giri di puntata restanti.

ESEMPIO 3

0.50/1.00 No-Limit Hold'em (6 handed)

Hero: $100
BU: $100

Pre-flop: Hero is MP2 with 9, 9

Hero raises to $3,00, 2 folds, BU calls $3,00, 2 folds.

Flop: ($7,50) 9, 4, 5 (2 players)
Hero bets $5,00, BU calls $5,00.

Turn: ($17,50) K
Hero ???

Analizziamo due scenari:

  • Il nostro avversario è un LAG
    (30/22/3/20) e abbiamo giocato contro di lui già alcune mani. Al
    turn abbiamo quasi sempre passato la nostra mano quando gli abbiamo
    fatto check. Dobbiamo continuare a fargli check! Accettiamo
    la potenziale freecard. Ciò è possibile solo se siamo consapevoli
    che il LAG spesso scommette sulla scarecard. Possiamo poi ricorrere
    al rilancio. Non dovremmo ricorrere alla second barrel con il second
    nut in mano, qui.

  • Il nostro avversario è un
    attento TAG (22/16/3/21). Nelle ultime mani abbiamo puntato
    piuttosto spesso il turn dato che egli vede spesso il flop e cerca
    di fare float play. Anche in questo caso dovremmo adattarci
    alla nostra image senza cessare di puntare. Il nostro avversario non
    ci può porre con certezza su una mano forte. Il nostro presunto 2
    barrel non lo impressionerà.

ESEMPIO 4

0.50/1.00 No-Limit Hold'em (6 handed)

Hero: $100
MP2: $120

Pre-flop

: Hero is SB with 8, 8
MP2 raises to $3,00, MP3 calls $3,00, 2 folds, Hero calls $2,50, BB folds.

Flop: ($10,00) K, 8, 6
Hero ???

Qui ci troviamo in un
multiwaypot con una mano forte. Non è possibile quasi nessun draw
tranne un OESD con 79. Come già menzionato conviene fare la mossa
direttamente al flop nei multiwaypot. Se siamo di fronte a più
avversari vi è la possibilità che veniamo battuti alla fine, sempre
maggiore che negli heads up.

MP2 è colui che rilancia
preflop. Molto spesso con questo board ricorrerà alla contbet e se
non lo fa sarà un problema, ma non irrisolvibile con queste carte
comuni. Se MP2 fa check, MP3 ha la possibilità di effettuare una
bet. Pertanto dovremmo innanzitutto fare check e dare la possibilità
di una contibet a MP2 e allo stesso tempo a MP3 la possibilità di
vedere in posizione questa contibet con molte mani. Si verficherà
spesso. Poi tocca a noi e possiamo rilanciare rispetto alla puntata
precedente. MP3 viene così intrappolato e facciamo aumentare il pot.

Conclusione

Come abbiamo tentato
di dimostrare, con mani forti conviene di solito far crescere il pot
invece che limitarlo ricorrendo allo slowplay. Vi sono tuttavia
eccezioni nelle quali lo slowplay è assolutamente appropriato.

L’obiettivo finale dovrebbe essere di far andare all-in
l’avversario. Per fare ciò con dei giocatori scarsi non occorre
prestare molta attenzione: Puntate, puntate, puntate e se
l’avversario passa la mano, così sia. Contro giocatori attenti
dobbiamo tuttavia tentare di variare il nostro stile di gioco per non
risultare troppo scontati e prevedibili.