Aggiornato il 13 Mar 26 da

Strategia shortstack: gioco al preflop per giocatori avanzati

Introduzione

In questo articolo

  • L'equity al posto degli schemi
  • Limp e complete
  • Squeeze play

Questa situazione non dovrebbe esservi nuova: al preflop ricevete una mano giocabile che non è però riportata nello schema. Fino a questo momento, avete semplicemente passato queste mani. Qui di seguito scopriremo se questa sia sempre la soluzione ideale o se invece si possano giocare alcune mani in più.

Scoprirete quando è possibile fare limp con queste mani e quando bisognerebbe rilanciare con quelle mani che non sono riportate nello schema. Allo stesso modo scoprirete i principi fondamentali dello squeeze play.

Come si gioca secondo l'equity?

 

Cosa si intende per equity?

L'equity (dall'inglese valore di mercato, quota di capitale) o pot equity indica la quota di una giocatore nel piatto corrente a cui può mirare in media come premio in base alle probabilità di vincita.

L'equity è la vera chiave del successo nel gioco al preflop. Per questo motivo è consigliabile dedicare particolare attenzione a questa sezione dell'articolo. Il seguente esempio dovrebbe chiarirvi maggiormente il ragionamento alla base di questo principio:

Avete in mano AK e giocate contro due avversari che a loro volta possiedono due carte qualsiasi. A quanto ammonta la vostra equity?

L'equilator vi riporta un'equity di circa il 48%. Ammettiamo che abbiate fatto un normale raise a 4 BB e i due giocatori abbiano fatto call indipendentemente dalle loro mani. Quanti BB vincerete in media al preflop?

Dato che ciascun giocatore ha pagato 4 BB, il piatto ammonta a 12 BB, di cui per via delle vostra equity vi appartiene il 48%, corrispondente a 5,76 BB. In questo modo, con ciascun rilancio producete un profitto di 5,76 BB - 4 BB = 1,76 BB.

Ovviamente la partita non è ancora finita, ma giocando bene al postflop sarà possibile produrre di solito ulteriori profitti.

Come reagite a un rilancio prima di voi?

Immaginiamo vi troviate nella seguente situazione standard: prima di voi un giocatore in posizione iniziale ha rilanciato e voi avete JJ. Secondo lo schema per i principianti si rilancia qui di nuovo procedendo direttamente all-in.

Con alcuni avversari noti per i loro rilanci loose, è possibile rischiare senza problemi il proprio stack con JJ. Con altri avversari invece vi chiederete di continuo: era giusto agire così?

Contro un avversario medio è sicuramente corretto controrilanciare con JJ. Ci sono però anche avversari che sono così tight che con JJ potreste non essere più i favoriti contro il loro range.

Quando esattamente è possibile procedere all-in e come si calcola l'equity verrà chiarito nel paragrafo successivo. Spesso viene dato per scontato che conosciate l'avversario e che abbiate a disposizione le statistiche di Elephant e possibilmente anche degli appunti sul suo conto.

Se si tratta di un giocatore sconosciuto, allora si gioca seguendo lo schema. Se invece lo conoscete, allora sulla base dell'equity e del range con il quale rilancia da una posizione iniziale potete determinare quando sia redditizio controrilanciare contro di lui.

ESEMPIO

€100 NL Hold'em

Stacks Hero (€20)

Preflop: Hero is Button with T T
UTG raises to €4.00, 4 folds, Hero ???

  • A) UTG: 10/5 (VPIP/ PFR in UTG)
  • B) UTG: 20/10

Nell'esempio A Villain possiede un range del tipo: TT+, AQs+, AQo+. Analizzando questo range con l'equilator, riceverete con TT un'equity del 40% contro il range in questione.

Nell'esempio B il range di Villain è più ampio e comprende: 77+, A9s+, KTs+, AJo+, KQo. Contro questo range avete un'equity di circa il 53%. Dato che nel piatto c'è soltanto un altro giocatore, ossia colui che rilancia, i due avversari apportano entrambi il 50% dei soldi nel piatto.

In questo modo bisognerà avere una quota del piatto, ossia una percentuale di equity pari ad almeno il 50%. Se avete 3 avversari, allora avrete bisogno soltanto del 33%, con 4 del 25% e così via. Questo calcolo è chiaramente di estrema importanza per le future riflessioni, in quanto consente di analizzare gli avversari singolarmente.

Questo calcolo rappresenta soltanto una buona regola empirica! Dato che l'avversario non farà call dopo un reraise con tutte le mani con cui rilancia, il calcolo esatto si presenta così: innanzitutto calcolare con quale percentuale del suo range fa call. Successivamente, calcolare con quale percentuale del suo range fa fold dopo il vostro rilancio. Dalla somma dei due valori, si calcola l'esatto valore atteso EV:

FE = Foldequity
Pot1 = Piatto prima del controrilancio
Pot2 = Piatto totale in caso di call dell'avversario
Equity = Probabilità di vincita contro il range che fa call
Costi = Entità del controrilancio

EV = FE * Pot1 + (1-FE) * (Equity * Pot2 - Costi)

Chiaramente questo calcolo non è certo l'ultima spiaggia. In effetti, è ad esempio possibile considerare anche la foldequity. Se l'avversario fa fold abbastanza spesso, allora un controrilancio può essere anche +EV, se voi avete in teoria una percentuale di equity inferiore al 50%. Considerazioni di questo tipo non costituiscono però argomento di trattazione di questo articolo.

Come reagire a un rilancio dopo di voi?

Fino a questo momento nella sezione principianti si è detto che a un controrilancio si reagisce con un all-in. In media questa decisione è corretta, ma ciascun avversario gioca diversamente. Contro alcuni è corretto passare TT dopo un controrilancio, contro altri invece in questo modo si perde value.

Le statistiche però vi consentono di analizzare singolarmente ciascun avversario e adattare loro il vostro range da all-in. È importante avere informazioni sull'avversario. Solo nel momento in cui si hanno a disposizione delle statistiche, è possibile agire secondo il principio dell'equity che verrà chiarito a breve. Sulla base di un esempio scoprirete come prendere la decisione giusta.

ESEMPIO

€100 NL Hold'em

Stacks Hero (€20)

Preflop: Hero is MP2 with 9 9
4 folds, Hero raises to €4.00, 3 folds, SB raises to €20.00, BB folds, Hero ???

Qui di seguito le statistiche relative allo small blind che avete a disposizione:

  • A) SB: 15/10/5 (VPIP / PFR / 3-bet)
  • B) SB: 20/15/10

Il valore VPIP indica in quanti casi il giocatore investirà spontaneamente dei soldi nel piatto. Il valore PFR indica in quanti casi il giocatore rilancia mentre il valore 3-bet indica la frequenza con cui l'avversario rilancia se prima di lui esattamente un giocatore ha rilanciato. Questo è qui un valore fondamentale per fare la scelta giusta. Servendovi dell'equilator potete calcolare la percentuale di equity che avete contro l'hand range avversario.

Esempio A: Villain possiede un range da 3-bet del 5%, che corrisponde pressappoco a TT+, AQs+, AQo+. Se attacchiamo questo hand range con 99, noteremo che abbiamo circa il 37% di equity. Basta per poter call qui?

A tal fine è necessario sapere innanzitutto di quanta equity avete bisogno. Avete bisogno del 50%,  perché investite appunto il 50% dei soldi nel piatto? No, non è il 50%, bensì meno. Avete appena investito dei soldi nel piatto e i soldi presenti ora nel piatto non vi appartengono più.

Per capire di quanta equity avete bisogno per poter fare call qui, bisogna calcolare i pot odds. A tal fine, si prende tutto ciò che è già nel piatto e si somma il rilancio di SB. Fate attenzione a prendere del suo stack solo la quantità corrispondente al vostro stack residuo. Si gioca di fatto solo per lo stack minimo, che corrisponde di solito al vostro stack.

Pot Odds 1:1,56 (€24 sono nel piatto e dovete versare €16)

Potete convertire gli odds in equity facendo la somma dei due numeri e dividendo per 100 il risultato. Per esempio: 1 + 1.56 = 2.56, 100 / 2,56 = 39. La vostra equity è pertanto del 39%.

Questo significa che potete fare call quando avete almeno il 39% di equity contro il range avversario. In questo caso dovreste fare fold, visto che avete solo il 37% e perdereste quindi denaro nel lungo periodo facendo call.

Esempio B: ancora una volta i pot odds sono di 1:1.56 e vi serve il 39% di equity per fare call. Questa volta, attribuite all'avversario un range del 10%, che corrisponde all'intervallo di mani che va da 77+, A9s+, KTs+, AJo+ a KQo. Contro questo range avete un'equity del 48% e pertanto potete effettuare un call secondo gli odds.

Potete facilmente elaborare voi stessi altri esempi e metterli alla prova anche utilizzando altre mani di partenza o altre mani avversarie.

In tal senso tenete sempre presente che gli avversari potrebbero avere anche altri range rispetto a quanto riportato dall'equilator. Essendo consapevoli di ciò, dovete conseguentemente modificarli ed eliminare dal suo range le mani con le quali non rilancia. Pertanto un avversario nell'esempio B) potrebbe possibilmente avere 66 anziché A9s. Per questo motivo, è quasi impossibile determinare il range esatto per cui bisogna accontentarsi di alcune stime.

Potete fare call?
  • 1. Calcolate i pot odds
  • 2. Calcolate l'hand range dell'avversario
  • 3. Calcolare l'equity della vostra mano contro l'hand range avversario
  • 4. Fate call se gli odds presentano un valore atteso positivo

Quando potete fare limp?

È possibile fare limp con determinate mani in maniera proficua o no? È una domanda che vi sarete sicuramente posti. Nella sezione principianti avete imparato che non dovreste fare limp, bensì giocare solo raise or fold. Ma questa non è sempre la soluzione ottimale.

Esistono alcune mani con le quali è possibile effettuare un limp redditizio giocando bene al postflop, ma che risultano troppo deboli per un rilancio. Fate limp solo se i limper prima di voi sono nel piatto. Se siete first-in, ossia se prima di voi non è entrato ancora nessuno nel piatto, allora continuate a giocare raise or fold.

A cosa è finalizzato il limp?

Facendo limp si intende vedere il flop nel modo più economico possibile. Quando si fa limp, si possiede di solito una mano debole che potrebbe però migliorare in una mano molto forte.

Se al flop formate la vostra combinazione, sperate di ottenere un premio sostanzioso. In caso contrario, avrete investito poco e potete passare la mano senza costi aggiuntivi.

Fate sempre attenzione a non ridurre troppo il vostro stack. Quanto più piccolo è lo stack, tanto più dovreste rinunciare al limp. Se ad esempio avete uno stack di 16 BB, non ha molto senso fare limp. Un buon valore indicativo è uno stack compreso tra 17 e 17,5 BB circa.

Da quale posizione fate limp?

Dovreste fare limp esclusivamente dalle posizioni finali. L'obiettivo è vedere il flop in modo economico. Con qualsiasi altro giocatori che agisce dopo di voi aumenta il rischio che venga rilanciato e voi siate costretti a passare.

Immaginiamo che i giocatori dopo di voi abbiano un valore PFR del 10%. A quel punto, due giocatori alla vostra sinistra rilanciano in circa il 20% dei casi. Se voi vi trovate in MP2, allora ci saranno cinque giocatori dopo di voi, per cui dovreste fare fold una volta su due, il che non è propriamente il vostro obiettivo.

Con quali mani si può fare limp?
POCKETPAIR

Le mani più semplici da giocare anche al postflop sono le pocketpair. In questo caso, vale la seguente semplice regola per il gioco al postflop: No set, no bet!

Ciò significa che si investono altri soldi solo se si è riusciti a formare un set. In caso contrario, si gioca check/fold.

Con le pocketpair è possibile fare limp insieme a uno o al massimo due limper. Se l'altro limper o i blind sono molto vincolati allo showdown (ossia procedono molto spesso allo showdown), a quel punto potete fare limp già in presenza di un solo limper. In caso contrario, invece, bisognerebbe già avere almeno due limper.

Un altro criterio importante è il grado di aggressività dei giocatori dopo di voi. Se presentano un valore PFR elevato, bisognerebbe avere almeno due limper, in quanto sarete spesso cacciati dal piatto con un rilancio.

SUITED CONNECTOR / SUITED ONE-GAPPER

I suited connector sono più difficili da giocare rispetto alle pocketpair. È assolutamente necessario conoscere approfonditamente il gioco dei draw al postflop. Se così fosse, i suited connector possono influire in maniera del tutto positiva sulla vostra winrate.

Bisognerebbe fare limp con i suited connector da 54s a QJs (KQs è un rilancio). Assicuratevi che ci siano almeno due limper prima di voi. Se ci fossero meno avversari non avrebbe senso, in quanto ricevereste una vincita irrisoria nel caso in cui riusciste a completare la vostra combinazione.

Solo con mani del tipo QJs o singoli one-gapper, potete fare limp in presenza di un solo limper nel piatto, in quanto questi potrebbero vincere anche con una toppair o meglio la probabilità di formare una toppair è maggiore. Anche in questo caso, in presenza di avversari aggressivi alla vostra sinistra dovreste più che altro rinunciare al limp o meglio dovreste avere più di due limper prima di voi.

I suited one-gapper sono connector con un "buco" (gap). Pertanto, una mano come 97s è ad es. un one-gapper, 96s invece è un two-gapper. Se vi trovate in posizione finale i one-gapper sono indicati per un limp. In tal caso, assicuratevi che ci siamo almeno due limper prima di voi, meglio ancora se sono tre. In caso contrario, vale quanto detto in alto per i suited connector.

SUITED ACE CON UN KICKER SCADENTE

Le mani Axs sono molto più difficili da giocare rispetto alle pocketpair e ai suited connector. Si tratta di Assi dello stesso seme accompagnati da un kicker scadente, ad esempio A2s. In questo caso, si gioca di solito per il flush(-draw) o 2 twopair/trips (principalmente per i trip con un kicker anziché un Asso). I suited ace non sono indicati per un limp con meno di 3 limper nel piatto.

Se pescate l'Asso vale molto spesso quanto segue: con una coppia di Assi e un kicker scadente, si vincono piatti piccoli e si perdono quelli sostanziosi. Mettetevi ad esempio nei panni degli avversari: voi rilanciate solo con Assi con kicker elevato e vincete a quel punto dei piatti corposi grazie al kicker.

Se però non avete alcun Asso, l'avversario non vincerà tutto il vostro stack, bensì solo una parte relativamente piccola. L'avversario vincerà quindi un piatto irrisorio e perderà quelli sostanziosi. Fate in modo che non siate voi a trovarvi in questa situazione.

Quando è possibile fare limp e con quali mani?
  • Fate limp solo in posizione finale.
  • Fate limp solo se prima di voi altri giocatori hanno già fatto limp.
  • Si può fare limp con pocketpair, suited connector e one-gapper.
  • In presenza di numerosi limper, è possibile fare limp anche con Axs.

Quando si può fare complete?

L'azione di complete nello small blind funziona analogamente al limp. Gli obiettivi rimangono gli stessi, con la sola differenza che potete fare complete con più mani, in quanto essendo voi lo small blind dovete investire meno soldi. Così come per il limp anche qui vale la regola per cui si fa complete con i suited connector, i one-gapper e le pocketpair.

POCKETPAIR, SUITED CONNECTOR / SUITED ONE-GAPPER

Per le pocketpair è sufficiente che un avversario abbia già fatto limp prima di voi. Con i suited connector devono invece essere uno o due, con le facecard (figure) basta un limper, per tutte le carte inferiori sono necessari due limper. Il motivo è dovuto al fatto che raramente riceverete una toppair, che è quella che spesso vince abbastanza.

SUITED ACE CON KICKER SCADENTE

Anche con i Axs si può fare complete, ma considerando che giocate OOP e un draw risulta difficile da giocare, bisognerebbe avere almeno due o tre limper. In caso contrario, valgono le raccomandazioni presentate per il limp.

OFFSUITED CONNECTOR

Per concludere, analizziamo un altro gruppo molto piccolo: offsuited connector. Per fare complete con queste mani bisogna avere almeno due, meglio ancora quattro, limper prima di voi presenti nel piatto. Gli offsuited connector sono un gruppo di mani che raramente viene giocato. È inoltre importante che quanto più bassa è la carta più alta, tanti più limper saranno richiesti nel piatto, in quanto la probabilità di formare una toppair tende a zero.

Perché però si richiedono così tanti limper, mentre con i suited connector è possibile fare complete molto più spesso? Pensate a quante volte formate una combinazione con i suited connector con la quale volete continuare a giocare al flop:

Twopair+: 3,49%
OESD: 10,10%
Flushdraw: 10,13%

In totale circa il 25% dei flop risultano giocabili. Di questi il 10% va perso se si tratta di offsuited connector. Si tratta quindi di una percentuale molto elevata, per cui le probabilità di vincita si riducono drasticamente. Non giocate gli offsuited connector in overplay! Se decidete di non giocarli proprio, perdete praticamente pochissimo value rispetto al rischio che correte giocando queste carte. Analizzate regolarmente il vostro gioco in relazione a questa combinazione di carte e verificate se state realmente generando value. In caso negativo, lasciate semplicemente perdere queste carte.

Quando è possibile fare squeeze?

Uno squeeze o squeeze play è un bluff nel primo giro di puntate. Se un giocatore prima di voi ha rilanciato e almeno un altro giocatore ha visto questo rilancio e voi effettuate un controrilancio corposo, allora si parla di squeeze play.

Il ragionamento alla base di questa tattica è che l'openraise si trova in una posizione sandwich tra voi e i coldcaller senza sapere come reagiranno gli altri giocatori, mentri questi dall'altro lato raramente avranno una mano forte con cui poter continuare a giocare. Voi quindi attaccate soprattutto il dead money presente nel piatto e nella migliore delle ipotesi tutti gli avversari faranno fold.

ESEMPIO

€200 NL Hold'em

Stacks Hero (€40)

Preflop: Hero is Button with T T
3 folds, MP1 raises to €8.00, MP2 calls €8.00, 2 folds, Hero raises to €40.00, 4 folds

Si tratta di un semplice esempio di squeeze play. Il giocatore seduto in MP1 rilancia e un giocatore fa coldcall. A questo punto voi rilanciate ulteriormente mentre MP1 avrà una scelta difficile da fare, ossia se vedere o rilanciare o meglio passare la mano. MP2 non possiede di solito una mano così forte per poter vedere qui un ulteriore rilancio.

QUALI SONO I PERICOLI IN AGGUATO?

Di tanto in tanto, il raiser avrà chiaramente una mano forte e vi farà call. Si può anche verificare che il coldcaller abbia giocato in slowplay una mano forte. Se ciò nonostante tutto procede liscio, allora riuscirete a raccogliere tantissimo dead money.

A contrario della BSS (strategia bigstack), facendo squeeze vi vincolate, o meglio vincolate il vostro stack, praticamente sempre, in quanto siete all-in. Per questo motivo, dovreste scegliere molto accuratamente le mani con cui fare squeeze. È molto raro che si possa giocare uno squeeze come bluff vero e proprio.

QUANDO È POSSIBILE GIOCARE UNO SQUEEZE PLAY?

Chiaramente gli avversari dovranno necessariamente passare la mano in molti casi, in quanto subirebbero ingenti perdite se facessero sempre call. In questo modo, avete della foldequity, ossia gli avversari fanno fold e voi vincete l'intera somma di dead money.

Inoltre se ricevete un call non è tutto perduto. In teoria anche 32o vince contro AA in circa 1 caso su 5. In questo modo, avete dalla vostra due fattori importanti che determinano il valore atteso EV dello squeeze: la foldequity e la potequity.

Di conseguenza, l'EV di uno squeeze play si ricava nel seguente modo:

FE = Foldequity
Pot = Piatto prima dello squeeze
Equity = Quota del piatto in caso di call
Piatto complessivo = Dimensioni del piatto dopo un call
Costi = Il vostro stack totale investito

EV = FE * Pot + (1-FE) * (Equity * Piatto complessivo - Costi)

COME SI PROCEDE CONCRETAMENTE?

Pensate a quante volte il giocatore 1 e 2 fanno fold. Questa è la vostra foldequity. Successivamente, valutate la frequenza con cui il giocatore 1 fa call determinando così l'equity. La stessa cosa vale per la situazione inversa, ossia il giocatore 1 fa fold e il giocatore 2 fa call. Successivamente o ricavate l valore medio e lo inserite nella formula oppure integrate la formula con un termine.

c1= giocatore 1 fa call
c2= giocatore 2 fa call

EV = FE * Pot + (c1) * (Equity * Piatto complessivo - Costi) + (c2) * (Equity * Piatto complessivo - Costi)

Chiaramente esiste anche il caso in cui entrambi gli avversari fanno call, ma ciò non fa altro che ampliare inutilamente la formula e un calcolo simile sarebbe sicuramente impraticabile al tavolo per questioni di tempo. Per questo motivo, questa semplificazione dovrebbe essere sufficiente.

Con più di due giocatori dovreste in teoria inserire più termini, ossia uno per ogni giocatore. Così come per il controrilancio, anche qui ruota tutto intorno al range avversario, in quanto uno squeeze per un giocatore SSS raramente risulta redditizio per la sola foldequity.

Come si gioca con uno stack doppio?

Dopo aver raddoppiato lo stack, non si abbandona subito il piatto, anzi solo nel momento in cui bisogna nuovamente versare il big blind. Fino a quel punto, bisogna chiaramente valutare le possibilità così come i rischi offerti da uno stack doppio. 

CON QUALI MANI SI PUO' GIOCARE?

In teoria con tutte le mani riportate nello schema. Se non vi sentite sicuri nel gioco al postflop, allora lasciate perdere le mani spiacevoli e lavorate sul vostro gioco al postflop, in modo da poter integrare anche le mani mancanti. Si applica però un piccolo cambiamento: si può fare limp anziché rilanciare anche con pocketpair come 77 e 88 dopo alcuni limper.

COME SI REAGISCE A UN RILANCIO PRIMA O DOPO DI VOI?

Si reagisce esattamente come descritto in alto, con la sola differenza che lo stack è maggiore e avete quindi pot odds differenti. Inoltre, un controrilancio non equivale a un push diretto, bensì a un rilancio. Tuttavia, l'equity e il principio sottostante rimangono invariati.

Questi sono di fatto i punti principali della strategia di gioco con uno stack doppio. Fate dei calcoli per acquisire una certa sensibilità proprio come descritto in alto. Tuttavia, anche per lo stack doppio non si inventa nullo di nuovo.

Conclusione

Conoscere approfonditamente l'equity è la chiave del successo nel gioco al preflop dei giocatori avanzati. In combinazione con le statistiche disponibili, i rilanci prima e dopo di voi forniscono delle informazioni sul possibile hand range dell'avversario in modo da poter reagire appropriatamente in base alle carte in vostro possesso.

Il limp può essere redditizio, ma dovrebbe essere applicato con cautela. La posizione e la scelta mirata delle mani sono decisive per un successo a lungo termine. La stessa cosa vale per il complete dello small blind.

Una tattica importante nel gioco al preflop è lo squeeze play, grazie al quale si riesce a raccogliere, possibilmente anche senza showdown, i soldi versati fino quel momento nel piatto. Si fa squeeze esclusivamente con quelle mani che possiedono anche showdown value in caso di call o presentano un adeguato potenziale di miglioramento.